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Che tipo di Impostazioni usate?


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avatarsenior
inviato il 11 Febbraio 2014 ore 16:57    

Sono appena arrivato in questo bellissimo forum e vi volevo chiedere "Che tipo di impostazioni per fotografare usate?". Personalmente possiedo una canon eos 600d e devo dire che la mia impostazione preferita è quella manuale. Tuttavia ho visto che esistono molte possibilità ad esempio AV, TV, P e molte altre, tutte adatte a ritrarre diversi sogetti. Mi è, poi, recentemente capitato di leggere un articolo scritto da Juza nel quale ho notato che lui usa di più l'AV, soprattutto nelle foto diurne (90% delle foto), e il manuale sono in quelle pressapoco prive di illuminazione (10% delle foto). Ora mi sto quindi chiedendo che differenza sostanziale passa tra il Manuale e l'AV e voi che tipo di impostazioni utilizzate maggiormente. Infine sarebbe anche gradita una leggera spiegazione sugli stop (es. +3 stops -1 stop ecc...) che credo di averli capiti, ma non così bene come me lo potreste spiegare voi MrGreen

avatarjunior
inviato il 11 Febbraio 2014 ore 17:10    

La risposta alla domanda è complicatissima e allo stesso tempo molto semplice. La risposta semplice è: "Quelle più consone alla situazione che hai di fronte". Che vuol dire? Vuol dire che se stai fotografando un uccello in volo e lo vuoi "fermare" nello scatto, dovrai forse usare una priorità di tempi per essere sicuro che lo scatto sia "veloce" e congeli il soggetto (stessa cosa per auto o moto in corsa, sport in genere etc.). Sempre la priorità di tempi è comoda per ottenere un effetto mosso. Sempre nell'esempio del volatile, se vuoi rendere mosse le ali mentre le agita. O per un panning su un'auto o una moto o qualsiasi altra cosa. In questo caso imposterai un tempo più lento. Se stai facendo un ritratto, penso che sia più importante una priorità di diaframmi, perché il soggetto è sufficientemente fermo (e quindi sui tempi hai più margine) ma ti serve la gusta profondità di campo, e quindi il giusto diaframma. Sono tutte situazioni dove va benissimo il "manuale", ma restano più comode le priorità (tempi o diaframmi) per non dover stare sempre lì a regolare tutte e due le impostazioni.
Poi esiste la modalità P, che la maggior parte dei frequentatori del forum aborrisce, ma che io confesso di usare quando serve, e cioè quando me ne vado a spasso e uso la reflex a mò di compatta, cioè giusto per due foto ricordo di una gita, di una bisboccia tra amici o altre situazioni simili, dove la qualità perfetta della foto è insignificante, ma conta solo il ricordo. In quel caso la modalità P è comoda per un punta e scatta senza troppi pensieri.
Quindi diciamo ch tutte le impostazioni sono utili, a seconda della situazione. Altrimenti che ce le avrebbero messe a fare?
My 2 cents

Per gli stop diciamo che uno stop è la differenza di esposizione che ottieni moltiplicando per due o dividendo per due il tempo di esposizione, oppure incrementando o decrementando di un passo l'apertura del diaframma. Per sintesi, uno stop è il raddoppio o il dimezzamento della luce che raggiunge il sensore, ottenuto modificando il tempo per cui il sensore resta esposto alla luce o la dimensione del "buco" da cui la luce passa. Uno stop sul diaframma si ottiene moltiplicando o dividendo il valore del diaframma per la radice quadrata di due, cioè circa 1,41. Questo perché il valore del diaframma rappresenta il diametro del "buco", e per raddoppiare la superficie dello stesso, basta moltiplicarne il diametro per la radice quadrata di due. Per inciso f/4 che è un valore di diaframma, significa che il diaframma ha un diametro pari alla focale (f) divisa per 4 quindi un 50mm regolato a f/4 ha un diaframma del diametro di 12,5 mm


avatarsenior
inviato il 11 Febbraio 2014 ore 17:35    

cavolo che spiegazione Eeeek!!! grazie mille per i tuoi consigli anche se ho dovuto leggere con molta attenzione dato che sono alle prime armi Sorriso comunque adesso mi chiedo un'altra cosa: per fotografare gli animali consigli dunque tempi di scatto rapidi compensati da stop elevati (in sostanza l'impostazione AV)? Oppure dici che anche la manuale andrebbe bene? Quale pensi sia la migliore?

avatarjunior
inviato il 11 Febbraio 2014 ore 17:50    

Ciao, per l ultima domanda bisogna vedere le condizioni di luce, se sei in condizioni di luce perfettamente omogenea, ti metti in M e setti i giusti parametri di scatto (non scenderei sotto il 500esimo di secondo). Se le condizioni non sono omogenee e l animale passa da zone di luce a zone di ombra vai di priorità di tempi e fai in modo di non andare troppo su con gli ISO.

