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Wild life photographer o fotografo di natura


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avatarsenior
inviato il 27 Dicembre 2013 ore 23:13    

Chiudo l'anno con un dilemma non da poco MrGreen leggo spesso nelle firme in calce ad alcune foto l'aggiunta "wildlife photographer" forse usato a sproposito. A mio avviso il wildlife photographer è colui che documenta una scena, un momento, una situazione che si richiama in senso stretto alla natura. Senza artifizi e senza "inganni" tipo il cibo o la preda preparata per il rapace, il posatoio attrezzato e l'utilizzo di richiami o ancora aggeggi vari per catturare foto nell'acqua con l'uccello che esce con il pesce. Wildlife è tutta un'altra cosa e non serve andare in Africa, si può fare benissimo anche da noi, ore di cammino in montagna per riprendere camosci e stambecchi, appostamenti in riva ai fiumi con i capanni nell'acqua. Forse la foto non risulterà perfetta, con uno sfondo magari un po' confuso o con alcuni elementi di disturbo tipo rami o foglie ma questa a mio avviso è la vero foto wildlife e quella che appunto distingue un wildlife photographer da un "semplice" fotografo di natura. E c'è un'enorme differenza secondo me. Curioso di conoscere l'opinione della community.

avatarsenior
inviato il 28 Dicembre 2013 ore 14:13    

Non posso che essere d'accordo con te; vediamo se ci saranno altri commenti.

avatarsenior
inviato il 28 Dicembre 2013 ore 23:34    

ciao, credo che si entrerà ancora una volta in un "culdesac"... l'asticella che segna il fotografo di natura dal wildlifer, secondo me, viene spostata a piacimento o ragione del momento... io credo che la differenza, in fondo, la fa, la sensibilità e la "purezza" del fotografo... io, mi conosci, sementi e noci, le uso, a torto o ragione, in fondo, aiuto lo scatto, ma aiuto comunque la fauna quando fa freddo... sono in fastidio ad usare vermi e camole.. non ho mai usato un pesciolino, e men che meno altre prede... ma questo, oltre che per la soddisfazione che cerco nello scatto "wild"... per una questione di "sensibilità" personale... anche un "misero" pesciolino, non "posso e non voglio" decidere io quando vive e quando muore... vale più di uno scatto ad un martino... mi cerco il martino, scopro dove pesca, ci perderò un sacco di tempo... ma poi ... semplicemente lo fotografo... ho cominciato quest'anno per la prima volta a fare qualche uscita in "oasi" per cercare qualcosa di diverso...altrimenti, la mia casa è la riva del fiume o il bosco, è osservazione, è binocolo, è camminare per ore.. lo scatto cosi è "wild"... come ti dico, soddisfazione e sensibilità... io le fotografie scattate in situazioni troppo "aiutate" non le amo e non le scatto... almeno questo è il mio pensiero.... ma come ti dico... "l'aiutino" è la famosa asticella... che si alza e si abbassa... aiuta o serve allo scatto... fotografo di natura o wild...
Massimo "wildlifer", scarso fotografo, ma wildlifer...
un saluto a tutti...

