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inviato il 10 Luglio 2017 ore 9:23
...."Un mondo di veline e calciatori. "..... che poi, si parla tanto di calciatori e veline... ma, alla fine, c'e' qualcuno che riesca veramente ad intuire il LAVORO DECENNALE che e' stato fatto su un calciatore di serie A?. o su un pilota di formula uno? o anche solo per produrre un LP dei Pink Floyd? Qui dentro siamo probabilmente tutti amatori/pro. Più vicini ad essere piccoli artigiani della fotografia che artisti. Ma per essere Artisti non e' sufficiente essere pazzi. Viceversa e' probabile che essere artisti ti CONDUCA ALLA PAZZIA. O perlomeno alla perdita di contatto con il mondo reale. Se tu , inseguendo un tuo pensiero, vedi un mondo che gli altri non vedono, probabilmente sei dichiarato instabile. Per riuscire a trasmettere e comunicare in qualche modo agli altri cio' che hai visto Devi utilizzare un linguaggio comprensibile. L'arte ed il suo studio in questo e' fondamentale. |
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 9:53
Io mi ritengo un piccolissimo artigiano della fotografia. |
user90373
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 10:11
Il genio, il talento, viene solitamente riconosciuto dagli altri, e dovrebbe da questi esser lasciato libero di spaziare. Il più delle volte, invece, viene dagli altri indirizzato, per loro interesse e non certo per amor dell'arte per produrre ciò che altri richiedono, facendo a gara, superandoli, con tanti altri "talenti" e per far questo ci vuole studio, impegno, sacrificio e allora finisce il divertimento e inizia la "crescita guidata" una cosa molto vicina all'uniformazione. |
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 10:55
Qui adesso si è passati ai geni (non più solo alle belle fotografie). Il vero genio Ettore, è proprio quello che esce dall'uniformazione. Sennò che genio è? E per uscirne bisogna conoscerla veramente bene l'arte della massa, per capire che non è più sufficiente e che bisogna battere altre vie. La crescita "guidata" verso una uniforme buona qualità media, non porta altro che all'artigianato di massa e per la massa, che non ha nulla di negativo. Semplicemente non è arte e tanto meno il frutto del lavoro di un genio. Per tornare a bomba: si parlava di "belle foto". Più conoscenze si hanno, più si acquisiscono gli strumenti necessari per produrre qualcosa di qualitativamente buono. E' di questo che si parla, o sbaglio? Sparare alla cieca, anche con i migliori automatismi di questa terra, non porterà a nulla, se non per caso, uno scatto su un milione: il selfie della scimmia insegna, è l'eccezione che conferma la regola. E' arte allo stato puro! Ma per tutti noi umani, la via dell'apprendimento è l'unica percorribile per produrre qualcosa di qualitativamente buono. Ciao, Roberto |
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 10:56
Ettore, per me hai senz'altro ragione. Resta da stabilire il famoso "bella foto" come debba essere definito. Se assumiamo che sia il risultato dell'opinione che molti amici hanno della tua fotografia, allora vedi bene come essere esperti del linguaggio di comunicazione usato dal gruppo dei tuoi amici sia fondamentale. Se viceversa parliamo di bellezza assoluta qualsiasi scatto, in quanto scatto, puo' essere bellissimo. Anzi, e' bellissimo. Gia' il fatto stesso di essere qui a postare scatti su juza indirizza il talento in direzioni diverse rispetto ,che so, facebook.. o la biennale di Venezia. Per dirne due a caso. In definitiva voglio dire... la bella fotografia, e' figlia del tempo e del modo di vedere corrente. Per essere compresa, deve sottostare a regole precise. E cio' e' necessario perché una bella fotografia e' fatta per essere guardata, osservata e Capita. Guardate oggi il design di un'auto come la fiat 127. Ai tempi,quando e' uscita, non piaceva... poi e' diventata quasi bella. Oggi le sue linee ed i suoi volumi fanno nuovamente rabbrividire chiunque. |
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 11:43
Il capostipite di qualcosa, in qualsiasi ambito, all'inizio sovente non viene considerato. Poi però, anni dopo, quando la storia gli ha reso giustizia, inizia ad essere considerato e quotato per quello che è: un pezzo di valore per la sua originalità. L'esempio di Salt riguardante la Fiat 127 disegnata da Pio Manzù insegna: è stata presa a modello nienteppodimeno che da Giugiaro per progettare la Golf I, che a sua volta è stata la capostipite di una miriade infinita di modelli. La 127 non è nata per caso da un sogno improvviso di qualcuno, ma è stata il frutto di un intenso lavoro di progettazione. La due volumi con portellone non l'ha inventata nemmeno Manzù: prima della 127 c'erano per es. la Renault 4 e soprattutto la Renault 16, che a mio avviso è veramente la capostipite di tutte le due volumi moderne. Scusate l'OT... anche in fotografia trovare l'originalità è impresa ardua. Ottenere una buona qualità è già qualcosa. Conoscere l'arte è indubbiamente un vantaggio: se ognuno iniziasse ogni volta da zero sarebbe veramente dura. |
