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inviato il 24 Maggio 2015 ore 10:52
ok grazie per i commenti. vedo un po piu' chiaro :-). riassumo anche a giovamento di chi come me e' un 'absolute beginner' nel trattamento profili & C. io opero principalmente con lightroom e a fronte di errori, dovrei avere adesso una catena a 10 bit. per fortuna e' presente la funzione di softproofing in lightroom e attivandola ho visto che mi fa scegliere il profilo e qualche altra cosa (Perceptual o Relative che chiariro' in seguito). Adesso mi manca di sapere il profilo della stampante del laboratorio, crearlo manualmente in cn6 e selezionarlo da lightroom quando attivo il softproofing. Ovviamente dovro' tenere una virtual copy separata dove effettuare le modifiche e lavorare su quella mentre sono in softproofing. Tutto questo, mantenendo le impostazioni del monitor (CS240) sul profilo wide gamut che dovrebbe essere a posto dopo la calibrazione con i1 display. Vi sembrera' banale che lo ripeta e lo dettagli (se non ho sbagliato ancora qualcosa), ma vi assicuro che finche' non ci si prende la mano, puo' sembrare un percorso ad ostacoli. Di queste cose inoltre, difficilmente si parla anche nei corsi 'avanzati' di fotografia, perche' il tempo e' poco e si entrerebbe in un ginepraio che quasi mai si ha la voglia, il tempo e le competenze per poterlo trattare. Quindi vi ringrazio ancora per la disponibilita' e la competenza che avete dimostrato sin'ora. |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 11:16
“ Adesso mi manca di sapere il profilo della stampante del laboratorio, crearlo manualmente in cn6 e „ Il profilo della eventuale stampante che ti viene messo a disposizione dal laboratorio di stampa è già creato, tu non devi creare niente, ti serve invece per fare sooft proofing all'interno dell'applicazione che usi per elaborare le foto, lascia perdere CN, l'elaborazione è comunque bene farla in Adobe RCB o Prophoto o sRGB, non nel profilo della stampante, il quale andrebbe usato più che altro per verificare i colori fuori gamut. |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 12:16
pensavo che per 'vedere' le cose allo stesso modo con il laboratorio, avrei avuto bisogno di immettere il profilo loro ed 'emulare' col proofing in fase di editing.... visto che lightroom da' questa possibilita'... uhm so' de coccio...sono di nuovo confuso |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 12:23
Si il soft serve a quello, ma se tu elabori in seguito con quel profilo l'immagine non è detto che non provochi ulteriori problemi e che quello che vedi sia esattamente ciò che verrà stampato. |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 12:32
Allora color navigator ha la funzione di emulazione dei profili, ma non va usata se si usano programmi che hanno la gestione del colore, tipo Photoshop, ligthroom ecc. per Photoshop e se il fine è la stampa potete usare il preset fotographic presente in color navigator. Lavorare le immagini nello spazio colore scelto (Adobe rgb , srgb, ecc) alla fine della lavorazione usare la funzione convertì in profilo e selezionare il profilo dello stampatore e salvare una copia x la stampa. Probabile che il profilo dello stampatore sia in cmyk, questo perché molti rip non lavorano in rgb, ma non è un problema. |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 14:00
X filo63 L'avevo intuito, quello che non capisco è il dubbio: se la tua catena è 8bit fatta e finita allora non ti poni nemmeno problemi sull'utilizzo dei 10bit, al contrario prima di dire con assoluta certezza che sarebbero deleteri dovresti almeno provarli, fare dei test etc etc. |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 14:55
Professionalmente il dubbio non me lo pongo. È mia abitudine non essere assolutista difronte ai quesiti perché anche grazie all'esperienza della didattica ho sperimentato che ci possono essere sempre nuove strade o nuovi modelli metodologici. Sicuramente l'evoluzione della stampa artistica sui plotter ha portato a risultati notevoli. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, posso dirti che nella cromia relativa agli spot color, tipo i Pantone, la qualità raggiunta dai monitor Barco a tubo catodico accoppiata alle vecchie schede dedicate ancor oggi non è raggiungibile. Per contro la qualità media dei monitor e della fruibilità delle fotografie si è alzata. È anche vero che parlando di fotografia c'è una più ampia tendenza a fruire delle stesse attraverso un computer e al suo monitor per cui tante teorie tendono ad annullarsi e questa corsa ai 10 bit può essere giustificabile. Comunque, personalmente l'ho sperimentata ed è per questo che mi esprimo con una certa cognizione e perché no con un certo disincanto;) |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 16:31
