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Se Dio è bontà assoluta da dove viene il male? Parte seconda la vendetta


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avatarsenior
inviato il 12 Agosto 2019 ore 19:10    

lo volevano proprio cancellare, ma poi per la ribellione dei Napoletani lo hanno mantenuto come santo locale.

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 0:04    

La scienza è un costrutto dell'uomo, alla stregua di molti altri costrutti per conoscere.
Il metodo scientifico è imperfetto perchè non è affatto vero che è ripetibile.

Scusa Ooo, ma mi permetto di dissentire: il metodo scientifico è ripetibile, riproducibile, oggettivo e controllato.
Diversamente non è metodo scientifico.

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 1:09    

il metodo scientifico è ripetibile, riproducibile, oggettivo e controllato.
Diversamente non è metodo scientifico.
. . . il metodo scientifico è seriamente oggettivo, ovviamente, per l'ambito e per la dimensione per il quale è stato ideato, es. se eseguo una prova di trazione su una provetta di acciaio per costruire un grafico dell'andamento forza in funzione degli allungamenti e poi interpreto i risultati con le leggi della meccanica è ovvio che mi aspetto una ripetibilità della prova per tutte le strutture che usano quel tipo di acciaio certificato, altrimenti non potremmo costruire scale, strutture, vetture, attrezzature, macchine che in genere ci offrono servizi di un certo tipo in un certo ordine di sicurezza. Poi possono esserci imprevisti dovuti ad un progetto errato, una mancanza di rispetto delle normative, mancanze di controlli ecc. ma in linea di massima la scienza risponde positivamente alle nostre aspettative e alle nostre esigenze moderne entro ovviamente delle tolleranze che vanno rispettate.
- Ci sono casi dove la scienza ha un'ambito di azione meno ampio e con margini di rischio più altro, ci sono casi dove certe teorie poi vengono raffinate o ridiscusse in funzione di nuovi esperimenti o nuove scoperte e conoscenze: questo è il normale iter del cammino scientifico dove ambiti particolari sono costantemente aggiornati.
- Nella Metafisica non esistono prove concrete ma sofisticate osservazioni e percezioni di fenomeni che portano a creare tesi fideistiche.
- Da parte mia nulla in contrario alla fede e al credo che si occupano di indagare e dare risposte a fenomeni difficili da indagare con strumenti scientifici.
- In fondo la mente degli umani ha bisogno urgente di dare risposte a fenomeni sfuggenti, mistici, esoterici, la mente umana ha il desiderio di formulare teorie e teologie da imporre anche ai non credenti.
- per un certo periodo io stesso ero diventato eccessivamente sensibile e percettivo in un modo inimmaginabile, oltre alla realtà normale vedevo ben altro, non mi sono mai permesso però di imporre una mia visione, la veggenza a volte disturba e a volte si rivela interessante.
- ho imparato a tenere ben distinte scienza e logica, da filosofia (un'ambito promettente e che reputo importante), dal credo, e dalle possibilità veggenti, chissà un giorno avremo un sofisticato modello multi dimensionale della realtà, ricordiamo che Giordano Bruno non rinnegò mai i fondamenti della sua filosofia: ribadì l'infinità dell'universo, la molteplicità dei mondi e per questo e altro finì al rogo! bruciato sulla pubblica piazza Sorriso - Cool

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 8:00    

non c'è nessuna differenza invece. Anche la fede cambia i parametri, il limbo non esiste più, i santi universali sono stati ridotti adducendo alcuni come santi locali (come san Gennaro). ma la fede in dio resta.
Allo stesso modo si modifica o sostituisce una teoria ma la fede nella scienza resta.

Quei parametri sono cambiati "dall'interno", ovvero da mutate opinioni sui parametri medesimi, non da nuovi dati o nuove osservazioni.

Poi non ho capito quale sarebbe il nocciolo della questione della borraccia; fintanto che la gente non venne informata scientificamente, o per ripetute esperienze dirette, del fatto che determinati "sapori" potevano corrispondere alla presenza di sostanze tossiche che, ad accumulo, potevano portare a problemi gravi, continuò imperterrita ad avvelenarsi per secoli. La presenza e la diffusione dell'arsenico è stato uno dei più gravi problemi per la salute umana fin dall'età del bronzo; lo abbiamo saputo e capito solo quando la scienza lo ha scoperto e studiato (e non a caso è stato appositamente usato come veleno solo da quel momento).
Ma di cosa stiamo parlando!?!

