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un colpo solo







avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 1:35    

Signor mario..
Secondo me bisogna fermarsi e distinguere.
L'immagine di un uomo ucciso colpisce non per le caratteristiche "artistiche" ma per il molti altri aspetti connessi all'immagine (dramma, tecnica, informazione etc...).

Se ammettiamo che esista UN SOLO attimo decisivo nella scena, stiamo affermando che il fotografo non ha nessun potere sul messaggio. Che si tratta solo di una "estrazione" dalla scena nel momento cruciale.
insomma un aspetto squisitamente tecnico di trigger o di velocita' di sincronizzazione.
Se viceversa ammettiamo che possa esistere un punto di vista del fotografo.. ammettiamo che questo punto di vista possa influenzare la scelta del momento.
La foto della persona sparata puo' essere scattata anche un attimo prima e sarebbe ugualmente un momento topico.
Il fotografo coglie in questo caso il terrore dipinto sul viso del condannato. Un attimo dopo coglie la smorfia di dolore di un uomo che muore, Ancora un attimo di attesa e si sarebbe colto il viso e la reazione dei presenti di fronte ad un omicidio.. e cosi via.. Tutti momenti topici.. tra tutti il fotografo ha scelto questo.. e di passare questo messaggio..

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 4:01    

@ Salt

Inanzitutto mi complimento con te per l'ammissione (cosa rara), che ti fa onore.

Per quanto riguarda l'argomentare su questo è una deriva presa dal 3D, direi inevitabile in un approfondimento, dal momento che ha molto a che fare col topic, anzi direi che è indossolubilmente imprescindibile da quanto posto dall'autore.

Inoltre, facendo le debite proporzioni sul principio fotografico coniato dal vetusto HCB, certi principi rimangono validi, ininfluenti dal tempo al pari di certi espressi da pensatori o filosofi di altre ere storiche... Socrate, Marco Aurelio, Copernico, Machiavelli... solo per citare illustri esempi.

Nel suo piccolo, quello coniato dal demodè (MrGreen) Bresson in ambito fotografico, è e rimarrà ugualmente tale, valido per i decenni o secoli a venire.

-----

Invece su quanto scritto dal nostro amico in bandana, non mi resta da aggiungere altro in quanto ha scritto verità che sono tali anche per me.

In ultimo preciso solo che quando ho scritto sul fatidico momento, considerato anche in ambito fotoamatoriale, che una qualsiasi scena dinamica può presentare solo pochissini, molto spesso uno, ma a volte anche nessuno, di quel attimo culminante, questo è relativo all'inquadratura scelta da ogni singolo fotografo, e non da intendere in termini assoluti come se si giudicasse l'accadimento come dalla visione di un drone.
Non è superfluo specificarlo in quanto aveva innescato qualche fraintendimento-

Ovvero, per chiarire meglio, riguardo all'esempio precedente della suora, se in loco vi fossero stati 2 fotografi (ovviamente non a contatto di gomito) il momento decisivo di quella scena, per entrambi sarebbe diverso, anche distanziato di vari secondi, a seconda delle loro inquadrature o dal punto di ripresa.


P.S. - Per quel che riguada la prima foto linkata nella pag. precedente, la storia narra che quel militare ha fatto fuoco un istante dopo.
Quella foto ritrae l'ultimo secondo (e lo sguardo) di vita del prigioniero (ritenuto un traditore)... E se non è l'attimo decisivo quello...;-)

In caduta o stramazzato al suolo, o in una pozza di sangue, non avrebbe la stessa ineguagliabile potenza.

(Come si evince anche dalla visione dei provini dell'autore ((anche se non serve per capirlo)), che continuò a scattare).

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 6:49    

"...che moltissime foto vivono solo grazi ad un attimo colto per bravura o per fortuna ma è quell'attimo che le fa uscire dalla massa,..."

Occhio che quell'"attimo" molte volte altro non è che uno scatto fatto in un teatrino improvvisato messo su dal fotografo per fare quella foto lì, non mancano esempi di foto di "attimi" celebri, che poi si sono rivelate foto preparate con cura.