avatarsenior
inviato il 11 Febbraio 2014 ore 17:51    

Piu il soggetto si muove rapidamente piu il tempo di scatto deve essere veloce per congelare il movimento e usare aiservo per non perdere il fuoco. Se il soggetto è statico puoi concentrarti di piu sulla profondita di campo per evidenziarlo.
Comunque, guarda le impostazioni di foto sportive e confrontale con quelle dei ritratti o panorami e capirai le differenze.
Desso non so quanto sai di fotografia, ma se non l'hai ancora fatto guardati qualche corso di fotografia su youtube. Ce ne sono parecchi. Ti consiglio quelli di playerdue lighting che sono molto semplici.

avatarsenior
inviato il 11 Febbraio 2014 ore 19:09    

Ciao, concordo pienamente con quanto scritto prima dagli altri utenti. Dipende molto dalla situazione e da "cosa" dobbiamo fotografare. Per la foto sportiva e naturalistica utilizzo la priorità tempi per "congelare" il soggetto. Per i soggetti statici utilizzo la priorità diaframmi o la manuale, dipende molto se è un soggetto statico fisso come un paesaggio o meno. La modalità P la utilizzo quando vado di fretta. Ad esempio sei in vacanza con la ragazza o amici e non hai tempo per metterti li e regolare tutto. Vario solo la modalità di esposizione nella modalità P in base a quale oggetto voglio esporre correttamente.
Ciao
Gian Alberto ;-)

avatarjunior
inviato il 11 Febbraio 2014 ore 20:10    

Per la maggior parte degli utilizzi lavoro in priorità di diaframmi. In pochissime situazioni uso priorità di tempi. Se lavoro con il flash oppure in ambienti molto scuri uso il manuale. Sorriso

un saluto !

avatarsenior
inviato il 11 Febbraio 2014 ore 22:02    

Wow, sinceramente non mi aspettavo tutte queste risposte, grazie a tutti! :-P Da quello che posso capire dai vostri consigli è dunque lavorare di diaframmi con la fotografia naturalistica, lasciando fare alla fotocamera i tempi o comunque saper impostarli in modo da congelare il soggetto e poi magari compensare le alte e/o basse luminosità con gli stops, e fare invece l'opposto con il manuale, ossia lavorare più di tempi e di focale e farlo solo in caso di scarsissima luminosità (ho notato che il manuale dà priorità a quest'ultime impostando invece gli stops in modo automatico a seconda della scena). Per favore ditemi se sbaglio.

avatarjunior
inviato il 11 Febbraio 2014 ore 22:21    

lavorare di diaframmi con la fotografia naturalistica

E' soggettivo. In generale la si preferisce se vuoi avere una foto ben esposta a scapito di movimenti del soggetto. Se invece vai di tempi blocchi il soggetto ma la foto potrebbe essere sottoesposta. Devi vedere in base a ciò che desideri. Puoi sempre impostare i diaframmi, regolare gli iso, vedere più o meno che tempi di scatto hai e in base a quello regolarti.

compensare le alte e/o basse luminosità con gli stops

+1 stop equivale a far entrare il doppio della luce oppure metà (-1 stop). Credo che tu volessi dire compensare di diaframmi. Tuttavia la frase è errata. La macchina decide la luminosità in base a quello che vede l'esposimetro a prescindere dal diaframma che tu imposti. Cioè se una foto in priorità di diaframmi ti viene sovraesposta, cambiando il diaframma ti ritroverai un'altra sovraesposizione. Per cambiare la "luminosità" devi aggire sulla compensazione dell'esposizione e non sul diaframma (+/-).

lavorare più di tempi e di focale e farlo solo in caso di scarsissima luminosità (ho notato che il manuale dà priorità a quest'ultime impostando invece gli stops in modo automatico a seconda della scena).

Il manuale si chiama manuale proprio perché devi essere tu ad impostare tutto. Quindi non ho capito come mai dovrebbe impostare "stops" (che credo siano i diaframmi) in maniera automatica (di automatico non dovrebbe esserci nulla). Il fatto che io usi il manuale nelle scarse luci (cosa prettamente personale) dipende dal fatto che a volte sovraespongo/sottoespongo di molti stop oppure che voglia avere la stessa illuminazione in diversi scatti (in maniera che la presenza di altre luci non confonda l'esposimetro dando una diversa esposizione).
Il fatto invece che io usi il manuale con il flash,dipende da due motivi:
1) perché non voglio essere limitato a 1/60 come tempo di scatto più veloce in luce scarsa (limitazione della mia macchina che su altre potrebbe non esserci).
2) perché voglio poter regolare oltre al tempo anche il diaframma per cambiare profondità di campo.

