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Realizzare un sistema di raffreddamento per mirrorless


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avatarsenior
inviato il 29 Maggio 2026 ore 16:23    

Buonasera a tutti.
Complice la noia, il caldo che inizia a farsi sentire e la possibilità di riprendere a fotografare la Via Lattea mi hanno fatto venire in mente un'idea: perchè non realizzare un sistema di raffreddamento per la EOS R da usare in astrofotografia? Secondo voi, sfruttando una cella di Peltier e dissipatori vari potrei cavarci fuori qualcosa? Serve essere competenti in elettronica per realizzarne uno o posso fare da me? MrGreen

avatarsenior
inviato il 29 Maggio 2026 ore 16:40    

Non sono in elettronica. Prova a dare un’occhiata a questo.

avatarsenior
inviato il 29 Maggio 2026 ore 17:42    

Si avevo visto robe del genere, volevo vedere se si potesse realizzare qualcosa di simile MrGreen
La mia idea era di utilizzare una piastra di peltier https://www.amazon.it/dp/B0BG1BB9QY/ref=sspa_dk_detail_1?pd_rd_i=B0BG1 e alimentarla con un powerbank che sulla carta eroga 65W. Il lato freddo della piastra Peltier la attaccherei ad una seconda piastra in rame che poggerà sulla parte posteriore della scocca della mirrorless. Pensavo di usare la pasta termica per unire le due piastre
Il lato caldo della piastra peltier lo collegherei prima ad un dissipatore, sempre mediante pasta termica e tutto questo pastrocchio ad una ventola per allontanare il calore. Per regolare la corrente erogata dal powerbank ho visto che ci sono dei piccoli moduli per farlo (devo capire se ci sono robe da saldare oppure no). per evitare che si formi condensa sul sensore aggiungerò una fascia anticondensa che metterò in prossimità del bocchettone d'innesto delle lenti. Che ne pensate?

avatarsenior
inviato il 29 Maggio 2026 ore 21:14    

secondo me non funziona.

compra un accumulatore eutettico, mettilo in freezer e poi mettilo insieme alla fotocamera in un box termico.
Sicuramente funziona meglio

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2026 ore 6:42    

Non so se è compatibile con la tua macchina ma questo è l’unico trabiccolo che userei per raffreddarla.
In alternativa esistono astrocamere molto più performanti.

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2026 ore 8:50    

Non avevo intenzione di andare su una camera per astro direttamente perchè ha una gestione completamente diversa rispetto a quello che avevo in mente io

compra un accumulatore eutettico, mettilo in freezer e poi mettilo insieme alla fotocamera in un box termico.
Sicuramente funziona meglio

Dubito fortemente ;-)

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2026 ore 10:13    

Secondo me devi solo fare esperimenti, perche ventola, Peltier e box freddo agiscono in tre modi differenti, ed è difficile stabilire quale sia il più efficace.

Anzi no, la so! Il più efficace sarebbe combinarli tutti e tre.

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2026 ore 10:17    

Se non hai gli strumenti, un minimo di manualità e molta dimestichezza con montaggio e rimontaggio di elettronica le probabilità di iniziare senza riuscire a finire sono alte. Non dimenticare che non conosci le temperature e le potenze in campo e quindi, anche se riesci a finire, potresti non centrare l’obiettivo che vuoi raggiungere. Detto questo buona fortuna.

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2026 ore 10:36    

Il problema e' asportare calore dal sensore.
Puoi farlo solo in un modo raffreddandolo.
Il calore asportato deve essere dissipato in aria.


Il metodo migliore e' avere un delta elevato tra sensore e massa dissipante. Cioè la fotocamera.
La capsula eutettica porta la fotocamera alla temperatura minima ammissibile di funzionamento.
E mantiene l'esterno a quella temperatura per un certo tempo. Questo fa sì che il sensore lavori nelle condizioni migliori di raffreddamento possibile.

