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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 9:18
il problema verrà risolto, spero, ma solo quando si comincerà a provarci seriamente. E per seriamente, intendo verificare il "funzionamento" teorico dell'idea, come avviene oggi per tante soluzioni miracolose, ma poi immediatamente dopo ipotizzarne l'estensione a scala 100%. Quest'ultimo passaggio è quello che, oggi, viene sistematicamente ignorato. Perchè ne evidenzierebbe limiti e problemi persino superiori a quelli dell'attuale sistema di produzione e distribuzione dell'energia. Che le cosiddette "rinnovabili" non potranno in alcun modo sostituire i combustibili tradizionali fino a quando non verrà inventato un sistema di accumulo applicabile su scala globale, lo sanno tutti i tecnici. Ma non lo si dice, così la gente continua a credere che sia giusto sprecare risorse economiche e tecniche per percorrere strade che, oggi, sono vicoli ciechi. E intanto, appunto, sprechiamo risorse. Dall'Europa dovrebbero arrivare 12 miliardi di euro per una serie di attività volte a favorire la transizione green....ma per sistemare argini e fiumi non ci sono soldi. O si spendono milioni per iniziative ancora più ×, tipo recuperare la CO2 prodotta, liquefarla, trasportarla con nave e pomparla in mezzo all'oceano. Milioni di euro buttati per ottenere una sottrazione netta finale del forse 0,000000001%. |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 9:37
No anche questo è complicato. Quello che intendo è di diminuire il numero di trasformazioni dell'energia per avere maggiore efficienza, e differenziare anche la fonte energetica per avere un minore impatto ambientale. Metto un esempio (ok esco dal tema macchine, ma le abitazioni sono un'altro grosso tema energetico ed è quello che conosco meglio): Variante 1 (quella per cui si spinge molto) Mettere i pannelli solari, batterie per il stoccaggio e una termopompa per scaldare la casa. Pannelli hanno un rendimento misero ad oggi ed hanno un certo impatto sull'ambiente, Batterie sono il peggio del peggio, grosso carico alla rete elettrica (sì c'è un maggiore stress), per riscaldare la casa. L'energia dell'irraggiamento solare viene trasformata 4 volte. Variante 2 Le piante producono legno dalla energia solare, produzione di pellet, Riscaldamento a Pellet. Le piante non inquinano e crescono naturalmente senza aver bisogno di grosse industrie, il rendimento della produzione del pellet dal legno è altissimo. L'inquinamento può essere dato dal trasporto e lavorazione in pratica. Trasformazione dell'energia: 2 volte e non si passa nemmeno da l'energia elettrica e quindi non bisogna rivedere la rete di distribuzione. Questo non voglio dire che una soluzione è meglio dell'altra, anche qui la diversificazione è un'ottima cosa |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 9:45
riscaldamento a pellet....bruciare legno è tra le forme di combustione più inquinanti in assoluto. L'unico "pregio" che potrebbe essere considerato è la fantomatica neutralità della CO2, ma a livello di inquinanti sono il peggio del peggio: ossidi di zolfo, IPA, diossine, polveri, PM10 e PM2,5 in quantità migliaia di volte superiori ad un singolo motore diesel. |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 9:59
Riassunto. - energia da combustibili fossili: NO - energia da nucleare: NO - energia da piante: NO - idrogeno: boh - energia elettrica: Mah Mi sembra che abbiamo poche idee e ben confuse. |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 10:01
“ La tecnologia è quella cosa che probabilmente farà sparire gli allevamenti intensivi di animali e che ci farà produrre sempre più energia a bassissimo impatto ambientale. „ Ma, dico, ti soffermi mai a considerare l'aspetto capitalistico della faccenda? Per millenni allevare il maiale in una fattoria è stato il modo migliore di riciclare i rifiuti traendone anche il vantaggio che, ogni tanto, si poteva integrare la dieta con proteine animali derivanti da quel riciclo; tutto bello, tutto perfetto... finché la cosa non si è trasformata in un business, con la conseguente nascita dell'inquinamento da deiezioni animali e tutti gli altri problemi connessi. Questo ci insegna che una società basata sullo "sviluppo" tiene in piedi solo i sistemi che possono "diventare intensivi", perché ogni altra logica non raggiungerebbe il livello di "utili" (leggi: guadagno economico) ritenuto consono al concetto stesso di sviluppo. Significa che, con la logica attuale, se la tecnologia trovasse davvero un sistema a basso impatto ambientale, inizierebbe immediatamente la corsa a "farlo rendere" di più in termini economici; è questo che rende "intensivo" ogni tipo di produzione. Prendi ad esempio gli insetti: al momento sono come il maiale di 4-500 anni fa e vengono propagandati come LA soluzione definitiva. Falli entrare nella logica dei consumi e vedrai come andrà a finire... |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 10:01
