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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 6:48
Paco cambia il titolo in “Leica Monochrom sul campo di riso” |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 7:26
Wow |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 7:26
“ Cerca le foto di Gorskij (splendide) scattate a colori nei primi del 900 in Russia „ le conoscevo ma pensavo fossero ritoccare in digitale, non credevo fossero originali e che si potesse ottenere il colore da pellicole BN mettendo dei filtri , e che sia possibile il colore da una MM é abbastanza folle da essere intrigante, ecco seguire questi topic è sempre utile |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 9:02
@Valgrassi Di fronte a siffatti "racconti", di cui confesso non averci capito un gran che per merito della mia specifica ignoranza (appunto Silicon for dummies), ovviamente a parte il senso logico e letterale delle parole, resto però sempre più basito –e purtroppo sovente- di fronte a scaramucce, anzi veri e propri scontri anche con toni non del tutto accettabili, in questi post (non questo, ma simili) di chi magari meno ne sa -almeno questo è la mia convinzione da altrettanto incompetente- ma vuole per forza imporre la propria versione che magari poco ha di scientifico, ma un tantino di arrogante. Ovviamente sto parlando da badilante e senza alcun riferimento –come si dice nei films- a fatti e/o persone esistenti. Anche perché credo, anzi ne sono convinto, che salvo valida prova contraria un qualsiasi fenomeno, una volta acclarato scientificamente e riconosciuto in sede qualificata, non possa diventare ancora materia di contestazione, se non su prova, sempre scientifica e altrettanto qualificata, ma semmai solo di proficuo approfondimento. Fine fuori tema, ma mica tanto. |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 10:45
Val, è sempre bello leggere i tuoi racconti... grazie per il tuo contributo! Comunque una cosa l'ho capita, una monocromatica (per fotografia tradizionale) non fa per me! |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 10:53
La sbrodolata precedente era per dare una base minima necessaria per discutere del silicio come sensore fotografico. Abbiamo imparato che se la lamina del sensore in silicio fosse solo spessa 1 µm, allora sarebbe bene rappresentato soltanto il blu-violetto e verde e rosso sarebbero quasi invisibili. Il verde G fu scelto da Bayer perché è proprio nel verde-giallo che l'occhio umano ha la sensibilità massima. Come dice lo stesso nome Foveon, avevano in mente la visione umana. Ma i Foveon sono più sensibili al blu B che al verde G. Una Monochrom può essere vista come un Foveon a infiniti strati. Per catturare tutto il rosso al 100% si può ispessire la lamina di silicio, ma ad un certo punto verde e blu sono tutti assorbiti e contribuiscono solo rumore. Quindi Leitz avrà fatto una scelta oculata, presumibilmente. Avranno anche tenuto conto di lustri di esperienza con la pellicole in b/n. Un raw o in questo caso un DNG non è un negativo. Chi afferma che una Monochrom restituisce i toni prescelti dal progettista ha ragione fino ad un certo punto. Imputa al DNG Leica quello che molti imputano ai JPEG direttamente dalla macchina (OOC). Si potrebbe affermare che con una Monochrom è come inserire sempre la stessa pellicola b/n in una macchina pre-digitale. Nel mondo reale uno poteva prediligere Ilford su Kodak su Fuji su Agfa (ce n'erano molte di più...). In compenso non si è più schiavi degli ISO come con le pellicole. Le Kodak ad altissima sensibilità erano inguardabili, anche se potevano piacere a chi apprezzasse la grana grossa. Sono da biasimare quelli che sostengono che è meglio rendere il b/n partendo da un Bayer? A mio parere no, perché anche se inconsciamente si sovrappongono alle caratteristiche proprie del sensore in silicio. Bisognerà vedere quanti di questi hanno capito come funzionano le cose nel silicio. Fondamentalmente il silicio rende con lo stesso grigio un verde e un rosso a patto che la luce riflessa dall'oggetto è della stessa luminanza catturata dal sensore. Questo non va giù a noi umani perché la differenza fra rosso e verde ce l'abbiamo ben chiara e vorremmo fosse rispettata anche in b/n. Da qui il desiderio di calibrare scale di grigi rapportate a colore e illuminazione, con lo scopo finale di discriminare con la "luminosità" dei grigi i colori diversi. Il tutto non fa una piega a livello percettivo. Solo che gli stessi toni sono riproducibili anche con le curve su un DNG Monochrom: l'enorme differenza è che è molto più difficile che smanettando i colori di un Bayer e non si ha l'aiuto della foto a colori di riferimento. A parte le ultime Q2 M, tutte le Monochrom acquisiscono a 12 bit. Quelli vecchi come me non potranno mai credere che la gamma dinamica di un'acquisizione a 12 bit sia 14 stop, è più forte di noi. Quindi una Monochrom ha dinamica di almeno dieci stop, però veri, non farlocchi. Guarda caso corrispondono alle zone di Ansel Adams (attenzione: se il DNG è lineare...). Fermo restando che i b/n da pellicola erano un'altra cosa, uno che si vuole divertire si trasforma in un piccolo Ansel e con uno spotmeter si sbizzarrisce con il sistema zonale. A me sembra evidente che uno che usi una Monochrom si voglia divertire, magari mi sbaglio... |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 11:06
