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inviato il 28 Dicembre 2016 ore 22:32
Articolo molto interessante ma che alla fine trova il tempo che trova nel senso che non si può fare una comparativa in base a tecniche di stampa così diverse. I problemi dei pigmenti principali quali il bronzing e o GD ad esempio Canon lo ha eliminato con l'aggiunta del mbk e del co (croma optimizer). A onor del vero il bronzing può uscire ancora su alcune carte ma si vede solo inclinando di molto la stampa e con luce molto diretta... Insomma come sempre si sceglierà in base a dei compromessi legati alle esigenze. Chi punterà alla massima durata e al gamut maggiore prenderà una macchina con pigmenti. A chi questi aspetti interessano meno può andare sui dye e risparmiare qualcosina.... La Canon pro 10 in effetti ha inchiostri dye e costa anche meno sia all'acquisto che come consumabili |
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inviato il 29 Dicembre 2016 ore 10:48
Lespauly, quoto i tuoi interventi precisando però che la Canon Pro 10 (o 10S) non ha inchiostri dye ma bensì a pigmenti (l'ho avuta). La stampante con inchiostri dye è la Pro 100 le cui cartucce, sempre da 14ml, costano praticamente come quelle a pigmenti della Pro 10. Il costo delle due stampanti si differenzia per circa un centinaio di euro. Quanto alla scelta tra i tipi di inchiostro, se ci si rivolge a macchine delle categorie prosumer o Pro, la scelta è praticamente obbligata perché tutte, tranne la Canon 100 e forse, non ricordo, una Epson di fascia bassa, utilizzano i pigmenti. Su stampanti che permettono formati di stampa da A2 in su, che io sappia, non esistono macchine che utilizzano i dye. Probabile che in futuro i dye consentiranno una durata simile ai pigmenti ma, per ora, il mondo fine art digitale (esposizioni di un certo prestigio, gallerie, collezionisti) prevede SOLO stampe a pigmenti. Bisogna anche tenere presente che la tecnologia è molto migliorata, e migliorerà, anche per la tecnica a pigmenti. Già oggi il principale difetto, il bronzing, è stato minimizzato attraverso i nuovi inchiostri e/o l'aggiunta del croma optimizer. |
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inviato il 29 Dicembre 2016 ore 11:41
“ precisando però che la Canon Pro 10 (o 10S) non ha inchiostri dye ma bensì a pigmenti (l'ho avuta). „ Grazie per la correzione... ho fatto confusione |
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inviato il 29 Dicembre 2016 ore 13:58
infatti dall'articolo si intuisce che soprattutto nel bianco e nero dove si ha necessità di un nero pure i dye offrono più qualità...e penso se ci fossero i 10 colori come le ultime epson anche un gamut molto più ampio...il problema si è sempre la durata purtroppo!!! |
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inviato il 29 Dicembre 2016 ore 16:24
biberon il link si riferisce a settembre 2014 in 2 anni sono cambiate parecchio le cose,adesso hanno molto migliorato il glossy optimizer(vedi le nuove canon image pro) che permette ai pigmenti di ottenere risultati migliori,ma sono cambiate sopratutto le carte che sono molto piu' performanti ed piu'adatte ai pigmenti,che permettono neri piu' profondi e gamut piu' ampi,vedi l'ultima di canson la baryta prestige o le nuove carte in alluminia con effetto metallico.il futuro e' e rimane il colore pigmentato che potra' essere migliorato come pure le carte che si adatteranno meglio ai pigmenti.i colori dyes saranno rilegati alle stampanti meno professionali,perche' il loro sviluppo' ha costi troppo elevati.l'unica soluzione per i colori ad acqua e' quello di spruzzare sulla superficie un velo protettivo che protegge la stampa dagli attacchi uv.in questo senso si avranno sviluppi futuri,perche' e' la soluzione piu' veloce e meno costosa che modificare gli inchiostri ad acqua |
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inviato il 30 Dicembre 2016 ore 1:06
Si si Miguelandiaz anche se ha usati il 9900 un plotter che è lo stato dell'arte del gamut e per il formato 111,8,quindi non ha preso come esempio una macchina mediocre. Ovvio che i pigmenti siano più longevi ma se sviluppassero i dye e li facessero con 11 colori per me se ne vedrebbero delle belle...certo il problema costi rimane,ma a me le stampe lucide piacciono!!! |
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inviato il 30 Dicembre 2016 ore 9:03
