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inviato il 07 Luglio 2022 ore 8:46
“ la produzione segue la richiesta. „ Non è proprio così ma ammettiamo che lo sia. Resta il fatto che i danni all'ambiente sono causati dall'aumento di produzione, non dalla crescita demografica. La cina inquina sempre più non perchè sono cresciuti di numero, ma perchè si è innalzato il livello economico procapite. Che significa solo che in cina i poveri sono aumentati di numero mantenedo (o diminuendo) il proprio reddito, mentre il reddito delle classi medie è aumentato moltissimo. E' la classe media medio/alta (anche quelli come me e te) che inquina maggiormente, perchè è quella che consuma di più (se si rapporta il reddito procapite con il numero di persone) Faccio l'esempio stupidissimo ed irreale, solo per dare un idea: 100 persone di cui 70 povere, 25 medie, 5 ricche. Quelle 25 consumano le stesse risorse delle altre 75. Pur essendo in 25, sono responsabili del 50% dell'inquinamento totale. |
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inviato il 07 Luglio 2022 ore 8:54
Qualche perplessita' sugli indicatori di benessere che vengono usati x giustificare l'esportazione del modello consumistico. Ci raccontano che stiamo tutti meglio. Mi pare pero' che in molte aree del globo i popoli abbiano perso la loro entita' tradizionale, ora hanno la parabolica, il cellulare, i vestiti occidentali..ma vivono meglio ? magari abitano in baracche accanto a discariche e bevono acqua avvelenata |
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inviato il 07 Luglio 2022 ore 10:20
“ Resta il fatto che i danni all'ambiente sono causati dall'aumento di produzione, non dalla crescita demografica „ Questo è vero se riferito ad un momento particolare, ma non è così vero nel tempo e nelle strategie di mercato; ti dice niente la cosiddetta "ricerca di nuovi mercati"? Quando anche gli africani "pretenderanno" (per ora si limitano a sperarlo) di vivere come noi, la loro crescita demografica avrà un impatto devastante. “ Che significa solo che in cina i poveri sono aumentati di numero mantenedo (o diminuendo) il proprio reddito „ dove hai preso quest'informazione? Mi pare invece che il governo cinese, pur ammettendo un innalzamento della ricchezza dei ceti medio-alti, continui a fare una politica di calmierazione della cosa (vedi la stangata ad Alibaba) e di contenimento della povertà, quella vera, non quella del: "il mio vicino di casa ha vinto al totocalcio, perciò io sono diventato povero". Non continuiamo a considerare la povertà con il parametro capitalistico per cui sei povero se non consumi più di prima come fanno gli altri, altrimenti chi come me ha scelto di abbandonare la patente di guida e di non vestire Armani come lo consideri? La povertà è quando non riesci più a sbarcare il lunario, ma è esattamente quello che la politica economica cinese riesce tuttora a contenere, molto meglio di quanto avvenga in Italia. E se poi metti a confronto la Cina con Paesi come Olanda, Svezia o Finlandia, allora, seguendo il tuo ragionamento sul concetto di povertà, il modello dei Paesi nordici (pur sempre occidentali brutti, cattivi e capitalisti) sarebbe quello vincente. |
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inviato il 07 Luglio 2022 ore 10:37
Aggiungo che la forte emigrazione dai Paesi africani è la più lampante delle prove che la loro recentissima crescita demografica sia in antitesi con le potenzialità di sopravvivenza fornite da quel continente. La prima domanda che dobbiamo porci è se esista un modello di "sviluppo", cioè di aumento del benessere economico, compatibile con la crescita demografica planetaria. La seconda è: quanta parte della popolazione mondiale (parlo dei ceti medio-bassi) accetterebbe di vedersi togliere il sogno di un aumento del proprio benessere? Se la risposta alla prima domanda è un secco NO e quella alla seconda domanda è che si parla di poche persone su un totale di quasi 8 miliardi, allora, per quanti sforzi si faccia per limitare i consumi, l'unico modo per mantenere in piedi un modello che contempli lo "sviluppo" di tutti gli abitanti è quello di diminuire progressivamente la popolazione del pianeta; è una pura e semplice questione aritmetica. Siccome non mi pare che i ceti produttivi più bassi del pianeta Terra abbiano intenzione di rinunciare al sogno di raggiungere la condizione di quelli più alti, traine tu le logiche conclusioni. Una Rivoluzione si può progettare in quattro gatti, ma poi non la metti in pratica se non convinci le masse; provaci tu a convincerle che, si, avranno forse un leggero miglioramento, ma che non devono aspettarsi il benessere, poi vedi quanti sono disposti a seguirti. Io ci starei, ma anche solo nel paese di quasi 5000 anime dove vivo, credo che quelli come me si contino sulle dita delle mani. |
