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fotografia e.....timbro clone ! ?


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avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2017 ore 9:30    

E un filo d'erba che mi rovina un primo piano di un leone è da rimuovere o no?


No, certo che no, perché lo si dovrebbe rimuovere?
Prima di tutto chiediti: a ruoli invertiti, laddove cioè il filo d'erba fosse il fotografo e il fotografo fosse il filo d'erba, a te piacerebbe essere rimosso?
E poi: siamo in mezzo alla natura selvaggia ... è mai possibile che il leone invece che nella savana si trovi bello disteso in un perfetto, e perfettamente tenuto, prato inglese?

Ti do un consiglio: procurati una copia di Brother Wolf , di Jim Brandemburg (per inciso uno dei migliori fotografi naturalistici di tutti i tempi), e dopo aver attentamente osservato le sue fotografie chiediti perché sono così belle!

user21096
avatar
inviato il 20 Settembre 2017 ore 9:44    

...e dopo aver attentamente osservato le sue fotografie chiediti perché sono così belle!


Buongiorno,

forse perchè ha avuto la bravura/culo di fare solo e solo quello in tutta la sua vita?

Non puoi paragonare uno che fa un viaggio nel Serengeti una volta nella sua vita con uno che magari li ci passa sei mesi tutto spesato ed ha tutto il tempo e l'attrezzatura necessaria per fare solo bene. Suvvia, cerchiamo di essere un pelino obbiettivi ;-)

Se un prof. mi porta scatti malfatti dopo sei mesi di appostamenti e con tutti i confort, lo mando a cagare, altro che clone.

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2017 ore 10:18    

Suvvia, cerchiamo di essere un pelino obbiettivi


Forse sarebbe stato più giusto chiedere: "cerchiamo di avere un po' di pietà" MrGreen

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2017 ore 10:47    

La faccenda è complessa.
Semplificando molto per come la vedo io...
Se la foto è presentata come "documento", anche se resta l'interpretazione del fotografo, clonare oltre a essere "eticamente" scorretto ha anche poco senso visto che snatura il "senso" della foto e la ricerca del fotografo.
Se la foto è presentata/contestualizzata come "visione" del fotografo che tende all'ideale... allora non solo è ammessa ma ci stupiremmo che non ci fosse (vedi moda/pubblicità) ecc.
Poi ok oltre il bianco e il nero in mezzo ci sono infinite sfumature di grigio.

Il caso McCurry... a prescindere dalla qualità delle foto, è abbastanza emblematico...
Un conto è dire "questa è l'India che vedo io" un altro "questa è l'India come "potrebbe" essere".
Nessun problema in entrambe le opzioni, ma se te le contestualizza come reportage (per quanto "autoriale") mi sembra logico incazzarsi se poi per "scusarsi" ti tira fuori che è la sua visione e liberi tutti... Etica sotto le scarpe...

user21096
avatar
inviato il 20 Settembre 2017 ore 10:51    

Forse sarebbe stato più giusto chiedere: "cerchiamo di avere un po' di pietà" MrGreen


Nuuuuu, mi affido a te. So che non ci deluderesti mai con le tue chicche MrGreen

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2017 ore 11:05    

Mi piace il modo in cui Opisso riesce a condensare in poche righe un pensiero che anch'io ho cercato di esprimere, ma con fiumi di parole, in un sacco di 3d MrGreen

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2017 ore 11:11    

"Infatti non è un peccato caro Vincenzo, anche perché, come ho premesso, certe cose si fanno anche in camera oscura (dove comunque è tutto un pochino più difficile), ma in ogni caso chi sa lavorare, perdonami, non adopera il digitale ma lavora tranquillamente in diapositiva ... dove tutto deve essere controllato, ed eventualmente gestito, all'origine visto che a posteriori non si può più intervenire."