Resto a disposizione MrGreen

avatarsenior
inviato il 11 Febbraio 2014 ore 22:25    

Hai fatto un po un pastrugno... MrGreenMrGreenMrGreen
Ti consiglio di partire da qui
m.youtube.com/playlist?list=PL1144321B9E83EDD9

avatarsenior
inviato il 11 Febbraio 2014 ore 22:27    

Ci vorrà un po di tempo, ma ti sarà molto utile;-)

avatarsenior
inviato il 11 Febbraio 2014 ore 22:35    

Come ti ha già detto Faromich ogni modo di scatto ha una sua valenza e si adatta alle esigenze di ognuno di noi. Anche io in viaggio tengo la macchina in P, prendo il primo scatto e poi con calma (se c'è modo e tempo) muovo la ghiera a passo in Av o Tv. Uso M solo in condizioni di luce difficile che per me che scatto spesso a teatro è una situazione ricorrente. In generale però preferisco Av per controllare la profondità di campo e solo raramente (seguo un po' di calcio giovanile) imposto in Tv per avere tempi veloci e "congelare" il soggetto. In tutti i casi ovviamente utilizzo l'esposimetro della fotocamera, generalmente in valutativa ma a teatro in spot. Questo mi pare sia chiaro.

Quello che credo non ti sia chiaro (oppure non ho capito io :-P) sono gli "stops". Tu puoi impostare la compensazione dell'esposizione da -3 a +3 stop. Questa possibilità si utilizza ogni volta che tu ritieni che l'esposimetro della macchina non legga bene la scena. Infatti la reflex è fondamentalmente stupida e vede tutto il mondo come un grigio medio al 18%. In pratica legge i valori di tempo e diaframma adatti per rendere l'immagine come un grigio medio al 18%. Questo è vero per il 90% dei casi, ma se fotografi la neve questa è bianca e non grigia, l'esposimetro però non sa che è neve e tende a sottoesporre e ti suggerisce una coppia tempo/diaframma che rende la neve grigia al 18%. Per questo motivo tu compensi l'esposizione a +1 o 2 stop così la neve viene registrata bianca com'è effettivamente. Allo stesso modo una scena molto scura viene letta dall'esposimetro sempre come grigio e tende a sovraesporre e per questo tu devi compensare con -1 o 2 stop.

Saluti, Eros

avatarjunior
inviato il 12 Febbraio 2014 ore 10:41    

Dalle tue risposte mi sembra di aver capito che non hai ben compreso cosa è uno stop. Uno stop è una unità di misura, non è una regolazione. E' una unità di misura dell'esposizione o, meglio, della differenza tra due esposizioni. Si può dire che sovraespongo di uno stop, o sottoespongo di 2/3 di stop e così via. Non si può parlare di stop elevati. Sarebbe come dire che usi metri elevati o litri elevati. Non significa nulla. Non si può dire "compenso con gli stop". Sarebbe come dire "compenso con i chili" e così via.
L'esposizione si basa su tre parametri: gli ISO (quanto rendi sensibile alla luce il tuo sensore), il tempo di esposizione (per quanto tempo il sensore resta esposto alla luce) e l'apertura del diaframma (quanto è larga l'apertura da cui la luce passa per arrivare al sensore). Una volta che hai stabilito ISO, tempo e diaframma, ottieni un valore di esposizione. Lo stesso valore di esposizione lo ottieni per esempio, raddoppiando gli ISO (cioè aumentando la sensibilità di uno stop) e dimezzando contemporaneamente il tempo di esposizione (cioè diminuendo il tempo di uno stop). Naturalmente resta identica l'esposizione, ma cambiano altre cose: avrai più rumore (ISO più alti) e, se il soggetto è in movimento, un minor effetto mosso.
Spero ora sia più chiaro cosa è uno stop.

