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È una pellicola indirizzata principalmente (almeno nelle intenzioni dichiarate) a chi si avvicina al Medio Formato e vuol farlo in maniera economica (magari perché giovani, magari perché ha acquistato macchine fotogragiche economiche, ecc.); insomma, a ogniuno la sua scelta in base a gusti e budget, del resto come si dice "non è bello ciò che è bello ma che bello che bello che bello" (cit. Nino Frassica).
Comunque sempre meglio una pellicola in più che una in meno (ciò che sta facendo Fuji).
“ D'altronde trent'anni fa ci si scannava come oggi sulle linee per mm e poi per le foto di moda si piazzava una bella smanacciata di vaselina davanti all'obbiettivo per quel bell'effetto flou. „
C'erano anche i filtri soft focus, e la vaselina si poteva tenere da parte per altro, ma, a prescindere da questo, mi hai fatto ricordare un fotografo morto suicida alcuni anni fa. Aveva avuto un successo enorme fotografando fanciulline più o meno svestite, con l'effetto flou di cui parli tu. Si chiamava David Hamilton.
a proposito di filtri soft focus, e poi la finisco con l'OT..
Esisteva un cokin (credo) che a guardarlo da vicino sembrava avesse tante piccole martellate, lo si usava parecchio ai matrimoni (parlo di pellicola eh, col digitale ammiocuggino fa meglio col filtro sfocatura).
qualcuno ha capito di cosa parlo e come si chiama?
Da come lo descrivi immagino che il filtro Cokin di cui parli sia la copia del filtro "Softar" (ma se non erro era sbagliato chiamarlo filtro poiché di fatto è più assimilabile a una lente) della Zeiss (che era disponibile in 3 diverse "gradazioni" (se così le possiamo chiamare); si trattava di una superficie di plastica (si, esatto, proprio plastica, infatti era molto delicato e facile da graffiare) che riportava tante piccole lenti (sembravano in effeti delle martellature, ricordo infatti che mio papà lo chiamva filtro martellato) che avevano lo scopo di diffondere la luce in una maniera particolare e molto più piacevole rispetto a più classici ed econimici filtri che avevano il medesimo scopo.
Ordunque Franco: premesso che da un lato non conosco il Cokin in questione e, dall'altro, che nella sostanza ti ha già risposto Diego, ora come ora credo esista ancora il Softar, se non ricordo male in due versioni e prodotto da B+W, ovviamente... è la vetreria di Zeiss sono in vetro ottico e, purtroppo, costano di peccato mortale! Se non ricordo male uno ha la superficie ricoperta di tante piccole lenticole, mentre l'altro dovrebbe presentare una serie di cerchi concentrici. Hanno prestazioni leggendarie, io però non li ho mai usati, di conseguenza nulla posso testimoniare a favore o contro la bellezza dell'effetto di diffusione della luce che essi inducono, e neppure se questo piacevole effetto sia proporzionale al prezzo... che è comunque molto alto!
“ Fate pace con il fatto che i tecnicismi estremi non interessano quasi a nessuno se non ai nerd di un dato argomento, che quasi mai, fra l'altro, si guadagnano da vivere. „
No Paolo, non è di vetro ottico ma di plastica (era proprio scritto anche nel sito Zeiss finché c'era in listino), almeno l'originale Zeiss di cui possiedo una copia (gradazione II, l'intermedia).
Si Diego, non intendevo certo mettere in dubbio la tua affermazione, ci mancherebbe, io mi sono limitato riportare i miei ricordi di mooolti anni addietro. Dovrei ancora avere, chissà dove però un catalogo B+W... se riesco a ritrovarlo devo controllare se questi sono, come ricordo, in vetro ottico oppure in plastica come gli Zeiss.
mica sempre vero. C'è chi ricerca appositamente un certo look e lo vede come valore aggiunto.
D'altronde trent'anni fa ci si scannava come oggi sulle linee per mm e poi per le foto di moda si piazzava una bella smanacciata di vaselina davanti all'obbiettivo per quel bell'effetto flou. Sciatteria e impreparazione totale agli occhi di uno del circoletto, certo, ma intanto le fatture le staccavano gli altri, e le foto piacevano, e l'estetica del momento era quella.
