user35763
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inviato il 26 Febbraio 2018 ore 14:07
“ Beckerwins@ Juza eventualmente puó solo essere un tassello del proprio percorso fotografico. Ognuno pubblica in base alle proprie esigenze. E se non conosce le proprie esigenze, allora deve lavorare su stesso e sulla propria consapevolezza, piuttosto che scaricare le responsabilitá sempre su fattori esterni. „ E' tutto qui sopra il motivo che porta ai continui lamenti. Quali sono le esigenze (il cibo che anela) dell'amatore? Anche quando previa selezione il livello fosse alto, basterebbe? Tolti i like di scambio basterebbe? Soddisferebbe chi da amatore pubblica le sue foto? Non continuerebbe forse a mancargli qualcosa? Un qualcosa che è poi tutto il motivo di mostrarsi? Quel qualcosa per cui in realtà pubblica, mostra, condivide, senza avere ben chiaro cosa sia? Cosa cerca pubblicando l'amatore? Perché si lamenta e si lamenterà sempre? Sempre e comunque. Anche se non ne è conscio, chiede : "cosa vedete in me?", "CHI SONO?" Vuole essere cioè interpretato. Chiede "chi sono?" ad altri che pure chiedono "chi sono?", condizione patetica, infantilizzante. che pone come eterni stalker di un sordomuto auditorio; questuanti, eternamente supplicanti molesti accattoni passivo-aggressivi in cerca d'attenzione. L'autore ci chiede d'essere noi -che pur chiediamo e non sappiamo- la sua possibilità di uno specchio dove potere, finalmente, vedersi, conoscersi, scoprirsi. Svelarsi a se stesso attraverso di noi pubblico, il nostro sguardo e contributo, la nostra concreta partecipazione e proiezione sul suo lavoro. Quando si pubblica una fotografia da amatore, le aspettative non sono in realtà poi diverse da quelle che si hanno quando si va da una cartomante, dallo sciamano, dal santone new age o dallo psicanalista. E fatalmente, con gli stessi risultati (Il "bella, ciao" con like, anche millemila like, in tal senso non può mai soddisfare e lascierà digiuni, e delusi, mai realmente appagati; e allora via, ancora e ancora, con le solite trite geremiadi sui like e sulla qualità dei commenti, la critica tecnico-formale da corso base per principianti indispone...) Vuole solo essere scoperto. Cerca chi può scoprirlo, non nel senso del diventare popolare, famoso, ma in quello di saperlo interpretare e DISVELARLO a se stesso tramite le sue fotografie. Capirlo. Capire quello che di se, non riesce (in un certo senso non può) a vedere e a comprendere. Scoperto, disvelato grazie allo sguardo (commento-impressione-interpretazione) illuminante altrui. Desidera sapere chi è. Le possibilità di soddisfarsi in tal senso, credo siano assai basse (per tante ragioni, e non ultima l'efficacia che può esserci nel demandare -dipendere- ad altrui una propria identità); poiché tutti vogliono d'essere capiti e svelati dagli altri, ma non c'è nessuno che è li solo, o anche, per volere capire e svelare. TUTTI PORTANO LA FAME e nessuno che porta il cibo, cappello e grembiule del cuoco. E quando è buona volontà che c'è, succede che il cibo non piace, e mai ci basta; e non piace come (ci) cucina il cuoco Perché non sappiamo chi siamo ma speriamo, contiamo d'essere il figlio (il principino) segreto del Re e della Regina come in certi romanzi vittoriani per le servette, e se la speranza viene delusa, aiah! Tragicomico dramma dell'amatore |
user90373
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inviato il 26 Febbraio 2018 ore 14:08
@ Vincenzo Virus Forse basterebbe che gli autori organizzassero alcune delle sezioni a loro disposizione per "progetto" passato, presente o futuro con annessa dichiarazione di intenti. A questo punto i commentatori andranno a valutare, oltre al singolo scatto, l'intera performance suggerendo cambiamenti, spostamenti e quant'altro. |
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inviato il 26 Febbraio 2018 ore 14:10
Possiamo dare un oscar a Silvano? |
user90373
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inviato il 26 Febbraio 2018 ore 14:12
“ Possiamo dare un oscar a Silvano? „ Già fatto! |
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inviato il 26 Febbraio 2018 ore 15:54
