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oggi su Fotografia Moderna ho letto un post che dice che SI DEVE editare in sRGB e... booom! É scoppiato tutto il castello di conoscenze che credevo di avere, tipo che non ci capisco più niente
Io sono un fotografo amatoriale, non un esperto, e ho sempre seguito alla lettera quello che dice Matteo Bertetto perché lui a mio modesto parere è un vero maestro della fotografia (ha brevettato tecniche sue e spiega tutto sui corsi e video)… per non parlare del fatto che ha fondato un'accademia fotografica…
Viene però detto nel post e confermato nei commenti che se si esporta sul web tanto vale editare direttamente in sRGB, che (cito) “editare in Adobe non serve a nulla” “se esporto in srgb allora tanto vale editare in srgb”mentre altri fotografi hanno specificato che sia assolutamente sbagliato e limitante e riscontro quanto dicono su chatGpT e sul web… da qua il mio dubbio!!!
Carlo Diamanti ha fatto un lungo post su FB citando fotografi di livello altissimo che sostengono anche loro l'opposto… idem guardando video di Cantarelli o altri grandi nomi del panorama Landscape mondiale si parla sempre di AdobeRgb o Profoto in fase di editing. Come fosse tassativo!
CHE NE PENSATE?? bisogna *editare* in sRGB? Adobergb é inutile se non stampi!? È per i monitor normali o che? Io non ho capito, forse sbaglio io... qualcuno mi spiega? Non vorrei fare casino con le mie foto paesaggistiche.
Grazie in anticipo „
Gli assolutismi e generalizzazioni vanno sempre fatte con cautela.
Dipende dal tipo di foto e da ciò che si vuole ottenere, oltre che dal flusso di lavoro.
Personalmente, scatto in raw e lavoro con lightroom gestendo i problemi principali che richiedono il raw.
Poi passo a photoshop. Tuttavia importo il file in sRGB, passando a spazi colore più ampi* solo se con sRGB sorgono problemi (posterizzazioni, resa dei colori non soddisfacente o altro).
La ragione è che con Adobe RGB e ancor di più con Profoto RGB, la dimensione dei file aumenta considerevolmente, e la cosa ha un prezzo, sia in termini di maggior lentezza nelle operazioni di lavoro, sia lato spazio su disco, quando vado a salvare la foto modificata in photoshop (che non è il file con l'output finale). In quest'ultimo caso il prezzo è anche economico, visto che nessuno di mi regala i dispositivi di memoria.
Peraltro, anche lavorare con soli 8bit non è detto che sia disastroso. Si veda questo video di Marco Olivotto, da 27m25s, dove prende un'immagine con 8bit, la manipola in photoshop per ridurla a 6bit, e poi applica delle correzioni per cercare di recuperare contrasto e saturazione colori. Nonostante l'istogramma risulti fortemente frastagliato, a occhio non si vedono differenze.
Questo non significa che 16bit non servano, e che si possa sempre operare con sRGB, ma anche andare all'estremo opposto (Profoto RGB a 16bit sempre e comunque) può essere non necessario.
D'altro canto, lo sa bene chi lavora con i video, e magari metteva le mani sui filmati compressi in H264 4:2:0, 8bit, interframe, sulle reflex di 15 anni fa. Il margine di correzione non era certo nullo, anche se avere a disposizione più bit e formati meno compressi aiutava.
* Ovvero torno a lightroom e importo nuovamente il file in photoshop con uno spazio colore diverso, dato che è l'unico modo per recuperare i dati.
@Hbd Per me il problema spazio non esiste, in quanto usando DxO PL9 tengo solo i raw e i file sidecar, faccio copie virtuali che non pesano nulla anche per tagli diversi, esporto quando mi serve e poi cestino il JPG o il TIFF quindi anche se esco a 16 bit col TIFF poi lo cestino comunque. Per lo spazio colore vale lo stesso discorso lo decido nell'esportazione. Quindi se stampo esco in ADOBE RGB se mando su Web in sRGB IEC61966-2.1
Se si deve ottimizzare lo spazio su disco, non vedo perchè si debbano fare questi ragionamenti che non fanno nemmeno più gli studi che archiviano migliaia di file ogni giorno. Il buon Olivotto deve vendere i suoi corsi che poi son farina del sacco di Alessandro Bernardi che fu l'unico a seguire i corsi di Dan Margulis in America. Poi si unì Olivotto che iniziò a collaborare con Bernardi, ci fu poi un terzo che si associò per diffondere le tecniche di Dan Margulis che fu Daniele Di Stanio.
