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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 20:24
Concordo con Andrea, si sta complicando una cosa semplice. Se uno fa fotografie che devono essere documenti (reportage, fotogiornalismo, fotografia naturalistica...) non può clonare nulla e le operazioni in post non devono comunque stravolgere l'immagine. Se invece non è questo il suo scopo ha totale libertà. Il fotografo a il dovere di contestualizzare correttamente le sue foto dove richiesto e di mantenere la coerenza tra la sua produzione e le sue affermazioni. Se non specifica nulla non deve spiegare nulla, semplicemente le sue immagini non devono essere considerate documenti, chi lo fa sbaglia. “ tuttavia molti hanno realizzato che il 99% delle foto in circolazione è sostanzialmente taroccata. „ Questo è il modo più sbagliato di porre la questione, la maggioranza delle foto in circolazione non è un documento perchè non lo vuole essere e questo non incide sul suo valore, basti pensare a Rhein II , se poi qualcuno la guarda secondo dei pregiudizi e cade in equivoco è lui che sbaglia, non la foto che inganna. Poi ci sono i casi cui faceva riferimento Andrea, gente che presenta il suo lavoro in modo ingannevole, quello ovviamente non va bene. |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 20:25
@Enzillo: bello l'esempio ! Ma sono d'accordo con Watson e Matteo. Considera inoltre che togliendo il tizio vai a CREARE da zero una porzione dell'immagine, non a MODIFICARE pixel che gia' esistono. FOTOgrafia nel 2 e 3, nel primo caso si sconfina nel fotomontaggio. Se stessi facendo un render non ci sarebbe alcunche' di strano, tanto e' gia' tutto stato fatto artificialmente e si manovra all'interno del contesto, ma qui vai a inserire ex-novo nella realta' cio' che realta' non e', e non e' coerente con quel qualcosa ( FOTO ) che da essa prende l'essenza. |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 20:28
“ ma qui vai a inserire ex-novo nella realta' cio' che realta' non e', e non e' coerente con quel qualcosa ( FOTO ) che da essa prende l'essenza. „ Jacopo il fotomontaggio da sempre è fotografia, per favore, non cominciamo a discutere su cosa è fotografia e cosa no quando la storia ha già dato le risposte |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 20:30
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 20:30
“ Jacopo il fotomontaggio da sempre è fotografia, „ Il fotomontaggio è da sempre fotomontaggio, altrimenti non lo chiamavano così ma lo chiamavano fotografia. E non a caso "fotomontaggio" nella storia ha sempre fatto rima con "falso". Vedevi una foto " impossibile " ? Eh. è un fotomontaggio, si diceva. |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 20:43
Di sicuro c' è troppa filosofia. Si possono fare mille esempi. Se ho taroccato ho taroccato, a volte per abbellire, a volte per abbruttire. Poi il risultato è quello che vogliamo sia con messaggio o senza messaggio. A volte basta modificare la luce , gli stessi colori, il tipo di obiettivo usato, la presa, il taglio, il grado di sfocatura per rendere un ritratto più piacevole.Altre volte bisogna togliere rughe o brufoli e si manipola di più la realtà. In sintesi tutti modifichiamo , volenti o nolenti, prima o dopo. Poi subentra il grado .....più o meno. Permettetemi un paragone con la lunghezza di una gonna.....ad un certo punto la donna che la indossa potrebbe sembrare una lucciola da tangenziale.... Dipende quanto accorci ....... Ma se il messaggio è quello, si tagli. |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 20:52
“ Il fotomontaggio è da sempre fotomontaggio, altrimenti non lo chiamavano così ma lo chiamavano fotografia. E non a caso "fotomontaggio" nella storia ha sempre fatto rima con "falso". „ https://www.amazon.it/fotografia-Una-storia-culturale-visuale/dp/88061 Se non si conosce la storia della fotografia si dicono inesattezze come questa Il fotomontaggio è parte della fotografia La fotografia non ha nulla a che fare col vero, la fotografia documento ha un rapporto col vero ma abbastanza labile e confittuale |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 21:00
“ Se non si conosce la storia della fotografia si dicono inesattezze come questa Il fotomontaggio è parte della fotografia „ Farne una questione semantica o culturale non serve. Se una cosa si chiama fotomontaggio, è fotomontaggio. Se tu intendi fotografia come storia della fotografia, come disciplina, allora il fotomontaggio è una tecnica appartenente alla fotografia ( ma non è fotografia ). Se parliamo di fotografia come oggetto singolo, fotomontaggio non è fotografia, anzi nel passato era sinonimo di rozzo taroccamento. “ la fotografia documento ha un rapporto col vero ma abbastanza labile e confittuale „ Stiamo sempre lì. Se intendi fotografia come fenomeno culturale, forse. Se la intendi come tecnica, la fotografia ha una diretta e geometrica relazione col reale, in quanto l'immagine che si forma in camera oscura è direttamente matematicamente fisicamente dipendente dalla realtà che ne proietta le forme. Non esisterà mai una pera che, in camera oscura, diventa una mela. Ma con fotosciop accade. Troppi di voi fanno elucubrazioni teoretico-filosofiche per giustificare fotoscioppamenti insensati. E soprattutto per rendere foto banali come capolavori della natura. Ma la natura non usa fotosciop. |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 21:06