Restano belle foto, ma occhio a parlare di "attimi" prima di conoscere bene la storia della foto.

HCB gli attimi li ha beccati davvero, ma....... altri fotografi quegli attimi se li sono fatti arrivare proprio al momento giusto, e per benino.

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 8:02    

Signor mario..
Secondo me bisogna fermarsi e distinguere.
L'immagine di un uomo ucciso colpisce non per le caratteristiche "artistiche" ma per il molti altri aspetti connessi all'immagine (dramma, tecnica, informazione etc...).


Certamente ma quante immagini di uomini uccisi abbiamo visto e perché alla fine ci colpiscono e ne ricordiamo solo alcune? Per il momento colto, un attimo prima o dopo il miliziano sarebbe stata un'inutile foto di un soldato vivo o morto poco cambia non avrebbe raccontato nulla di speciale, lo stesso per le altre due foto, la foto di HCB se fatta in un attimo diverso sarebbe stata insignificante e non parte della storia della fotografia, quella dell'uomo fucilato a terra senza il tuo del colpo sparata sarebbe stata una foto "banale"

Se ammettiamo che esista UN SOLO attimo decisivo nella scena, stiamo affermando che il fotografo non ha nessun potere sul messaggio. Che si tratta solo di una "estrazione" dalla scena nel momento cruciale.
insomma un aspetto squisitamente tecnico di trigger o di velocita' di sincronizzazione.
Se viceversa ammettiamo che possa esistere un punto di vista del fotografo.. ammettiamo che questo punto di vista possa influenzare la scelta del momento.


Sono vere entrambe, se non scegli il momento ti affidi al caso e non sempre è una scelta vincente, se lo scegli è perché È IL momento decisivo e allora è proprio lì la capacità di essere fotografo

La foto della persona sparata puo' essere scattata anche un attimo prima e sarebbe ugualmente un momento topico.
Il fotografo coglie in questo caso il terrore dipinto sul viso del condannato. Un attimo dopo coglie la smorfia di dolore di un uomo che muore, Ancora un attimo di attesa e si sarebbe colto il viso e la reazione dei presenti di fronte ad un omicidio.. e cosi via.. Tutti momenti topici.. tra tutti il fotografo ha scelto questo.. e di passare questo messaggio..


Un attimo dopo avrebbe colto un civile a terra e prima solo un uomo spaventato. Son questi attimi che portano spesso ad avere stografie che possono cambiare la storia

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 11:02    

Allora, cominciamo con il dire che vedo poca Arte nella foto della persona sparata. Riconosco una grande abilita' e mestiere. Ma arte no.
Anche la seconda foto (quella con l'uomo a terra mitragliato) e' una buona fotografia ma non la porterei ad esempio di arte. Tempismo forse.


Voglio dire.. Tralasciando cinicamente il fatto che parliamo di un evento terribile. Fotograficamente ed Artisticamente lo scatto non mi pare molto diverso da un qualsiasi tramonto ben ripreso o da quello del contatto tra due piloti di motomondiale all'ultima curva decisiva.
Il fotografo era presente ed ha colto un'attimo rappresentativo della realta'.


edit: quasi certamente il fotografo in queste occasioni scatta piu' immagini e poi a seconda della potenza dello scatto, ma secondo me, soprattutto secondo il messaggio che deve passare (e la relativa vendibilita' della foto) sceglie il fotogramma corretto. va da se che in pellicola puoi sparare al massimo una decina di fotografie.. con le moderne fotocamere la questione cambia parecchio. fine edit:

Poi, effettivamente i Grandi son immortali, e' vero. Ma parafrasando il motto di qualcuno molto piu' grande di me, penso che per progredire non sia sufficiente soltanto tentare di raggiungere aritmeticamente il livello dei Grandi, ma ci si debba necessariamente issare sulle loro spalle per raggiungere l'asticella che Loro stessi hanno innalzato.