avatarsenior
inviato il 29 Dicembre 2013 ore 12:09    

Caro Conte (Max) condivido in parte quanto scritto anche perché mi da lo spunto per approfondire l'argomento. La mia riflessione è maturata dopo essere stato per la prima volta in un oasi fuori regione dove per una cifra non proprio economica mi sono ritrovato nei capanni dedicati alle diverse specie con vasche riempite di pesce per il Martino o le quaglie morte per le poiane, e dopo aver visto scatti fatti in un altra oasi (con prezzi da Via Montenapoleone) allo sparviere. Ho pubblicato uno scatto fatto al Martino nella citata oasi, foto che mi piaceva per una particolare luce che lo caratterizzava. Mi son reso conto dopo aver visto altre foto sul forum di come le stesse fossero inesorabilmente e malinconicamente tutte uguali dove la differenza stava nella purezza e nitidezza dello scatto frutto evidentemente dell'attrezzatura utilizzata più o meno professionale oltre che nell'abilità della post produzione. Lo stesso vale per le foto allo sparviere tutte uguali. Mi domando se queste foto possano fregiarsi del wildlife. Non dico siano brutte tutt'altro, ma mi ritrovo giocoforza a doverle commentare solo da un punto di vista della tecnica e della resa dell'attrezzatura, ma nulla di wildlife. Per non parlare di chi mette gli acquari nel torrente o utilizza altre simili diavolerie, non capisco cosa vogliano documentare con la foto al di la dell'impatto emozionale decisamente forte dello scatto. Sia chiaro non voglio criticare nessuno, ognuno la pensa come vuole ma non ci può ritenere un wildlife photographer solo per aver fatto scatti che chiunque con un attrezzatura adeguata può fare. Ne' tantomeno ci può ritenere wildlife solo per aver partecipato ad un safari nel Mara in Kenya. Credo in definitiva che siamo sicuramente tutti amanti e appassionati di natura, ma quanti veramente la studiano e la ricercano traducendola successivamente in immagini anche magari non tecnicamente perfette ma che effettivamente siano very wildlife, per scena, situazione, in definitiva foto che oltre che artisticamente documenti e abbia un contenuto scientifico. Forse è perché da anni partecipo e sono giurato in contest sul tema ma credo di aver imparato come si distingue un fotografo wildlife da un appassionato fotografo di natura e credo di poter dire che nel forum ci sono bravissimi fotografi di natura ma i veri wildlife si contano sulle dita delle mani.

avatarsupporter
inviato il 30 Dicembre 2013 ore 13:36    

d'accordo con te in toto;-)ribadisco i documenti/foto della vita animale, dovrebbero privilegiare ... la "situazione" " l'ambientazione" e la qualità tecnica, ma unicamente in quest'ordine. e per molti definirsi wild life photographer è semplicemente molto .... cool Cool
ciao PaoloSorriso

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2013 ore 13:55    

Mi permetto di unirmi alla discussione dando il mio personalissimo parere, partendo dal fatto che mi trovo in sintonia col Tuo pensiero!!!! Io ho la fortuna di abitare in montagna, amo gli animali ed amo passeggiare per i sentieri alpini ancora prima di iniziare ad unire la passione per la fotografia, ed il bello e'proprio questo, cioè non per forza portare a casa ad ogni escursione una scheda piena,ma studiare e leggere il comportamento degli animali, leggere la situazione, provare e riprovare ed avere costanza ed esser felice di aver passato una piacevole giornata all'aperto, osservando e se va bene fotografando le meraviglie che ci circondano!!!
Un saluto ed un augurio di un buon 2014.
Diego

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2013 ore 15:22    

Dibattito interessante. Considerandomi un semplice appassionato, non preparo gli stage un po' per pigrizia, un po' perchè non sono capace. Debbo dire che guardo con interesse le foto che ritraggono azioni (ed io difficilmente sono riuscito a farne) e, meglio, le foto di specie poco o per niente fotografate (ma che vedo che in questo forum salvo casi rari vengono snobbate). Specialmente se non sono specie colorate (uccelli) o se sono predatori (mammiferi). Questo lo capisco con difficoltà. Sul finto o vero non so....molti scatti di gran successo sono il frutto di scatti montati con programmi, scatti multipli, ecc. Si producono foto stupende ma che non ritraggono la realtà nemmeno quello che l'occhio vede in un istante, ma la somma delle immagini prese in vari direzioni, più chiare, più scure, assemblate successivamente. Però anche io quando uso un tele potente avvicino il soggetto che ad occhio nudo distinguerei per sommi capi.
La percezione della realtà è sempre talmente soggettiva che credo che una regola non esista. Le parole sono convenzioni, wildlife è pure inglese....
Buon anno a tutti! Spero di tornare a voi a metà gennaio con qualche scatto di wildlife singalese ;-)