Paolo, parlo per me: Cerco sempre di far attenzione prima dello scatto a qualsiasi elemento di disturbo ma non sempre è possibile ottenere un buon risultato (motivo per cui molti scatti li cestino). Non amo manomettere l'immagine e non nego che in alcuni casi sono costretto ad intervenire con timbro/toppa/cerotto per equilibrare o rendere al meglio l'immagine. In ogni caso son piccolezze che non falsificano la scena. Preferisco tagliare o croppare per eliminare oggetti indesiderati ma ripeto a volte non basta (la street è così). C'è anche da dire che spesso l'elemento di "disturbo" mi torna utile per rafforzare la scena. Spesso si commenta senza sapere come è nato lo scatto è perché si adottano certe soluzioni. Chi lavora in diapositiva purtroppo è in via di estinzione e in ogni caso attualmente elabora la p.p al computer (parlo di professionisti che conosco di tutto rispetto). Photoshop o programmi simili riportano gli stessi trucchi della camera oscura ma in digitale, sicuramente accessibile a tutti per poter ottenere buoni risultati anche se non basta saper usare i programmi per cui chi viene dalla vecchia scuola (analogico) ha sempre una marcia in più. Riguardo le cromie sono scelte personali possono piacere o meno come in tutte le cose.

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2017 ore 11:58    

Ma non c'è nessuno che "clona" sopra una foto venuta bene degli elementi di disturbo perché senza lo foto è troppo piatta e sembra finta? MrGreen
Scherzi a parte credo che la pratica massiva (dei fotografi) influenzi i gusti degli osservatori.
Un po' come l'orizzonte storto che adesso dà fastidio perché è facile correggerlo e ci si abitua al fatto che deve (?!?) essere dritto. Stessa cosa col timbro clone... più è facile più si usa "a prescindere"...
Ma come al solito sto un po' divagando ;-)

user30556
avatar
inviato il 20 Settembre 2017 ore 12:12    

Non ho letto tutto che sono a corto di batteria... Pensavo solo che il problema clone si clone no in fondo non esiste perche', se fatto bene, non si nota. E allora?!!Sorriso

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2017 ore 12:23    

Non pensare che sia facile usarlo... Dipende dai casi, a volte è meglio lasciare lo scatto com'è. Faccio esempio dell'orizzonte storto, spesso capita che una volta messo orizzontale manca un pezzo del cielo o mare in basso. Clonare quella zona vuol dire stravolgere lo scatto?... Se si allora tenetevi una foto tecnicamente errata... Semplice. Manomettere è altro, aggiungere elementi o falsare una scena eliminando dettagli che cambiano il significato. Questa è una mia opinione personale che non riguarda le immagini di fotogiornalismo (capitolo a parte per ovvi motivi). Se poi parliamo di foto artistiche per me si può usare qualsiasi tecnica come è sempre stato fatto anche in passato con l'analogico.

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2017 ore 12:36    

In passato con la pellicola era difficile e alla portata di pochi e per poche cose. Ora è molto più semplice e sono molti di più quelli in grado di farlo, da quì il dilagare dell'abitudine e tutte le giustificazioni connesse.

user30556
avatar
inviato il 20 Settembre 2017 ore 12:39    

da quì il dilagare dell'abitudine e tutte le giustificazioni connesse


Non penso che chi usa il clone (me compreso) abbia da giustificare alcunche'Sorriso.

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2017 ore 13:03    

Diebu sei sicuro che sia facile?... Dipende, le piccolezze si, cose più complesse non penso sia per tutti... Fatto bene. Che oggi come dici sia più semplice la trovi una cosa negativa?...ho visto una foto in questi giorni nella galleria Street che ha ricevuto molti consensi tranne il mio. La foto è l'idea non erano male ma il tarocco si. Forse l'avrei valutata diversamente se fosse stata realizzata in analogico. Oggi a differenza del passato tutti possiamo fare foto decenti ma per emergere dalla massa devi avere una marcia in piú... e il cerchio si restringe come ai vecchi tempi. Questo vale non solo per la fotografia.

