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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 18:19
“ Il limite è quello che ti stimola e ti costringe a darti da fare e spremerti, permettendo così la produzione di un risultato migliore. „ Vero Roberto. Ma impostare una discussione che trovi un senso richiede qualche attenzione: troppo ovvia l'obiezione che allora, di limite in limite, si arrivi al foro stenopeico, se non a Baudelaire che invocava la pittura Però sono convinto che, essenzialmente per il motivo che tu dici, sia un argomento sviluppabile utilmente, e non solo per frasi fatte e filosofia spiccia. |
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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 18:39
Infatti sarebbe impegnativo tenere la discussione fuori dal solito binario attrezzatura vs manico |
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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 19:41
Il manico che utilizza la tecnologia. Il meglio dei due mondi... |
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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 19:43
Ovvio, un buon pilota con una buona macchina vince la corsa Si parlava di limiti: possono servire a migliorare il proprio lavoro? |
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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 19:46
Migliorare no. Agevolarlo si. |
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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 19:51
Maserc, io direi proprio il contrario: Agevolarlo no, migliorarlo sì |
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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 19:58
Che ti devo dire... |
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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 19:58
Parli dei limiti? Io della tecnologia. |
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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 21:01
L'argomento è complesso, e ha mille sfaccettature. Un primo aspetto è che ci sono gli appassionati di fotografia e gli appassionati di macchine fotografiche. O meglio, in ognuno di noi convivono, chi più chi meno, 'ste due tendenze. Sarebbe meglio la prima, ma scivoliamo facilmente nella seconda. Anche perché è consolatorio pensare che più (ne) compro, mejo (io) sono (ch'è un po' la cifra di questa nostra epoca disastrata). Il passo successivo è una sorta di tecnofilia che porta ad inseguire tutte le novità tecnologiche, ma che ci allontanano dal fare (la tecnica fa al posto nostro). Io credo che l'AF inteso in senso classico (io decido dove mettere a fuoco e la macchina lo fa per me più precisamente e velocemente) non sia ancora da demonizzare, quanto magari tutte le sue implementazioni di cui sento parlare (io non ci capisco niente) riguardo alle ML (la perfezione non è umana: la fotografia si trasferisce dall'uomo alla macchina). Ma il demonio credo sia ancor più da ricercare nella PP, che sempre più ri-costruisce un'immagine, perfezionandola appunto, rendendola "altro" (qual è lo spartiacque tra la fotografia e la grafica?). Arriveremo al punto che ciascuno di noi, in un dato luogo, in una data ora, scatterà esattamente la stessa foto; perché lo spazio riservato all'umano, all'ingegno, si riduce sempre più, schiacciato tra il "prima" (la progettazione della macchina) e il "dopo" (l'elaborazione dell'immagine). Creatività l'è morta! È necessario un Manifesto Neoluddista. Manfuochisti di tutto il mondo unitevi! |
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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 23:03
In teoria, tutto molto bello... |
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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 23:31
Una tecnologia perfetta è utile per una foto tecnicamente perfetta. Tutto qui. |
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inviato il 28 Dicembre 2019 ore 23:33
Le idee arrivano da tutt'altra parte, e i limiti in genere non sono dati dalla mancanza di tecnologia. A volte la tecnologia non basta per superarli. |
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inviato il 29 Dicembre 2019 ore 0:13
Ma dai. Siamo ancora al distinguo tra fine e mezzo...? |
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inviato il 29 Dicembre 2019 ore 0:17
“ In teoria, tutto molto bello... „ Vero. Chi ha fatto la storia dell'arte ne ha in effetti fatto una pratica |
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inviato il 29 Dicembre 2019 ore 0:20
Appunto. Il problema è riuscire. |
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