Secondo me non è un problema per gli inchiostri Dye proteggere le stampe con un vetro, si prendono delle cornici stile Ikea e le si appendono con cornice, quindi se basta effettivamente una cornice il problema è risolto...gli inchiostr dyei hanno il gran vantaggio di non ostruire le testine, e non è poco. Un fotoamatore non stampa sempre come un professionista, quindi se effettivamente hanno questo vantaggio non è poco. L'unico svantaggio potrebbe essere che su carte porose o fine art non si riesce a stampare perché non sono indicate per quel tipo di stampa. Io ripeto mi sto attrezzando con una Epson xp-960, ovviamente non è a livello della serie Pro di Canon, ma ieri sono andato da un mio amico e ho visto 6-7 stampe in A3 fatte con questa stampante, inchiostri originali e carta Ilford...sono rimasto colpito dalla qualità, per cominciare ritengo che vada più che bene. Poi quando ci si fa la mano si possono fare altre valutazioni su macchine più serie. Ha fatto una stampa con me presente ed ho notato certe dominanti, mi ha detto che per avere una stampa seria e ben fatta bisogna aspettare un paio di giorni, il magenta Epson si sistema dopo un po' di tempo. Lui usa carte Ilford serie Gallery, quindi carte basiche. |
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inviato il 30 Dicembre 2016 ore 9:53
Per stampe Lucide gli inchiostri dye sono e rimangono la soluzione migliore, perchè l'inchiostro penetra il primo strato lucido, mentre i pigmenti rimangono in superficie. Se usate gli inchiostri originali, le stampe durano di più di quelle chimiche dei lab, e dotarsi di una stampante inkjet moderna, magari le serie nate per foto, è un ottima soluzione anche per quanto riguarda i costi e non è detto che debba essere usata solo per foto "fine-art" da esposizione, ma può essere usata anche per foto più "giornaliere" con carte economiche da banco. Anche le stampanti moderne a 4 colori hanno raggiunto un livello fotografico molto alto, la verità è che difficilmente in un esposizione un occhio non esperto può riconoscere una stampa ( calibrata) tra un stampante economica ( ma fotografica come può essere la Epspon XP 960 a 6 colori) e una professionale. Per stampe A2/A1 in dye si può cercare l'usato della vecchia linea HP Designjet ( 90, 120, 130 ) , ormai fuori produzione, ma che fanno ancora bene il loro lavoro. |
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inviato il 30 Dicembre 2016 ore 10:53
Scusate ma ho l'impressione che tutti questi discorsi sulla pretesa superiorità degli inchiostri dye su quelli a pigmenti possa essere fuorviante. Provate a visitare qualche mostra di prestigio con stampe digitali a pigmenti su carte fine art. La qualità è elevatissima ed accontenta gli osservatori più esigenti. Tenete anche presente che le carte lucide in questi campi di utilizzo sono praticamente bandite. Ho una stampante A4 Canon Pixma MG 6100 (5 cartucce dye) e una A2 Canon Prograf 1000 (12 cartucce a pigmenti) e non è che stampando la medesima foto in A4 con la prima ottengo risultati migliori, nemmeno su carte lucide. Parlo naturalmente di osservazione diretta, non strumentale. Se poi sulla Prograf 1000 uso una carta semilucida fine art (baritata) il risultato è, a mio giudizio, nettamente migliore su quest'ultima. In sostanza, allo stato attuale della tecnologia e delle offerte del mercato, le carte lucide (che sono anche molto più economiche) sono più adatte a lavori "da banco" mentre le cosiddette "fine art" si adattano benissimo a qualsiasi uso, anche ai massimi livelli. In base alle nostre esigenze possiamo "accontentarci" di stampanti con inchiostri dye e carte lucide ottenendo ottimi risultati ma, se puntiamo a livelli di prestigio e a formati oltre l'A3+, la scelta di macchine con inchiostri a pigmenti e carte della massima qualità (fine art) non è certo una scelta di ripiego, anzi, è d'obbligo. Esporre le immagini sotto vetro, significa appiattire le differenze tra le varie carte annullando l'effetto "materico" delle diverse superfici. L'effetto si può ridurre utilizzando costosissimi vetri anti riflesso ma i risultati non saranno mai a livello di stampe incorniciate senza vetro. Quanto ai rischi di intasamento delle testine, ritengo che i moderni inchiostri a pigmenti abbiano praticamente annullato ogni gap con i dye. Ho utilizzato per 2 anni una Canon Pro 10 e da un anno la Canon Prograf 1000 (entrambe a pigmenti) senza avere il minimo problema, anche stampando ad intervalli piuttosto lunghi (1 mese) e senza provvedere ad alcuna pulizia ugelli oltre a quelle che le macchine hanno eseguito automaticamente. |
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inviato il 30 Dicembre 2016 ore 11:11
