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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 9:27
L' offerta e' talmente vasta e talmente a buon mercato che nessuno può sostenere di non conoscere l' esistenza di un genere artistico. Io però qui aprirei una parentesi. La maggior parte delle opere prodotte fin'ora sono originate dalla spinta dell' artista (sincera) ma deviata e strumentalizzata per scopi politici, religioso e commerciali. A partire dall' architettura per finire al cinema. |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 9:40
A conforto della tua opinione c’è un’assenza tangibile di cultura nell’offerta. Se prendiamo ad esempio il cinema ci accorgiamo (e questo non sono io a dirlo) che qualunque prodotto di nicchia costa più di quello che porta al botteghino. Quindi ci sono limiti nel produrlo. ******************************************** Quindi questo sarebbe un problema. Bene. __________________________________________ Eppure la società attuale è fatta da persone che nella stragrande maggioranza ha studiato almeno fino a 18 anni, e in parte ha una preparazione universitaria: quindi dovrebbe essere più portata ad avere un atteggiamento critico e a cercare stimoli diversi da qualcosa che conforti la propria mediocrità. ******************************************** E se invece, nei fatti, questo significasse che è mediocre l'offerta pur essendo essa promossa, ma forse sarebbe meglio dire spacciata, come "prodotto di nicchia"? __________________________________________ |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 9:48
“ Che non è una roba banale da Normative ISO. „ Una volta conosciute ti garantisco che non lo sono. |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 10:04
“ E se invece, nei fatti, questo significasse che è mediocre l'offerta pur essendo essa promossa, ma forse sarebbe meglio dire spacciata, come "prodotto di nicchia"?” “”””””””””””””””””””””””””””””””””””””” Anche questo. Da qui parte la mia provocazione su Capa, per esempio. Magari sostenere, come ho fatto io prima, che ci sia una offerta culturale appiattita é una generalizzazione sbagliata, che non tiene di conto la reale ricchezza di cultura che abbiamo: forse sarebbe più giusto affermare che oggi un autore come Andrei Tarkovsky non arriverebbe alla cultura di massa e che solo questa é realmente appiattita in modo terrificante. |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 10:14
“ Tutti d’accordo che il Poeta sia una fotografia buona, o di qualità, riprendendo il titolo del topic? Da cosa la definite tale? „ E' spettacolarizzata, quindi un sacco di gente la trova bella. A me non interessa la spettacolarizzazione, mi interessa che l'immagine sia una lettura del mondo. Quindi per me la fotografia di un poeta, per esempio, è così:
 e questa è la sua poesia: “ Il poeta Presumibilmente, sembro un poeta di elevata rappresentanza sebbene la mia insufficienza cardiaca ha per virtù medica il libro «cuore». Abito appena sopra il livello del mare mentre la salute, la purezza, la ricchezza e gli sport invernali stazionano oltre i mille metri. Perciò mi ossigeno respirando l’aria dei paradisi alpini così arditamente fotografati dagli scalatori sociali nonostante la pericolosità dei dislivelli. „ In foto vediamo il poeta Valentino Zeichen, dietro la sua casa-baracca a Roma. |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 10:22
“ Tutti d’accordo che il Poeta sia una fotografia buona, o di qualità, riprendendo il titolo del topic? „ No.. non sono d'accordo. Mi perdoni l'autore, per me pur essendo una bella foto, NON e' una buona fotografia. Tralasciando tutta una serie di aspetti, che qui non discuto. Il vero difetto, che mi avrebbe indotto a scartarla e' che e' una fotografia PIATTA. Irrimediabilmente, drammaticamente piatta. Con Gatto , Poeta, Valigia Tazza tutti sullo stesso piano come in vetrina. |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 10:39
@StefanoPelloni stai scrivendo ad un Perito Capotecnico delle Aldini Valeriani Serali con i compianti Professori Strada e Pedrini e la mia era una battuta ilare ... Grazie ! |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 10:41
Nel mio soggettivo è poco "reale", troppo elaborata e mi pare un poco ricostruita con contrasti che richiamano un pò Dragan, un già visto. La scena è troppo "leziosa", risulta piacevole alla vista ma finisce lì. Mi ricorda Harry Potter. Ma non conoscendo gli intenti dell'autore va bene così. |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 10:43
dico anche la mia sul poeta, appena vista ho pensato "wow! chissà se riuscirò mai a fare una foto del genere?" (SPOILER: probabilmente no) poi riguardandola ho notato un elemento in particolare che non mi convince, la candela, spogliata della sua funzione orginaria di fonte di luce e relegata ad elemento prettamente scenografico, quasi didascalico, a ribadire un "essere fuori dal tempo" che lo scatto trasmetteva anche in sua assenza. |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 11:02
La foto citata è molto bella, molto curata per luce e colori (un po meno la composizione sterica degli elementi, come fa notare Salt) però anche tanto pittorica. Se proprio devo fare il pedante (e l’invidioso) direi che è troppo costruita ma, probabilmente, in un ritratto é una cosa voluta e cercata. Ad essere sincero non riesco a prenderla sul serio per ragioni personali: quella candela mi fa pensare che da un momento all’altro possa bussare alla porta qualcuno…e che quel qualcuno sia il Frankenstein di Mell Brooks… |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 11:13
Gene hackman incoming |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 11:27
Stefano Ferioli scherzavo anche io, sebbene la materia mi tocchi da molto vicino. |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 11:33
Ringrazio Canti Del Caos ... Un caro saluto |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 14:57
Ne ero sicuro, caro Stefano Pelloni e te ne ringrazio molto. Ringrazio anche coloro che hanno espresso la loro personale contrarietà al giudizio "Buona fotografia" di quella qui denominata "Il Poeta" : ci sta, in una visione a trecentosessanta gradi del confronto. |
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inviato il 19 Gennaio 2026 ore 15:17
La foto che hai citato, Stefano, è un buon esempio di ciò che si dovrebbe evitare. Purtroppo tu, come tanti, sei molto ancorato alla patina delle immagini, ne rimani affascinato e ti esalti come quando ci si trova davanti ad un dolce super pacchiano ed "invitante" che poi in bocca ti nausea, talmente è pieno di zucchero. Non c'è alcuna differenza sostanziale tra una foto come questa e una qualunque foto cartolina che a Juza piace tanto spingere negli EP. Anche lui è vittima di questa piaga. Quella della spettacolarizzazione estetica. A partire dal titolo, inutilmente didascalico, la foto è una generica rappresentazione di quello che dovrebbe essere un poeta nell'immaginario collettivo. Il problema è che ne risulta una banalizzazione "romantica" compiacente e mansueta che non chiede nulla a chi guarda. E quel tipo di post produzione leccata serve più a riempire il vuoto sottostante ed abbellire l'esca. Cosa rimane dopo aver visto una foto del genere? Assolutamente niente. Si passa alla prossima dose di anestetizzante istantaneo. Finché non si prendono le distanze da questo problema, i discorsi che stiamo facendo rimangono solo parole al vento. |
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