Io personalmente ero dubbioso su Eizo, venendo da Quato avrei sicuramente ripreso quest'ultimo, purtroppo la ditta ha chiuso ed ho provato Eizo. Ad essere sinceri mi ha stupito, calibrazione velocissima, (anche se credo sia una sorta di linearizzazione, il profilo vero credo sia interno al monitor), cromia molto vicina alla prova colore, devo capire se è possibile abbassare un po' il nero e poi ci sono. @wazer x capire ciò che ti stiamo dicendo dovresti stampare quella sfumatura, chiaramente su stampante calibrata. Le sfumature sono piuttosto delicate in stampa, specialmente sui pantoni, e anche se a 8bit le bande si vedono più che in stampa è comunque un avviso x sistemarle e non trovare sorprese in stampa. Ricordo i primi monitor led che avevano il vizio di bruciare il retino nei minimi, facendoti vedere delle sfumature secche, cosa che con il tubo catodico non succedeva. Per fortuna si sono migliorati, a tal punto di riuscire a vedere l'1% di puntino. Tutto questo se il fine è il web o il video non è rilevante e sicuramente è meglio avere la visione a 10bit |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 18:15
Ho fatto stampare alcuni miei file da uno stampatore fineart, quindi parlo per esperienza diretta avendo usato nel complesso una catena 10bit. Non ho trovato traccia di banding nei risultati e con buona probabilità è merito suo. Ho avuto un barco reference calibrator negli anni 90, ottimo monitor che purtroppo non producono più e ad oggi le uniche alternative sono offerte da Eizo e da Nec. Uso un CG247 e un CX271 su catena a 10bit, quindi ho sia la lut 3d che la 1d+matrix a disposizione e li utilizzo principalmente per lo sviluppo fotografico indirizzato al web e in alcuni casi alla stampa. Non mi pongo limiti e preconcetti, provo quanto mi è possibile e studio..molto. Non si smette mai di imparare e quindi ascolto ed è mia abitudine rispondere a tutte le domande che mi vengono poste e fornire tutta la mia esperienza accumulata negli anni. Chi mi segue nelle varie recensioni può confermare l'impegno che ci metto e la mia inclinazione al problem solving; poi certo che apprezzo gli interventi che fanno crescere la discussione, magari senza quell'atteggiamento un po' smargassio tipico da forum sarebbe il massimo ps: cmq siamo off topic :D |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 19:52
Wazer ti stavo parlando x esperienza personale e per capire pregi e svantaggi nella visualizzazione a 10bit. Una sfumatura fatta da 100 a 0 in Photoshop avrà di suo delle bande anche lavorando a 16 bit il file, quindi si usa dare disturbo x avere una sfumatura liscia. Tornando in topic trovo la calibrazione veramente buona, considerando anche i tempi x farla (2/3minuti). Domanda: nessuno ha provato ad abbassare il nero tramite calibrazione? |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 19:59
Husky, scusa ma non ho capito che modello di Eizo possiedi |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 20:19
Il cg 247 |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 20:38
Ho capito cosa intendi dire ma il flusso di lavoro a 10bit non è legato ai bit del tiff/psd etc. pS: penso che Maurizio fosse ironico |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 21:32
Mmm quindi anche lavorando con tif a 8 bit fai una sfumatura in Photoshop e la vedi liscia? |
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inviato il 24 Maggio 2015 ore 22:20
“ Una sfumatura fatta da 100 a 0 in Photoshop avrà di suo delle bande anche lavorando a 16 bit il file „ Con un flusso di lavoro a 10 bit non si vedranno "bande" lavorando con file 16bit, ma i bit del file tiff o psd non sono connessi a quelli di cui stiamo parlando e sono due cose distinte. |
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