Concordo in toto con Jeromin. |
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inviato il 30 Dicembre 2016 ore 11:24
“ Esporre le immagini sotto vetro, significa appiattire le differenze tra le varie carte annullando l'effetto "materico" delle diverse superfici. L'effetto si può ridurre utilizzando costosissimi vetri anti riflesso ma i risultati non saranno mai a livello di stampe incorniciate senza vetro. „ concordo, il bello è proprio vedere la carta, sotto il vetro perde tantissimo... è come mettere una pittura sotto vetro... |
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inviato il 30 Dicembre 2016 ore 12:13
Veramente, ultimamente vanno di moda mostre su pannelli forex che sono lontani anni luce dalla qualità su carta, l'uso dei pigmenti in mostre di qualità è dato anche dal fatto che le stampe sono fatte per essere vendute, a prezzi alti ovviamente, e devono durare nel tempo. Ovviamente è fuorviante anche la demonizzazione degli inchiostri dye, soprattutto gli ottimi originali come i chromalife e i claria, così come la stampa su carta lucida. Io sono uno che ama le foto stampate su carta lucida. Non tutti possono permettersi di comperare stampanti da 12 inchiostri ( costi altissimi di gestione ), e nel mercato amatoriale è bene che si dia il giusto spazio anche al mercato dye. La fotografia purtroppo è coma la moda, se domani uno o più grandi nomi della fotografia iniziassero a stampare su carte lucide e sotto vetro, tutti a seguirla. Il link dello stampatore che stampa con un 7800 modificato a dye conferma che la gente vuole scegliere e tanti gli richiedono quelle stampe. |
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inviato il 30 Dicembre 2016 ore 12:34
Che bella discussione ne sta venendo fuori...è bello sentire pareri diversi per uno come me che da un anno oramai sta facendo mille prove e studiando colore gamut ecc... Io sono nel mezzo ovvero anche a me piacciono molto i dye e le carte lucide perchè si i pigmenti sono duraturi eccellenti ecc ma i dye per me,a cui piace molto il lucido come ad esempio la beluga di felix i dye sono eccezionalli soprattutto dove abbisogni di gamut ampi...che poi come detto confrontiamo anche per il gamut stampanti a 10 ink contro le dye a 6,e questa differenza x me già dice molto! Io personalmente sono un novizio però come molti sono conscio del fatto che non spenderei mai molto per una carta x poi metterla sotto vetro...e nei musei o nelle mostre o esposizioni di un certo livello penso sia bello poter vedere e perchè no toccare anche la carta...per me una delle cose più belle!!! IL problema sono i costi perlomeno per me,se i dye ORIGINALI fossero più buon mercato, credo che si potrebbe avere la 3880 per le carte matte tele cartoncini ecc e il B+W che con la modalità avanzata della stampante non è male,e la 1400 per le carte lucide o semilucide e avere così una ottima qualità anche nel lucido,magari da tenere sotto vetro o in album...e perchè no da quell'articolo anche in b+w!!! Jeronim visto che hai la prograf 1000 come costi di gestione è esosa? mi piacerebbe proprio vedere qualche stampa della suddetta macchina penso sia veramente un ottimo prodotto!!! MIguelandiaz “ .l'unica soluzione per i colori ad acqua e' quello di spruzzare sulla superficie un velo protettivo che protegge la stampa dagli attacchi uv „ conosci qualche prodotto specifico? |
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inviato il 30 Dicembre 2016 ore 12:51
Per quanto riguarda i costi dei dye originali con Epson, come già detto, si può ovviare estraendo i colori dai cartuccioni dei fuji vividia o gli ultrachrome d6-s dei minilab digitali che dovrebbero essere dei claria, disponibili nei colori standard dell'esacromia, da inserire in cartucce ricaricabili. “ ..e nei musei o nelle mostre o esposizioni di un certo livello penso sia bello poter vedere e perchè no toccare anche la carta...per me una delle cose più belle!!! „ toccare la carta? nelle mostre? non scherziamo, il curatore ti sparerebbe a vista. |
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inviato il 30 Dicembre 2016 ore 12:57
Scriverò qualche altra riflessione non appena avrò un po' di tempo. Scusate. Per ora mi limito a precisare che le stampe dirette su forex sono di qualità assolutamente inferiore a qualsiasi stampa su carta. Nelle esposizioni di prestigio il forex viene utilizzato SOLO come supporto di montaggio su cui si INCOLLANO stampe realizzate su carta fine art. |
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