| inviato il 05 Agosto 2025 ore 20:12
“ Quello che ho cercato di dire a Lou è che se ci si concentra troppo su questo, difficilmente si potrà maturare una propria visione su cui lavorare. „ e quello che io ho letto nelle parole di Lou è tutt'altro che concentrarsi specificamente su quello. E' chiaro che ci stia mettendo impegno per dare una propria impronta, mentre si ispira, come estetica e stile, ad una determinata tipologia visiva che lo aggrada. Ed è quella la strada, perché dovrebbe ispirarsi ad un'estetica che non gli piace? Poi nel tempo o riuscirà a coniugare il suo racconto ad un'estetica che gli piace e che svilupperà da se, o capirà che le due cose cozzano e prenderà strade diverse. Il mio di discorso è: perché partire per partito preso? Perché stabilire a priori che se gli piace una determinata estetica verrà influenzato tanto da fare solo fotografie vuote e solo tecnica? |
| inviato il 05 Agosto 2025 ore 20:21
@kepler: “ Era partito benissimo questo thread... Magari tornare all'origine del post? „ Sono d'accordo. Possiamo tornare a parlare di paesaggi emozionali o di rapporto tra ritratto e paesaggio per favore? |
| inviato il 05 Agosto 2025 ore 20:23
Non è questione di partito preso, anzi, la "difensiva" mi pareva arrivare da lui sul fatto che ottenere certe color non è una cosa semplice ecc. Inoltre nessuno ha parlato o proposto estetiche o vie alternative a cui Lou (o chicchessia) dovrebbe attenersi. Semplicemente se uno fa qualche passo indietro, e guarda con spiritico critico certi modi di fare, è abbastanza improbabile che possa nonostante tutto, voler perseguire su quel filone. Proprio perché, celando spesso la mancanza di idee alla base, non vedo in che cosa uno possa "identificarsi" se non con un'estetica impersonale che non ha, per ovvi motivi, una struttura ossea su cui basare la propria ricerca. Chiaramente se uno punta a fare followers o a vedere qualcosa, ci può anche stare che di tutto ciò se ne freghi. Ma non conosco Lou e non so nella fattispecie cosa ha in testa. Mi baso solo su quello che leggo qui. |
| inviato il 05 Agosto 2025 ore 20:46
@McBrandon: Non sono riuscito a risponderti prima. Grazie delle segnalazioni. Conosco solo Antonio Aleo, di cui apprezzo la costanza. Gli altri autori segnalati sono ancora più in tema, secondo me: hai centrato il punto. Se guardo i loro dati di scatto noto la costante del teleobbiettivo. E questo mi riporta un po' allo stile pittorico di Saul Leiter, che non a caso ha introdotto (in un altro genere come la street) il 135mm, dove tutti usavano 35mm o 50mm. L'unica foto che ne è esente è quella di Alessandro AK, che trovo in assoluto la più interessante. Grandangolo e diaframma non così chiuso, a sottolineare lo spirito onirico della nebbia. |
| inviato il 05 Agosto 2025 ore 21:37
Rombro: Alcune sì, altre per niente. Un portfolio stilisticamente variegato, forse troppo. |
| inviato il 06 Agosto 2025 ore 8:49
“ ma di che parli tykos „ continui a dirmi che cose così non sono semplici da ottenere e che c'è tecnica e che c'è una ragione per farle così. il problema è che io mai ho detto il contrario: io contestavo semmai la fantasia e l'omologazione di certe cose. capisco benissimo che in una campagna l'art-director ti chieda un certo mood e coerenza, e ok. Ma tutti gli art director chiedono la stessa cosa uguale? E anche nella gallery personale tutte le foto sono precise e identiche? E per giunta identiche ad altri autori, roba che se mi fai una gallery mescolata non si capisce la differenza? Ad un osservatore fuori dal filone sale il leggerissimo sospetto che dicevo prima: questa non è visione artistica ma un modo per dire all'algoritmo di metterti in una gallery assieme a cento altri indistinguibili, dalle quali prendere qualche like, vendere qualche stampa con un ricarico di 5-20£ sul prezzo del dropshipping (wow), magari un contrattino con qualche cliente. Non appena torneranno i verdi saturissimi (e torneranno, tornano ogni 10 anni i pantaloni a zampa, figuriamoci i verdi velvia) questi avranno pronti i tutorial su come ottenerli. Sulla tecnica e sulla difficoltà di realizzazione non so che dire: guardando un lavoro questi non sono tra i primi trenta aspetti che mi interessano, di solito. |
