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La musica è multiculturale


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  5. La musica è multiculturale





avatarsenior
inviato il 11 Ottobre 2026 ore 21:40    

Attraverso la fusione di generi, lingue e tradizioni diverse, molti artisti hanno dimostrato che le barriere culturali e i confini geopolitici possono essere superati in nome della pace.



Intervista con Alexey Belkin del gruppo folk russo Otava Yo

avatarsenior
inviato il 11 Ottobre 2026 ore 21:40    



Otawa Yo in concerto

avatarsenior
inviato il 11 Ottobre 2026 ore 22:54    

Il jazz è multiculturale per definizione. Nasce a New Orleans all'inizio del XX secolo come punto d'incontro tra il ritmo e il feeling della musica africana e le armonie e gli strumenti della tradizione europea (tromba, pianoforte, chitarra, ottoni).



Brad Mehldau, Christian McBride, Marcus Gilmore In Concerto

avatarsenior
inviato il 12 Ottobre 2026 ore 16:35    

Nonostante la provenienza geografica eterogenea dei tre protagonisti, ossia l’Italia mediterranea di Fresu, la Francia meridionale di Galliano e la Svezia silenziosa ed introversa di Lundgren, il loro dialogo musicale si attesta su una convergenza profonda, che non necessita di mediazioni culturali né di compromessi stilistici.



JazzBaltica: Mare Nostrum

avatarsenior
inviato il 12 Ottobre 2026 ore 16:46    

Un incontro tra jazz e musiche del mondo che fonde le radici sarde di Fresu, quelle afro-cubane di Sosa e quelle indiane di Gurtu.



Paolo Fresu, Omar Sosa e Trilok Gurtu - La Seine Musicale

avatarsenior
inviato il 12 Ottobre 2026 ore 17:10    

Vladimir Semënovič Vysockij (noto come Volodja) nato e morto a Mosca (1938-1980) è stato un cantautore, attore, poeta e dissidente sovietico. Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Eugenio Finardi, Vinicio Capossela, Angelo Branduardi e molti altri hanno registrato un album tributo intitolato "Il volo di Volodja" nel 1993, quando gli venne assegnato il Premio Tenco, prima volta per un artista non più in vita.



Eugenio Finardi - Il volo interrotto (di Vadimir Vysotsky)

avatarsenior
inviato il 12 Ottobre 2026 ore 17:24    

I lupi che canta Vysotsky rappresentano gli esseri umani liberi, gli artisti ed i dissidenti braccati dal sistema e dal potere dell'Unione Sovietica.



Vladimir Vysotsky - La caccia ai lupi

avatarsenior
inviato il 12 Ottobre 2026 ore 17:58    

"Il volo interrotto" racconta la morte prematura e il destino spezzato di ogni uomo e di ogni artista la cui vita (il volo) si interrompe prima del tempo. Nonostante la tragicità del tema (una vita troncata, un accordo musicale non finito, un vino non assaggiato), il testo adotta un tono apparentemente distaccato e malinconicamente ironico.



Francesco Guccini - Il volo interrotto
(Versione italiana di "Prervannyy poljot" di Vladimir Vysotsky).

avatarsenior
inviato il 12 Ottobre 2026 ore 19:13    

“ La musica è multiculturale „

Certo che si.
Anche se ogni cultura produce la propria.
Che poi sia da stimolo alla pace è discutibile.
Anzi.Vedasi i tanti brani che inneggiano alla violenza.

avatarsenior
inviato il 12 Ottobre 2026 ore 19:17    

Amadou Bagayoko e Mariam Doumbia si sono conosciuti all'Istituto per giovani ciechi del Mali, per cui sono noti come la coppia cieca. Lo stile musicale della coppia è basato su contaminazioni tra musiche tradizionali maliane e chitarre rock, violini siriani, trombe cubane e altri strumenti tradizionali di Egitto, Colombia, India e altri paesi. Il genere viene spesso chiamato african blues.



Amadou & Mariam - Je pense à toi

avatarsenior
inviato il 12 Ottobre 2026 ore 19:31    

“ Che poi sia da stimolo alla pace è discutibile.
Anzi.Vedasi i tanti brani che inneggiano alla violenza. „


Giusto, ma ... la violenza espressa nel rap americano, in particolare nel gangsta rap e nella drill, non è quasi mai fine a se stessa: è uno specchio. La retorica iper-violenta esprime il trauma psicologico di chi cresce in contesti di costante pericolo. Mostrarsi duri, spietati e pronti all'uso delle armi è una strategia di sopravvivenza e una maschera per nascondere la vulnerabilità. La violenza, il pericolo e l'estetica "fuorilegge" esercitano un forte fascino sul pubblico di massa e molti artisti enfatizzano questi toni per esigenze commerciali e per alimentare lo stereotipo richiesto dal mercato discografico. Il rap è oggi un'industria miliardaria.

Ci sono infine le canzoni di eserciti in guerra o di gruppi terroristi, ma non le considero musica perchè sono solo strumenti di indottrinamento che creano un forte senso di appartenenza ed una linea netta tra "noi" e "loro" (i nemici).

avatarsenior
inviato il 12 Ottobre 2026 ore 19:57    

Certo quanto scrivi ha un valido fondamento.Il rischio però è di giustificare una violenza opposta a quella che si interiorizza, quasi per domarla,e si insinui in essa un'interpretazione fuorviata e dagli esiti discutibili.
Lo stesso Và pensiero ha subìto usi tali e perversioni delle quali l'autore non aveva,e non ha,responsabilità alcuna.
Intendo che la musica non si sottrae,ahimé,a manipolazioni e utilizzi che poco o nulla hanno da spartire con un nobile fine.Sia la pace o un desiderio di giustizia.
La musica mi appare come una sorta di rappacificazione estemporanea .

avatarsenior
inviato il 12 Ottobre 2026 ore 20:27    

Se pensi che "Born in the U.S.A." di Bruce Springsteen è stata usata come inno patriottico trionfale della destra americana, quando è una durissima critica al governo per il trattamento dei reduci del Vietnam. Certo che la musica può essere manipolata ma i manipolatori possono usare logni tipo di arte come ogni libro, pittura o filosofia. Allora?
Il linguaggio musicale nasce dall'antichità per narrare storie: Omero suonava la cetra cantando la storia della guerra di Troia e sicuramente ne dava una sua interpretazione, come ogni cantautore narrando una storia narra se stesso insieme alla cultura (o al suo rifiuto) in cui è immerso ed a tutto ciò che ha assorbito ascoltando, leggendo, vivendo. Questa è la forza della musica come quella della letteratura.

avatarsenior
inviato il 12 Ottobre 2026 ore 20:29    

Bombino (Goumar Almoctar), il tuareg chitarrista paladino del finger picking, annoverato tra i più grandi musicisti della nostra epoca, ha come cifra stilistica la sua terra e il proprio nomadismo in un moto d’orgoglio che gli permette di cantare in Tamasheq, la lingua del suo popolo.



Bombino - Full live session at The Current (2016)

avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2026 ore 20:39    

"senza musica la vita sarebbe un errore"

La musica è l'ultimo ricordo che svanisce.;-)

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