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 8:08    

Nella Metafisica non esistono prove concrete ma sofisticate osservazioni e percezioni di fenomeni che portano a creare tesi fideistiche.

E' esattamente questo il punto; tutte le nostre ipotesi (comprese le mie) sull'esistenza e gli attributi di un Dio, sulle incarnazioni e reincarnazioni e via di seguito, nascono in questo modo, e non c'è un metodo oggettivo per rendere le une più credibili e accettabili delle altre; paradossalmente potrebbero essere tutte false, o tutte vere e mescolate in un coacervo inesplicabile.

user117231
avatar
inviato il 13 Agosto 2019 ore 8:28    

Con la metafisica non ci si capisce molto..
appunto perché è metafisica.
Quando avremo la interafisica,
potremo disporre delle risposte. ;-)

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 8:47    

Quando avremo la interafisica,
potremo disporre delle risposte
ottimo MrGreen Sorriso osservazione logica che non fa una grinza. MrGreen

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 8:50    

Però poi l'Educazione Fisica a scuola cambierà radicalmente MrGreen

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 9:42    

Scusa Ooo, ma mi permetto di dissentire: il metodo scientifico è ripetibile, riproducibile, oggettivo e controllato.
Diversamente non è metodo scientifico.
è quello che si credeva fino a quando l'osservatore non era considerato parte dell'esperimento. Poi si è visto che non era possibile escluderlo perchè come osservatore faceva parte di tutti gli elementi dell'esperimento e quindi per antonomasia alla ripetizione dell'esperimento diventava una variabile.
www.coscienzaquantica.com/losservatore-determina-la-realta/


Poi non ho capito quale sarebbe il nocciolo della questione della borraccia
te lo riassumo in questa domanda.
Qualora tu avessi una borraccia di un certo materiale, di cui non c'è alcuna prova scientifica che possa essere pericoloso per la salute, ma tu leggessi di frequenti correlazioni tra il contatto con quel materiale e malattie cronicodegenerative o d'altro tipo, continueresti tranquillamente ad utilizzare quella borraccia poichè non esiste una certificazione scientifica che possa essere dannosa?
(e per produrla, semmai, ne avevano fatte di precedenti che dicevano era innocua).

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 10:03    

ma tu leggessi di frequenti correlazioni tra il contatto con quel materiale e malattie cronicodegenerative o d'altro tipo

E questa cosa sarebbe se non una serie di osservazioni tipiche del metodo scientifico? La scienza non è solo "il risultato", ma prima di tutto il metodo e il cammino per conseguirlo, quel risultato.
Nel momento in cui leggi di frequenti correlazioni di quel tipo, significa che c'è già chi sta affrontando il problema in quei termini.

E comunque, anche l'influenza dell'osservatore sull'esperimento stesso è osservabile in campi ben precisi della ricerca scientifica, quando ci si addentra in ordini di grandezza incomparabili con quello dell'osservatore stesso, ovvero alla scala del subatomico o dell'universo. Ti sfido ad osservare variazioni minimamente apprezzabili e misurabili ripetendo 100 volte, nelle medesime condizioni di temperatura e pressione, e con le stesse quantità di reagenti, una normale reazione chimica di quelle che si insegnano alle superiori.

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 10:04    

ma nel caso descritto non c'è una risposta scientifica, solo uno studio.
www.alzheimer-riese.it/contributi-dal-mondo/denuncia-a-advocacy/4401-i
non hai detto cosa faresti.
alla luce che per produrla ha dovuto passare attraverso test del metodo scientifico.

aspetti la nuova risposta in carta bollata per non utilizzarla?
oppure il tuo sistema cognitivo che riguarda la TUA conoscenza attinge da altre fonti che non siano la risposta del metodo scientifico?