Non esiste nulla in assoluto, ma esiste l'ottimizzazione del procedimento e quello che si diceva in un'altra era geologica oggi non è che vale ancora, ci sono metodi migliori per archiviare senza esagerare sulla grandezza dei file.
Ma tutto era in funzione di necessità aziendali della pre-stampa ofsett e rotocalco che avevano allora problemi di trasmissioni via internet e si parla degli anni 80 quando le linee telefoniche non erano veloci.
Inoltre se stampi è meglio che sia il rip di stampa a tagliare da 16 a 8 bit evitando branding e/o pastorizzazione specialmente nelle sfumature lunghe e vicine alle ombre profonde. (Questo si nota soprattutto nella compressione JPG) Dire che a occhio non si vede la differenza erano giustificati a dirlo i vari Olivotto in quegli anni oggi la qualità di stampa soprattutto nella stampa digitale in Inkjet o a toner si è molto evoluta.
Dici che sono un po' ignorante eh. Sì, ci sta. Ma sono un umile principiante, per cui faccio tesoro di tutto quello che posso imparare da chi ne sa più di me.
“ Questa mi è nuova, perché dovrebbe pesare di più con AdobeRGB o ProPhoto? Dove starebbe la ragione tecnica? „
Perché in effetti ciò che ho scritto non è corretto. Sui file psd non compressi è il numero di bit a incidere sulla dimensione: tuttavia per Prophoto RGB conviene operare con più di 8bit, e questo fa aumentare le dimensioni, rispetto a sRGB a 8bit.
Se, invece, sui psd si attiva qualche forma di compressione, allora la dimensione potrebbe variare anche in base allo spazio colore, a seconda di come lavori la suddetta compressione, e in base al tipo di immagine.
Rispondo direttamente all'opener non avendo letto tutti gli interventi. Prima di cambiare monitor sviluppavo in sRGB che poi lo stampatore sistemava il TIFF esportato in RGB e ti dico che per 8 anni sono andato bene così. Poi in questi giorni ho cambiato (e poi sostituito perchè fallato) monitor con un 99% RGB e...l'avessi fatto prima, è una goduria per gli occhi, le immagini sembrano tre dimensionali e credimi, si vede ad occhio nudo la differenza tra un RGB e un sRGB. Quindi, se le immagini le mando online o whatsapp le esporto in sRGB, se le devo stampare le esporto in RGB, ma da qualche giorno lavoro indifferentemente in RGB. Ho ragione? bho! ho torto? non lo sò, sò solo che mi trovo beneissimo così e quanto mai non ho cambiato il monitor 7 anni fa...
Miky, non si sta parlando dello spazio colore dell'immagine finale, che giustamente dipende dall'utilizzo della foto (web, stampa, etc). Si sta parlando dello spazio colore di lavoro, cioè quello usato da Photoshop durante la post produzione. In particolare, si parla di far usare a Photoshop, come spazio colore di lavoro, direttamente sRGB (invece di impostare uno spazio di lavoro ampio, come prophotorgb) e convertire in sRGB solo alla fine
“ Si sta parlando dello spazio colore di lavoro, cioè quello usato da Photoshop durante la post produzione. In particolare, si parla di far usare a Photoshop, come spazio colore di lavoro, direttamente sRGB (invece di impostare uno spazio di lavoro ampio, come prophotorgb) e convertire in sRGB solo alla fine. „
EH ma di fatti ho scritto:
“ ma da qualche giorno lavoro indifferentemente in RGB. Ho ragione? bho! ho torto? non lo sò, sò solo che mi trovo beneissimo così e quanto mai non ho cambiato il monitor 7 anni fa... „
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