“ Farne una questione semantica o culturale non serve. Se una cosa si chiama fotomontaggio, è fotomontaggio „ Infatti sei fermo alla semantica  “ Se parliamo di fotografia come oggetto singolo, fotomontaggio non è fotografia, anzi nel passato era sinonimo di rozzo taroccamento. „ Ancora una volta completamente sbagliato, Graham Clarke nel suo libro sulla fotografia presenta numerosi fotomontaggi e li elogia per la loro efficacia nella comunicazione che non si sarebbe potuta ottenere altrimenti ma forse ignori che esiste un lato concettuale della fotografia “ Stiamo sempre lì. Se intendi fotografia come fenomeno culturale, forse. Se la intendi come tecnica, la fotografia ha una diretta e geometrica relazione col reale, in quanto l'immagine che si forma in camera oscura è direttamente matematicamente fisicamente dipendente dalla realtà che ne proietta le forme. Non esisterà mai una pera che, in camera oscura, diventa una mela. Ma con fotosciop accade. „ Intendo la fotografia come viene intesa negli ambiti reali della fotografia, da critici, curatori, galleristi e photo editor di come la intende Watson su Juza forum non me ne può importare di meno |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 21:07
quello che mi pare interessante far notare, è che tutto dipende dal significato che siamo culturalmente abituati ad attribuire alla fotografia come rappresentazione della realtà. La fotografia è nata (bene o male) con questa idea, e questa idea ce la portiamo dietro. Il bianco e nero va bene perché è nato con la fotografia, e quindi culturalmente non solo lo accettiamo, ma lo ammiriamo. in sostanza, più gli strumenti per agire sulla foto sono recenti e diffusi, più li guardiamo con sospetto. tutto ciò che facciamo per modificare una scena nel mondo reale lo accettiamo senza esitazioni, filtri, luci artificiali, trucco etc etc. le stesse operazioni fatte nel mondo virtuale le troviamo in qualche modo "riprorevoli". Ma la mia tesi è che e' solo questione di tempo. Il digitale esiste da poco, pensiamo ancora in analogico. tutte queste considerazioni per le nuove generazioni hanno molta, ma molta meno importanza, e ne avranno sempre meno. I diamanti sintetici sono più puri di quelli naturali, nei settori industriali vengono usati per questo motivo. In gioielleria le persone vogliono quelli naturali, ma questa scelta non ha niente a che vedere con la qualità intrinseca del diamante, ma con la sua rarità. Se il mondo fosse pieno di diamanti, nessuno se li filerebbe. |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 21:09
Prendiamo una Renault 5, vecchia e brutta auto anni '80, e mettiamoci ad elaborare il motore. Senza troppi sforzi possiamo tirar fuori da quella carretta un mostro da 100 cv. Ma siccome sul libretto di circolazione nulla è cambiato, per voi quella è una normalissima Renault 5. Strano però che faccia i duecento all'ora mentre tutte le altre vanno molto più piano. |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 21:11
“ tutto ciò che facciamo per modificare una scena nel mondo reale lo accettiamo senza esitazioni, filtri, luci artificiali, trucco etc etc. le stesse operazioni fatte nel mondo virtuale le troviamo in qualche modo "riprorevoli". „ Le prime cose le fai con la luce, le seconde col computer. Perché fate così tanta fatica ad ammetterlo, perché non parlate mai di computergrafica ? “ I diamanti sintetici sono più puri di quelli naturali, nei settori industriali vengono usati per questo motivo. In gioielleria le persone vogliono quelli naturali, ma questa scelta non ha niente a che vedere con la qualità intrinseca del diamante, ma con la sua rarità. Se il mondo fosse pieno di diamanti, nessuno se li filerebbe. „ Confondi qualità e quantità. Ho fatto notare che la gente è disposta a pagare di più una cosa che è IDENTICA ad un'altra.( Anzi, i diamanti sintetici per gioielleria sono ancora più rari, perché sono poco richiesti ) |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 21:11
Quando ni si conosce la fotografia si ci rifugia in paragoni che non c'entrano nulla. Ho messo come riferimento un testo scritto da uno dei più importanti critici mondiali che ti da torto marcio. Mi aspetto una risposta pertinente non chiacchere da forum |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 21:12
“ Le prime cose le fai con la luce, le seconde col computer. Perché fate così tanta fatica ad ammetterlo, perché non parlate mai di computergrafica ? „ Intendo la fotografia come viene intesa negli ambiti reali della fotografia, da critici, curatori, galleristi e photo editor di come la intende Watson su Juza forum non me ne può importare di meno;-) |
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inviato il 23 Dicembre 2018 ore 21:13
“ la fotografia ha una diretta e geometrica relazione col reale, in quanto l'immagine che si forma in camera oscura è direttamente matematicamente fisicamente dipendente dalla realtà che ne proietta le forme „ Va bene certo. Hai ragione. Questo però è il processo tecnico di acquisizione dell'immagine. Ma quando questa immagine viene guardata da eventuali fruitori (pubblico ristretto, web, mostre, pubblicazioni ecc.), diventa un'esperienza culturale che implica anche l'interpretazione di chi ha scattato (scelta del soggetto, inqudratura, composizione, interpretrazione dei colori o del bw ecc) e di chi guarda (cosa vede lui, cosa interpreta, eventuali emozioni ecc). Quel processo tecnico quindi non lo vede più nessuno |
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