| inviato il 29 Luglio 2014 ore 14:55
Ma veramente siete convinti o avete dati certi che l'immagine scritta dal sensore con obiettivo caldo o freddo sia recuperabile TOTALMENTE in Post Produzione con temperatura e bilanciamento del bianco ? Non sono un esperto o uno scienziato, ma riflettendoci bene avrei i miei (probabilmente assurdi) dubbi. Ad esempio credo (e potrei sbagliarmi) che un rosso intenso impresso sul sensore da un obiettivo con colori caldi tipo il Canon avrà oltre alla colorazione una dinamica e uno spazio diverso rispetto ad un rosso ricavato da un obiettivo con colori freddi, con tutta la post produzione che volete. Qualcuno può dare dati certi o apporti concreti per sfatare questo dubbio ? Ringrazio in anticipo quanti interverranno. |
| inviato il 29 Luglio 2014 ore 15:04
P.S.: praticamente se ho ben capito il RAW non registra ne lo spazio colore ne il colore di per sè ma la dinamica, l'ampezza e i parametri/differenza fra un colore e l'altro. Se i parametri di un dato colore sono più accentuati come ne reale e come riportato dall'obiettivo al sensore non si ha una immagine più fedele e migliore ? P.P.S.: non voglio scatenare una guerra fra obiettivi con colori caldi e quelli con colori freddi ma capirne le eventuali potenzialità e limiti. |
| inviato il 29 Luglio 2014 ore 18:06
La domanda che fai non è banale; è la risposta è assai complessa... Cerco di semplificare: Prima di tutto bisogna aver chiaro che il colore non esiste; è solo una percezione. Le macchine non percepiscono, contano; è la differenza non è da poco. Il sensore registra dati di luminanza, perché è una macchina fotometrica. L'intensità di questa luminanza è determinata da vari fattori: 1) la radiazione presente in scena 2) la radiazione che entra nell'obiettivo 3) la radiazione trasmessa dall'obiettivo 4) la radiazione trasmessa dal complesso di filtri posto sopra il sensore Ogni obiettivo è costituito da vari elementi che determinano una alterazione quantitativa delle lunghezze d'onda in entrata. Al pari degli MTF che tengono conto del trasferimento delle frequenze spaziali l'obiettivo altera anche le frequenze di spettro. Il tipo di vetri, la qualità degli stessi, lo schema ottico, i rivestimenti antiriflesso e i collanti per i doppietti ottici producono una impronta unica sulla radiazione trasmessa. In ultimo ci sono i filtri posti sopra il sensore; ma questi non cambiano al cambiare dell'ottica. Cambiano però da modello a modello e da produttore a produttore. In condizioni di radiazione in scena usuali, tipo D50 un obiettivo Canon e uno Zeiss mostreranno certamente la loro diversa natura; caldo il Canon e freddo lo Zeiss. Entrambe le ottiche però sono progettate per impiego fotografico, il che significa che trasmettono la radiazione in un modo che rientra comunque negli standard della fotografia in radiazione visibile. Con il giusto programma si può compensare l'impronta di tali obiettivi; non solo per il bilanciamento del bianco. Il migliore che conosco per fare queste cose è CaptureOne; con tale software non è complesso ricalibrare l'impronta di questi obiettivi. Discorso diverso invece è quando si è in condizioni di luce particolarmente sbilanciata; per fare un esempio :
 Questa foto l'ho scattata subito dopo il tramonto con Canon 1DmkIV + Sigma 150 macro OS. E' un ottica fredda, tipo Zeiss. Accanto a me il mio amico Andrea ha scattato praticamente la stessa foto con Canon 5dmkII + Canon 70/200 f/4 IS ottica tipicamente parecchio calda. A causa dello scattering di Rayleigh la radiazione dominante era il rosso; risultato... la mia foto è uscita così come la vedi dalla macchina, la sua aveva una dominante rossa su tutto il frame che non era più possibile correggere senza una deteriorazione evidente. Va anche ricordata una cosa importante; i sensori non hanno un gamut. La cosa non è strana. Se si vuole un comportamento coerente nei propri scatti, andrebbero creati dei profili di caratterizzazione delle fotocamera per ogni combinazione di illuminante e di obiettivo. |