avatarsenior
inviato il 12 Febbraio 2014 ore 14:05    

Hai le idee un po' confuse, perché evidentemente le tue basi tecniche sono ancora fragili. Non è un dramma, e il fatto che tu chieda significa che vuoi imparare.
Prima di addentrarci nelle differenze tra Av, Tv, M, P, penso sia meglio che tu acquisisca bene il concetto di stop, diaframmi, iso, ecc...
Provo ad aiutarti con un esempio che anni fa fu fatto a me e che mi ha aiutato molto a capire il tutto: immaginiamo un rubinetto d'acqua e un secchio. Per riempire il secchio, posso far scorrere l'acqua molto forte per poco tempo, o molto piano per molto tempo. Alla fine, il mio secchio sarà pieno ugualmente, quello che sarà cambiato, sarà stato solo il tempo che avrò impiegato. Usciamo dalla metafora, dicendo che il rubinetto è il tuo diaframma e il secchio il tuo sensore. A un diaframma più aperto (rubinetto con acqua forte), corrisponde un tempo inferiore necessario al sensore per registrare l'informazione. Viceversa, a un diaframma più chiuso, per registrare la medesima informazione, il sensore avrà bisogno di rimanere esposto per più tempo.
Fin qui è facile. Potresti chiedermi allora, ma perché devo perdere tempo? Scattiamo sempre al massimo diaframma e non pensiamoci più (e riduciamo anche il rischio di mosso)!
Non lo facciamo, perché la chiusura del diaframma ha importanti implicazioni sulla profondità di campo (l'estensione dell'area nitida della nostra immagine) e quindi sull'estetica e sul significato della foto. A valori di diaframma molto ampi (numero "piccolo", come f/1,4 o 2 o 2,8), avremo poca PDC. Il contrario a diaframmi chiusi (da f/8 in poi).
Questo significa che se nella mia foto voglio avere una pdc molto estesa (tipicamente in un panorama, ma non solo), dovrò chiudere il diaframma, mentre se voglio un forte stacco tra piano a fuoco e piani sfocati, aprirò il diaframma (tipicamente nei ritratti). Ma, come abbiamo visto nell'esempio sopra, questo comportamento influirà sui tempi di posa necessari alla corretta esposizione del soggetto. E qui entrano in gioco anche gli ISO. All'aumentare dei quali, a parità di impostazione di diaframma, si riducono i tempi necessari alla corretta esposizione. Di quanto si riducono/aumentano? Uno stop di ISO (equivalente al raddoppio di sensibilità: es. 100 ISO - 200 ISO), equivale a dimezzare il tempo di esposizione, a parità di diaframma (se a 100 ISO f/4 ho un tempo di 1/30, a 200 ISO f/4, avroò un tempo di 1/60). Ma siccome all'aumentare degli ISO, aumenta anche il disturbo dell'immagine, a seconda della fotocamera che userò, del tipo di foto che farò e dei miei gusti personali, ci sarà un limite ISO che non intenderò superare. Raggiunto quel limite, se il tempo di scatto necessario all'esposizione sarà inidoneo (perché troppo lento e quindi portatore di mosso o perché inadeguato a congelare il mio soggetto), sarò costretto ad aprire il diaframma. Di quanto? Anche qui, uno stop di diaframma è quella differenza di apertura necessaria a dimezzare (se apro) o raddoppiare (se chiudo) il tempo di esposizione. Nell'ultimo esempio, otterrò lo stesso tempo di 1/60 di secondo, a parità di ISO, portando il mio diaframma da f/4 a f/2,8 (che è uno stop).
Quindi, userò AV in tutte quelle situazioni in cui, non volendo/potendo usare M (in genere per pigrizia o per necessità di velocità operativa), vorrò dare priorità alla profondità di campo, senza preoccuparmi troppo del tempo di esposizione (perché sono su cavalletto o perché ho tanta luce che non è un problema, ecc...).
Viceversa, TV lo userò per quelle situazioni, come ti è già stato detto, dove è l'effetto dovuto a un particolare tempo di esposizione quello che mi interessa, anche a discapito della PDC (congelare un soggetto o viceversa sfruttare effetti di mosso creativo).
M va bene sempre, è l'impostazione che ti offre il maggior controllo su tutti i parametri di ripresa, a discapito di un maggior tempo da dedicare all'impostazione separata di tempi e diaframmi.
Infine, la startura dell'esposimetro, la userai ogniqualvota, scattando in Av o Tv, avrai la necessità di compensare l'esposizione rispetto alla lettura dell'esposimetro (molto calzanti in proposito gli esempi già fatti della neve o del muro nero).
Spero di esserti stato un minimo di aiuto. Ora tocca a te studiare e provare, riprovare e provare ancora...

avatarsenior
inviato il 12 Febbraio 2014 ore 14:11    

Di nuovo un grazie a tutti. Impallidisco di fronte a tutta la meccanica delle reflex e alle vostre risposte, siccome è da poco meno di un'anno che mi sono appassionato alla fotografia. Scusate dunque la mia ignoranza in meritoSorry. Comunque seguirò il consiglio di Alessandro di guardarmi le lezioni su you tube e spero di poter comprendere al meglio queste definizioni ed impostazioni.Chi lo sa magari tra qualche annetto ce la farò a fare foto con il massimo delle capacità che mi può donare la mia reflex ;-).

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