| inviato il 06 Agosto 2025 ore 10:39
tutti gli art director.. tutte lo foto... tutto tutto identico l'algoritmo non è una bestia. associa cose simili a cose che uno gradisce. non forza niente. non serve sottostare a quel tipo di editing solo per essere visti... serve al massimo per colpire un determinato target QUALORA QUELLO SIA L'INTERESSE.. ed anche li non esiste solo quello del TUTORIALCLICCAQUIFACILE3SECONDI. ancora con sto dropshipping.... torneranno i verdi? e che tornino, che te frega? continua a fare quello che ti piace e basta a me i pantaloni a zampa han sempre fatto schifo, non li ho messi al tempo e penso che ad oggi mi ci vergognerei pure ad indossarli.. nemmeno io è il primo aspetto che guardo se è per questo come ho scritto, anzi, prediligo la fase di scatto geometria e scelta espositiva, tutto il resto è semplicemente una cremina di contorno che se hai un bel piatto davanti schifo non fa.. da piccolo mi piace il tonno con il formaggio, fa schifo a molti, a 20 anni di distanza mi piace ancora che te devo di, non mi annoia |
| inviato il 06 Agosto 2025 ore 15:13
e non ti sembrano immagini curate? l'effetto wow lo fa la composizione, tutto il resto è un rifinire.. |
| inviato il 06 Agosto 2025 ore 15:21
Matteo mi hai preceduto di poco, stamattina ho visto l'articolo e ho pensato subito a questa discussione. Per me non si tratta solo di composizione, se così fosse uno come Ghirri sarebbe popolarissimo. L'effetto wow, oggi come oggi, è strettamente legato alla PP, spesso esasperata, come si usa qui oppure sui social, dove si deve attirare l'attenzione al primo sguardo. |
| inviato il 06 Agosto 2025 ore 15:31
tra quelle e le foto di cui si parlava prima c'è in mezzo il voler pensare a cosa si sta facendo. Con composizioni, peraltro, piuttosto diverse dalla solita per dire casina lofoteniana al centro con acqua a specchio sotto e fumo dal camino, colori accesi dei muri e un po' spentino di paesaggio. il curatissime non è mai un problema, a meno che non abbiamo definizioni diverse. sul dropshipping ci sono tornato perché è indice di qualcosa, poi vedi tu. la cremina di contorno non è cremina di contorno se fa risultare uguali foto a kuala lumpur e a strathcarron, foto mie e foto di Rajeev Patel da bangalore e foto di Andres Gonzales di LaPaz. |
| inviato il 06 Agosto 2025 ore 15:32
Secondo me anche dai posti "esotici", un po' come molti amatori che vanno in Asia o in africa per certi scatti che ci arrivano perché sono esattamente quello che ci aspettiamo da quei luoghi Ma approfitto per aggiungere un altro autore alla discussione ELGER ESSER elger-esser.com/ |
| inviato il 06 Agosto 2025 ore 15:45
“ Se guardo i loro dati di scatto noto la costante del teleobbiettivo. „ A questo riguardo, il succitato Stefano Balma è l'esempio più fulgido del perché è bellissimo e utilissimo usare anche obiettivi NON grandangolari per estrarre i dettagli dai paesaggi. D'altra parte, la bellezza del tutto è definita anche dalle sue singole parti, in tantissimi casi. Ed i dettagli, per definizione, portano all'osservatore la senzazione di intimità. Ed è vero anche il resto delle considerazioni al margine di Tykos e Matteo, mi associo ai loro pensieri! EDIT (detto questo, la mia foto banale a Uluru l'ho fatta e l'ho pubblicata, non per questo obbligo la gente ad interagirci sotto... ) |
| inviato il 06 Agosto 2025 ore 15:51
“ la mia foto banale a Uluru l'ho fatta e l'ho pubblicata „ ma mica sono vietate le foto banali! per chi non ci campa, poi... però se un portfolio di un professionista è composto solo di foto già viste, il minimo è farlo notare. |
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