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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 11:10
“ Come in tutti gli ambiti della colorimetria e della riproduzione visiva, lavoriamo sempre con una coperta corta: ogni scelta privilegia qualcosa e sacrifica qualcos’altro. Parlare di “colore giusto” in fotografia ha senso solo in casi molto specifici (riproduzione, cataloghi, beni culturali). Nella maggior parte delle immagini il concetto di giusto, reale e oggettivo è fragile, perché stiamo trattando un prodotto percettivo, non una misura fisica. „ Standing ovation ... lo sostengo dall'altro post ... l'importante è il risultato finale non le misurazioni teoriche delle quali me ne sbatto |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 11:53
“ Questo è quello che penso anch'io e non escludo che applichino la stessa filosofia anche al nuovo sensore. Il colore "giusto" in fotografia è importante solo in particolarissimi casi. „ Capita di rado ( ), ma sono assolutamente d'accordo con Paco68. Siamo completamente immersi nel color grading: il colore oggi è linguaggio più che verità. Escludendo ambiti professionali molto specifici (moda per colori dei tessuti, riproducibilità su cataloghi commerciali, riproduzioni fedeli di opere artistiche...), il colore è quasi sempre una scelta creativa per sottolineare un messaggio. Proprio per questo l’accuratezza conta come punto di partenza, non come punto di arrivo: una base neutra apre più possibilità creative, non le limita. Al contrario invece, una macchina poco accurata e sempre sbilanciata ti obbligherebbe ad una correzione costante. |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 12:18
“ Proprio per questo l’accuratezza conta come punto di partenza, non come punto di arrivo: una base neutra apre più possibilità creative, non le limita. Al contrario invece, una macchina poco accurata e sempre sbilanciata ti obbligherebbe ad una correzione costante. „ Questo è un tema interessante sul quale io non ho una risposta ma mi faccio una domanda: Per raggiungere determinate tonalità, è mandatorio raggiungere prima il colore "giusto"? Una fotocamera che non raggiunge il colore "giusto" non sarà mai in grado di raggiungere certe tonalità? |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 12:31
Il colore è un’opinione e lo diceva Agfa che di colore ci capiva |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 17:09
“ Per raggiungere determinate tonalità, è mandatorio raggiungere prima il colore "giusto"? „ Secondo me, per esperienza personale, almeno per l'incarnato sì. Poi puoi comunque fare colorgrading in modo espressivo per enfatizzare certe tonalità. Però prima secondo me devi sempre partire da un incarnato pulito: se l’incarnato è sporco, ogni intervento successivo non fa che amplificare l’errore. Quando parti da un incarnato pulito, invece, puoi a seguire permetterti anche scelte marcate: restano credibili perché il riferimento di partenza è corretto. |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 17:16
“ Secondo me, per esperienza personale, almeno per l'incarnato sì. Poi puoi comunque fare colorgrading in modo espressivo per enfatizzare certe tonalità. Però prima secondo me devi sempre partire da un incarnato pulito: se l’incarnato è sporco, ogni intervento successivo non fa che amplificare l’errore. Quando parti da un incarnato pulito, invece, puoi a seguire permetterti anche scelte marcate: restano credibili perché il riferimento di partenza è corretto. „ Ok, ci sta, quindi ti chiedo, Cosa intendi per incarnato pulito? Come fai a decidere se è pulito o sporco? Tu hai visto in questi anni un aumento della qualità dell'incarnato nelle fotocamere moderne? |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 17:30
va bene i verdi autunnali a marzo, va bene il cielo a pecorelle e l'acqua ferrarelle.. Ma l'incarnato (come diceva san Masterlight) e' l'incarnato..
 Se ne vuoi uno che separi, che legga l'incarnato, che sia dolce con le pelli piu' scure o che faccia vedere capelli veramente biondi e non solo miele... oggi o ti calibri da solo o compri profili fatti bene. |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 17:31
“ Se ne vuoi uno che separi, che legga l'incarnato, che sia dolce con le pelli piu' scure o che faccia vedere capelli veramente biondi e non solo miele... oggi o ti calibri da solo o compri profili fatti bene. „ Va bene, ma qui si tratta di un profilo diverso applicato al medesimo file. E su questo, nulla da dire. Ma.. mi pare che l'argomento sia un altro |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 17:40
In fondo non e' cosi diverso... si parlava di discriminazione che fa leica nel selezionare i colori... Ricollegandoci all'esempio di Raamiel della sl3?

 se consideri: 0.33 il centro.. più a destra - più rosso più in alto - più verde più in basso - più blu/viola noterai che proprio dove c'e' in alto a destra il giallo vicino al rosso, ci stanno gli incarnati... ... e quando hai piu' forza proprio la puoi avere una rappresentazione reale della differenza fra l'incarnato 1 e 2 di due persone invece magari di un insieme piu' omogeneo. O la separazione che vedi lassu fra biondo e carnagione. La scelta Leica? probabilmente avere piu' costanza di resa discreta che rischiare ma dare piu' spazio alle differenze, anche perche' come si e' capito nelle ultime 30 pagine poi non hanno profili seri di base per i propri raw. |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 17:46
Ok, ma quindi la domanda è: con fotocamere Leica non si può avere un incarnato "pulito"? |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 17:59
Mettiamola cosi... Se devi fare riproduzione, anche profilando hai molti piu problemi e non a caso nei lavori di riproduzione seria vanno o di Hassy, o di Tricromatic o su ff di Nikon. Se vuoi un incarnato coerente con i profili ti avvicini e tanto a quello giusto, anche con una scarsa m10r che sta sotto la SL3 per separazione:


 E in alcune quella saturazione maggiore che vedi non e' saturazione applicata cosi... e' il profilo che non ha i limiti imposti dal produttore per non posterizzare ... che non si limita piu' e NON posterizza. |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 18:06
il profilo appunto gioca un ruolo primario, molto piu della capacita di separazione dei colori del sensore s'e visto in passato con Canon nell'incarnato, Sony e i suoi sensori sulla carta i migliori, ma uno svedese sembrava cinese |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 18:10
“ Se vuoi un incarnato coerente con i profili ti avvicini e tanto a quello giusto, anche con una scarsa m10r che sta sotto la SL3 per separazione: „ Ok grazie, era quello che volevo sapere. |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 19:50
“ Escludendo ambiti professionali molto specifici (moda per colori dei tessuti, riproducibilità su cataloghi commerciali, riproduzioni fedeli di opere artistiche...), il colore è quasi sempre una scelta creativa per sottolineare un messaggio. „ Nei primi due casi non ho mai riscontrato coerenza e fedeltà del colore, per la riproduzione di opere artistiche non saprei, i vari libri che ho (alcuni anche costosetti) non sono per niente fedeli nella resa cromatica, per non parlare dei libri/catalogo che si comprano nei bookshop dei vari musei o pinacoteche, veramente scarsi, per fortuna non costano una “fortuna” e svolgono sufficientemente il ruolo di “foto ricordo” della mostra che si è visitata! |
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inviato il 16 Gennaio 2026 ore 19:56
i libri non fanno testo sulla riproduzione fedele delle opere d'arte, la stampa in quei casi ha come priorità l'economicità la fedeltà cromatica la cercano i musei per la catalogazione |
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