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inviato il 25 Aprile 2026 ore 16:58
"Non provo più alcuna gioia di vivere". Perfettamente sana ma disperata per il figlio perso anni fa, un dolore insopportabile. Il nullaosta al servizio di fine vita offerto è arrivato dopo diverse perizie psichiatriche condotte non di persona ma di videochiamate e attraverso whatsapp e il pagamento di una somma in denaro (dal Corriere ). Videochiamate e WhatsApp. Quanta tristezza. |
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inviato il 25 Aprile 2026 ore 17:32
ho letto. Per me è omicidio ma in Svizzera non la vedono così evidentemente. |
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inviato il 25 Aprile 2026 ore 17:39
paese civile (Svizzera) vs paese torturatore (italia) |
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inviato il 25 Aprile 2026 ore 19:47
13 anni fa circa ho perso un figlio, portato via dalla distrofia di Duchenne, poco più di un anno fa se ne è andata, leucemia fulminante, pure la compagna di una vita, non voglio parlare del dolore che ho sofferto, non lo capireste, non perché siate cinici e/o insensibili, ma perché certi dolori bisogna viverli per capirli, non ho avuto la forza o forse la dignità o più semplicemente la fortuna di farla finita, da questo punto di vista s'è comportato meglio il volpino di famiglia morto di malinconia poche settimane dopo la padrona. Giudicare dall'esterno certe decisioni e troppo semplicistico, sopravvivere è ancora vivere? Se si fosse "suicidata in proprio" cosa sarebbe cambiato? |
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inviato il 25 Aprile 2026 ore 20:12
“ Giudicare dall'esterno certe decisioni e troppo semplicistico, sopravvivere è ancora vivere? Se si fosse "suicidata in proprio" cosa sarebbe cambiato? „ E c'e' poch'altro da aggiungere. |
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inviato il 25 Aprile 2026 ore 20:17
già. |
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inviato il 25 Aprile 2026 ore 20:24
“ ma perché certi dolori bisogna viverli per capirli „ Il dolore,qualunque sia la sua origine ed in qualunque modo sia vissuto,rompe il ritmo abituale dell'esistenza,produce quella discontinuità sufficiente per gettare nuova luce sulle cose ed essere insieme patiomento e rivelazione.Il mondo si vede in un modo in cui mai prima si era visto.Il dolore è veicolo di conoscenza non per astrazione ma per immedesimazione:oltre certi limiti dall'uomo controllabili esso si fa experimentum crucis,sottopone a prova l'individuo che lo vive e si erge a controprova del senso dell'esistenza.......il muro di silenzio che si innalzatra coloro che soffrono e coloro che non soffrono e che separa, al di là di ogni sentimento di pèietà;;l'impotenza di ogni consolazione,la vaniotà delle parole che pretendono di appoprtare sollievo e che il sofferenta tollera o con irritazione rifiuta.Il dolore crea questi intransitabili confini:essi si formano subito ed inevitabilmente in proporzione alla densità di dolore:in una parola,la sofferenza accerchia e divide. Ma,se io parlo,il mio dolore non si lenisce e,se taccio,non se ne va da me. (Gb.,16,v.6) Nel dolore si fa debole ogni consolazione..... Ne ho udito molto spesso di simili cose: consolatori molesti siete voi tutti. Avranno fine queste parole di vento? (Gb.,2,vv 4-5) Nel dolore non vi è che dire o se c'è da dire qualcosa non può essere di molto diverso da quello che Manzoni mette sulla bocca di Tonio inscimunito dalla malattia:"a chi la tocca la tocca". Salvatore Natoli L'esperienza del dolore. Questo non sia da intendere come presa di posizione. Solo una constatazione in merito al dolore che il filosofo Natoli ha descritto egregiamanmte. |
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inviato il 25 Aprile 2026 ore 20:33
@Luca Lapo Non ci sono risposte e non è questo il tema, ho scritto di un momento diverso. L'aspetto cinico e inquietante è la "qualità", si fa per dire, del "servizio" offerto, eufemismo, che invade un dramma privato e intimo. Per il pudore dell'argomento invito cortesemente tutti a non disquisire tra loro, possono farlo in privato, non qui. Grazie. |
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inviato il 25 Aprile 2026 ore 20:41
Se il dramma è "privato ed intimo" nessuno tranne chi vive quel dramma è autorizzato prendere decisioni sul seguito, gli altri debbono solo prenderne atto. Non mi vergogno a scrivere che se quel servizio fosse stato offerto in Italia ne avrei fatto uso, e probabilmente ne farei ancora uso, perché quel dramma è solo mio e nessuno può intervenire sulle mie decisioni se prese in piena consapevolezza. |
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inviato il 25 Aprile 2026 ore 20:43
Visto non ci arrivi......Va bene mi ha convinto! |
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inviato il 25 Aprile 2026 ore 20:46
“ la qualità ..... del servizio offerto ...... che invade un dramma privato e intimo. „ è in linea con la legislazione svizzera. Edit Escluso dal post presumo per mancato allineamento alle posizioni dell'opener sull'argomento. Evito, per stima verso alcuni e rispetto di tutti coloro che leggono, qualsiasi ulteriore commento ricordando che simili scelte sono personali , permesse e legali nei paesi più civili . Altri hanno preceduto Wendy Duffy ed altri la seguiranno, per fortuna. Scrivere faziosamente di visite psichiatriche online o di pagamento in danaro sottolinea non soltanto la mancata conoscenza di prassi consolidate anche nel nostro paese ma soprattutto la mancata consapevolezza di vivere in un contesto dove a fronte di una prestazione occorre versare un corrispettivo in denaro che, per statuto, alcune onlus svizzere riducono o azzerano per richieste provenienti da persone con scarse capacità economiche. |
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inviato il 25 Aprile 2026 ore 20:47
“ Visto non ci arrivi.. „ Fammici arrivare tu, spiegami cos'è il dolore e come ci si pone rimedio, in parole semplici, potrei non arrivarci di nuovo. Se mi tiro un colpo di pistola alla tempia la tua coscienza è più tranquilla rispetto al farmi aiutare da un terzo? Edit. Anch'io escluso dal topic, la cosa non mi crea nessun problema, quel che DOVEVO dire l'ho detto. |
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inviato il 25 Aprile 2026 ore 22:26
Chiunque abbia provato o incontrato il Dolore con la D maiuscola ha raggiunto il punto più basso della esperienza Umana. La scelta è se rimanerVi o risalire la china. In entrambi i casi, grandissimo rispetto. |
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inviato il 26 Aprile 2026 ore 0:53
grazie al cielo non ho vissuto dolori simili e sono consapevole del fatto che nemmeno li posso immaginare, quindi parlo con il punto di vista di una persona molto fortunata ed anche incosciente di alcuni aspetti. Credo che il senso della discussione sia quella di prendere le misure su una questione prettamente etica, quella che per il mio vedere è un'esecuzione vera e propria, una cruda scorciatoia. Tu Luca ne avresti usufruito un anno fa. Se provi a guardarti bene ora o magari immaginarti tra un anno o due pensi che valuteresti la stessa decisione? Hai scritto che forse è stata una fortuna che tu non abbia trovato quella via... Se si fosse suicidata in proprio, sempre per come la vedo io, non avrebbe partecipato a rendere omicidi altri esseri umani. Estremizzando posso comprendere chi lo fa perché materialmente e fisicamente non è in grado di farlo per conto proprio, ma in questo caso perché devo rendere un assassino un altro uomo se non ho il coraggio di farlo da solo? |
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