“ Si potrebbe affermare che con una Monochrom è come inserire sempre la stessa pellicola b/n in una macchina pre-digitale. „ Eh si Val... ma secondo me non è vero, con i potenti mezzi che abbiamo a disposizione a livello di PP anche selettiva, io non me la sento di dire che con la MM hai un SOLO B/N. Sicuramente hai "un'impronta" che può piacere o meno, ovviamente se non piace non si acquista una MM. E poi ci sono le varianti dei filtri. Questo weekend la porterò dietro per fare altri scatti. Io sono uno pratico, valuto sul campo i risultati ed analizzo l'operatività che mi ha permesso di raggiungerli o di fallire. |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 12:03
Pero' Valerio, su una cosa mi devi scusare. Te parti dal silicio, ma lo fai parlando di qualcosa che nonostante provenga dal silicio passa per svariati processi, talmente tanti che del punto di partenza, dei suoi limiti e della sua natura, rimane poco per i trattamenti ricevuti. Un po' come dire... parto dall'acciaio per parlare di come rende un motore. Si, e' fatto di acciaio (dico acciaio, potrei dire alluminio o ghisa.. lasciatemi l'esempio) che ha le sue caratteristiche, ma vale la pena parlare di acciaio quando dobbiamo esaminare come rende un motore a x cilindri con x distribuzione e x alimentazione? ecco... forse dovremmo andare piu' vicini e non partire dalla Genesi. Ovviamente IMHO. PS per avvalorare la tesi.. pensate a quanto lavora e che routine complesse ha spp, il software per i foveon... Giusto perché fra i vari layer di sviluppo ci si perde... |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 13:14
Grazie Valorassi delle tue spiegazioni, hai illuminato anche una capra come me! |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 13:55
Mi sono sempre tenuto alla larga dal "penetrare" il digitale. Non ne sono all'altezza, e la dotta disquisizione di Valgrassi (che ringrazio!) mi conforta ulteriormente. Non capisco il digitale, così come non capisco come funziona una televisione, una fotocopiatrice 3D, e/o tante altre cose che pure adopero (avete presente "Non ci resta che piangere"?). Fortunatamente ho un minimo di back ground analogico, mi baso su quello, ed adopero le macchine a tecnologia digitale BOVINAMENTE (Jpeg), secondo gli stessi schemi/stilemi che utilizzavo con la pellicola, contentandomi di ciò che offrono (tantissimo, secondo me!!!), ed attuando un MINIMO di post produzione con interventi uguali a quelli che operavo in camera oscura quando stampavo il B.&N. (luminosità, contrasto, ritaglio, ecc.). Non escludo di ritornare, magari part time, all'analogico! Lacrime amare sulla mia miserrima condizione di digital-troglodita! GL |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 14:42
mi piace la ricerca e apprezzo chi fa ricerca, quando però guardo alcune immagini di Ragnar Axelsson, la prima cosa che percepisco è il messaggio che il fotografo vuole trasmettere, la scelta dell'inquadratura, l'uso della luce. il resto passa davvero in secondo piano. |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 15:57
“ ed attuando un MINIMO di post produzione con interventi uguali a quelli che operavo in camera oscura quando stampavo il B.&N. (luminosità, contrasto, ritaglio, ecc.). „ Giovanni, guarda che questo è quello che fa moltissima gente che utilizza il digitale, me compreso... Non confondere la fotografia digitale con il fotoritocco o la fotocomposizione |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 16:55
@Zeppo. Beh ... non ho mai preteso di essere "fuori dal coro"! Anzi, ritengo di vivere nell'(aurea) mediocritas (e NEANCHE TANTO "aurea", in verità!)! Il fatto è, Zeppo, che qui molti sostengono (e, personalmente, temo che abbiano PERSINO ragione!) che, nel digitale, la PP abbia (abbia assunto) un ruolo preponderante rispetto agli obiettivi ed ai sensori (cioè le macchine). Ed io, temendo appunto che essi siano nel giusto, mi sento un pò ... "demodè"! Per fortuna, continuo a trovare qualche soddisfazione nei ritratti che mi ostino a voler scattare "my way", a modo mio, appunto (mala tempora currunt!)! Ciao. GL |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 17:03
“ molti sostengono (e, personalmente, temo che abbiano PERSINO ragione!) che, nel digitale, la PP abbia (abbia assunto) un ruolo preponderante rispetto agli obiettivi ed ai sensori (cioè le macchine) „ Non mi pare che in questa discussione sia mai stato sostenuto un simile concetto, anzi. E tutto un lungo percorso, ci vogliono le idee anzitutto, a volte conta anche la fortuna, la giusta attrezzatura, la capacità in ripresa e in post produzione e in fase di output. Tutto è importante e nessun elemento da solo è sufficiente. Ma mi pare che fosse così anche quando imperava la pellicola. |
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inviato il 02 Febbraio 2022 ore 17:13
... se le fotocamere acquisissero le immagini con la perfezione dell'occhio umano, probabilmente non avremmo mai sentito il termine "sviluppo" abbinato alla fotografia, ne analogica ne digitale le fotocamere da sole, con qualsiasi obiettivo montato davanti alla pellicola o al sensore non sanno fotografare, occorre farsi la punta al cervello per tirar fuori qualcosa di buono |
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