Le perdite di carico le abbiamo sia con l'idrogeno che con l'elettrico. Quindi sono parificabili. Lavoisier ha sempre ragione. |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 10:03
Un vecchio proverbio contadino dice: Del maiale non si butta nulla. |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 10:28
“ riscaldamento a pellet....bruciare legno è tra le forme di combustione più inquinanti in assoluto. L'unico "pregio" che potrebbe essere considerato è la fantomatica neutralità della CO2, ma a livello di inquinanti sono il peggio del peggio: ossidi di zolfo, IPA, diossine, polveri, PM10 e PM2,5 in quantità migliaia di volte superiori ad un singolo motore diesel. „ Prendo questo intervento solo come spunto perché mette in luce la problematica complessiva, non per criticarlo; è ora di renderci conto che qualunque sistema che comporti uso o trasformazione di energia inquina. Allora che si fa: smettiamo di riscaldarci in inverno, smettiamo di mangiare, smettiamo di muoverci ecc.? Perché non inquinavano così tanto i nostri predecessori paleolitici? In primis perché il loro numero era perfettamente compatibile con gli ecosistemi in cui erano inseriti e con la loro capacità di riciclarne gli effetti negativi. Noi siamo diventati, a livello planetario, quello che in questi anni è diventato il bostrico per la Valle di Fiemme. Beninteso, il bostrico non è il male assoluto, ha una funzione ecologica ben precisa, ma diventa un problema quando e dove la sua popolazione assume dimensioni tali da alterare negativamente l'equilibrio dell'ecosistema, punto! Questo è il primo problema dell'uomo attuale: la sovrappopolazione rispetto a qualunque stile di vita. Ci si lamenta per l'eccessivo inquinamento prodotto dai Paesi "sviluppati", ci si lamenta dell'eccessivo inquinamento prodotto dai Paesi "in via di sviluppo", ci si lamenta dell'eccessivo inquinamento prodotto dai Paesi che vivono ancora come 300 anni fa (ma che hanno avuto un boom demografico grazie agli aiuti umanitari basati su quei sistemi di produzione che a loro volta inquinano): cos'altro ci vuole a capire che il principale problema non è più lo "stile di vita", ma il soprannumero? Costerà sacrfici la decrescita demografica? Certo che costerà sacrifici!!! Ma dovremo sorbircene di più escogitando un sistema di decrescita graduale e controllato o quando sarà la Natura ad imporci uno stop violento? |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 10:44
“ Solo portando quei paesi al nostro livello di benessere si produrrà una costante diminuzione delle nascite. „ Questo è realistico e probabilmente è anche l'unico modo "indolore". Mi chiedo solo se, al punto in cui siamo, la natura ce ne darebbe il tempo (dove per "natura" intendo anche la nostra, ovvero la capacità dell'uomo di cambiare le proprie idee, convinzioni e rapporti tra i popoli) |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 13:48
Non è che "è realistico", è proprio nei dati macro, è già un fatto. Qui il trend del mondo, potete filtrare anche per paese. ourworldindata.org/fertility-rate 2.01 figli per donna è la soglia per mantenere la popolazione costante. Se scorrete la pagina vedrete che solo il centrafrica è ancora molto fertile, ma li anche la mortalità è alta. Quindi andrebbe verificato il saldo annuale Come si diceva sopra, la chiave della sostenibilità nel 2023 e avanti è l'innovazione e la tecnologia, NON la decrescita che cocciutamente si invoca. La storia degli ultimi due secoli è qui a dimostrarlo |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 14:21
“ Riassunto. - energia da combustibili fossili: NO - energia da nucleare: NO - energia da piante: NO - idrogeno: boh - energia elettrica: Mah Mi sembra che abbiamo poche idee e ben confuse. „ Aggiungo eletrosmog, inquinamento luminoso per l'energia elettrica, per l'idrogeno... qualche inquinamento lo troveremo |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 14:29
Ironmanu, la storia degli ultimi due secoli è storia di aumenti demografici, deforestazioni, aumenti di inquinamento, di CO2, di cementificazione e via così. Dimenticavo: di innovazione e tecnologia volte al profitto ad oltranza, ovvero a moltiplicare deforestazione, inquinamento, cementificazione ecc. La storia bisogna saperla leggere |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 14:49