avatarsenior
inviato il 30 Dicembre 2013 ore 15:37    

Dopo i gufi di palude, i picchi fiorentini, i martini della pozzanghera di Cervara, ora è il turno dello sparviere e poiana di Argenta. L'area commento è invasa da foto simili ma, e dico ma, qualcuno tecnicamente si eleva dalla media. A mio pensiero metto sempre davanti la qualità del file: luce, dettaglio, sfondo, piano di ripresa. Per assurdo in natura c'è piú possibilità di scegliere con cura tutto, a patto di sacrificarsi e preventivare alzatacce senza scatti.
Da capanno in oasi ti devi adeguare a chi ha scelto per te, hai la pappa pronta, e spari raffiche insieme ad altre persone, tirando fuori scatti molto simili allo stesso soggetto.
Per le firme, ognuno puó scrivere quello che vuole, è la qualità che fa la differenza.
Tanti auguri a tutti ;-)

avatarsupporter
inviato il 03 Gennaio 2014 ore 19:30    

Sono perfettamente d'accordo con te Paolo, niente richiami acustici: dovrebbero essere proibiti soprattutto in primavera, in alcune specie di uccelli la femmina abbandona il maschio perché non lo ritiene capace di difendere il territorio e comunque è uno stress aggiunto. Niente cibo: gli uccelli diventano così sempre più confidenti e sempre meno selvatici, e si, perché, per chi non lo sapesse, anche se perfettamente mimetizzati, gli uccelli percepiscono la nostra presenza ma ci accettano, così come ci vedono se siamo in macchina e ci accettano. Al di la di tutto questo che soddisfazione possiamo trarre dalle trappole o dalle pappe fatte? Se dovessi fare foto non per godere della natura ma per lavoro, per stupire, per produrre davvero delle belle immagini, lungi da me l'idea di usare teleobbiettivi, userei un bel 50mm con una prospettiva simile a quella dell'occhio e addio foto piatte.
Ciao e Buon Anno Paolo.
Maurizio

avatarjunior
inviato il 04 Gennaio 2014 ore 9:39    

Mi trovi pienamente d'accordo personalmente ritengo che per essere wildPH ci deve essere un ritorno alla riscoperta di quei sensi che abbiamo perso ed attenuato nell'era evolutiva dell'uomo moderno, essere "cacciatori" di momenti indelebili prima nel ns cuore con tutte le difficoltà del caso, come ognuno di voi dalla propria esperienza ha già evidenziato, personalmente pensa che non adopero nemmeno i capanni in quanto la "caccia errante" è la mia passione, ,e, anche qui ci sarebbe da fare una bell'approfondimento nella terminologia oggi quasi ci si vergogna ha chiamarla così con il proprio nome, io riscopro, ogni volta, questo arcaico richiamo in un territorio ahimè deturpato dove l'ignoranza ambientale è tutt'oggi celata dietro mille pseudo fotografi naturalisti, che pur di ottenere l'immagine cartolina stupefacente non limitano ingegni aguzzini. Ho sempre sostenuto nei miei corsi che il rendersi mimetici all'ambiente circostante, significa essere prima immersi nel luogo con l'istinto naturale, e la profonda conoscenza, un tutt'uno, poi possono arrivare i piccoli aiuti del mimetismo ma nulla di più. Una "Foto" vera questo è il mio motto una Foto che possa essere ricordata perché trasmette quell'istante unico di vita e che lo spettatore d'innanzi ad essa possa trovare ancora l'ingenuo stupore di meravigliarsi della nostra "Terra" la madre di tutti, che regge tutto il peso dell'umanità ma, che non viene ascoltata, ricambiata per quella che è una madre su cui fare riferimento per riscoprire se stessi. Ho un sogno, meglio una speranza un domani di riuscire nello scatto perfetto senza inganno.

avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2014 ore 12:13    

Grazie amici per il contributo a questa discussione, magari "questione di lana caprina" ma secondo me interessante. Trovo molto efficace e ben misurata nei toni l'analisi di Sermik, analisi con la quale concordo anche nelle virgole. Anche Roberto e Maurizio hanno trattato spunti che meritano riflessioni. Penso che prima che fotografo o documentarista bisogna essere profondo conoscitore di ciò che si fotografa rispettando la natura e agendo coscientemente senza trucchi ed inganni, poi come scrive Roberto se si sceglie il capanno ti trovi la pappa pronta e allora in questa situazione prevalgono sicuramente l'aspetto tecnico e l'attrezzatura. Ho un amico che secondo me è uno dei migliori fotografi di avifauna in Italia e non solo, non frequenta forum e non ha neppure un sito ma partecipa e vince contest internazionali tipo BBC, forse non è un caso se prima che fotografo è un ornitologo. Vale la pena a questo punto di fare almeno un nome di wildlife photographer presente sul forum, Marco Photoexplorer. Le sue foto oltre che belle da un punto di vista tecnico raccontano ed emozionano, sono le foto che catturano e ti fanno venir voglia di documentarti sulla specie ritratta, sul suo comportamento, sul suo ambiente in una parola wildlife.

Buona giornata

avatarsenior
inviato il 04 Gennaio 2014 ore 18:01    

Ho un sogno, meglio una speranza un domani di riuscire nello scatto perfetto senza inganno.


Quoto tutto quello che ha scritto Sermik, non sarei riuscito ad esprimerlo in modo così limpido. Personalmente ho passato ore anche solo ad osservare da lontano il comportamento di alcuni animali, gli scatti che spesso mi ritrovo a guardare non mi soddisfano sul piano tecnico, ma spesso traggo un grande piacere a ricordare l'emozione di certi momenti, in cui l'animale si è avvicinato, senza che glielo chiedessi e senza che gli offrissi nulla in cambio, se non il mio rispetto.

Luca

avatarsenior
inviato il 08 Febbraio 2014 ore 14:20    

E ci risiamo con la storia del pasturare SorrySorry

Sono perfettamente d'accordo con te Paolo, niente richiami acustici: dovrebbero essere proibiti soprattutto in primavera, in alcune specie di uccelli la femmina abbandona il maschio perché non lo ritiene capace di difendere il territorio e comunque è uno stress aggiunto. Niente cibo: gli uccelli diventano così sempre più confidenti e sempre meno selvatici, e si, perché, per chi non lo sapesse, anche se perfettamente mimetizzati, gli uccelli percepiscono la nostra presenza ma ci accettano, così come ci vedono se siamo in macchina e ci accettano. Al di la di tutto questo che soddisfazione possiamo trarre dalle trappole o dalle pappe fatte? Se dovessi fare foto non per godere della natura ma per lavoro, per stupire, per produrre davvero delle belle immagini, lungi da me l'idea di usare teleobbiettivi, userei un bel 50mm con una prospettiva simile a quella dell'occhio e addio foto piatte.? Ciao e Buon Anno Paolo.? Maurizio

Premetto che non mi piace frequentare le oasi , mi piace crearmi da solo le situazioni nell' ambiente dove il soggetto vive MrGreenMrGreen
e questo mi fà già un naturalista più di uno che paga il biglietto e si siede e scatta MrGreen
x l'ennesima volta tengo a precisare che nel periodo invernale alimentare gl' animali non si crea nessuna abitudine, chi lo dice parla x sentito dire e non per esperienza ........ Secondo punto, fare foto in italia non è come fare foto in africa , in africa i soggetti sono molto vicini quindi non occorre alcuna precauzione se non quella di non disturbarli , in queste condizioni è facile essere un fotografo Wildlife ,si raggiunge il massimo risultato con il minimo sforzo , in italia se utilizzi lo stesso sistema se ti và bene fai un paesaggio con al suo interno il soggetto , fare foto agl 'animali in natura richiede in italia spirito di sacrificio e costanza se li si vuole fare bene come all' estero . Riconosco che non tutti hanno il tempo e la voglia e la costanza di mettersi dietro ad osservare le abitudini , scegliere il luogo , alimentare settimanalmente nei periodi invernali , costruire posatoi il più possibili naturali , attendere mesi che il soggetto tanto desiderato ti arrivi alla distanza che ti permetta di osservarlo bene e fotografarlo come lo avresti fatto in africa in mezza giornata di safari , chi farebbe tutti questi sacrifici x uno scatto se dietro non avesse l'amore e il desiderio di poter ammirare in natura da vicino quello che di solito a 50mt scappa .MrGreen

