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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 14:18
io pero' non capisco dove stia il problema. Voglio dire.. ha preso una tua foto scaricandola da qualche parte e l'ha venduta.. questo e' plagio. Ma se viceversa ha scattato una foto dello stesso luogo ed ha fatto una post… non vedo dove sia il problema. Io scatto bottiglie.. e non c'e' poi tanto da inventare. Una bottiglia vale l'altra il plagio dove sarebbe?. Ho scattato il Martin pescatore...dal capanno nella riserva a pagamento. Ne son uscito con gli stessi scatti delle cartoline in vendita alla biglietteria. Delusissimo. Ho appena finito di scattare ad una festa medievale.. sono usciti ritratti che mi sembravano buoni. Sono molto simili a quelli pubblicati su tre riviste e quotidiani. Usiamo tutti le stesse macchine, e fotografiamo gli stessi soggetti.. tutto si allinea in alto |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 14:21
“ Una bottiglia vale l'altra „ Prova a ricreare lo stesso mood di una fotografia di paesaggio. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 14:22
prova a ricreare lo stesso mood di una foto pubblicitaria... |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 14:24
Io userei la parola emulazione . Fossati è la band, sig Rossi è una cover Band. Ce ne sono di brave, qualcuna relativamente famosa, si fanno anche pagare La storia però la fa e la scrive la Band, la cover resterà sempre una copia. E il prezzo della bravura, della fama e dei social. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 14:30
Ho capito che le Tre Cime sono le Tre Cime e che le fotografano migliaia di turisti ogni anno ma il mood di questa foto è unico, non è possibile che qualcun'altro l'abbia scattata (salvo che fosse presente nello stesso momento, nello stesso punto di ripresa, che abbia utilizzato lo stesso stile di post produzione... ma dai su!)
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 14:34
abbiamo gli strumenti per decidere da dove proviene il raw. Possiamo identificare esattamente il confine del plagio. Non solo in foto, ma anche in musica.. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 14:35
“ abbiamo gli strumenti per decidere da dove proviene il raw. Possiamo identificare esattamente il confine del plagio „ Veramente io di dubbi non ne ho (anche senza il RAW). |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 14:40
beh ,se c'e' certezza... il plagio si denuncia. pero'… presa a caso da internet.. www.facebook.com/ClindoeilPhotographe/photos/gm.2753612244649556/41238 le post stanno diventando tutte molto simili (restano differenze di calibro del fotografo) gli strumenti pure.. diventa difficile distinguersi. Ad ogni modo.. nella storia non s'e' mai visto un artigiano fare workshop.. di solito custodivano gelosamente i loro segreti |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 15:00
Se qualcuno si permettesse di replicare nei minimi dettagli (concetto, posa, composizione, post produzione) le foto di Maurizio Galimberti e la pubblicasse sul proprio sito personale (senza venderle) sarebbe plagio?
 Sarebbe corretto che si vantasse di questa sua personale visione artistica ? |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 15:31
Io sinceramente nelle foto di mr. Rossi non vedo altro che un un copia incolla. Mi spiace dirlo ma di gente cosi in giro ne troviamo veramente troppa. C'è chi si fa il mazzo per trovare un luogo, cercare di ritrarlo nella miglior condizione possibile e chi con un colpo di photoshop si crea la stessa immagine. Concordo con chi, dice che non è possibile realizzare due foto uguali; vero è che ormai tutte le foto oramai si assomigliano con post tutte uguali, cieli dark e sfondi eterei. Io un tipo come mr Rossi, lo sput-ta-nerei senza pensarci due volte e se fossi al posto di Fossati & Co sarei veramente incazzato. |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 15:38
