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inviato il 15 Luglio 2018 ore 14:14
In genere utilizzo un BW "Dark" quando voglio esaltare il contrasto con le zone illuminate, che spesso racchiudono il protagonista della foto. In altri casi cerco di sfruttare il bw creando un immagine con dei neri leggibili e dei bianchi non bruciati. Comunque la scelta dipende dal tipo di foto che voglio ottenere. |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 14:24
Chi padroneggia la tecnica lo si vede e lo si distingue, sopra a tutti gli altri. Chi invece si arrabatta, smanettando coi softwares di editing fotografico, ottiene risultati improvvisati e (spesso) poco efficaci alla comunicazione. La fotografia in scala di grigi, bisogna riconoscerlo, è una rappresentazione metafisica della realtà, convertita in grigi, laddove esistono tinte variegate e precise, e la corrispondenza cromatica (in questa conversione) dev'essere mantenuta fedele, il più possibile, altrimenti si perde il filo comunicativo. Il semplice bianco-e-nero identifica un linguaggio prettamente fumettistico, didascalico, dove le luci sono tutte bianche (e basta) e le ombre sono tutte nere (e basta). Che senso ha, quindi, sprecare una fotografia, per rappresentare ciò che potrebbe fare la penna nera su foglio bianco? |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 14:31
Andro, sia ben chiaro il mio è un discorso generico rivolto a quelli che si nascondono dietro questo tipo d'immagini perchè incapaci di fare un buon b.n sfruttando i plugin (a scrocco perchè sono anche quelli gratuiti). Ribadisco ci sono utenti sul web in genere molto bravi arrivati a questo tipo di bn seguendo un percorso ben preciso (su juza ad esempio c'è Arconudo) ma per tanti altri non è così. Quello che voglio dire è fare distinzione tra un "Noir" fatto per comodità e quello frutto di un percorso ben preciso dell'autore. |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 14:34
"Il semplice bianco-e-nero identifica un linguaggio prettamente fumettistico, didascalico, dove le luci sono tutte bianche (e basta) e le ombre sono tutte nere (e basta). Che senso ha, quindi, sprecare una fotografia, per rappresentare ciò che potrebbe fare la penna nera su foglio bianco?"...Quotone!!!! |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 14:49
Anche io mi sento di quotare il discorso di Caneca. Ciò non toglie che si possa usare ANCHE questa espressione fotografica come particolare rappresentazione di un particolare stato d'animo in una particolare situazione. L'uso massiccio di questa rapprentazione estrema , a mio modesto parere, rientra spesso nelle fattispecie di Caneca. Senza continuare a girarci intorno il discorso è questo. Il "fumetto" non mi era venuto in mente. Grazie Caneca. |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 15:24
Discorso molto articolato,noir,b/w,dark.. |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 15:31
Molto articolato, complicato dalla possibilità di fraintendimenti. Francamente ritenevo ormai chiuso l'argomento ma questa inaspettata ripresa sta contribuendo a fornire ulteriori chiavi di lettura. I necessari "distinguo" non mancano. Quando ho pensato di proporre questo argomento non mi aspettavo tutto questo interesse e ne sono contento, sopratutto della pacatezza dei toni senza guerre di religione. |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 16:09
È vero il discorso è complesso e spesso entrano in gioco anche visioni soggettive in merito. Sono rimasto colpito dalla frase di Caneca perché riconosco da ex illustratore di aver usato scatti fotografici, lavorati con forti contrasti per poi disegnarli con le chine. A differenza delle immagini che vedo equilibravo i toni con macchie/tratti di tempera o bianchetto. Questi tratti mai messi a caso rendevano armoniosa e leggibile la scena facilmente all'osservatore (basta osservare molte tavole del Maestro Hugo Pratt per capire ciò che intendo). Non amo chi disegna in maniera troppo realistica e non gradisco chi fa l'inverso. Sia ben chiaro è solo un mio punto vista. |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 16:17
Indubbiamente Caneca ha aggiunto un importante punto di vista che era sfuggito. |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 16:31
