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avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 12:42    

Aggiungo un'altro intervento sempre di Scianna che forse chiarisce il mio punto di vista:
"Il documentario tocca anche un tema profondo: il dolore del fotografo. Scianna ammette di aver creduto, un tempo, che fotografare la sofferenza potesse servire a ridurla. Ma oggi dice: “Nessuna fotografia buona ha mai migliorato il mondo.”
Eppure aggiunge, con lucidità e compassione: “So che le cattive fotografie lo peggiorano, quindi la responsabilità morale, ideologica, sentimentale, umana c’è sempre. Tu hai sempre la responsabilità dell’immagine. “Se il tuo sguardo ha un contenuto umano, nella tua foto ci deve essere la tua posizione nei confronti di quella sofferenza.”
È una riflessione che inchioda ogni fotografo al proprio dovere etico: non basta osservare, bisogna scegliere come guardare."

avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 12:49    

un'ultimo spunto su cui ragionare, preso dal sito di un collega:
maxangeloni.it/reportage-telefonino-nellalto-dei-cieli

avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 14:13    

@Edmondo Parisi ++++

Grazie per il commento. Anzi, grazie per i commenti (al plurale).

avatarjunior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 15:07    

Dobbiamo anche tener conto che come tutte le discipline anche per la fotografia occorre dedicarci del tempo, a parte chi nasce fenomeno naturalmente, ma ci credo poco a quello. Forse nell'ultimo periodo storico siamo abituati al tutto e subito... perché forse abbiamo proprio poco tempo.
Si sperimenta di solito personalmente sbagliando molto, non ci si deve scoraggiare.
I risultati poi arrivano, in ogni genere, ma bisogna dedicarci del tempo, più questo abbonda è più saranno decenti le immagini che produrremo.
Un neofita con delle buone nozioni e con una buona attrezzatura non porterà certo a casa dei buoni scatti alla prima uscita di avifauna oppure la prima volta con una modella, ecc...
A me piace lo still ad esempio e le prime volte, essendo autodidatta, le porcate erano all'ordine del giorno.... successivamente per una buona immagine ci ho investito dei giorni.
In sostanza possiamo anche avere delle buone dritte raggruppate in una sezione dedicata, ma se non siamo disposti ad investirci il tempo adeguato sia come studio che come sperimentazione difficilmente guarderemo con soddisfazione il nostro lavoro.

avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 18:42    

I risultati poi arrivano, in ogni genere, ma bisogna dedicarci del tempo, più questo abbonda è più saranno decenti le immagini che produrremo.


i risultati arrivano se hai veramente qualcosa da dire, altrimenti migliori solo la tecnica, ma continui a non dire nulla. Come già detto la tecnica al servizio della creatività e non viceversa. Una la impari, l'altra ha ben altro spessore e percorso individuale.
Tutti sappiamo scrivere o quasi MrGreen, ma la Divina Commedia l'ha saputa comporre solo un uomo che io sappia. L'autorialità in una qualunque opera, è la differenza, e nella fotografia è la cosa che trasforma una semplice immagine in Fotografia. Le dritte si posso raggruppare dove volete, anche se credo che on line si trovano PDF con un sacco di dritte, ma sono abbastanza certo che serva dell'altro per crescere fotograficamente.

avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 18:53    

i risultati arrivano se hai veramente qualcosa da dire, altrimenti migliori solo la tecnica, ma continui a non dire nulla. Come già detto la tecnica al servizio della creatività e non viceversa. Una la impari, l'altra ha ben altro spessore e percorso individuale.

Per quanto dovremo continuare a ripeterlo? :)

avatarjunior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 19:19    

Concordo con voi, ma la fotografia è piuttosto varia. Mi sono riallacciato alla domanda iniziale del topic senza pormi la domanda su che cosa ami fotografare l'autore. In ambito naturalistico ad esempio che cosa vogliamo rappresentare?... le turbe esistenziali del passero comune o magari semplicemente uno stile di volo diverso da altri volatili o semplicemente come è fatto.
Ci sono anche libri che parlano di tutto questo, penso che a qualche d'uno serva magari.
Poi per i percorsi esistenziali chi fotografa deve avere sicuramente sensibilità particolari che sarebbe auspicabile tutti avessero, praticamente il mondo perfetto.

avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 19:55    

Per quanto dovremo continuare a ripeterlo? :)


Non lo so, io lo sto facendo in queste ultime pagine ma temo di non riuscire a raggiungere il voluto.

avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 21:13    

i risultati arrivano se hai veramente qualcosa da dire, altrimenti migliori solo la tecnica, ma continui a non dire nulla. Come già detto la tecnica al servizio della creatività e non viceversa. Una la impari, l'altra ha ben altro spessore e percorso individuale.


Posso dire FORSE? MrGreen Anzi direi decisamente di NO.

I risultati arrivano nel momento in cui hai la scena davanti e la sai riprendere.

Il primo che ha fotografato il pescatore con il cormorano (quello vero, non quello pagato per mettersi in posa), chi ha fotografato le persone sull'attenti al passaggio del treno con la salma di Kennedy, ma anche chi ha fatto un minuzioso e enorme lavoro di documentazione fotografando panorami ed immagini street lo ha fatto perche' si e' trovato in quel punto ed ha scattato con una tecnica impeccabile.