Io pubblico perché mi piace, sinceramente, quando qualcuno apprezza una mia foto e apprezzo anche quando il commento è negativo, se non gratuito. E' soddisfare quell'egocentrismo che mi fa anche salire su un palco e cantare le mie canzoni. Lo considero un egocentrismo "sano" perché lo riconosco e cerco di circoscriverlo a questi due campi. Quando posso commento le foto che mi colpiscono, con sincerità. |
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inviato il 26 Febbraio 2018 ore 16:05
Ettore non penso che sia fattibile. Juza è sempre molto attenta per cui se non ha preso provvedimenti un motivo ci sarà. Gestire un grosso numero di utenti non è facile |
user90373
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inviato il 26 Febbraio 2018 ore 16:28
@ Vincenzo Virus Ipotizzavo che un autore titolasse una sua galleria per esempio: "Progetto 1: Muri e nebbie" e sulla didascalia una breve presentazione. Credo stia più a noi adottare che a Juza adattare , le gallerie ad un particolare compito. |
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inviato il 26 Febbraio 2018 ore 16:55
Mah, Ettore, sono daccordo con te.- Del resto chredo che già la sezione "Gallerie" serva a questo, a presentare un progetto, un portfolio con un tema più o meno preciso. Nelle mie gallerie ho specialmente reportage di viaggi, India e Namibia, o la ricerca di volti espressivi, mentre sono meno incline al paesaggio e per niente allo still life. Niente di che, ma mi piace curare la composizione della foto. |
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inviato il 26 Febbraio 2018 ore 20:36
@Silvano R.r, bello il tuo commento, ma se alla parola fotoamatore sostitusci qualsiasi altro termine, non cambia nulla, puoi metterci utente di facebook, instagram, twitter etc etc. Insomma, chiunque pubblichi qualche cosa. Quel discorso si può adattare a tutto, e quindi a niente... |
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inviato il 26 Febbraio 2018 ore 23:09
@Ettore: sarebbe perfetto ma non è possibile. Virus photography in un certo senso funziona come hai scritto tu. Questo è uno dei motivi per cui le gallerie del sito non sono create con foto messe a casaccio ma pensate (che poi possano non piacere è un'altro discorso). Io ad esempio racconto la città in cui vivo Milano per cui le immagini presenti nella mia galleria troverai scene che rappresentano il quotidiano di questa Metropoli che vanno viste in un certo modo per comprenderle. Le stesse immagini pubblicate su Juza si presenterebbero in modo diverso risultando banali e prive di senso. Quando seleziono le foto degli autori cerco seguire una logica per valorizzare il loro lavoro. Per realizzare questo ci vuole anche un certo impegno e feeling con gli autori. Juza ha uno scopo diverso perciò ti dico che non è fattibile. Nonostante sia un'amatore cerco di fare il possibile per pubblicare gli autori nel miglior modo possibile. Sicuramente abbiamo una visibilità ridotta all'osso ma ci sta bene così. Fare street per me non vuol dire scattare il primo che passa o fare foto belle ma fine a se stesse ma una serie d'immagini che messe insieme raccontino qualcosa che abbia a che fare con la strada e il quotidiano. Una sola immagine fine a se stessa per me non basta per capire le capacità di un fotografo che sia amatoriale o professionista poco importa. |
user35763
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inviato il 27 Febbraio 2018 ore 6:48
@Enzillo “ @Silvano R.r, bello il tuo commento, ma se alla parola fotoamatore sostitusci qualsiasi altro termine, non cambia nulla, puoi metterci utente di facebook, instagram, twitter etc etc. Insomma, chiunque pubblichi qualche cosa. Quel discorso si può adattare a tutto, e quindi a niente... „ Ma infatti! Che si adatti a tutto non consegue d'adattarsi a niente, consegue ad un universalità di un bisogno. Si adatta benissimo anche agli artisti al vernissage, e continua ad adattarsi, esattamente come per l'amatore, anche anche all'autore affermato che in quel senso rimane si lusingato, ma insoddisfatto e affamato come quando ha iniziato. (mica che ci si perde e ci si suicida per nulla anche al vertice della fama autoriale, se