Cioe' voglio dire, sta storia dell'allineamento cuore testa e "pianeti"MrGreen forse ha fatto un po' il suo tempo...e, gia' allora, mi sa che fosse piu colore locale che altro....(senza nulla voler togliere ai meriti di un grande).

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 11:20    

Voglio dire.. Tralasciando cinicamente il fatto che parliamo di un evento terribile. Fotograficamente ed Artisticamente lo scatto non mi pare molto diverso da un qualsiasi tramonto ben ripreso o da quello del contatto tra due piloti di motomondiale all'ultima curva decisiva.

Eeeek!!!
Quello è uno scatto di fotogiornalismo. Tu daresti il Pulitzer alla foto di un tramonto ben ripreso?

Cioe' voglio dire, sta storia dell'allineamento cuore testa e "pianeti"MrGreen forse ha fatto un po' il suo tempo...e,
gia' allora, mi sa che fosse piu colore locale che altro....(senza nulla voler togliere ai meriti di un grande).

Questo invece potrei anche condividerlo.
Ce lo spieghi meglio?

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 11:26    

Certamente NO, Opisso. NON darei il Pulitzer ad un tramonto.
NON e' questo che intendevo dire. Si sta parlando dell'attimo Topico e di come ottenerlo.
Se OGGI (non trent'anni fa) sia meglio rafficare o colpire come un maestro Zen.


per fare un paragone militare, oggi pare che l'esercito utilizzi soprattutto raffiche. tranne in quelle occasioni in cui e' necessario colpire "chirurgicamente"...
In quel caso solitamente usano il colpo singolo... lo sbagliano.. e radono al suolo una scuola o un ospedale posti a due km di distanza..


avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 11:29    

Quando ho provato ad usare la raffica a tre, la scelta del momento era posticipata alla fase di revisione, se andava bene c'era qualcosa di buono, quasi mai prevedibile. Se imposto lo scatto singolo ottengo paradossalmente un maggior numero di scatti "buoni" perché, nel momento in cui scatto, sono concentrato proprio sul fattore "momento decisivo" e so già cosa otterrò - ammesso di riuscire nell'intento.


Se sai già cosa otterrai raffica o meno, sei un genio. Per me lo scatto non è mai come me lo aspettavo. Qualche volta è un po' meglio, molto spesso è decisamente peggio Sorriso E questo vale anche quando fotografo un paesaggio immobile (dove magari non ho notato qualche impallamento, la cartaccia per terra ecc.)
Filosofia spicciola a parte dipende dalle casistiche concrete: se ti aspetti di avere una foto di gruppo con 59 persone tutte con gli occhi aperti è difficile avere il controllo della situazione con lo scatto singolo...


avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 11:32    

Se OGGI (non trent'anni fa) sia meglio rafficare o colpire come un maestro Zen.

Ma Bresson mica faceva lo scatto singolo Zen. Anche se magari aveva più tempismo di noi mortali.
L'unico fotografo che conosco che sembrerebbe scattare "one shot" è Vivian Maier.

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 11:42    

“Allora, cominciamo con il dire che vedo poca Arte nella foto della persona sparata.”

Non stiamo parlando di arte stiamo parlando di fotografia e di attimi decisivi. Capa non faceva arte raccontava la guerra di Spagna è il miliziano morente non è un'opera d'arte ma un grande momento di giornalismo proprio perché seppe cogliere l'attimo decisivo

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 11:43    

Si appunto... Opisso..
Stabilito che nessun fotografo tende a ricorrere allo scatto singolo, Bisognerebbe passare al fatto che le nuove tecnologie permettono raffiche cinematografiche. E quindi trovo legittimo in certi casi sparare una raffica anche di qualche secondo e poi scegliere a tavolino.

