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inviato il 06 Settembre 2017 ore 11:18
direi che è valido un po' per tutti i campi anche per la scultura o un certo tipo di pittura. Non è che per forza la cosa deve essere tecnicamente "difficile", deve solo funzionare, poi si tuo discorso apre a tante considerazioni anche compelsse che non so se sono in grado di argomentare |
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 11:36
Labirint la questione è un po' qui, non so se tu sei d'accordo: è che tu quando pensi alla foto d'arte sei portato ad andare su fotografie più appartenenti al "ramo concettuale" a molta fotografia "staged" se invece io penso alle foto di fotografi come Cartier Bresson mi riesce più difficile applicare alla singola foto il "pensato a tavolino" mentre pensando al corpus complessivo è chiaro che è frutto di un progetto e di un preciso intento. Ma la stessa considerazione mi sembra possa essere applicata a molta fotografia che ritrae pur sempre un object trouvé, per fotografarlo devo prima trovarlo poi "riconoscerlo" e questo è spesso frutto sia di una ricerca progettuale ma anche del caso e del sapere riconoscere gli elementi che possono entrare in risonanza quando si osserva una scena. |
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 11:42
fotografia d'arte per me significa usare il mezzo fotografico per fare un'opera, senza entrare nel discorso della riproducibilità. certe opere sono create volutamente mettendo una parte di casualità o addirittura la partecipazione del pubblico, prima cosa che mi viene in mente penso al movimento Fluxus in ambito artistico Bresson non faceva arte ma fotografia, con un altro scopo, cioè una documentazione con uno fine ben preciso e un'estetica definita e chiara. Che poi lui pensava al concetto di attimo decisimo, mentre altri fanno comunque reportage ma in maniera differente poco importa è solo una rappresentazione, ma obiettivo non è un'istallazione o un'opera, ma un reportage, un racconto |
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 11:50
Ma infatti. Si dice che Bresson è un'artista nell'accezione più ampia del termine ma con il mondo dell'arte ha ben poco a che fare. Di fotografi ch fanno arte o la "lambiscono" non prettamente "staged" mi vengono in mente i Becher, Eggleston, e la Goldin (anche se pure lei a volte fa staged). Ma non vorrei dire castronerie. Labirint è di sicuro più sul pezzo. Se mi tira fuori qualche nome me lo segno |
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 11:59
bè i Becher è un ottimo esempio, loro facevano lavori pensati appositamente come installazione, documentavano, ma lo scopo finale era l'esposizione, le opere erano messe in griglie precise e mostrate insieme e in quell'esatto modo. Jeff Wall lavora pensado alla retroilluminazione e a un'esposizione, Richard Prince si inserisce in una corrente artistica ben precisa e la fotografia è solo il mezzo che ha trovato per fare i suoi lavori, Cindy Sherman,... poi non è che i 2 mondi siano separati come acqua e olio cioè io penso a Project Pink and Blue di JeongMee Yoon, la vedo come un bel documento, ma anche un'opera che può essere definita artistica |
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 14:15
“ poi non è che i 2 mondi siano separati come acqua e olio „ Giusto. Diciamo che personalmente sono più interessato ai "fotografi artisti" che agli "artisti fotografi" per il semplice fatto che come amatore ritengo più "prioritario" approfondire il mondo della fotografia che direttamente quello dell'arte. Posto che le mie definizioni fatte sopra sono forse un po' imprecise e forse anacronistiche, perché come dici tu spesso le due cose si mischiano e ha poco senso dividerle... Ero appunto curioso di approfondire come anche con la "mera registrazione" di porzioni di realtà (chiamiamolo pure "reportage") si riesca in alcuni rarissimi casi a veicolare anche una visione artistica. Di Gursky intuisco la portata di alcuni lavori ma capisco che non riuscirei mai ad approfondirlo veramente. In effetti di fotografi che fanno arte tramite il "reportage" non me ne vengono in mente molti. A parte quelli che ho citato forse in parte anche un po' Friedlander...di quelli più attuali conosco poco. Tutto questo a prescindere dal fatto che un fotografo può essere un "genio" senza dover rendere per forza conto al mondo dell'arte e che quindi la mia domanda ha forse poco senso... |
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 14:23
In realtà ci sono diversi che fanno proprio quello, magari non è il topic giusto e ti mando un MP |
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 14:30
mumble mumble: Robert Adams, Lewis Baltz, Luigi Ghirri, Guido Guidi dove li mettete? Nei fotografi? Negli artisti? Negli artisti fotografi? Negli autori o fuori dagli autori? Sono tutti fotografi che non fanno staged, ritraggono oggetti in stile più o meno documentaristico ai quali secondo me si applica il discorso che facevo sopra dato che ritraggono “ pur sempre un object trouvé, per fotografarlo devo prima trovarlo poi "riconoscerlo" e questo è spesso frutto sia di una ricerca progettuale ma anche del caso e del sapere riconoscere gli elementi che possono entrare in risonanza quando si osserva una scena „ . Mi sembra che le cose siano appunto poco separabili |
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 14:38
