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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 11:22
Provo a dire la mia... per tanti anni non ho capito nulla delle fotografie di Ghirri, mi sembravano banali e poco comunicative. Non saprei dire quando ho cambiato atteggiamento ma ora nel corpo del lavoro di Ghirri vedo un gran valore. Non parlo di singole fotografie perchè il vero valore a parer mio è nell'insieme, nella capacità di lettura e racconto del paesaggio (soprattutto emiliano-padano) che lo rendono unico. L'aspetto che più mi colpisce è la coerenza narrativa delle sue immagini, spesso visivamente banali, che messe insieme acquistano un significato che lo ha reso il maestro che ancora oggi viene studiato e analizzato. Siamo di fronte ad un intelletuale fotografo, le sue foto devono essere raccontate e spiegate, bisogna riuscire ad andare oltre all'apparente banalità di ciò che si vede. Sono spesso state spese troppe parole e iperboli per spiegare i suoi concetti, sono però fermamente convinto che le fotografie non debbano parlare da sole, come molti sostengono; a maggior ragione queste. Due note personali: Dal vivo le immagini sono decisamente deludenti, piccole, quelle d'epoca parzialmente scolorite, Ghirri è un fotografo da libro e non da mostra (come ad esempio Guido Guidi). Ghirri senza ombra di dubbio ha influenzato il linguaggio della fotografia di paesaggio, che non è solo la rappresentaizone della wilderness per fortuna, delle nostre generazioni. Ha cambiato il modo di raccontare il mondo che ci circonda e per questo, anche se non lo apprezziamo, dobbiamo essergli grati. (Ho volutamente escluso i fotografi d'oltreoceano che ovviamente hanno fatto la loro parte ma in queglil anni non sarebbero riusciti a influenzare i fotografi "nostrani"). Per concludere, non è necessario apprezzare Ghirri per sentirsi un fotografo colto, ma è altresì vero che se si riesce a capire o a comprenderne il peso nella storia della fotografia, si ha raggiunto uno step successivo rispetto ai classici della fotografia di paesaggio (Adams in primis, che comunque mi piace moltissimo). |
user204233
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 11:47
“ sono però fermamente convinto che le fotografie non debbano parlare da sole, come molti sostengono; „ Ad esempio, con World Press Photo, però, come funziona? Vale la foto in sè, o le 30 righe a corollario dell'immagine? |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 11:49
“ Vale la foto in sè, o le 30 righe a corollario dell'immagine? „ tutte e due e le righe a corollario sono usate anche quando selezionano |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 12:04
@Passaggiobbligati se le parole supportano e spiegano la o le opere, sono sempre le benvenute. E' profondamente sbagliato, a mio parere ovviamente, asserire che le fotografie non possano avere una spiegazione perchè devono "parlare da sole". Una analogia con l'arte, davanti ad un Rothko o anche ad un Pollock, non è di aiuto avere una chiave di lettura, fornitaci dalle parole? Per quanto mi rigurda, si. |
user214553
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 12:27
@ luca ballotta "Ghirri senza ombra di dubbio ha influenzato il linguaggio della fotografia di paesaggio, che non è solo la rappresentaizone della wilderness per fortuna, delle nostre generazioni.Ha cambiato il modo di raccontare il mondo che ci circonda e per questo, anche se non lo apprezziamo, dobbiamo essergli grati." Cit Per fortuna la fotografia di paesaggio è soprattutto la rappresentazione della "wilderness", e non la rappresentazione della grigia provincia emiliana. A me non interessa se la prospettiva di ghirri rappresenta uno spaccato del suo vissuto; io vivo nel cuore delle Alpi, a 1300 m, fuori è appena sceso 1/2 metro di neve, e si respira fotografia di paesaggio. Non potrei dire lo stesso se fossi a s. Martino spino. Ghirri non ha cambiato il modo di raccontare il mondo che mi circonda! |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 13:09
@ Alex, certamente la fotografia di Ghirri non avrà cambiato il tuo modo di fotografare, non si può negare però che abbia introdotto un nuovo linguaggio fotografico che ha influenzato gli autori di oggi. Poi l'autore può o meno essere gradito, come è giusto che sia, ma negarne l'importanza lo ritengo profondamente sbagliato. |
user203495
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 13:32
“ le sue foto devono essere raccontate e spiegate „ Qua casca l'asino. Spiegate da chi e come? Sto aspettando qualcuno che mi spieghi il significato di una sola foto che ho postato di Ghirri. Ricordo,lo lessi da qualche parte,in un libro,non so quale,che un "esperto",a proposito dell'arte,invitava ad accostarsi alle opere moderne con umiltà.Non dire "è brutta".Dì,semmai ,"non la capisco". della serie: «odi profanum vulgus et arceo.» Questa è singolare.Anzi.Bislacca.Perché dovrei io,popolino fidarmi di te,che mi dai dell'ignorante rozzo. Dove sta la presunzione?In chi davanti ad un'opera,che non dà nessuna emozione,dice che è brutta,o in un sedicènte critico che mi dà dell'ignorante bue? Hanno timore di quanti gridano che il re è nudo? Duccio di Boninsegna si chiuse nel suo studio e dipinse la pala per la cattedrale,che il popolo aveva commissionato. Ad opera ultimata aprì le porte e tutti poterono vederla.Nobili,artigiani,mendicanti,contadini,insomma il popolo,si coricò sulle spalle sia la tavola che il suo