| inviato il 29 Luglio 2014 ore 19:28
Figurati, un piacere. Cmq, in effetti, in condizione di luce non particolarmente sbilanciate, la correzione è possibile. Magari non proprio con un click. La creazione dei profili specifici poi porta a risultati molto uniformi. Il vero problema sono le condizioni limite; nella foto che ho usato come esempio la radiazione blu era già scarsa in scena, l'obiettivo Canon poi la penalizza ulteriormente; con il risultato che la già poca componente blu quasi non arrivava al sensore. Amplificare il canale del blu a quel punto serviva solo a deteriorare la foto. Sicuramente se si lavora con dei filtri colore davanti all'obiettivo va tenuto conto del comportamento di quello specifico obiettivo. |
| inviato il 29 Luglio 2014 ore 19:40
“ Cmq, in effetti, in condizione di luce non particolarmente sbilanciate, la correzione è possibile. Magari non proprio con un click. La creazione dei profili specifici poi porta a risultati molto uniformi. „ ma rimane sempre un discorso di dominati generali ? se ad esempio abbiamo un solo oggetto rosso e tutta la compo di colore diverso, ed il rosso registrato dal sensore non è intenso come quello reale, in PP sarà tutta la compo a pagarne le spese o sbaglio ? a meno di non variare con il pennello solo quell'oggetto, sempre che questo sia uniforme. E su una compo molto frastagliata di particolari poi ..... Stesso discorso per un abito bianco da sposa ....... o no ? |
| inviato il 29 Luglio 2014 ore 20:14
L'effetto è globale. |
| inviato il 30 Luglio 2014 ore 11:41
Ok, ora ho capito perfettamente ....... Di nuovo grazie infinite per le tue preziose informazioni. |
| inviato il 30 Luglio 2014 ore 11:54
Devo imparare l arabo ! :D |
user3834 | inviato il 30 Luglio 2014 ore 12:01
Però un conto è il bilanciamento del bianco, un conto le dominanti delle varie lenti, io ho una lente Zeiss particolarmente fredda il 135 1.8 ma oltre ad inficiare sul bilanciamento del bianco non crea nessuna dominante che invece alcune ottiche possono creare. |
| inviato il 30 Luglio 2014 ore 15:39
@ Blackdiamond Raamiel parlava di dominanti in " condizioni particolari di luce sbilanciata " ..... ora vedo che lui è occupatissimo in altri lidi, ma credo di aver capito che questo sia un probabile problema di tutti gli obiettivi compreso il Zeiss. Quindi poi diventa soggettivo, ed ognuno di noi sceglie quale soddisfa le proprie esigenze anche in questi casi limite. |
| inviato il 30 Luglio 2014 ore 16:50
Ma no che non sono occupatissimo Cmq un obiettivo freddo o caldo dovrebbe essere riferito a qualcosa come metro di paragone. Un Canon ci appare caldo uno Zeiss freddo, ecc... ma non possiamo quantizzarlo. L'obiettivo neutro è quello che trasmette tutte le lunghezze d'onda nel medesimo modo, ma sono casi rari. Lo Zeiss è freddo generalmente perché penalizza le frequenze più vicine al rosso; non è neutro. In linea generale gli obiettivi freddi potrebbero essere più risolventi. Se creassimo un profilo per ogni coppia di illuminante/obiettivo potremmo ottenere sempre una immagine bilanciata e neutrale. Salvo casi limite di luce. A tal proposito ricordo un concetto importante: i sensori non hanno un gamut. I monitor e le stampanti sì, perché sono periferiche classe output; quindi il profilo che creiamo su queste periferiche è una mappa delle loro capacità di riprodurre il colore. Il profilo creato per un sensore serve per passare dai dati device dipendent a quelli scene referred. La foto ha un suo gamut, ma non il sensore da cui proviene. |
| inviato il 30 Luglio 2014 ore 18:07
OT ON “ il Zeiss „ il? ARGH! OT OFF |
| inviato il 31 Ottobre 2016 ore 9:13
Alvar il problema non è "il" o "lo" ma la lingua da imparare è l'inglese, e non solo! |
| inviato il 31 Ottobre 2016 ore 9:22
Ramiel ma la foto che hai postato non si vede più! |
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