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Cercavo impressioni e giudizi in merito allo Zeiis Batis 18 per Sony E. Frugando nei post ho trovato un singolare rimando a questo articolo. www.nocsensei.com/camera/tecnica/marco-cavina/admin4914/sinergie-produ La parte dello stesso che mi ha colpito è quando il redattore pone a confronto gli schemi ottici di alcuni obiettivi.Fra questi anche il Batis 18. La conclusione francamente mi lascia assai confuso. Pare,dico,pare,che niuna differenza si opponga fra i comparati.Lo schema ottico è lo stesso identico.Uno però si fregia di un titolo che richiama l'eccellenza.L'altro un modesto comprimario.Chiedo,ma lo schema ottico ripetuto su alcuni obiettivi produce quindi la stessa resa di sua Maestà Zeiss? La conclusione di fondo dell'articolista sembra indicare che il maggior esborso sia veicolato dalla richiesta del compratore di una "polvere di stelle".
Che la linea Batis fosse stata gestita da Tamron non mi pare poi una novità, difatti è la linea AF, la linea MF Milvus e Otus è invece gestita e prodotta dalla, comunque Giapponese, Cosina ;) Comunque per info il Tamron 18/2.8 non ha mai visto la luce se non in forma di patent, pertanto sinceramente non ci vedo il problema :D
Francamente non ci vedo niente di osceno nel comprare dei brevetti di schemi ottici e poi costruirli con i propri vetri, i propri coating e le proprie tolleranze produttive.
L'unico modo per saperlo è provarli entrambi. Uno può immaginare che Zeiss, una volta acquisito lo schema, utilizzi i suoi vetri, le sue formule, le sue tolleranze, i suoi coating, quindi non sarebbero lo stesso prodotto. Ma potrebbero produrre un risultato molto simile, come anche no.
Bastasse solo lo schema ottico a determinare la qualità di un'ottica...saremmo molto fortunati perchè avremmo risparmiato un sacco di soldi. Mi viene in mente lo schema Planar, inventato da un certo Rudolph per la Zeiss alla fine dell'800. Non credo proprio che quell'ottica possa essere minimamente paragonata a un Planar di oggi di qualsiasi casa. Come giustamente evidenziato nelle risposte precedenti, la differenza viene data dal vetro utilizzato ( o i vari vetri nello stesso schema) in primis, poi i trattamenti antiriflesso ( chi ricorda T* di Zeiss?) e infine le tolleranze costruttive. A naso direi che lo schema contribuisce per 50-60% e per il 20-25 sia per il trattamento e sia per la scelta vetri.
Cose risapute. Minolta non va mai sottovalutata. Perfino nel Leica R 100 apo macro c'è la loro importantissima manina, senza la quale questo fantastico obiettivo addirittura non sarebbe nato
Sapevo dei giapponesi, che si scambiano le ottiche tra loro, e della Leitz, che usa spesso ottiche Sigma cambiandogli il marchio, ma che anche la Zeiss usasse schemi ottici altrui, non lo sapevo.
Zeiss dichiarò ufficialmente che i Milvus e gli Otus sono di progetto loro ed un tempo offriva due possibilità, costruiti dalla Cosina, oppure costruiti in casa, a prezzo circa doppio, ed io di Milvus fatti da Cosina ne ho diversi e vanno bene.
Ma......... che usasse schemi altrui e poi te lo facesse pagare a prezzo Zeiss, questo no, non l'ha mai dichiarato e non va bene, per nulla.
Per quanto mi riguarda, è, ahimè, la caduta di un mito, non me l'aspettavo proprio.
Ti ringrazio veramente per aver condiviso questa informazione.
A differenza di Nikon, che dopo una iniziale resistenza cedette, Zeiss si oppose all'AF fino alla sua (di Zeiss) fine. Fu il colpo di grazia definitivo, dopo che l'invasione dei Nikkor l'aveva già soppiantata dal ruolo di azienda leader. Non per ragioni qualitative, gli Zeiss (quelli di una volta) erano e sono tuttora insuperati, ma per esigenze più contingenti, strategiche e di mercato. La Germania era uscita dalla guerra malvista e con le ossa rotte, i tecnici Zeiss spediti in giappone a spiegare l'ottica ai colleghi della Nippon Kogaku, i quali iniziarono poi ad inondare il mercato americano prima, mondiale dopo, con surrogati più economici ma molto, molto più pratici. Per mettere a fuoco un Planar si doveva ruotare l'elicoide almeno il triplo di un Nikkor, per dirne una. L'arrivo dell'AF fece il resto, dopo un improbabile tentativo di far muovere il piano pellicola pur di non modificare gli schemi ottici, la Zeiss (quella di una volta) chiuse i battenti.
“ Cose risapute. Minolta non va mai sottovalutata. Perfino nel Leica R 100 apo macro c'è la loro importantissima manina, senza la quale questo fantastico obiettivo addirittura non sarebbe nato ;-) „
Più che una manina c'è stata una collaborazione alla luce del sole, così come quella con Panasonic.
Non mi meraviglia il tutto. Comunque io ho Zeiss Batis e va benissimo così co.e Voigtlander ( prodotto credo da Cosina) e pure lo trovo ottimo. Mi bastano i risultati
Io lo Zeiss Batis 18 mm ce l'ho ed è la mia lente preferita. Microcontrasto, velocità di AF, il display per l'iperfocale, il bilanciamento... E francamente anche la forma a tulipano. Il tappo fa schifo, l'ho dovuto sostituire con un coso cinese tremila volte meglio. Il paraluce è in una plastica indegna pure per un vietnamita, no per un cinese. Ma nel complesso è una lente super. E tanto mi basta.
“ ne dubito fortemente, queste cose si sanno ora, allora erano tabù „
Non c'erano i mezzi di diffusione di oggi, né l'interesse per il pubblico generalista ad accordi industriali di questo ordine. Ma l'accordo di collaborazione e consulenza tecnica esisteva dagli anni '70, da una parte c'era il know-how e dall'altra la capacità produttiva su scala.
Lo sostengo da tempo. Ho contestato che la collaborazione fosse alla luce del sole. Tuttora nulla è realmente alla luce del sole. Un'azienda non ha alcun interesse a divulgare informazioni sulle scelte interne. Quello che trapela è quello che si vuole, ma c'è molto altro
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