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inviato il 01 Giugno 2020 ore 7:29
Il digitale crea l'effetto pop up, la pellicola, con ottiche usate a ta, restituice tridimensionalità ma con passaggi naturali. Quella è la vera tridimensionalità di cui si parla. |
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inviato il 01 Giugno 2020 ore 7:37
"..vedo un'immagine vera.." Scordatelo, di "vero" non c'è assolutamente nulla in Fotografia, sia essa a pellicola o digitale. E se in fotografia digitale vedi artefatti, significa, molto semplicemente, chi l'ha fatta è un miccio, la stampa digitale fatta bene non deve presentare nulla di artefatto, geometrico cromatico che sia, assolutamente nulla, il fotoritocco deve essere completamente invisibile, il lavoro fatto bene ha come scopo primario l'invisibilità. Le stampe vanno viste per discuterne, ci vuole un metro comune visibile: vai prego a vedere la pubblicità della KIKO, catena di negozi di maquillage femminile, presente in tutta Italia. Ai negozi KIKO, sulla vetrina esterna, ci sono foto di modelle e di trucchi in formati più grandi dell'A1, sono molto grandi come formato, le modelle sono a dimensione naturale, sembra di avere accanto una ragazza quando passi davanti al negozio: quella qualità delle foto lì, digitali, che rasenta la perfezione, è impossibile, è tecnicamente impossibile, acquisirla in pellicola. Quelle sono fatte in MF digitale, ma già con un 35 mm digitale, si fanno degli A2 in qualità tale che a pellicola erano irrealizzabili anche con banco ottico 10 x 12 cm, per fare le foto della KIKO a pellicola ti ci voleva forse il 20 x 25 cm. E per stampare da un 20 x 25 cm ci vuole l'ingranditore a rotaia, una testa dicroica da 70 - 100 Kg, ci vuole un salone solo per metterci la camera oscura, etc. ma potresti anche non arrivarci a quella qualità lì del digitale MF. |
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inviato il 01 Giugno 2020 ore 8:07
Alessandro, io non parlo di risoluzione. Ma di pasta. La morbidezza dei toni, la naturalezza che vedo in pellicola non l'ho mai risconttata nel digitale. Le considerazioni sulla post che hai fatto le condivido tutte. Ma se voglio guardare una buina foto prendo un libro con scatti realizzati a pellicola. |
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inviato il 01 Giugno 2020 ore 8:52
Vuol dire che ti piace di più la pellicola del digitale: basta che tu usi quella e sei contento, alla fine solo quello conta. Io ho fotografato e stampato per 38 anni a pellicola e dal 2008 fotografo e stampo in digitale, sempre da me e sempre, anche a pellicola, con attrezzatura puramente professionale ed in formato minimo A3, un tempo il "30 x 40 cm", oggi molto di più anche in A2: non tornerei alla pellicola nemmeno se mi picchiassero. L'importante è essere contenti e soddisfatti dei risultati che si ottengo con la roba che si usa, non conta altro. |
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inviato il 01 Giugno 2020 ore 9:34
Il problema è non la uso ... La userei soltanto se potessi chiudere il cerchio occupandomi anche di sviluppo e stampa,. come fai giustamente tu. Non posso farlo per motivi di tempo e spazio e allora cerco di ricavare il meglio dal digitale con le ottiche di cui parliamo in questo post ad esempio. |
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inviato il 01 Giugno 2020 ore 18:11
Grazie Alessandro Pollastrini, è un piacere leggere i tuoi interventi. Prenderò un 28mm più piccolino, vedremo. |
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inviato il 23 Febbraio 2024 ore 20:33
Riprendo questa discussione perché dopo anni di 35mm ho smesso buttandomi sul 28mm e per la precisione proprio il 28mm 1.4 Art. Non mi sono pentito per niente, nulla che vada male (nitidezza, velocità, bokeh). Forse il peso ed il paraluce un po' ingombrante, sono le uniche note dissonanti. L'ho preferito al 35mm poiché da qualche anno ho iniziato a fotografare col 50mm (ottica che non mi aveva mai preso, eppure..) e mi sentivo troppo vicino. Quei 15mm di differenza erano troppo pochi.. ed il 24mm f1.4 Art, seppur magnifico, era troppo largo. Ho avuto pure tanta difficoltà a trovarne una copia usata con attacco Canon. Na fatica!!! |