Cmq,Peppe,è una cosa che ho notato anche io,il fiorire di questo tipo di immagini.Magari per qualcuno è un territorio ancora da esplorare,e lo usa e abusa.Mi dispiace se magari ho espresso male qualche concetto nella risposta,ma sappi che non era intenzionale,specie nei tuoi confronti,visto che ti stimo moltissimo. Un cordiale saluto,Alessandro |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 16:44
Nessun problema Andro, non so neanche a cosa ti riferisci, i tuoi post li ho trovati appropriati in questa discussione |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 17:18
“ Il semplice bianco-e-nero identifica un linguaggio prettamente fumettistico, didascalico, dove le luci sono tutte bianche (e basta) e le ombre sono tutte nere (e basta). Che senso ha, quindi, sprecare una fotografia, per rappresentare ciò che potrebbe fare la penna nera su foglio bianco? „ Domanda interessante e risposta non facile (o risposte non facili). Ci si potrebbe chiedere allo stesso modo che senso abbia fotografare la silhouette di una persona in cui i neri rimangono neri (indipendentemente che sia a colori o in BN), ma il processo direi sia simile se non, per certi versi, uguale al noir. Nella prima pagina avevo scritto " ...il termine sembra quasi portare ad una sorta di "minimalismo fotografico" quasi pure "fumettistico"... ", in sostanza l'uso del noir lo si può utilizzare come genere artistico di riproduzione di una realtà osservata dal fotografo nella quale per l'appunto vengono mostrati solo determinati elementi che portano la fotografia ad una "fotografia minimalistica" in cui i mezzi toni non hanno importanza. Secondo me non è uno sprecare una fotografia, ma rappresentare la realtà in una maniera diversa rispetto al disegno/fumetto. Ammesso che si sappia disegnare la stessa realtà fotografata in noir, sarebbero comunque due rappresentazioni diverse della stessa scena. Belle entrambe, ma diversissime l'una dall'altra. Anche qui si potrebbe discutere sulla differenza tra un fumetto in bianco e nero e un fumetto in versione noir. Cosa cambierebbe mantenendo la narrazione uguale come base? Cambierebbero le inquadrature, la rappresentazione delle scene, i dettagli dei volti (visi più corrucciati?), le luci e le ombre, in uno ci sarebbe una maggiore sensazione di mistero... |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 17:34
Inquadrata in questo modo potrebbe anche esser visto come un genere a se stante, a metà strada fra il fumetto e la fotografia, che stranamente assorbe talvolta l'intera produzione di un autore. Alla fine, per quanto strano sia, se quel risultato è voluto, come tutte le cose può piacere o non piacere ma non sarebbe deprecabile a priori. Io non ho ancora le idee chiare al riguardo ma veramente si fa molto interessante questa discussione. |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 18:03
Brandon, cercare uno stile personale va benissimo che poi piaccia o meno è altro discorso ma ci deve essere un percorso tecnico/artistico (chiamiamolo così per intenderci) maturato lavorandoci su e non a casaccio fatto di plugin. Per arrivarci però bisogna osservare e studiare tutto ciò che potrebbe aiutarci ad ottenere certi risultati e non importa se i punti di riferimento siano pittori fotografi o fumettiisti. |
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inviato il 15 Luglio 2018 ore 18:55
Condivido quello che scrivi, Vincenzo (scusa se ti do del tu), ma dal momento che si parla del motivo (o motivi) per cui piaccia tanto il noir (questa la domanda originaria della discussione) e venga utilizzato molto, io mi riferisco a chi lo fa con cognizione o almeno mi riferisco a quelli che se adottano questo stile saltuariamente lo facciano a ragion veduta e non per moda. In alcuni casi una foto noir assume un valore particolare e merita più che a colori o che in BN ma con tutti i toni di grigio. Su questo direi che siamo pienamente d'accordo. Lasciando da parte le motivazioni legate alla moda del momento. Chi adotta uno stile noir e lo fa a ragion veduta perché lo fa? Perché i toni molto contrastati aggiungono una determinata visione della realtà? Perché i mezzi toni posso sviare l'attenzione e graficamente l'elevato contrasto vincola maggiormente determinati messaggi? Per il fascino del mistero e della curiosità tipici del noir? Per quelle atmosfere lugubri, inquietanti e malinconiche che lasciano l'osservatore più libero di immaginare il contesto non visibile? |
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