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La Fotografia -parte seconda- (Settimio docet)


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avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 9:09    

@Marcorik la fotografia è un linguaggio a tutti gli effetti



certo...ma dovrebbe essere universale ... non con la discriminante... tu sei un asino non puoi capirl a (la foto) Cool

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 9:12    

Non è così.
Cioè quando io vedo i ragazzi nuovi che arrivano al corso base del mio gruppo fotografico apprezzano quello che conoscono, spesso foto "immediate", poi approfondiscono, imparano e alla fine alcuni che decidono che amano la fotografia iniziano ad apprezzare anche autori più complessi, ma ci arrivano per gradi e man mano che capiscono linguaggio fotografico.
Per arte sono convinto che sia lo stesso, quindi io sono pienamente d'accordo con Benedusi in questo caso

avatarjunior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 9:18    

La fotografia oltre che essere un linguaggio è pure uno strumento! e come tutti gli strumenti per utilizzarli per bene bisogna averne letto almeno il manuale! quante volte vengono poste domande che come risposta hanno un "vai alla pagina 54 del manuale riga 23..." oppure "clicca il tasto cerca del forum" o "google è tuo amico", perché per certi strumenti siamo pronti a cazziare il niubbo di turno e in questo caso no? forse perché i niubbi siamo noi?

Uno dei motivi semplici per cui la fotografia non può essere definita universale è la differenza culturale nel leggere le immagini e interpretarne il significato. Esempio molto bello l'esperimento fatto anni fa nel fa post-produrre un ritratto in diversi paesi al mondo e vederne le differenze abissali!! Nel messaggio che vogliamo dare anche il pensare all'utente finale ha un peso.
Altro esempio nella composizione, sapere se nel paese si scrive da destra a sinistra o viceversa ha una funzione molto importante nell'indirizzare lo sguardo in un ritratto, verso un inizio o verso una fine.
Il messaggio è molto importante, alla pari del soggetto a cui è destinato, e questo rientra nella progettualità secondo me.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 9:23    

Chi ha detto che dovrebbe essere universale? Esiste la fotografia giapponese come esiste la scrittura e la lingua giapponese...tutti possono ca× se prima studiano e imparano a comprendere

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 9:28    

"Il messaggio di un'immagine non ha una lingua, altrimenti non lo sà trasmettere, se te lo devo spiegare che messaggio è?"
Assurdo... questo vuol dire non essere mai usciti di casa, non essere mai andati a teatro, al cinema, museo,mostra...
Personalmente di pittura non so nulla, cosa capisco di un Botticelli? Nulla, se non l'informazione più d'impatto... quando poi la mia compagna (laureata in storia dell'arte) me ne parla mi si apre un mondo, un mondo che altrimenti mi sarebbe rimasto precluso... ed è così per tutto... ma ripeto, qualcuno si accontenta.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 9:30    

Rispondo a tutti sotto:

@Settimio

Maurizio, tu chiedi se la foto del paesaggio con posa B del tramonto non può avere un, in parole povere, valore. Certo che lo può avere! E sai chi lo decide se quella fotografia ha un valore?!? Chi l'ha scattata! E già! Semplice!
Se chi l'ha scattata sa raccontare del perché ha scattato quella foto (e quindi esiste un vero, profondo e intimo perché), quella foto avrà valore.
Se invece chi l'ha scattata dirà che l'ha scattata "perché mi piace" (come succede nel 99% dei casi...) quella foto non avrà alcun valore!


Indubbiamente Settimio, ma confido nel fatto che il messaggio del racconto fotografico dato dall'autore possa passare anche senza la "didascalia a corredo". Perché, perdonami, ma quando guardo un paesaggio di Charlie Waite o di David Ward io francamente non ho bisogno che mi raccontino nulla; è tutto li, nell'immagine. Basta solo saperla leggere, come tu stesso affermi.

Questa Fotografia non è bella o brutta: è una NOTIZIA.


Siamo d'accordo, ma una notizia non necessariamente fa di un'immagine una fotografia (bella o brutta).
E, viceversa, una buona fotografia (attenzione, non una "bella fotografia") non necessariamente deve essere una notizia. Prendiamo "The Lone Tree" di Ward ad esempio, è una notizia? Direi di no, eppure rappresenta una pietra miliare della grande paesaggistica capace di ossessionare milioni di fotografi in tutto il mondo:





Il tramonto rosso fuoco con il 24 mm non è una notizia: è il NULLA.


D'accordo again. Ma come la metti tu è troppo facile..
Prendere dei cliché da fotoamatore e portarli quali archetipi di un genere (il tramonto red passion, la tipa nuda nella fabbrica and so on..) ti fa galleggiare in tutta tranquillità sulla superficie senza preoccuparti di tutto quel "sommerso" che invece prova ad andare oltre.

user21398
avatar
inviato il 26 Agosto 2015 ore 9:33    


user46920
avatar
inviato il 26 Agosto 2015 ore 9:34    

Il messaggio di un'immagine non ha una lingua, altrimenti non lo sà trasmettere, se te lo devo spiegare che messaggio è?


forse è meglio dire che ha una lingua universale ... o come diceva qualcuno "la fotografia è come una barzelletta ..."