artefice e li deposero sull'altare maggiore del duomo. Non chiesero spiegazioni a qualche critico dal linguaggio oscuro e contorto.Incomprensibile e vacuo.Se non interessato . “ non è vero che l'Italia abbia smesso di essere la culla dell'arte, della pittura e dei grandi pittori; è vero invece che i pittori ci sono, brillanti e geniali, la differenza col passato è che non sono valorizzati ma disconosciuti, misconosciuti o condannati all'indifferenza. Avviene per l'arte un fenomeno che è ormai noto in politica e nella cultura in generale....... gli italiani, anziché pensare l'italianità come eccezionalità e risorsa, la vedono come un'anomalia da cui emanciparsi, un marchio d'×a da lavarsi via. Così, anziché coltivare la propria specificità, anche pittorica, si adeguano al gusto dell'Occidente senescente e decadente, presentandone una replica spesso anche peggiore e caricaturale. Ma anziché essere periferia artistica dell'Occidente, l'Italia avrebbe i pittori per potersi mostrare come punto di svolta di un'arte post-moderna che ha ormai raggiunto un punto morto. Langone qui coglie nel segno quando denuncia la deriva dell'arte contemporanea, che da Duchamp in poi non è più riuscita a partorire nulla fuorché il nulla, che non è sacra, ma non è neppure più dissacrante; che non è bella ma è brutta, spesso orrida e inquietante; che non ha più originalità ma è una stanca replica di provocazioni ormai logore, che non provocano altro che noia. Se c'è un filo rosso che accomuna tutti gli eccellenti pittori, per il resto diversissimi in quanto a provenienza, biografia e poetica, è proprio questo contatto con la realtà, questa concezione della pittura come raffigurazione, non come astrazione. „ Di Luca Gritti-L'intellettuale dissidente Orrida ed inquietante. Prosit. I due aggettivi non sono riferiti alle foto di Ghirri.Tengo a precisarlo. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 15:21
Ah ah splendida quell'installazione di Tunick in Australia, una vera m3rdaviglia. Ma io sono ignorante, forse dovrei leggere qualcosa :-) |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 15:41
Dico una cosa che può suonare strana: Ghirri sta alla fotografia come Glenn Gould al pianoforte, quando conosci a fondo il suo lavoro non puoi che sentirti il soccombente. “ E' profondamente sbagliato, a mio parere ovviamente, asserire che le fotografie non possano avere una spiegazione perchè devono "parlare da sole". Una analogia con l'arte, davanti ad un Rothko o anche ad un Pollock, non è di aiuto avere una chiave di lettura, fornitaci dalle parole? Per quanto mi riguarda, si. „ Diciamo che il problema è la foggia strana di quella chiave, è un'esperienza della vita che porta a incontrare un'opera d'arte, allora si dice che quell'opera ci 'arriva'. Avere letto un milione di libri serve a poco, a meno che le parole non risveglino quel punto esperienziale. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 16:36
Si .... e sovente, questo accade, nella reimmaginazione del mondo filtrata dall'innocenza dei "luoghi" della propria infanzia... non s'intenda la rimembranza, piuttosto ció che sia da essere ... credo che lí, per chiunque, propriamente alberghi la purezza (sopita?) dell'atto creativo ... È il sentimento della Storia, ... ove si arresta la narrazione (scientifica) dei fatti. [ ... ] Si ... è "una chiave di strana foggia"... Un gentile saluto ... |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 16:49
“ Diciamo che il problema è la foggia strana di quella chiave, è un'esperienza della vita che porta a incontrare un'opera d'arte, allora si dice che quell'opera ci 'arriva'. Avere letto un milione di libri serve a poco, a meno che le parole non risveglino quel punto esperienziale. „ Esattamente. Non ha nessun senso farsi spiegare da critici improbabili e letture qualcosa che innanzitutto non vibra in nessun modo con la propria sensibilità o esperienza di vita. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 17:04
Si ... non una "spiegazione esaustiva", quanto una possibile, e per taluni auspicabile, "amplificazione" ... o, come giá acutamente colto da Canti del Caos, ... un "risveglio"... È il Tempo della Coscienza ... offerto da Bergson a Proust ... edit: Le "parole che destano" ... son quelle d'una scrittura la cui metrica, ancorché inattesa, da un lato trascende la volontá dell'individuo - è propriamente una memoria involontaria - dall'altro configura una complessa geografia dell'anima, quasi intracciabile nei suoi ricorrenti angoli di contingenza ... La fotografia di Ghirri, mutuando ancora Proust, è ... "una madelaine immersa in un infuso di tiglio". [ ... ] Buona serata a Voi tutti ... |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 17:07
Appunto, quest'abitudine di "datemi il significato chiaro e finito se no l'opera è una stronzàta" non porta da nessuna parte. |
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inviato il 09 Dicembre 2022 ore 18:19
“ Sto aspettando qualcuno che mi spieghi il significato di una sola foto che ho postato di Ghirri. „ Il fatto che a te non piacciano non è che questo sminuisce di una virgola la grandezza di Ghirri, non è che uno si alza la mattina prende la prima foto che capita e ne fà un grande autore. Dici semplicemente a me non piacciono e basta e questo resta il tuo giudizio, ma quando tutto il mondo celebra un autore io due domande sul perchè me le farei |
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