@ Labirint: se puoi inseriscilo pubblicamente, male non fa penso, può solo arricchirci. @ Opisso: mi riconosco nella tua affermazione “ sono più interessato ai "fotografi artisti" che agli "artisti fotografi" per il semplice fatto che come amatore ritengo più "prioritario" approfondire il mondo della fotografia „ |
user90373
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 14:48
Un fotografo o un'artista oppure un fotografo artista o, ancora, un artista fotografo e chi più ne ha più ne aggiunga: “ 1) si giudica dal complesso delle immagini, non per il singolo scatto. 2) si giudica se si conosce il periodo storico nel quale sono state scattate le foto. 3) si giudica se si conosce il luogo nel quale sono scattate. 4) si giudica se si conoscono i concetti che stanno dietro alle foto. 5) si giudica se si conoscono le motivazioni che hanno spinto a trattare quell'argomento, in quel preciso momento, con quella precisa modalità. „ Quanti luoghi comuni, è chiaro che quelle foto fatte quando le ho fatte, come le ho fatte, dove le ho fatte e perchè le ho fatte, potevo farle solo io ma, non essendoci abbastanza conoscenza in pochi lo sanno. E adesso potrei anche farne una mostra oppure un libro. Della serie: Siamo tutti...... (vedi prima riga), nessuno escluso. |
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 14:52
Quelli citati da andrea indubbio, ma facendo qualche altro esempio ci potrebbe essere I soldati di Suzanne Opton dove parla dei disturbi post traumatici, le foto sono state stampate e esposte non in un museo ma su grossi cartelloni pubblicitari, è un racconto, un reportage ragionato, ma nato come opera, quasi un evento Country Fiction di Juan Aballe descritta dall'autore così: “ “Ho iniziato il progetto “Country Fiction” all'inizio del 2011, quando alcuni amici stavano considerando l'idea di trasferirsi in campagna. Quasi tutti avevano una trentina d'anni e tante incertezze riguardo al futuro. “Country Fiction” è un progetto nato dall'esigenza di affrontare i sentimenti contrastanti che io stesso ho generato all'idea di prendere quel passo. Il mio interesse non è stato quello di documentare la vita in campagna, ma trasmettere in immagini come immaginavo la stessa „ Il racconto molto personale della propria malattia fatto da Lauren Simonutti credo sia un grande documeto Elian Somers fa foto architettoniche e esteticamente belle, ma non casuali, indaga come la politica abbia impiegato l'architettura come strumento per riscrivere la storia,per esempio Border Theories mostra tre esperimenti urbani sulle remote zone di confine dell'ex Unione Sovietica: Birobidzhan, Kaliningrad e Yuzhno-Sakhalinsk. “ Quanti luoghi comuni, è chiaro che quelle foto fatte quando le ho fatte, come le ho fatte, dove le ho fatte e perchè le ho fatte, potevo farle solo io ma, non essendoci abbastanza conoscenza in pochi lo sanno. E adesso potrei anche farne una mostra oppure un libro. Della serie: Siamo tutti...... (vedi prima riga), nessuno escluso. ;-) „ don't feed the troll |
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 14:55
Andrea concordo tutto il tuo intervento sopra. Tra l'altro pensandoci meglio ha più senso dividere tra chi fotografa "l'object trouvé" e chi fa staged o psosproduce per creare una cosa che prima non c'era (l'object creé?). La divisione "fotografo artista" e "artista fotografo" l'ho usata per farmi capire ma oltre ad avere poco senso diventa troppo soggettiva... |
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 14:56
@Labirint: grazie mille. Mi metto a cercare |
user46920
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 15:04
Provo a lanciare una piccola provocazione leggermente OT: “ fotografia d'arte per me significa usare il mezzo fotografico per fare un'opera „ Ogni volta quando leggo una frase del genere, mi chiedo: mmmh ... ma cosa significa? Significa forse fotografare una scena preparata (l'opera), per cui l'arte sta nel messaggio della scena o nella scena stessa e quindi la fotografia è solo un mezzo di documentazione e non il luogo dell'arte né il mezzo per farla, oppure significa che si prende una foto e la si elabora a dismisura per fare un'opera d'arte ... ma di nuovo la fotografia non è più il luogo dell'arte né il mezzo per farla? Quindi, mi richiedo: perché "fotografia d'arte" ? Ma anche: dove o quando il "mezzo fotografico" farebbe l'opera? ps: non è assolutamente necessario rispondere né leggere questo intervento ... ma son domande che mi son sempre fatto e continuo a farmi e non trovo risposta. |
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inviato il 06 Settembre 2017 ore 15:36
“ Quindi, mi chiedo: perché "fotografia d'arte" ? „ Perché la fotografia è "l'oggetto finito" prodotto dall'artista. L'opera è la foto. A differenza di una foto di una performance dell'Abramovic dove "l'opera" è la performance stessa e la foto la documenta. “ Ma anche: dove o quando il "mezzo fotografico" farebbe l'opera? „ Appunto è un mezzo. Come una cinepresa o una matita. Non capisco il problema. Ma credo che la tua domanda vera sia, se la macchina riporta la realtà e basta come ci faccio un'opera d'arte in questo modo? La risposta te l'ha data Andrea Tatiana poco fa. Poi ok, credo che concordiamo tutti che di solito nella fotografia, anche quella di molti grandi nomi storici, di arte ce ne sia poca e niente. |
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