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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:22
“ Francesco ci mancherebbe. Ad ognuno il suo... „ Ma infatti Maserc: capire l'importanza del fine, io credo, ci può più che altro aiutare a osservare i fenomeni con meno preconcetti. Esempio terra terra: io (per il mio di fine) non ho alcuna voglia di usare lo smartphone, non mi interessa, non lo faccio, non ha proprio senso. Ma mi riterrei miope se non comprendessi la ratio di chi pensa l'opposto. Perché se un fine non è il nostro, non è che ci sia vietato comprenderlo |
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:23
Beh allora scatta in casa alla prima cosa che vedi. Non uscire presto alla mattina (se sei un paesaggista), non farti km a piedi (se fai street) alla ricerca dell'attimo e della situazione perfetta. Tanto quello che conta, non è il risultato... Scherzi a parte, quello che motiva è fare qualcosa di bello. Poi non riuscirci è altra cosa. Resta sempre il viaggio... |
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:26
“ Tanto quello che conta, non è il risultato. „ Non hai capito Maserc: è il tipo di risultato che cerchiamo che ci rende diversi E tu hai ragione: se il fine è quello di vivere una vita isolata e dentro casa, è giusto il protocollo che suggerisci. Nel mio caso non è quello, e quindi mi tocca far diversamente |
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:32
Non ho capito o ti sei espresso male? Scherzo, ovviamente. Lo capisco quello che vuoi dire e lo condivido fossi in te. Ma sono in me e parlo diversamente. Ma il dubbio che mi rimane riguardo a quello che si dice è, capire quanto di quello che diciamo ce lo diciamo con abbastanza convinzione. |
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:34
“ Ma il dubbio che mi rimane riguardo a quello che si dice è, capire quanto di quello che diciamo ce lo diciamo con abbastanza convinzione. „ Caro il mio Maserc.... apprezzo sempre il tuo acume. E questo è il vaso di Pandora: non scoperchiabile. |
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 14:35
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user120016
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 16:07
“ Ma il dubbio che mi rimane riguardo a quello che si dice è, capire quanto di quello che diciamo ce lo diciamo con abbastanza convinzione. „ Beh, vedi, c'è chi fa delle scelte e poi si trova costretto a sostenere delle tesi per convincere sé stessi e gli altri della bontà di quelle scelte. E poi c'è chi è convinto in partenza di alcune tesi e di conseguenza fa delle scelte. Nel primo caso anch'io ho qualche dubbio sulla reale convinzione con cui si dicano certe cose. Sulla seconda categoria di persone, invece, non ho il minimo dubbio. |
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 16:12
“ Sulla seconda categoria di persone, invece, non ho il minimo dubbio. „ Sulla seconda, ahimé, il dubbio è un po' prima. Ovvero se quella di scelte "sue" sia poi realtà o autoracconto Perché a chiacchiere sono tutti padroni delle proprie scelte. E se sbaglio, chi si considera un plagiato faccia pure outing |
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 16:16
Quando dico che il risultato viene prima del viaggio, ed il risultato non arriva, posso solo prenderne atto. O posso dire che in realtà, quello che conta è il viaggio. Tutto sta a capire se mento agli altri, o prima di tutti, a me stesso... |
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 16:30
Se sei felice di quello che fai va tutto benissimo. Il problema sta nel non chiudersi in un feudo: sarebbe opportuno arrivare da un percorso nel quale hai valutato alternative, al fine di non procedere col paraocchi del terreno dello sterile estremismo fotografico. |
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 16:32
Sterile estremismo fotografico? Pensavo fosse un'attività creativa... Non ho capito la storia del feudo... |
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 16:35
“ Il problema sta nel non chiudersi in un feudo: sarebbe opportuno arrivare da un percorso nel quale hai valutato alternative, al fine di non procedere col paraocchi del terreno dello sterile estremismo fotografico „ Eh, caro il mio Jacopo... la faccenda appare elementare, ma è uno dei grossi guai della vita L'integralismo nuoce, ma il relativismo assoluto giova? E come fissare il nostro centro, e come rapportarlo all'altrui centro? Ahimé, è uno dei temi irrisolti dell'umanità, e ho la sensazione netta che non verrà risolto qui, oggi |
user120016
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 16:47
“ Ovvero se quella di scelte "sue" sia poi realtà o autoracconto Sorriso Perché a chiacchiere sono tutti padroni delle proprie scelte. „ Francesco, mi riferisco a chi prima ricerca, prova, pondera, sperimenta ed alla fine decide. Quelle decisioni, giuste o sbagliate, saranno comunque frutto di analisi proprie. Poi ci sta cambiare opinione nella vita, ma si tratta di cambi a ragion veduta. Per cui, ribadisco, in questi casi non vedo alcuna necessità di convincere sé stessi o altri della bontà delle proprie scelte “ ... ed il risultato non arriva, posso solo prenderne atto. O posso dire che in realtà, quello che conta è il viaggio. „ Sarebbe un po' come dire che la volpe che non arriva all'uva dice che quest'ultima è acerba? Spero che non volessi intendere quello. Perché personalmente posso dirti di aver provato situazioni fotografiche che mi hanno portato ottimi risultati finali ma molto deludenti come esperienza ed al contrario situazioni molto gratificanti sul versante del percorso con risultati più modesti. Potendo scegliere, mi piacerebbe essere soddisfatto tanto del viaggio quanto della destinazione ma dovendo scegliere solo una delle due, ho sempre preferito l'emozione del percorso. Quindi, credimi, nessun tentativo volpesco di giustificare i miei "vorrei ma non posso". |
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 16:52
È questo che non capisco. Dov'è la gratificazione se non nel risultato? Nell'atto del fare? Come dire che sono uno scultore, e mi piace dare martellate ad un blocco di marmo. Anche se poi viene fuori un aborto. O mi piace spalmare colori su una tela. Poi quello che arriva, arriva... |
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inviato il 11 Gennaio 2020 ore 16:54
“ Francesco, mi riferisco a chi prima ricerca, prova, pondera, sperimenta ed alla fine decide. Quelle decisioni, giuste o sbagliate, saranno comunque frutto di analisi proprie. Poi ci sta cambiare opinione nella vita, ma si tratta di cambi a ragion veduta. Per cui, ribadisco, in questi casi non vedo alcuna necessità di convincere sé stessi o altri della bontà delle proprie scelte „ Avevo capito Domenico. E posso dire che è quello che anche io tento di fare da sempre, mettendo in discussione e dedicando attenzione e cura alla mia evoluzione, cercando di arrivare a concezioni e, soprattutto, a una visione consapevole, attraverso la quale derivare scelte e azioni. Ma credo anche che la mente umana sia molto complessa, e che sappia giocare con sé stessa in modo eccellente. Senza scomodare Freud. Arrivo a dire una cosa, di cui sono piuttosto convinto: quanto più si sostiene apertamente "io scelgo con la mia testa", tanto meno questo è concretamente vero. Poi capisco anche i limiti che comporta lasciare troppo campio al dubbio, in molte sfere della vita... |
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