avatarsenior
inviato il 08 Febbraio 2014 ore 17:09    

Carlo mi permetto di approfondire l'argomento foto in Africa.
Una verità incontrovertibile è che laggiù è più facile nel senso che hai più occasioni e ci mancherebbe non fosse altro che per la varietà delle specie.
Altro discorso è fotografare da wildlifer. Le mie foto che risalgono alle prime volte (20 anni fa) se le paragono a quelle degli ultimi anni mi fanno ridere. Non perché siano brutte ma perché nel tempo e come hobby mi sono appassionato alla vita animale e ho divorato libri su libri oltre che ore e ore di documentari Nat geo. I frequenti safari negli anni mi hanno fatto acquisire esperienza così che oggi scatto di meno ma vado alla ricerca di situazioni che mi divertirebbero anche senza fotografare. E c'è una fondamentale differenza nel fare un safari normale da farlo invece mirato alla fotografia e magari con un esperto, uno che conosce gli animali, sa come si muovono e cosa fanno o hanno intenzione di fare. Nel primo caso faresti magari belle foto ma già viste oppure banali, nel secondo invece, anche a discapito della tecnica avresti un documento, una foto su cui ci si ferma perché interessa, magari accompagnata da una breve descrizione. A conferma di quel che dico chiamo in causa il mio compagno di jeep nell'ultimo viaggio in Kenya, era al suo primo safari e nei primi giorni si incazzava perché in determinate situazioni vedevamo animali ma non mi fermavo per le foto. Per fortuna era un vero appassionato di natura e così ha capito subito cosa andavo cercando, con pazienza mi ha seguito e credo, visti alcuni dei suoi scatti, che alla fine mi abbia dato fiducia seguendomi e questo per me oltre che un gesto di amicizia è stato molto gratificante. Il consiglio che do a chi vuol cominciare è di viaggiare con qualcuno veramente appassionato ed esperto, in tal modo non mancheranno le occasioni per fare foto very wildlife, foto che non ti stancherai mai di guardare perché al di la dello scatto ti ricorderanno un'esperienza di vita. Hai la fortuna di viaggiare con una "vecchia volpe" come Memy, ebbene sfruttalo e spremilo come un limone MrGreen non ne potrai che trarre soddisfazioni fotografiche al di la delle numerose occasioni che l'Africa offre ma che spesso il neofita non è in grado per inesperienza di sfruttare nel miglior modo.

avatarsenior
inviato il 08 Febbraio 2014 ore 17:53    

Si Paolo tutto giusto sull' estero , dove gl' animali sono così confidenti da quasi stare in un 70-200 , ti permette questo di poter ossere bene tutte le loro abitudini nei particolari , ma in italia , ti parlo della mia esperienza , ci ho messo 2 anni x documentare tre generazioni di picchi e non immagini i sacrifici , tre anni x le poiane di cui uno buttato x osservarle e capire le loro abitudini e comportamenti , ti assicuro che questo lo puoi fare solo se le hai vicino dove puoi cogliere ogni loro più piccolo gesto , io grazie a questo capivo guardando nell' ottica osservandoli cosa accadeva intorno , quello che hai detto conferma quello che dicevo nel precedente messaggio , la facilità con cui i soggetti si fanno avvicinare all' estero permettono di poter apprendere quello che io ho appreso in tre anni in poche settimane è questo non si può negare , e cosa da non trascurare senza ricorrere a mimetizzarsi e mettere cibo . Il fascino degl 'animali all' estero non può e non deve essere motivo di trascurare i nostri , non avranno il fascino di un leone , leopardo , nibbio bruno , animali stupendi lontano dalla nostra mente , ma ti assicuro che io quello che potuto apprendere e vivere con i semplici picchi e poiane osservandoli x così tanto non lo cambierei . Certo poi la curiosità e l'ammirazioni è x tutti gl' animali e quindi voglio anche viaggiare e vedere anche gl' altri MrGreenMrGreen

Carlo

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