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 10:22    

Ti sfido ad osservare variazioni minimamente apprezzabili e misurabili ripetendo 100 volte, nelle medesime condizioni di temperatura e pressione, e con le stesse quantità di reagenti, una normale reazione chimica di quelle che si insegnano alle superiori.

e io ti sfido a ripetere un qualsiasi esperimento in identiche condizioni di umidità, temperatura, condizioni gravitazionali, elettromagnetiche, di flussi di particelle, pressione, di eguaglianza di flusso temporale.

senza considerare le altre variabili che non si conoscono.

sarai costretto a declassare il metodo scientifico ad osservazione empirica.

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 10:24    

ma nel caso descritto non c'è una risposta scientifica, solo uno studio

Uno studio di che tipo: natura morta pittorica?
No, perché se si tratta di uno studio portato avanti da specialisti siamo già nel campo della scienza, e anche prima della pubblicazione di risultati definitivi merita attenzione.
Ovvio che in quel caso sarà prudenziale accantonare la borraccia di casa in alluminio e usare altri mezzi in attesa di risposte definitive, ma ripeto, siamo sempre nel campo delle osservazioni ripetute e ripetibili, quindi ripeto (repetita iuvant): di cosa stiamo parlando? Del fatto che il produttore avrà commissionato un falso scientifico pur di vendere il suo prodotto? Ma se partiamo dall'idea che tutto è falsificabile "volontariamente" per interesse, allora è perfettamente inutile che continuiamo ad aprire 3d su questi argomenti; io parto dal presupposto che i partecipanti a queste discussioni quantomeno credano in quello che scrivono, compresa, anzi soprattutto Maila, con cui pure mi sono scontrato più volte.

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 10:27    

di cosa stiamo parlando?
del fatto che tu accantoni la borraccia senza avere una risposta scientifica che sia dannosa.
di questo stiamo parlando.

inoltre mi stai dicendo tu stesso che il metodo scientifico è soggetto a corruzione, che è utilizzato come cartello per dimostrare qualcosa ma che in realtà è spesso accompagnato da dati non esatti per vendere.

sai che allegria avere una legge giusta quando poi viene usata in modo improprio nella pratica, per dimostrare quello che si vuole.
Quindi hai ammesso che il metodo scientifico è usato in modo improprio.
Tu mi dirai, ma il metodo è giusto!
Peccato che anche la sperimentazione in doppio cieco dei farmaci si avvale di tale metodo, ma le case farmaceutiche spesso lo adottino in modo "particolare"...
Poi ogni tanto un farmaco è stoppato, magari dopo decenni in cui la gente lo ha ingurgitato. ops.

poi è divertente vedere come il metodo scientifico porti a differenti risultati a seconda degli Stati.
www.altroconsumo.it/salute/farmaci/news/nimesulide

quanta fede malriposta.

avatarsenior
inviato il 13 Agosto 2019 ore 10:43    

e io ti sfido a ripetere un qualsiasi esperimento in identiche condizioni di umidità, temperatura, condizioni gravitazionali, elettromagnetiche, di flussi di particelle, pressione, di eguaglianza di flusso temporale

Scusa, ma allora perché nel '700 e nell'800 gli esperimenti riuscivano? Mentivano tutti?
Perché se metto una goccia di HCl su un pezzo di calcare si sviluppa effervescenza, sia che lo faccia a livello del mare come a 2000 metri, al chiuso o all'aperto, con tempo secco o umido? Come mai quell'esperienza è ancora ritenuta valida per distinguere un calcare da una dolomia?
In cosa la presenza dell'osservatore modificherebbe significativamente quel risultato, se nemmeno le variazioni di temperatura e pressione possono indurre a scambiare la dolomia per calcare?
Non lasciarti ingannare dal fatto che l'acqua che scorre nel fiume non è sempre la stessa: è comunque acqua!
Non ha importanza che la ripetizione dell'esperimento non possa avvenire nel "medesimo tempo" ma in un tempo futuro, l'importante è che la lunghezza del tempo dell'esperimento sia comparabile (alla nostra scala, ovviamente).
Prendiamo le teorie più recenti per come vanno prese, ma soprattutto applichiamole dove hanno un effettivo significato, cioè alla giusta scala. Che mi frega se il risultato di una reazione chimica può variare di un milionesimo di grammo, quando a me interessa ottenere barattoli da 5 kg di vernice? Se invece sto lavorando su decimillesimi di grammo, allora forse quell'errore diventa veramente significativo; è un problema di scala.

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