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inviato il 07 Luglio 2022 ore 10:48
Il Capitalismo è solo la punta dell'iceberg perché, dal neolitico in poi, qualunque modello socio-economico si è basato su una qualche forma di "sviluppo" che contemplasse un maggior sfruttamento delle risorse disponibili. Oggi che queste risorse scarseggiano davvero, non c'è un solo modello basato sulla "produzione" che possa reggere un ulteriore aumento demografico; l'unica vera alternativa sarebbe ritornare ai modelli di vita dei cacciatori-raccoglitori paleolitici, ma in quel caso il calo demografico dovrebbe essere ancora più drastico e violento, perché nemmeno le risorse naturali di 10.000 anni fa riuscirebbero a mantenere una popolazione di 8 milardi di ominidi |
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inviato il 07 Luglio 2022 ore 11:47
se si parla di "crescita" bisogna tenere ben presente che le prospettive saranno inevitabilmente disattese. in questo universo, nulla cresce per sempre, nemmeno l'universo stesso (sempre che sia UNI e non MULTI, ma questo è un altro discorso). per cui parlare di crescita (economica, demografica,...) e sentirla sponsorizzata dai media, in ogni angolo, è un non-sense. prima o poi, tutto si dovrà fermare o contrarre. è inevitabile. e a maggior ragione in un sistema chiuso com'è il nostro pianeta. pensateci bene. |
user198779
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inviato il 07 Luglio 2022 ore 11:59
Se tutti gli esseri viventi crescessero senza limiti nell'universo non ci sarebbe già più spazio. Se gli alberi crescono fino ad una certa altezza c'è un perché, cosa che gli umani "sembrano" non comprendere. |
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inviato il 07 Luglio 2022 ore 12:07
@daniele Parlare dell'africa è difficile, peraltro è un continente che immagino non monolitico. C'è però un dato, se vaia a vedere non il reddito, ma l'aspettativa di vita alla nascita, capisci perché ogni africano vorrebbe andare a vivere a Montecarlo o a Oslo. L'esplosione demografica sembra spesso correlata con le gravi condizioni economiche, sanitarie, ambientali; popolazioni giovani, con malattie gravissime molto diffuse come l'HIV, che falcidiano la popolazione e impediscono la sua maturazione e invecchiamento (nel bene o nel male le redini dei paesi più ricchi sono tenute da persone che sarebbero degli ultravecchietti in africa), favorisce un certo fatalismo e una precoce tendenza a riprodursi anche con abbondanza, sapendo la scarsa speranza di avere una progenie che spesso è l'unica forma di pensione. Un eventuale arricchimento, difficile in nazioni sconvolte già oggi dai cambiamenti climatici, porterebbe anche ad un calmieramento della natalità. |
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inviato il 07 Luglio 2022 ore 15:29
@Loiety quello che scrivi vale da millenni; gli africani (e non solo loro, almeno fino agli albori dell'età moderna) hanno sempre dovuto muoversi in questo modo se volevano sperare di avere uno o due figli che raggiungessero l'età adulta; avere dieci o dodici figli, per un africano, era la norma anche 500 anni fa. Perché allora l'esplosione demografica di quel continente si è verificata solo negli ultimi decenni, in concomitanza col peggioramento di condizioni ambientali già critiche, peggioramento che quindi avrebbe dovuto agire da riduttore demografico, dato che non è aumentato il numero complessivo di figli pro capite? |
user198779
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inviato il 08 Luglio 2022 ore 8:29
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user198779
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inviato il 08 Luglio 2022 ore 8:32
Eventi meteo estremi raccolto stamattina dopo almeno 6 o 7 ore che era caduto, quindi penso già diminuito di parecchio. |
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inviato il 08 Luglio 2022 ore 22:12
Beh, dalle vostre parti ha fatto un po di disastri. |
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inviato il 11 Luglio 2022 ore 6:56
"Perché fa sempre più caldo ?" Il pianeta Terra si scalda e si raffredda ciclicamente, da sempre, e continuerà a farlo, qualsiasi cosa faccia l'Uomo. Il pianeta se ne sbatte il belin dell'uomo, da sempre, e continuerà a farlo. Ai tempi dei dinosauri la temperatura media del pianeta era circa 7 gradi più calda di adesso ed il contenuto di ossigeno era quasi al 40% dell'aria (è per quello che tutti gli animali ed insetti di quel periodo avevano dimensioni enormi), mentre adesso è al 20% (ed è tutto più piccolo). Adesso siamo in un normale periodo ciclico di riscaldamento, poi, tra qualche millennio, la tendeza si invertirà e la Terrà andrà verso un periodo di raffreddamento. E chi non ama il caldo, son razzi suoi, e soprattutto, non rompa i maroni. |
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