Sempre parlando in generale forse alla fine ci sarà un'emulazione da parte di tutti che emuleranno altri e così via. Partecipando ai workshop in cui ti insegnano certi passaggi è normale che vengano usati per ricreare quelle atmosfere, se una cosa è buona e porta risultati, viene tramandata (a pagamento), ma così facendo poi se ne perde l'esclusiva: non è come una fabbrica di vernici o di farmaci in cui le ricette sono segrete. Nei workshop viene insegnato e dal momento che non si può impedire allo "scolaro" di usarle per sé, alla fine diviene pure difficile che lo "scolaro" diventi poi "insegnante" a sua volta ed insegni quello che ha imparato. In questo concordo con Enzillo. Se io studiando la fotografia, quindi leggendomi libri come "L'occhio del fotografo" di Freeman (come tante altre persone) e frequentando corsi o leggendo libri in cui ti insegnano tecniche di post produzione, vado a fare fotografie in posti famosi e magari becco un cielo plumbeo, nuvole particolari, tramonto di un certo tipo... o vari fattori insieme e decido di applicare quelle tecniche di pp che tanti altri avranno imparato è ovvio che per la legge dei grandi numeri (più fotografi più probabilità) ci sarà un alto rischio di incappare in fotografie estremamente simili. Se 100.000 persone fotografassero una margherita, quanto probabilità ci sono che ci siano punti di ripresa, composizioni, post produzioni similissimi? Vuoi che su numeri così grandi non ci siano almeno 4 o 5 pesone che faranno una foto quasi uguale o per lo meno estremamente simile? E lo stesso discorso si può applicare ai paesaggi ed altri generi fotografici. Io non sto più parlando di Mr. Rossi, il mio è un discorso più ampio. Forse la Creatività del singolo rischia di diventare un'illusione quanto più siamo e più saremo sulla Terra. “ Ho capito che le Tre Cime sono le Tre Cime e che le fotografano migliaia di turisti ogni anno ma il mood di questa foto è unico, non è possibile che qualcun'altro l'abbia scattata (salvo che fosse presente nello stesso momento, nello stesso punto di ripresa, che abbia utilizzato lo stesso stile di post produzione... ma dai su!) „ Possiamo escludere con certezza che tali condizioni meteo non si verifichino mai più? No, è impossibile. Si verificheranno sicuramente prima o poi, perché è un fatto ciclico. Possiamo escludere che al mondo qualcuno non abbia fatto (e che non farà) gli stessi nostri ragionamenti individualmente basandosi su libri più o meno simili che possono essere stati letti e su corsi più o meno simili che possono essere stati frequentati? |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 15:47
Io credo che un buon analista avrebbe del lavoro da fare: copiare pedissequamente e sistematicamente non tanto il soggetto, ma inquadratura e postproduzione di un altro è cosa assolutamente patetica. Quel che atterrisce però non son tanto le "eroiche" imprese di questo soggetto quanto i commenti di buona parte degli intervenuti; altro che coda di paglia, qui molti sembrano essersi riconosciuti! Se non si sa cosa fare della propria macchinetta perché non si hanno idee proprie e se l'unica formazione che si possiede è legata alle banalità da forum si finisce così. Qualcuno ha parlato di "generazione Instagram": sante parole! P.S. Identificare il soggetto con l'opera è ipotesi priva di senso, ciò che fa la differenza è la scelta stilistica e sotto questo aspetto non vi sono differenze tra fotografia ed altre forme visive. Se identifichiamo soggetto e opera potremmo buttare a mare l'intera storia dell'arte e dichiarare che la Madonna di Santa Trinita di Cimabue è equivalente alla Madonna Rucellai di Duccio o alla Madonna di Ognissanti di Giotto o dichiarare che la più modesta Maestà dell'ultimo dei giotteschi ha lo stesso valore di quella di Giotto, tanto sempre di una donna con un bambino in braccio si tratta. Ma per piacere... |
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inviato il 02 Ottobre 2019 ore 16:03
Degas, quello che tu affermi è vero se si parla della manualità dell'artista, ma in caso di fotografia se prendi 2 macchine fotografiche uguali e 2 obiettivi uguali (usati alla stessa focale se zoom) settati col lo stesso diaframma, lo stesso tempo di scatto e gli stessi Iso avrai qualcosa di uguale. Se tu ed io disegnamo un guscio di una noce dalla stessa inquadratura non sarà mai uguale, se invece lo facciamo con la macchina fotografica sì. Salti ha scritto: "Ad ogni modo.. nella storia non s'e' mai visto un artigiano fare workshop.. di solito custodivano gelosamente i loro segreti". E' quello il punto, anche se poi si potrebbe obiettare che prima o poi i segreti li divulgavano anche loro o agli apprendisti o a chi pagava il giusto prezzo. Anche Venezia, ad esempio, cercò di bloccare con leggi l'insegnamento della lavorazione del vetro da parte dei vetrai di Murano nei secoli passati, questo perché comunque qualcuno prima o poi cedeva e si metteva ad insegnare tecniche che sarebbero dovute rimanere segrete. |
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