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inviato il 15 Marzo 2014 ore 15:06
Non in tutte le chiese di Verona, ma solo in quelle più importanti e storiche, per fotografare l'interno con cavalletto è necessario compilare e firmare una delibera. Non ne sono sicuro ma bisogna anche avere la residenza in provincia. Comunque domando se è così anche in altre città.
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inviato il 15 Marzo 2014 ore 15:08
Assurdo! |
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inviato il 15 Marzo 2014 ore 20:04
Veramente, sul sito "www.chieseverona.it" si menziona un generico divieto di uso di apparecchi fotografici, che è anche peggio. In generale, è normale e plausibile che per fotografare in un certo modo si debbano richiedere autorizzazioni: nei musei e siti d'arte all'estero è prassi, anche per evitare di ingorgare tutto con cavalletti, lampioni e altre attrezzature. Spesso ti autorizzano a fotografare fuori dagli orari di apertura, che è anche più intrigante. Mi viene solo una curiosità: chi c'è dietro questa associazione? Ho curiosato un po' ma non se ne viene a sapere nulla... Per me, un atteggiamento così merita boicottaggio. |
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inviato il 17 Marzo 2014 ore 23:15
All'interno di san Zeno non mi sono state poste restrizioni di sorta (ma è passato oltre un anno). |
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inviato il 18 Marzo 2014 ore 0:09
all'interno della Certosa di Pavia, continuavano a rincorrermi: "no foto, no foto". vietato fotografare anche a mano libera. |
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inviato il 18 Marzo 2014 ore 0:39
Secondo me, dovevi fare come James Stewart ne "La finestra sul cortile": una bella ritirata strategica, e accecarli ripetutamente con il flash. Un'altra bella barzelletta è il monastero di San Fruttuoso vicino a Camogli: paghi la visita, se vuoi fare foto paghi un ulteriore supplemento. Sono proprio genovesi...Sulla Certosa, confermo. Abito a Pavia e ci vado spesso, ti lasciano magnanimamente fotografare all'aperto. Una volta sono entrato e sono stato prontamente cazziato da un....perpetuo?? che probabilmente vive nascosto dietro una colonna. C'è da ridere: il complesso è di proprietà dello stato, la situazione è che i frati (dovrebbero essere una decina in cotanto latifondo) imperversano e dettano legge alla faccia degli interessi turistici ed economici, lo stato deve solo pagare la manutenzione e tutte le spese connesse e conseguenti. Adesso servono restauri per 30 Meuro, la logica è che la regione deve pagare e nessuno deve fotografare, i turisti vadano pure a spendere da un'altra parte e lascino in pace i dieci fraticelli. Boh... |
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inviato il 18 Marzo 2014 ore 9:21
Il fatto è che qualche altra persona ha tali "permessi" in regime di monopolio per intenderci. probabile che in seguito si vendano le stampe degli interni & simili, una parte del ricavato va alla chiesa in questione. Un comportamento da mafiosi insomma. Ad ogni modo è come fotografare a una laurea, non so se vi è capitato. Non che volessi sostituirmi a un professionista, ci mancherebbe, un mio amico laureando mi ha chiesto solo di scattargli qualche foto. Durante l'esposizione il fotografo "ufficiale" mi si mette davanti MENTRE sto scattando apposta e dice "Ho solo io l'autorizzazione a scattare qua". Non è finita bene |
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inviato il 18 Marzo 2014 ore 9:37
Se per quello nel Duomo di Milano se vuoi fotografare (comunque senza treppiedi) devi pagare: mi pare sia 2 euro. P.S. liberatoria, non delibera (che è tutt'altro). |
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inviato il 18 Marzo 2014 ore 14:43
....avete mai provato ad essere dall'altra parte della barricata ? non che sia un prete , ma ogni tanto mi fermo in chiesa per fare una preghiera .... che sia famosa o no nn mi interessa....ma sapete che fastidio danno le persone che vengono a visitare , parlare , scattare le foto con il flash ? Con questo non voglio dire che sia giusto o sbagliato , in quanto anche io ho fatto foto all'interno di alcune chiese ... |
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inviato il 18 Marzo 2014 ore 14:50
@luca concordo pienamente, ma penso che noi tutti stessimo parlando a livello di reciproco rispetto. Ovvio che lo scattare le foto con flash è fastidioso, come il far casino, però qua si parla proprio di divieti a prescindere. Anzi in alcuni casi basta che paghi, come per fare un giro all'interno della chiesa. E' irreale che per aver voglia di pregare in luoghi adibiti a farlo (e spesso meravigliosi) debba scucire soldi. E' li che m'incazz.o. Scusate l'OT |
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inviato il 18 Marzo 2014 ore 15:03
“ ma sapete che fastidio danno le persone che vengono a visitare , parlare , scattare le foto con il flash ? „ Mmm... ma la tolleranza non è uno dei cardini della tua religione? Detto ciò, io (che sono una persona abbastanza educata e rispettosa, a differenza dell'italiano medio) faccio il possibile per non dare fastidio (scatto silenzioso sulla 6d, parlare il meno possibile e sottovoce, niente flash). Aggiungo: va bene il divieto se dietro c'è qualche motivazione valida (anche se a me non ne viene in mente nessuna) e non il fatto di volerti vendere qualche libro o di farti pagare per fotografare. |
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inviato il 18 Marzo 2014 ore 15:17
Ma io quello che trovo scandaloso non è tanto la necessità di richiedere un permesso, magari si potrebbe concedere il permesso in determinati giorni e a determinati orari. Quello che mi ha sconvolto è leggere, nel foglio qui sopra: "La proprietà delle immagini, con ogni diritto di ulteriore utilizzo rimane dell'Associazione Chiese Vive" La proprietà delle immagini non è mai stata di Chiese Vive, al limite si poteva scrivere "Il fotografo cede il diritto di utilizzo delle immagini alla Associazione Chiese Vive". E questa associazione da chi ha acquisito il diritto di rivendicare la proprietà di tutte le immagini? Io una carta del genere non la firmerei neanche nel caso in cui mi avessero pagato 1000 euro per eseguire un reportage per loro... |
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inviato il 18 Marzo 2014 ore 15:27
Non è questione di tolleranza; chi entra in una chiesa per foto di architettura ed usa il flash dovrebbe essere espulso a prescindere. Ho chiesto, con tutto il rispetto del caso, l'autorizzazione preventiva per qualche scatto in una delle più antiche chiese di Venezia; il parroco mi ha detto di tuffarmi nella burocrazia delle Belle Arti locali in quanto l'equilibrio della città è precario. Nessun appunto da muovergli ma a questo punto, e non è poco perché qualsiasi cartello per me è legge, ignorerò il tutto e se sarò sorpreso mi scuserò. Dietro a molte di queste idiozie (non sempre certamente è così) albergano calcoli gretti e niente di più. |
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inviato il 18 Marzo 2014 ore 15:41
“ Nessun appunto da muovergli ma a questo punto, e non è poco perché qualsiasi cartello per me è legge, ignorerò il tutto e se sarò sorpreso mi scuserò „ Nel caso digli che ti sembra che qualcuno abbia detto "a chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo." |
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inviato il 18 Marzo 2014 ore 16:32
“ il parroco mi ha detto di tuffarmi nella burocrazia delle Belle Arti locali in quanto l'equilibrio della città è precario. „ In che senso equilibrio precario? uno scatto alla chiesa sbagliata e affonda tutto? |
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