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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 14:36
Lavoravano su commissione per soldi |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 14:41
Appunto, quindi "professionisti". |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 14:41
Se l'idraulico, una volta terminato il suo lavoro, firmasse il locale caldaia pretendendo i diritti ad ogni suo uso, che ne direste ? Direi che potrebbe anche andarmi bene! anziché pagarlo in un' unica soluzione finirei col pagarlo a rate... forse, visto anche le complicazioni che ci sarebbero a tenere controllato quando ne faccio uso, sarebbe lui a non esserne contento! Vi interessa sapere la personalità e la storia privata di chi vi permette una doccia calda in casa Perchè no! L'ultima volta con il caldaista, mentre lavorava sulla mia caldaia, ho avuto una bellissima conversazione ( premetto che la per la differenza di età potevo essere la madre), ho scoperto diverse cose sul suo conto e alla fine quando l' ho pagato l'ho fatto più volentieri sapendo che era una persona con la quale avevo pensieri ed esperienze comuni e che ero arrivata alla conclusione essere una persona onesta....e lui mi ha fatto uno sconto forse per lo stesso motivo. l'unica differenza è che l'artista dispone della INNATA sensibilità per captare tale ispirazione, l'idraulico non ne ha bisogno, Ne sei sicuro? E' vero che tutti gli idraulici fanno lo stesso lavoro ma non tutti hanno le stesse capacità e svolgono il loro lavoro con lo stesso impegno: così alcuni riescono a risolvere il problema anche più complesso dove altri invece hanno fallito. Il discorso se lo riferiamo ad esempio ad un medico, piuttosto che ad un idraulico, è ancora più lampante. Detto questo si torna a quanto già evidenziato: se non si parte dalla differenza tra artigiano e artista ( aggiungerei professionista)abbiamo finito. che io ce l'ho a morte solo con la vanita' dell'essere sfacciatamente illuminato di gloria Comprendo e condivido questo tuo pensiero: anche a me i vanitosi non piacciono e preferisco le persone altruiste e umili...questo però non ci deve portare a pensare di avere il diritto di non riconoscere agli altri ciò che si meritano, nel bene e nel male, con un ritorno a nostro vantaggio e di avere ogni cosa gratuitamente o senza dare nulla in cambio. |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 14:43
E quindi non artisti con la A |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 15:17
“ Va bene hai vinto. Mi arrendo se non si parte dalla differenza tra artigiano e artista abbiamo finito. Comunque mi ripeterei non ho altro da aggiungere „ MatteoGroppi, arrivato sin qui, io me la filerei all'inglese... La battaglia non mi sembra destinata a un esito ragionevole. Non so se è stato menzionato... oltre a quanto discettato dai promotori del riconoscimento della paternità correlato a una remunerazione, c'è che soltanto il riconoscimento economico all'autore lo aiuta a valutare il pregio artistico della sua opera, in quanto l'acquirente o il fruitore sacrificano una parte della loro esistenza lavorativa o acquisire altri benefici più immediati e di facile apprezzamento, per divenirne proprietario. All'autore una valutazione autoreferenziale (od onanismo mentale...) serve a nulla se non vi sta qualcosa di tangibile "in scambio" a premiarlo. Un "bravo bravo continua così" lo lascia nel dubbio e peraltro anche di essere preso in giro. Il riconoscimento economico e la sua ampiezza, sono il motore dell'assegnamento del valore sia per il fruitore che per l'autore e quindi della continuità del processo migliorante che all'artista premiato consente di perpetuare. Da qui non si scappa... |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 15:40
Carmina non dant panem. Amen |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 16:16
Se l'Artista si lascia scoraggiare da una nulla accoglienza, basando quindi la sua produzione sull'altrui positivo giudizio, .... Beh, la sua spinta creativa mi pare parecchio effimera, priva di orgoglio e motivazione, e soggetta allo spietato, effimero vento della moda. Cosa che invece deve tenere in gran conto il professionista, pena la sua precoce morte per fame |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 16:37
Un individuo nel vuoto siderale, abbisogna pur sempre di uno specchio formale per ravvisarsi nella sua oggettività. Senza, non avrebbe modo di confermarsi... Niente di cosciente può sussistere, senza una conferma interattiva che produca un'asserzione/accettazione o un diniego/rifiuto... tangibile... che possa venire ravvisato come premio o disprezzo. Un artista non capirebbe se la sua opera è creativa o naturale emanazione del suo modo "meccanico" di consistere. |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 16:55
L'Artista vive in un contesto storico da cui e' indubbiamente influenzato. Ma quando crea e' da solo, e per se' stesso produce, soggiacendo allo spirito creativo al quale si offre in totale, consapevole e collaborativa simbiosi. Il professionista si confronta e trova conferma in un mercato storicamente contestualizzato e adegua la sua arte ad esso. |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 17:08
“ L'Artista vive in un contesto storico da cui e' indubbiamente influenzato. Ma quando crea e' da solo, e per se' stesso produce, soggiacendo allo spirito creativo al quale si offre in totale, consapevole e collaborativa simbiosi. „ Belle parole ma insisti nell'eludere il riscontro interattivo relegando il tutto alla "consapevole e collaborativa simbiosi" con se stessì... è un non senso. Un artista non può evitare di emulare stilemi ed esempi ambientali, quantunque la sua arte possa essere astrusa... |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 17:21
Si si, d'accordo. Ma se e' soddisfatto del lavoro eseguito, non deve rendere conto a nessuno. Per lui e' perfetto, e cio' basta. |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 17:25
Materie prime amatoriali,esentasse(??),ars amatoria. |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 17:30
“ Si si, d'accordo. Ma se e' soddisfatto del lavoro eseguito, non deve rendere conto a nessuno. Per lui e' perfetto, e cio' basta. „ Sì ma chi glielo conferma che è perfetto anche solamente in accordo a un suo criterio, se esso non verrà rapportato a un costo altrui per acquisirlo? Sarebbe mero onanismo anche se la sua opera è oggettivamente pregiata, potrebbe soddisfare il suo ego ma non potrebbe quantificarla in alcun parametro. La conferma che la sua scaturigine è "arte" può venire soltanto da un osservatore "terzo" che può valutare l'opera avendo concepito un metro valutativo su altre constatazioni artistiche. |
user86925
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 17:46
“ L'Artista vive in un contesto storico da cui e' indubbiamente influenzato. Ma quando crea e' da solo, e per se' stesso produce, soggiacendo allo spirito creativo al quale si offre in totale, consapevole e collaborativa simbiosi. Il professionista si confronta e trova conferma in un mercato storicamente contestualizzato e adegua la sua arte ad esso. „ amen... più che per soldi o fama è per bisogno che produce, lo stesso bisogno che spinge un appassionato a coltivare il suo hobby, chi poi ha delle doti particolari può trovare l' occasione di mettersi alla prova per poter ambire a progetti più complessi, alle committenze, alla retribuzione...avrà più tempo da poter dedicare al suo tormento, perchè è di questo che si tratta |
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inviato il 24 Gennaio 2021 ore 17:53
Niente è per sempre? Oppure,oppure... |
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