non si è fatta chiarezza in se su ciò). Allargandoci giusto un po, si adatta alla condizione umana, esistenziale tout court. E' un bisogno di risposta che pare vitale, e che nessuno potrà mai ottenere con soddisfazione, che niente e nessuno è in realtà in grado di dare. A ben vedere non serve nemmeno, fa solo danno. E' una consapevolezza ingrata che si vuole assolutamente ignorare. Rimuovere. Poiché è la Quest, la domanda ad essere umana, infantile, e oziosa. Chi siamo è condizionato, demandato, disegnato e colorato dalle circostanze? (gli altri sono pur sempre delle circostanze) Chi siamo, il nostro IO, (la nostra preziosa identità, "il mio teeesooooro!") quindi non può essere altro che qualcosa di mutevole e contingente dalle millantamila babele di diverse risposte possibili. Nessuna più vera o più falsa di un altra. Quell'identità cercata, illusoria. Circostanziale. Dipendente. Superficiale patina, estranea epidermide innestata che presenterà rigetto; solo la maschera teatrante-sociale di una etmologica "persona-ggio". La parte sostenuta. "Uno, nessuno, e centomila". Confusione e fardello. Legione. Un IO che è oggetto mai soggetto, mai il soggetto; un identificazione che non ha ragione d'essere. Si patirà il bisogno comunque, sempre insoddisfatti da qualunque responso, che non potrà essere altro che un limitante etichettare la complessità cangiante, caleidoscopica dei nostri, tutti, impersonali ego in un unico uno, mio, illusorio, stretto come una camicia di forza e cilicio "io sono", elemosinato per giunta intorno da mane a sera. Un IO? Un MIO-IO!? Uno solo!? Che micragna e che miseria! Che lesinare da bottegai! Che braccino corto! Eppure è vecchia, familiare, pratica, sensata e razionale mistica ormai la cosa che vuole sia più sano, liberatorio ed efficente un condursi nel : "je est un autre", se gli pare. Ego sum qui sum, è forse l'unica sensata -non- risposta Si può supplicare, minacciare, e trovare risposte identificative piacevoli, lusinghevoli ma solo in una dimensione di vanità ingannevole e coatta di un castello di carte; e ahimè, subordinata, schiava, serva di chi c'e l'ha fornita. Trick. Risposte -identità- che faranno solo da basto e paraocchi. |
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inviato il 27 Febbraio 2018 ore 7:10
Silvano, fai un discorso non generico ma generale sull'uomo come animale sociale, e lo applichi ai social. L'unico neo di un discorso condivisibile è che l'uomo di oggi non è pronto per cultura all'effetto di ritorno di uno strumento, la rete, che ha logiche sue: tiene memoria, porta a interazione diretta con ignoti, senza conoscerli 'fisicamente,. E infatti i casi di dipendenza sono molti e anche chi con la rete ha avuto successo planetario a posteriori più di una volta l'ha ripudiato. Per dire che di solito chi cerca trova ma in ambiente digitale spesso si trova anche quello che non si cerca. |
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inviato il 27 Febbraio 2018 ore 7:20
La discussione esiste perché su Juza ci sono soprattutto tre profili -i professionisti, che usano del sito come uno dei propri strumenti commerciali -gli appassionati, che curano le proprie immagini con attenzione -i dilettanti, che cercano qualcosa di diverso da Instagram o Facebook. Ai primi stanno bene i terzi se non li oscurano ma li vedono Ai secondi stanno bene i primi ma non i terzi perché volgarizzano il discorso e fanno rumore. Ai terzi stanno bene i primi due finché non gli dicono maleducatamente che fanno prodotti inferiori. Poi c'è chi viene per stare in un forum per discutere e non pubblica. Poi chi viene come ghost ambassador dei brand e cerca le guerre di religione del marchio e non commenta foto alcuna. Emanuele che è democratico lascia convivere tutti e quindi discuteremo periodicamente all'infinito |
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inviato il 27 Febbraio 2018 ore 7:34
Hai dimenticato chi non ne fa una questione di vita o di morte e vive sereno con tutti. |
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inviato il 27 Febbraio 2018 ore 7:57
Merce rara di questi tempi |
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