Fate pace con il fatto che i tecnicismi estremi non interessano quasi a nessuno se non ai nerd di un dato argomento, che quasi mai, fra l'altro, si guadagnano da vivere.
Vero Tykos... ma fino a un certo punto! Trent'anni fa, ma direi ancor più negli anni '80... quindi circa quarant'anni addietro, nei circoli non si parlava di qualità intesa come tale, piuttosto si parlava nei termini di: - io ho Leica, quindi le mi fotografie sono le migliori... anche se poi erano dei cessi; - io ho Nikon, quindi i miei obiettivi sono appena appena inferiori ai Leica però io so fotografare... anche se poi le fotografie erano dei cessi lo stesso; - io ho Olympus, quindi ho il TTL flash, e giù tutti a fare macro, col TTL flash appunto, anche se poi le foto erano comunque dei cessi; - io ho Pentax, che non sarà Leica, Nikon e neppure Olympus però è poesia pura quindi... quindi le fotografie erano cessi uguale; - io ho Minolta, e i mei obiettivi si chiamano ROKKOR e vuoi mettere... solo il nome... e ovviamente è inutile dire delle fotografie; - io ho Canon anzi no: io sono lo sfigato con la Canon, la vulgata comune e quindi non c'è problema visto che, lo sanno tutti, non so fotografare a prescindere;
- io ho la tessera FIAF e dico: c'è bisogno di parlare? Certo che no... ovvio! Le fotografie? Ma daaaiii...
Dimenticavo: delle fotografie NON si parlava mai... ma questo dovrebbe essere abbastanza chiaro... noo?
Paolo ti sei dimenticato di chi aveva le Contax con gli obiettivi Zeiss che prima ti facevano vedere la scritta West Germany poi un 30x40 edit "stampato con ingranditore Rodenstock"che era sfocato ma "bisogna guardarlo a 3 volte la diagonale"
“ Trent'anni fa, ma direi ancor più negli anni '80... quindi circa quarant'anni addietro, nei circoli non si parlava di qualità intesa come tale, piuttosto si parlava nei termini di: - io ho Leica, quindi le mi fotografie sono le migliori... anche se poi erano dei cessi; - io ho Nikon, quindi i miei obiettivi sono appena appena inferiori ai Leica però io so fotografare... anche se poi le fotografie erano dei cessi lo stesso; - io ho Olympus, quindi ho il TTL flash, e giù tutti a fare macro, col TTL flash appunto, anche se poi le foto erano comunque dei cessi; - io ho Pentax, che non sarà Leica, Nikon e neppure Olympus però è poesia pura quindi... quindi le fotografie erano cessi uguale; - io ho Minolta, e i mei obiettivi si chiamano ROKKOR e vuoi mettere... solo il nome... e ovviamente è inutile dire delle fotografie; - io ho Canon anzi no: io sono lo sfigato con la Canon, la vulgata comune Eeeek!!! e quindi non c'è problema visto che, lo sanno tutti, non so fotografare a prescindere;
- io ho la tessera FIAF e dico: c'è bisogno di parlare? Certo che no... ovvio! Le fotografie? Ma daaaiii...
Dimenticavo: delle fotografie NON si parlava mai... ma questo dovrebbe essere abbastanza chiaro... noo? „
vi segnalo questo servizio girato proprio all'interno della fabbrica Kodak, molto interessante, dove vengono mostrati tutti i passaggi della produzione delle pellicole. procedimento MOLTO complesso.
miei due cents: alla fine della visione ho avuto la sensazione di quanto sia "antico" ed ecologicamente impattante il tutto. non so (dal punto di vista del costo ambientale, con la sensibilità odierna) quanto possa valerne la pena.
“ miei due cents: alla fine della visione ho avuto la sensazione di quanto sia "antico" ed ecologicamente impattante il tutto. non so (dal punto di vista del costo ambientale, con la sensibilità odierna) quanto possa valerne la pena. „
l'elettronica consumer in generale ha un impatto superiore di qualche ordine di grandezza rispetto alla produzione odierna di pellicole fotografiche...
Il problema ambientale della pellicola non è tanto nella produzione (che ha il suo impatto) quanto nella fase di sviluppo (parte della chimica è classificabile attualmente come nociva per l'ambiente)
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