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 11:59
Forse la discussione sta sforando. Tornando al topic "bisogna conoscere l'arte per fare belle fotografie?" No. Se si parla di foto semplici amatoriali. Si. Se si vuol fare qualcosa di più serio (non hai bisogno di essere un genio). Il talento se c'è ti da una marcia in più ma senza delle basi solide serve a poco. |
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 12:06
Un minimo di nozioni di base su inquadratura e composizione non fanno certo male perché ti aiutano a curare quantomeno il lato tecnico, questo è chiaro, per il resto un minimo di buon gusto e spirito di osservazione è tutto ciò di cui davvero si abbisogna. |
user28347
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 12:17
concordo in pieno con questo finale di discussioni ,virus |
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 12:20
Negli anni, su questo forum, mi è capitato spessisimo di imbattermi o intavolare questo genere di ragionamento sull'Arte. Il mio parere in estrema sintesi è che alla lunga allenare l'occhio al "bello" semplifichi il meccanismo con cui questo si riconosce quando ci si para davanti ed in seconda battuta agevoli il produrlo. Come un riflesso incondizionato insomma. Quindi no, non BISOGNA conoscere l'Arte per fare belle foto. Sarebbe da conoscere a prescindere perchè migliora la vita, ma non è necessario. Si può avere scienza infusa, o la fortuna di esser circondati da arte senza saperlo e senza studiarla... Di certo però non sfruttare l'enorme possibilità di cultura che oggi si può avere frequentando mostre, comprando libri anhce in edizione economica (i taschen da 9.90€), o guardando documentari in tv (sky arte ne ha a sfinimento), e senza neanche parlare di tutto quel che si può trovare su Internet... beh è sprecare un'occasione. Io credo di aver capito di più sui colori guardando Caravaggio, Klee, Rotchko, Goya e Turner di quanto abbia mai imparato guardando McCurry. Anzi, ho capito di più McCurry DOPO... |
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 12:43
Che poi, la questione forse e' da prendere da un punto di vista piu' profondo. Viviamo immersi e sommersi da una pioggia di immagini e suoni incessante. La maggior parte di questi studiata e prodotta attentamente e appositamente per far leva sul nostro inconscio e solleticare i nostri sensi. forse la domanda vera potrebbe essere questa: E'possibile oggi fotografare (cioe' produrre immagini) SENZA ESSERE CONTAMINATI DALL'ARTE? |
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 12:48
direi di si, anche perchè siamo bombardati di immagini non di arte poi spesso subiamo influenze di cui non siamo pienamente consapevoli, magari perchè citazioni o riusi di concetti |
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 13:00
"Di certo però non sfruttare l'enorme possibilità di cultura che oggi si può avere frequentando mostre, comprando libri anhce in edizione economica (i taschen da 9.90€), o guardando documentari in tv (sky arte ne ha a sfinimento), e senza neanche parlare di tutto quel che si può trovare su Internet... beh è sprecare un'occasione." Anche questo è studiare cosa che molti non hanno capito. "direi di si, anche perchè siamo bombardati di immagini non di arte poi spesso subiamo influenze di cui non siamo pienamente consapevoli" Verissimo. |
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 13:23
Forse tutto deriva dal fatto che i primi fotografi erano anche,anzi,sopratutto pittori.Questo anche per ovviare ad evidenti limiti dei materiali sensibili di allora,e parlo dell'Ottocento.Poi,sempre parere personale,la Fotografia si è un po sganciata da quei vincoli.Poi,che qualche grande Maestro anche contemporaneo o del recente passato avesse una cultura classica ci puo anche stare.Ma oggi,reputo la faccenda secondaria,visto l'enorme sviluppo del concetto stesso di Fotografia,che porta allo scatto piu facilmente di anni fa,neanche troppo lontani.Su questo stesso forum si vedono foto ben fatte anche con smartphone,e non penso che il possessore abbia una cultura classica alle spalle.Poi,la soggettività nel giudicare diventa la maggiore discriminante.Parere personalissimo,chiaramente. |
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inviato il 10 Luglio 2017 ore 14:32
Forse è già stato detto... non so, ma una cosa importante da conoscere è il linguaggio delle immagini. Questo linguaggio lo conoscono molto bene i pubblicitari! Ci sono tutta una serie di simboli, di stilemi, di stili, ognuno con un suo significato, un suo messaggio, più o meno nascosto. Se si è totalmente digiuni da tutto ciò si corre il rischio di veicolare messaggi non voluti o contradditori, e di dire esattamente il contrario di ciò che si voleva. A volte ci si rende anche ridicoli... L'Arte è piena di queste cose, e la fotografia le ha assorbite a piene mani. Chiaro che la simbologia del passato non è la stessa che si usa oggi, ma certi stilemi sono ancora usati pari-pari. Ne sono nati dei nuovi, dati dallo sviluppo del mondo in tutti i suoi aspetti. |
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