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2017 ore 14:26    

Io nella mia ottusaggine e limitatezza mentale non considero di alcun valore le foto digitali in cui sono stati fatti interventi, per il semplice fatto che a differenza di un prodotto artigianale (Come può essere una stampa in camera oscura, e il precedente sviluppo del negativo) è possibile procedere per tentativi, annullare errori, ecc. Insomma per quanto difficile ci si può arrivare pian piano. Invece un vero prodotto artigianale oltre ad essere unico e irripetibile è frutto di una perizia che non ammette errori. Se mentre do l'ultimo colpo di scalpello a una scultura sbaglio e rompo il naso alla statua non mi resta altro che ricominciare daccapo. Se la stessa scultura la disegno in 2D e la faccio realizzare a un tornio a controllo numerico o a una stampante 3D non è la stessa cosa. Per me non ha alcun valore la visione e l'idea se non accompagnate da una manualità e da un'artigianalità. Non pretendo che questa sia la verità assoluta ma è la mia opinione e non riesco, per quanto mi sforzi, a vederla diversamente.

avatarsenior
inviato il 20 Settembre 2017 ore 14:28    

Non pensare che sia facile usarlo... Dipende dai casi, a volte è meglio lasciare lo scatto com'è. Faccio esempio dell'orizzonte storto, spesso capita che una volta messo orizzontale manca un pezzo del cielo o mare in basso. Clonare quella zona vuol dire stravolgere lo scatto?... Se si allora tenetevi una foto tecnicamente errata...

Quello che volevo dire è che adesso lo vedi come tecnicamente errata perché è la prima cosa che ci fanno notare e ormai ci siamo adattati a percepire inclinazioni inferiori al grado. Anni fa mi criticavano spesso su questo aspetto usavo la griglia di riferimento. Ora sono quasi più preciso che correggo ad occhio Sorriso
Nel passato la foto "storta" non era tecnicamente errata semplicemente perché la maggioranza delle foto era così e chi poteva "correggere" in camera non gli passava nemmeno per l'anticamera del cervello di farlo.
Le foto di Bresson non erano storte perché lui era Bresson che se lo poteva permettere (???). Erano storte perché "tutti" fotografavano così e l'inclinazione faceva parte della fotografia stessa intesa come tale.
A parte poi che bisognerebbe capire cosa si intende per tecnicamente (???) errata. Ma qui si rischia di scoperchiare il vaso di Pandora...MrGreen

Non ho letto tutto che sono a corto di batteria... Pensavo solo che il problema clone si clone no in fondo non esiste perche', se fatto bene, non si nota. E allora?!!

Eh eh un po' hai ragione ma vuoi mettere fare qualche chiacchera da Bar MrGreen
Comunque ripeto un conto è mettere gli effetti speciali in un film di fantascienza, altro in un servizio del telegiornale anche se sai che è di parte...
Inoltre, lasciando da parte l'aspetto etico forse sono "vecchio" io come mentalità... In passato tanti "maestri" hanno cercato di eliminare la parte "artistica" per lasciar far "tutto" alla fotocamera. Mettersi a rimaneggiare pixel dove l'intento è "denotare" (pur interpretando) un frammento di "realtà" per come intendo io la fotografia ha poco senso... o meglio potrebbe averlo ma non mi "diverte". Io fotografo, come diceva Winogrand per vedere che effetto fa la cosa una volta fotografata. Ovviamente è un mio modo personale di intendere la fotografia, ma mentre capisco "artisti" come Gursky, stare a clonare un palo perché è "brutto" e poi contestualizzare il corpus fotografico come "reportage per le vie della città" lo capisco già di meno. E non sto parlando solo di etica ma di coerenza di intenti. Poi ci mancherebbe ognuno fa quello che vuole e se una cosa è fatta bene e con cognizione di causa non ci vedo nessuna vera controindicazione.

In realtà il problema di fondo sulle incomprensioni credo che nasca con lo strumento utilizzato.
Siamo tutti fotografi perché utilizziamo tutti la macchina fotografica (digitale) ma in realtà si fotografa con intenzioni diverse...
Ad esempio mentre se fai musica classica il pianoforte e se fai musica elettronica la tastiera, due strumenti diversi per due filosofie diverse, in fotografia sia chi fa "arte creativa" o fotografia più "documentaristica" usa sempre lo stesso mezzo (macchina fotografica digitale). Un mezzo estremamente duttile. Così duttile che ha aumentato esponenzialmente le tipologie di foto/fotografi/fruitori. Probabilmente l'unico problema (etica a parte) è riuscire a "risincronizzarci". Almeno io sono (molto) indietro: cosa stia "realmente" succedendo lo capirò, forse, fra qualche decennio...



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