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Perché la Fotografia?


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avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 16:26    

Sballone, non mi piaci più, ti preferivo quando infestavamo il network con unghiate heavy metal MrGreen

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 16:31    

no dai caneca...non fare così...

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 16:37    

no, basta.

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 16:55    

come farò...Sorry

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 16:55    

Parlando seriamente... perchè la fotografia...argomento è molto ampio e complesso quindi provo a restringerlo a un esempio tanto per dare un senso al discorso:





Jeff Wall è autore che in qualche modo vuole entrare in contatto con lo spettatore, la scelta della fotografia e non della pittura io la vedo come un coinvolgere maggiormente creando un ambientazione verosimile, un modo per rendere più forte messaggio e inserire più facilmente spettatore nella sua realtà.
In parte per stesso motivo credo stampi con formati grandi e poi retroilluminati

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 18:30    

Jeronim :

meno male che almeno tu hai letto. Ma l'hai presa sul personale (cosa frequente, qui). Non c'è scritto nulla al riguardo della stage Photo, o della ritrattistica, o di altri "stili", se questi conservano la caratteristica minima della fotografia, rimangono fotografia. Semplice. Se ci pittura sopra, no.
Le esempio dell'esposizione multipla mostrato si chiama : esposizione multipla. Non è neanche necessario rivelarlo perché è lampante.

(gli eventuali strafalcioni incomprensibili sono causati dalla fottuta tastiera del Tablet, sorry)

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 18:32    

Quando l'autore o l'artista sara' affermato,ma anche no,forse potremmo parlare con piu' facilita' della concezione di fotografia secondo il metodo occhiodel,uno stile che non contempla manipolazioni in fasi successive e forse anche nel momento stesso.La condivisione della stessa interpretazione su larga scala,pare riscontrare attualmente qualche complicazione generale.Invece il libro o l'articolo potrebbe con furtuna aprire una breccia,per dire: "come non detto,perchè dopo tutto..",oppure "ma sai che forse forse...."
C'è stata la discussione sull'arte,sul maschilismo sul ritocco.Il ritoccatore ci ha detto che la famosa post produzione,non è eseguita a regola d'arte,anzi tante volte esagerara,e allora la questione non è piu' un si o no sviluppo,ma la buona fotografia che sia adeguta forse,credibile(e quando li contenuto non è personale interpretativo,ma prevedibile non era il mood giusto).
C'era qualcosa di speciale in quelle fotografie scattate ogni tanto,anche nella polaroid che piano piano compariva...ora smartphone selfi camera...e quel signore che andava in giro ad immortale la gente per strada,cercando il momento decisivo non parrebbe poi tanto speciale.
Il paesaggio non è quello con i colori super saturi,post prodotto,("ho dato solo una aggiustatina ai livelli")che forse piace,salvo qualcuno porsi la domanda su quanto sia vero...ma anche la spiaggia nell'ora di punta con i turisti,il via via,barche acqua non bellissima,rifiuti caldo,calca...E poi c'è quello che ci racconta,di alcuni clienti che fra due foto preferiscono la peggiore, pacchiana quella col ritocco esagerato e la portano come richiesta

user33434
avatar
inviato il 05 Agosto 2016 ore 19:05    

La condivisione della stessa interpretazione su larga scala,pare riscontrare attualmente qualche complicazione generale.Invece il libro o l'articolo potrebbe con furtuna aprire una breccia,per dire: "come non detto,perchè dopo tutto..",oppure "ma sai che forse forse...."

Caputo non ho capito

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 19:20    

@Maxbini

scrivi
se questi conservano la caratteristica minima della fotografia, rimangono fotografia. Semplice. Se ci pittura sopra, no.


Pensa che sciocchi tutti noi a scrivere pagine su pagine quando la soluzione è così semplice!
A questo punto non aspetto altro che la tua spiegazione di "caratteristica minima della fotografia" così possiamo passare tutti una serata più serena.

Delle esposizioni multiple che si chiamano esposizioni multiple parliamo un'altra volta per non mettere troppa carne al fuoco.


P.S. avrai pure letto Smargiassi ma certamente hai capito poco del mio intervento precedente.

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 19:32    


La caratteristica minima della fotografia è quella che ho riportato dal pezzo di Smargiassi, evidenziandone in grassetto, contornata da precisazioni che la contestualizzano meglio, e che il pezzo esprime nella sua globalità. L'ha scritto lui, ho provato ad evidenziarla io, ora l'ho rifatto, se servono parole eccole: UN istante.
Non ho commemtato tutto del tuo intervento precedente (ero in giro con il Tablet) per brevità, mi sono limitato a farti notare che eri fuori strada a sentirti preso in causa perché fai stage. Prepari lo scatto, e quindi? Non lo spacci per una cosa casuale, primo. Non ci disegni sopra, secondo. Mi sembra abbia le caratteristiche della fotografia, anche se basata su una ricostruzione della realtà è sempre l'immagine catturata senza alterazioni sostanziali.

Detto questo;
A questo punto non aspetto altro che la tua spiegazione di "caratteristica minima della fotografia" così possiamo passare tutti una serata più serena.

Te lo potevi risparmiare e investire più risorse nella comprensione del testo. L'oggetto era il testo, se commenti cose che non sono presenti nello stesso, non prendertela con me.

Stasera rigatoni.

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 20:12    

@Maxbini
Ok Max, ho corretto anch'io.
Per il resto ti sbagli. Non faccio MAI stage photography, quindi non so come potevo prendermela sul personale. Infatti non me la sono presa affatto. So che nell'articolo non si parlava di stage photography ma il mio era solo un esempio per dimostrare la difficoltà ad adattare teorie e concetti, per giunta stringati, all'universo variegato della fotografia contemporanea.