comunque per capire di musica ad esempio e poter interpretare le opere, non solo in maniera contestualizzata e/o storica, ma anche costruttiva del impianto tecnicamente musicale e poi fare i debiti collegamenti che abbiano un filo logico, c'è bisogno di un po' di "cultura musicale" ... altrimenti non si parte e non si arriva da nessuna parte .... resta solo l'emozione che non è meno importante, ma lo è per il consumatore/fruitore inconsapevole.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 9:35    

@Fabiopol

Credo di interpretare il pensiero di settimio in questo modo: il paesaggio come rappresentazione e riproduzione della natura (con luce dorata o con la via lattea o come volete) più o meno saturo, a colori o in bn è nulla più che un esercizio di stile o un manierismo, che sta bene appeso alle pareti di una pizzeria di periferia o su una cartolina con scritto saluti da..
Perché non comunica nulla di personale, se non la scelta tecnico compositiva dell'autore.
Il messaggio che ne esce, semplificando al massimo è: sono bravo ad usare una reflex, mi piace alzarmi presto la mattina, che bello che è il soggetto che ho ripreso. È una frase di senso compiuto, ma non racconta nulla, non stimola la curiosità di chi guarda, non pone domande etc...


Leggo lo stesso "errore" (passatemi il termine) riscontrato nelle parole di Settimio: così è troppo facile, state ragionando per cliché che non spostano di una virgola il disarmante concetto del "fin qui, siamo tutti d'accordo".


Pensiero condivisibile in senso generale, importante nel momento in cui il foto amatore decidesse di evolvere la propria fotografia. Non necessario per chi vuole usare la foto come passatempo fine a se stesso o a passare tempo all'aria aperta, ma non è la Fotografia.
Il paesaggio può essere Fotografia? Si, ma richiede un punto di vista personale, una narrazione e non la sola perfezione formale. La foto deve essere progettata, ma non nel senso di previsualizzata, ma non nel risultato estetico, bensì nel racconto.


Ok. Quindi?
Mi spiego, tutto condivisibile (non devi certo spiegarle a me queste cose..) ma .. qual'è il tuo contributo in quanto a concetti verso questa tematica Fabio? Perché, perdonami, ma così non ci stiamo davvero dicendo nulla..

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 9:37    

Quest'ultimo post del Marchese è una bella "autodiagnosi".
Condita di tanta supponenza.
Presto o tardi doveva venire fuori..

avatarjunior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 9:57    

Quotone per Maurizio.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 10:11    

Ooohhhh... appena tornato da un'alba sul lago di Garda, levataccia fatta per fare qualche splendida cartolina! MrGreen

Fino a che sarò qui in vacanza ne approfitterò.

Personalmente credo che il concetto espresso da Settimio e ripreso da Ares e da Fabiopol sia condivisibilissimo e lo sottoscrivo al 100%.

Si rischia però di innescare il meccanismo per cui facendo degli esempi "Cartoline, donne nude in fabbriche etc etc) si vadano a ledere tout court tutti quei generi fotografici.

Questo secondo me è l'equivoco in cui sta cadendo forse Maurizio.

Maurizio, penso che Settimio e Fabio dicano la stessa cosa tua, esistono fotografie di serie A e di serie B in tutti i generi.

Le discriminanti sono quelle descritte da Benedusi ed effettivamente non sono facili poi da calare nel nostro contesto.

Tra l'altro, penso che riuscire a trasmettere qualcosa nella fotografia landscape sia difficilissimo perchè non ho a disposizione volti umani che mi aiutano con la loro espressione, ho solo a disposizione cose inanimate che devo mettere insieme per costruire il mio messaggio.... mica facile!

;-)

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 10:15    

ma secondo me non è che a detto nulla di falso.
E' la pura realtà, io di vini non so una cippa, magari mi accorgo se uno fa proprio schifo e uno no, ma non so cogliere diverse sfumature o apprezzare a pieno una certa annata.
Con la foto trovo che il discorso sia lo stesso

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 10:21    

Se non capisci di film ti piace Vacanze a Cortina, mica Solaris di Tarkovskij.
Se non capisci di libri ti piace Volo, mica Steinbeck.
Se non capisci di musica ti piace Allevi, mica Capossela.
Se non capisci di vini ti piace il Tavernello, mica il Bordeaux del '64.
Se non capisci di cibo ti piace il Big Mac, mica Bottura.
E, pensa te, se non capisci, comprendi, conosci di Fotografia sai cosa capisci, comprendi e apprezzi?!? Le foto inutili dei tramonti e dei gatti!

Il concetto è espresso in maniera un po' "rude" per qualcuno (non per me che faccio anche di peggioMrGreen), però rende bene l'idea...

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2015 ore 10:23    

La colpa da quache è sempre nel progresso o nel capitalismo.Anni fa si pensava o c'era l'idea di proporre macchine che permettessero a tutti di scattare belle foto con l'esposizione programmata o l'autofocus ... anche per il principiante, ma c'era chi diceva non serve e non servira'.Non bastava vendere la macchinetta,andava scorporata in quattro la produzione di lenti...Il soggetto interessato doveva acquisire consapevolezza di se in una sorta di realta' virtuale dove immaginarsi protagonista e trovare una motivazione al suo agire,ma il fine è sempre lo stesso.

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