Sempre facendo presente che io per inclinazione preferisco uno scatto solo e stop

ho caricato tre fotografie in galleria che ho fatto a scatto singolo con una lentissima 5d old ma che avrei probabilmente potuto fare meglio con la raffica.
www.juzaphoto.com/galleria.php?t=2608925&l=it
www.juzaphoto.com/galleria.php?t=2608923&l=it

(le foto fanno pena lo so, ma le ho ingrandite dalle previsualizzazioni del mio hd)

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 11:46    

“Ma Bresson mica faceva lo scatto singolo Zen. Anche se magari aveva più tempismo di noi mortali.
L'unico fotografo che conosco che sembrerebbe scattare "one shot" è Vivian Maier. ”

Dipende dalle foto, derriér là gare di saint Lazare è assolutamente one shot non ci sarebbe stato assolutamente modo di fare più scatti

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 11:59    

se "stiamo parlando di fotografia e di attimi decisivi" Per coglierli OGGI e' innegabile che sia necessario fotografare alla massima velocita' e con la massima risoluzione possibili.

Se parliamo di fotografia come messaggio e come scelta del fotografo. Per me diviene importante la scelta del momento da parte del fotografo e quindi piu scatti ma nel momento scelto dal fotografo... il dito ridiventa importante (come era quando i motori di riavvolgimento pellicola non esistevano)

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 14:04    

se "stiamo parlando di fotografia e di attimi decisivi" Per coglierli OGGI e' innegabile che sia necessario fotografare alla massima velocita' e con la massima risoluzione possibili.


Be' si soprattutto se si un fotografo sportivo con un committente e altri 100 fotografi a fianco che fotografano la stessa cosa.

Ma ci sono dei grandissimi che fotografano tranquillamente a pellicola (vedi Alex Webb o Trent Parke*).

Per cui personalmente (e per quello che faccio) se come amatore ritengo che per quello che faccio la raffica non mi dia nessun vero controllo/consapevolezza in più non vedo perché dovrei ottenere un miglioramento automatico usandola (che poi credo sia il senso del topic).
Cioè il problema della mia "mediocrità" passa prima per altri aspetti. Quando riterrò che il collo di bottiglia sia la precisione al centesimo di secondo non avrò problemi ad usare la raffica.
A tutt'oggi fotografare un tramonto al mare con la raffica sperando che si venga a creare qualche memorabile configurazione nuvole-gabbiani-barche mi sembra una cosa totalmente priva di senso. Anche se matematicamente si ha più possibilità di imbroccare la foto facendo 79 scatti che due. Ma allora perché non 90? 91? Facciamo cifra tonda, 100? Fino a che non ho più memoria libera? Meglio portarsi dietro 2 memorie che una... e così via...


*
Parke never shoots digitally, preferring the surprise of developing a film and seeing what he has captured
Alla faccia dell'amatore che vuole avere tutto sotto controllo insomma MrGreen
in-public.com/wp-content/uploads/2016/05/Trent_Parke_A_09.jpg

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2017 ore 16:01    

Resto sempre dall'opinione che si tratti di foto amotoriale o professionionale, conta lo scatto. Che ne abbia fatto uno, diversi singoli o continuo non ha importanza. Nessuno può permettersi il lusso di poter giudicare per disminuirlo. Se proprio vogliamo essere sinceri, quando si riescono ad ottenere risultati grazie ad un percorso personale che ha richiesto tempo e sacrifici per poterci arrivare difficilmente vengono spiegati i veri trucchi (spesso molto semplici ma che danno grossi risultati). La curiosità degli altri non sta nell'apprezzare l'autore ma cercare una giustificazione e dire "così sapevo farlo anch'io"...peccato che non l'hai fatto. Selo farai ci sei arrivato dopo. Capa faceva reportage di guerra ma era dell'esercito americano e agiva con gli "angeli custodi che gli coprivano il culo". Se non era il caso non fotografava perché gli era impedito e manteneva le distanze (serviva vivo non morto!!!). Quelle che siamo abituati a vedere sono le foto più riuscite, sicuramente non girava con qualche rullino e non si limitava ad un solo scatto per catturare l'attimo. Questo non vuol dire che Capa non fosse un grande...ci mancherebbe. Scattate come meglio credete ma evitiamo scatti inutili perché qualsiasi tecnica sia stata usata resterà un' immagine banale.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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