Non e' stata certamente fortuna, ma il fatto di essere li in condizioni di scattare ed aver scattato. E a volte credo ci sia voluto un pelo sullo stomaco non indifferente.

Poi, qualcuno, effettivamente aveva qualcosa da dire ed ha inventato una fotografia costruita apposta per veicolare il messaggio. Ma sono una netta minoranza.

avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 21:17    

La fortuna non esiste, o meglio capita ma perché chi ha fatto quelle riprese era li.
La fortuna ti capita una volta o due, se sei sempre fortunato vuole dire che te la crei con il lavoro e la capacità di vedere
E qui torniamo a quanto scritto sopra la foto la fai se hai qualcosa da dire, se hai già in testa un'idea e un'obiettivo o se sai cogliere il momento ma per farlo devi esserci nel posto w non basta viaggiare o seguire certi eventi, é essere pronto e essere lì perché sapevi che poteva nascere qualcosa

avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 21:26    

E qui torniamo a quanto scritto sopra la foto la fai se hai qualcosa da dire, se hai già in testa un'idea e un'obiettivo


la fortuna non esiste, e siamo d'accordo.

Esiste la maestria. Cioe' la capacita di produrre una fotografia tecnicamente corretta anche in condizioni limite.
E questo comprende anche l'avere un obiettivo ed una idea. Ma non significa aver qualcosa da dire.

Posso fare un ottimo ritratto di un attore senza aver nulla da dire oltre che l'obiettivo di ottenere una immagine per i cartelloni del prossimo spettacolo. o semplicemente cogliere l'occasione che si presenta e scattare.

Avere qualcosa da dire significa voler passare un messaggio. Costruire una immagine in modo che non sia lo still life di una persona, ma sia una immagine che suscita sentimento. Tipo le due suore che si baciano.

Ma questo non significa che sia una buona foto. E' semplicemente una fotografia che trasmette un messaggio.

Due suore che limonano passano il messaggio anche se il fuoco non e' perfetto, o il bianco ha una dominante.


Qui si cerca sempre di trovare la pietra filosofale. Ma il tutto credo sia molto piu' semplice di quel che sembra.

Un graffito fatto a bomboletta con una bestemmia passa un messaggio, ha qualcosa da dire, ma non possiamo paragonarlo ad un affresco di Giotto.

avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 21:44    

Il tizio di non Paul Fusco non é stato solo bravo a essere lì ma ad avere una visione
Se sei bravo a fare scatti anche in situazioni difficili qualcosa di buono lo peschi ma solo se hai l'idea e il pensiero prima esce qualcosa.
Sta qui la differenza quindi per me viene prima il pensiero sempre o quasi.
In qualunque genere fotografico
Ah Giotto non é importante solo per una questione tecnica ma perché ha portato un salto concettuale importante
Non é ancora la prospettiva successiva, ma popola lo spazio, guida lo sguardo, fa un cambio radicale.
Giotto é Giotto proprio perché aveva un'idea oltre la tecnica che ha portato una grande innovazione

avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 21:59    

Anche il graffito con una bestemmia veicola un'idea e non ha neppure bisogno di tecnica per esprimerla.

Fusco, si trovava sul treno, ma senza il progetto di fotografare le persone sull'attenti. Era li' per altro.

Il lavoro si e' formato man mano che il treno avanzava e lui ha cominciato a scattare il materiale che si e' trovato davanti.
Il mio amico Bert Richner e' diventato famoso, ma tutto e' cominciato da un gommoncino ed una piccola fotocamera a pellicola. Nessun progetto.. ma una via in discesa.

Il pensiero puo venire a posteriori, esaminando un lavoro che esonda e straripa di immagini riprese perche' si era la'.

Si trova un filo logico che unisce alcune di queste fotografie e si distilla un lavoro.
Non e' un processo casuale.. ciascuna potografia porta impresso il marchio del fotografo. Se un fotografo e' un bravo artigiano si vede e le fotografie mostrano la sua mano anche se son scattate senza intenzione.

avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 22:09    

Voglio dire, parlando di quel treno, che Fusco non era l'unico fotografo accreditato.Sul treno c'erano cinque fotografi.
Tutti Incaricati di fotografare il funerale ed il viaggio con la famiglia.

Non fu l'unico fotografo su quel treno ad aver fotografato le persone sull'attenti. Fu pero' quello che lo fece meglio.
Scattando oltre duemila foto (dicono). Perche' i servizi segreti lo bloccarono in un vagone impedendogli di muoversi e di fatto di fotografare sul treno.

Non e' mia intenzione sminuire il lavoro. Anzi, semmai il contrario. Invece di aspettare di essere trasportato da A a B e riprendere il funerale, scatto' per tutto il viaggio. E si ritrovo' con un enorme lavoro che, ripulito, passo' alla storia.

avatarsenior
inviato il 14 Gennaio 2026 ore 22:57    

Se sei bravo a fare scatti anche in situazioni difficili qualcosa di buono lo peschi ma solo se hai l'idea e il pensiero prima esce qualcosa.


E' qui che gira tutto il discorso, forse "l'idea" potrebbe essere riduttivo il termine, ma è quello che fa la differenza, e non è una differenza per chi guarda, ma per chi ha fatto il percorso, fino ad arrivare a scattare la foto che voleva scattare.

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