Nel merito: e se su quella fotografia intervengo col timbro clone? Per Smargiassi non è più fotografia. E non fa nessuna distinzione tra la clonatura di un filo d'erba ai margini del fotogramma e, ad esempio, l'aggiunta di persone o cose.
Ora tu parli di
immagine catturata senza alterazioni sostanziali
e senza saperlo entri nel ginepraio dove di semplice non c'è più nulla. Anche se costruissi una teoria per quello che intendi tu per "alterazioni sostanziali" ti scontreresti con altri milioni di fotografi che la pensano in modo diverso. E allora?
Meglio che ti concentri sui rigatoniMrGreen

@tutti
Il mio sospetto è che si finisca per occuparci e difendere troppo le caratteristiche del mezzo perdendone di vista gli scopi e la funzione.
Non voglio difendere McCurry, che non è neppure tra i miei fotografi preferiti, ma prendo spunto dal recente caso delle sue foto ritoccate (malissimo).
Oltre ai pixel incriminati cosa c'è in quelle foto? Nulla che le possa far riferire ad un fatto giornalistico vero e proprio. Nulla che ci voglia rendere partecipi oltre la loro (quasi, ahimè) perfezione formale. McCurry ci mostra l'atmosfera di un posto e l'atmosfera resta autentica anche senza il palo clonato o l'uomo spostato leggermente a destra. Le immagini, possono piacere o no, ma hanno svolto la loro funzione!
Credo sia questo il nocciolo della questione, non il timbro clone.

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 20:53    

Esattamente, se si volgesse lo sguardo sui contenuti, piuttosto che alle forme, porterebbe ad interessanti discussioni in merito al concetto espresso, invece l'attenzione è solo sulla strada intrapresa per proporlo.

Si cerca di sostenere la fotografia come fosse una specie in via di estinzione, ma questo ragionamento ne avvilisce solo gli scopi.

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 21:00    

Alterazioni sostanziali della fotografia, nel senso di quelle che alterano lo scatto portandolo, al, di fuori del contesto fotografico descritto. Fai una foto, quella include il soggetto, ed un paletto che non se ne voleva andare,sullo sfondo. Se modifichi l'esposizione in fase di sviluppo ed il paletto passa in secondo piano (magari perché finisce bruciato con le alte luci), l'alterazione non è sostanziale : l'immagine rappresenta il momento dello scatto. Il paletto non se ne va perché è esposto come il soggetto? Magari a fuoco pure lui? Che fai? Lo fai sparire con il timbro clone? Alterazione sostanziale, dove la sostanza è la definizione di fotografia di cui sopra.
Tu vorresti liquidare la faccenda perché secondo te definire la fotografia sarebbe troppo complicato. Ma prova a definire i confini della fotografia ritoccata. Quanto puoi clonare? Posso fare uno scatto ad un fiore e piazzare sullo sfondo l'Himalaya, e chiamarlo fotografia? O James Dean che cena a a casa mia e dire: hey, ho la fotografia di James Dean che cena a casa mia.
Mi sembra molto più perigliosa la strada dell'accettare che il significato di fotografia nel senso descritto da Smargiassi (l'istante senza passaggi successivi che determinano l'alterazione ) venga "rottamato". E mi sembra anche assurdo voler chiamare Fotografia tutto questo, e ridurre a nomignoli come "fotografia tradizionale" quella che ne conserva le caratteristiche.
Molto più semplice : photoshop, fuori. Lightroom, dentro. HDR, fuori. Filtri colorati, dentro. Stampa su carta, dentro. Stampa 3D in rilievo, fuori.
Poi ci si può scannare quanto vuoi: hai saturato troppo, hai bruciato i neri per nascondere la vecchia, hai tagliato i piedi perché non si era fatto le unghie. Ma mi sembra una cosa dall'impatto ridicoli rispetto ad accettare che Paperino e Qui Quo Qua compaiano in piazza San Pietro di fianco al Papa, chiamando questa immagine fotografia.
Io ci rifletterei senza timore di dover rivedere le proprie libertà arrogatesi con l'abitudine. E cercherei un nome. Che poi mi sembra che ci sia già : Fine Art. Per essere gentili.
Penso di aver detto tutto, sono intervenuto perché si sono tirate su barricate al grido di "non volete neanche lo sviluppo in camera oscura", manco ci si trovasse davanti a integralisti religiosi, invece si voleva solo chiamare "Coniglio alla cacciatora" un coniglio cucinato in quel modo lì, litigando pure sulle variazioni sul tema e, invece, un gatto arrosto "Gatto conigliato", "Felino arrosto" o qualsiasi altra cosa che non contenesse l'idea che ci fosse un coniglio, alla base del piatto.

Coi rigatoni si va sul sicuro. Per ora.

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 21:26    

Ragazzi, sono contento che siate arrivati al cuore della questione...
Nel frattempo, è arrivato il ragazzo del bar:






MrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 05 Agosto 2016 ore 21:38    

Interessante. Ho amico molto bravo con i vari software adobe e devo dire che con LR fa lavori molto forti cambiando molto lo scatto.
Ma tu dici che va bene, cambio toni, contrasti ecc.. E va bene.. Ma clonare qualcosa no..interessante.
Posso fare esposizioni multiple ma non cancellare un dettaglio fastidioso... Trovo molto interessante tutto ciò
Mi dai elenco di cosa di puó toccare e cosa no?
Intanto mi faccio una birra anche perchè mi sembra che si ragioni solo per estremi

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