“ Questo è il primo problema dell'uomo attuale: la sovrappopolazione rispetto a qualunque stile di vita. Ci si lamenta per l'eccessivo inquinamento prodotto dai Paesi "sviluppati", ci si lamenta dell'eccessivo inquinamento prodotto dai Paesi "in via di sviluppo", ci si lamenta dell'eccessivo inquinamento prodotto dai Paesi che vivono ancora come 300 anni fa (ma che hanno avuto un boom demografico grazie agli aiuti umanitari basati su quei sistemi di produzione che a loro volta inquinano): cos'altro ci vuole a capire che il principale problema non è più lo "stile di vita", ma il soprannumero? Costerà sacrfici la decrescita demografica? Certo che costerà sacrifici!!! Ma dovremo sorbircene di più escogitando un sistema di decrescita graduale e controllato o quando sarà la Natura ad imporci uno stop violento? „ Daniele, io credo che un po' di ottimizzazione e una vita più umile.. senza rinunciare veramente a vivere bene, sarebbe un gran già passo avanti. Siamo sotto natale, il blackfriday è appena passato, quante migliaia di tonnellate di rifiuti abbiamo appena prodotto quest'anno? Per produrre tutte quelle merce ci vuole molta energia e prodotti chimici, sfruttamento dei terreni, ecc. Molti regali verranno usati due o tre volte se va bene, più regali di convenzione che per reale necessità. Forse sono un po' OT |
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inviato il 20 Dicembre 2023 ore 15:17
Ripeto in altri termini, forse più comprensibili, un concetto che ho già espresso più volte: non è la tecnologia il male, anzi, ben venga. Il problema è che i modelli socio-economici attuali (e non solo quello occidentale, come dimostrano gli "imbarazzi" verificatisi anche in Cop28) sono impostati in modo da accogliere solo le innovazioni tecnologiche trasformabili in business, ovvero che possano essere sfruttate fino all'eccesso per ottenerne un guadagno puramente economico, anche a costo di ribaltarne, nei risultati sociali e ambientali, le intenzioni originarie. L'esempio che facevo prima, quello di un maiale per ogni fattoria, è emblematico: finché si trattava di un allevamento di pura "sussistenza", ossia legato all'idea di non sprecare nemmeno lo scarto agricolo trasformandolo in apporto di pregiate, sia pur quantitativamente minime, proteine animali, la cosa funzionava e non creava problemi ambientali; non appena la mentalità è cambiata, trasformando in business l'allevamento dei suini, sono iniziati i problemi. E l'accelerazione nell'incremento demografico degli ultimi secoli (andate a rileggere i dati riguardanti la sola popolazione italiana, ad esempio) è frutto esattamemnte della stessa mentalità, perché ok produrre per guadagnare, ma occorre anche vendere, e più gente compra più si guadagna, quindi, più gente viene al mondo nei Paesi dove si "vende" e più si guadagna (l'intera Africa infatti, nonostante l'atavico gran numero di figli per coppia, è rimasta inchiodata ai circa 300 milioni di abitanti fino a quando sono iniziati gli "aiuti umanitari" pochi decenni fa; in Africa si produceva per vendere altrove); se il mercato di quei Paesi non basta più per aumentare il fatturato, allora si guarda quali altri Paesi si possono far "sviluppare" in modo che diventino "compratori" (e vaffan.... se producendo di più si vanificano le buone intenzioni delle nuove tecnologie). Senza un cambio di mentalità che riduca il fattore "interesse economico" entro limiti di sussistenza (che, ripeto, non significa povertà, ma oculatezza e attenzione allo spreco), la tecnologia non potrà portare veri benefici, perché verrà accantonata (se non abbastanza remunerativa) o stravolta in direzione del solo profitto; però un cambio di mentalità che vada nella direzione di ripristinare condizioni ambientali accettabili porterebbe, per logica conseguenza, all'idea di una considerevole diminuzione demografica, perché non basta smettere di cementificare, occorre eliminare una parte cosiderevole dell'eccesso di cementificazione già in atto (ovvero: meno abitazioni, meno fabbriche, meno alloggi per ferie, meno spazi per servizi, meno locali di divertimento ecc.); non sarà possibile smettere di inquinare (per quanto ho già scritto altre volte), ma occorrerà ridurre drasticamente la "fisiologica" percentuale di inquinamento portandola a livelli precedenti alla Rivoluzione Industriale (con oltre 8 miliardi di abitanti non ce la fai nemmeno facendo vivere tutti nelle condizioni dei braccianti agricoli stagionali) e via così. La tecnologia non ha alcun potere, è chi poi la utilizzerà che ha il potere di farle fare ciò che vuole, e fin quando le classi dirigenti le faranno fare ciò che vogliono oggi, non cambierà nulla; ma il giorno in cui cambierà qualcosa nella mentalità delle classi dirigenti, allora sarà immediatamente chiaro il perché siamo già in troppi su questo pianeta. |
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