Il sistema eutettico accumula freddo con potenza elevata e lo restituisce gradualmente. Senza consumo di energia

avatarjunior
inviato il 30 Maggio 2026 ore 13:58    

Tranquillo: le celle di peltier non sono così potenti da raffreddare così tanto il sensore da generare condensa sulla sua superficie. (Neanche se fossero attaccate sopra figurati se stanno all’esterno della fotocamera). Però se lo fai per divertirti prova. L’unico consiglio che ti do è quello di usare dei pad termici sottili al posto della pasta termica: sono più gestibili dovendo stare all’esterno.
Ora che ci penso credo che Ek avesse fatto un CPU-block elettrico (quindi alimentato a 12V presumo) prova a vedere in catalogo ma visto la marca potrebbe costare quanto la fotocamera.

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2026 ore 14:14    

per raffreddare una cpu serve potenza a stecca, non bastano i comuni compressorini da congelatore.

In genere la potenza necessaria per raffreddare una elettronica e' UGUALE suppergiu alla potenza dissipata da quella stesa elettronica. Questo in aria fresca. Se viceversa andiamo a dissipare in aria calda serve ancora piu' potenza.

Dunque tutti i sistemi a ventola sono abbastanza aleatori. Serve qualcosa che sottragga calore tramite evaporazione o tramite accumulo termico.

Quando si devono collaudare circuiti elettronici a bassa temperatura di solito si usano sistemi ad azoto o simili.

parlando di celle Peltier:
volendo raffreddare una fotocamera che dissipa 30W (meno di una piccola lampadina) bisogna fornire almeno 150 W di energia alle celle peltier piu' un adeguato scambiatore per asportare il calore sottratto alla fotocamera.

avatarjunior
inviato il 30 Maggio 2026 ore 17:46    

Appunto! Il sistema di EK oltre a costare un botto si avvale di un doppio sistema di scambio (la parte calda della cella viene dissipata tramite liquidò), assorbe 200W e comunque non è in grado di raffreddare il calore complessivo di un carico multicore. Presumo che un sistema più semplice sarebbe praticamente inutile. Però come dicevo prima potrebbe essere divertente fare un tentativo.

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2026 ore 18:48    

Un po' di chiarezza. Occorre leggere i dati di targa della cella.
Sono 60W di potenza termica al lato freddo e 92 al lato caldo. Inoltre la massima differenza di temperatura è >= 69 gradi con Qc=0 cioè senza sorgente di calore sul lato freddo.
Occorre prima calcolare, integrando fourier nella forma monodimensionale o con la più semplice analogia elettrica, la temperatura del lato caldo quando viene applicato il dissipatore, noto il dato di generazione di calore pari a 92W.
Occorre conoscere la resistenza termica del dissipatore (in genere aletta+ventola) così si può calcolare la temperatura del lato caldo e per differenza quella del lato freddo. Inserendo il valore della potenza termica da drenare sul lato freddo si reitera il calcolo e si trovano le due temperatura incognite.
Da un semplice calcolo è chiaramente dimostrabile che con un dissipatore nel range (0.25-0,4 C/W) si è nei limiti ammissibili per la cella (non si fondono le giunzioni).

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2026 ore 19:47    

Occorre leggere i dati di targa della cella.


Esiste in vendita per qualche euro in più la cella con dissipatore e ventola.

Ora che ci penso credo che Ek avesse fatto un CPU-block elettrico (quindi alimentato a 12V presumo) prova a vedere in catalogo ma visto la marca potrebbe costare quanto la fotocamera.


Meccanicamente come garantisci l’aderenza ? La cella è raffreddata ad acqua e devi collegare una pompa ed un radiatore da 360/480 con relative ventole. Il coso è alimentato con un cavo 8pin ed i tanti sensori devono essere collegati ad un computer, magari un raspberry pi che però é alimentato a 5v.

Pratico, leggero e facilmente trasportabile.


Ps. Dimenticavo la batteria di potenza adeguata.

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2026 ore 20:50    

scusate ma i refrigeratori eutettici funzionano da anni, li usano per trasportare organi per i trapianti, garantiscono la temperatura per 24 ore SENZA BISOGNO DI ENERGIA ELETTRICA e possono raggiungere potenze enormi.
Es la cella frigo di un camion da consegne di surgelati. Viene caricato di freddo durante la notte con la 380 e mantiene per 8 ore i meno 18 la cella frigo
sono il sistema piu pratico (anche se il meno efficiente) per raffreddare qualsiasi cosa.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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