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inviato il 23 Febbraio 2024 ore 22:14
Trovo che Alessandro Pollastrini abbia PERFETTAMENTE descritto le ottiche Sigma ART, e le ragioni per le quali sono mastodontiche. Alla mia età non posso (più) permettermi obiettivi a fuoco manuale (soprattutto grandangolari), e ... non sono riuscito a trattenermi dal comprare TUTTI i fissi ART. Il 28 è grande e pesante? Ricetta: Canon EF 28/2.8 IS: piccolo, leggero, economico e di "qualità mooolto buona" (comprato apposta!)! GL |
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inviato il 24 Febbraio 2024 ore 12:47
“ non sono riuscito a trattenermi dal comprare TUTTI i fissi ART. Il 28 è grande e pesante? Ricetta: Canon EF 28/2.8 IS: piccolo, leggero, economico e di "qualità mooolto buona" (comprato apposta!)! „ Complimenti per averli tutti Comunque ho bisogno che abbia un'apertura ampia per sfocato e che entri più luce, quindi il Canon purtroppo non dava tutto ciò. Ma rimango davvero soddisfatto da quest'ottica, wow! |
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inviato il 24 Febbraio 2024 ore 13:43
@Giant. Allora l'EF 28/1.8 (+apertura/+ sfuocato). Ho anche quello, ma pensando ad un uso "generico" ( ) non mi sono sentito di consigliarlo! Ciao. GL |
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inviato il 25 Febbraio 2024 ore 10:22
Grazie mille Giovanni, l'ho provato ma è un po' morbido e per lavoro ho bisogno di più definizione |
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inviato il 25 Febbraio 2024 ore 10:40
il 28 nikon 1.4e non ha avuto mercato (mi fido di quello che dite) solo per il prezzo probabilmente...non perchè non sia un ottima lente (ce l ho e posso confermare la bontà della lente) Tra l altro non è nemmeno pesante come il sigma...credo 300gr in meno. Io di 28 ne ho due...questo citato e quello pancake 2.8 per Z. Come focale il 28 mi piace di più del 35. |
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inviato il 25 Febbraio 2024 ore 14:29
@Giant. Purtroppo ho terminato le mie esperienze (Sigma ART, Canon f. 2.8 IS, ed f.1.8)! Per quanto mi riguarda me la giostro tra quei tre (purtroppo Tamron non ne ha fatto uno SP!)! Sorry! Ciao. GL |
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inviato il 25 Febbraio 2024 ore 19:21
Il mio obiettivo preferito è il Pentax M 28mm f/2.8. Per me rappresenta l'ottica perfetta sia per focale, sia per costruzione, sia per compattezza. In onore del piccolo Pentax, ho preso l'RF 28mm STM. Quest'ultimo ripropone tutte le qualità del Pentax, ma in chiave moderna. Un 28mm, per me, è estremamente difficile da usare: non aiuta con artifici prospettici, non crea il "magico sfuocato", tutti gli elementi ripresi devono entrare in relazione ed a loro volta vanno contestualizzati con lo sfondo. È la Fotografia nel sua veste più essenziale. Permette di raccontare, stando dentro la scena ma senza contaminarla con la propria presenza. |
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inviato il 25 Febbraio 2024 ore 22:22
“ Un 28mm, per me, è estremamente difficile da usare: non aiuta con artifici prospettici, non crea il "magico sfuocato", tutti gli elementi ripresi devono entrare in relazione ed a loro volta vanno contestualizzati con lo sfondo. È la Fotografia nel sua veste più essenziale. Permette di raccontare, stando dentro la scena ma senza contaminarla con la propria presenza. „ Per anni ho fotografato eventi con 35mm (di più) e 24mm (un po' meno). Col 35 è difficile sbagliare composizione, ha la giusta ampiezza; col 24 devi pensare al soggetto in relazione all'ambiente moltiplicato per 10, tante cose da pesare bene e la distorsione è sempre pronta a "rovinare lo scatto". Il 28mm l'ho trovato un'ottima media e da il giusto sfocato essendo 1.4 |
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