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Le nostre foto siamo noi


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avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 12:59    

Tempo fa, un'insegnante di disegno (che a sua volta studiava psicologia) diceva che ognuno di noi disegnando una figura disegna se stesso (con pregi e difetti, anche fisici) e le sue relazioni con l'ambiente circostante.

Diceva che quando noi decidiamo i rapporti fra i colori, i toni, la composizione, le dimensioni degli elementi e ogni altro particolare che compone l'immagine (disegnata o fotografata) esprimiamo in parte ciò che siamo e in parte ciò che vorremmo essere.

La nostra ricerca esasperata di un ideale estetico quindi non è altro che la ricerca di noi stessi e devo dedurre che quando pubblichiamo le nostre foto in un qualsiasi spazio visibile ad altri facciamo quello che si fa in presenza: socializziamo.

Io sono molto ignorante in materia ma so con certezza che quando fotografo qualcosa non mi interessa esprimere concetti straordinari (che poi spesso non trovo così straordinari e non mi coinvolgono direttamente) ma tutta la mia attenzione è impiegata nella ricerca espressiva di ogni particolare, conscia della forza che può avere un racconto figurativo così personale.

A giudicare dal numero di immagini che si producono e si pubblicano quotidianamente sui "social" credo che la mia ricerca e condivisione sia comune a tantissimi, d'altra parte al mondo chi e cosa può essere considerata più importante di noi stessi?

A volte ci si domanda come mai c'è più interesse verso immagini considerate "leggere" che verso immagini più "concettuali"...ovvio: sono più coinvolgenti, più personali, più leggibili (anche più oneste), fanno parte della quotidianità e quindi sono di tutti.

Oggi la tecnologia offre a chiunque la possibilità di esprimersi attraverso il mezzo fotografico e internet offre scambio e quindi cultura.

Chiunque può produrre immagini di una certa qualità. Pretendere che le persone non utilizzino gli spazi di condivisione in nome di una presunta superiorità artistica è infantile, utopistico e soprattutto poco remunerativo (e poi, essere un artista non significa acquisire coscienza e saper interpretare tramite un linguaggio ciò che si sviluppa in una società?).

Lo spazio "social" è offerto in egual misura a chiunque e ovviamente emerge chi lo sa usare meglio, regalando qualcosa a se stesso e forse anche agli altri.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 15:09    

Mi ribello sempre alla definizione "virtuale" per definire i rapporti in rete, dietro ci sono degli esseri umani con le proprie espressioni spesso più vere di quelle "reali"

avatarsupporter
inviato il 19 Marzo 2026 ore 15:11    

Sui disegni una nostra proiezione è maggiore ma anche sulle foto, anche se non tutte tutte.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 15:48    

Mi ribello sempre alla definizione "virtuale" per definire i rapporti in rete, dietro ci sono degli esseri umani con le proprie espressioni spesso più vere di quelle "reali"

Sono pienamente d'accordo, per me questo non è uno spazio "virtuale" ma una realtà allargata dove ognuno partecipa volontariamente con la propria ricerca fotografica e mentire sarebbe come mentire a se stessi (assurdo).


Sui disegni una nostra proiezione è maggiore ma anche sulle foto, anche se non tutte tutte.

Non sono completamente d'accordo, (io credo tutte tutte) in fondo si tratta pur sempre di decidere cosa inquadrare, con quali volumi, con quale orizzonte, dove posizionare il soggetto, da che punto di ripresa (basso, alto?) con quale luce, quali colori, quale grana...è come scegliere un foglio da disegno e stabilire i rapporti fra ogni cosa: linee, forme luce, colori...ogni particolare racconta qualcosa di noi e di come ci poniamo rispetto agli altri. Il proprio ideale estetico è come vorremmo essere. Ma molte volte lo facciamo in modo inconscio, se inviti 10 persone a fotografare la stessa cosa saranno 10 foto diverse, non solo secondo la loro cultura tecnica e fotografica ma proprio secondo le loro scelte e per chi osserva saranno 10 impressioni diverse.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 16:14    

Se le tue foto ti rappresentano, hai due vie:

La prima è di essere come un sasso, fermo, immobile nella sua inerzia. Vero, anzi verissimo, reale, genuino, leggero? No, avrei un altro aggettivo, ma destinato a somigliare per destino ad altri miliardi di sassi. Diversi tra loro, per caso, natura, minerali e forze ambientali, tutte capacità esterne alla loro volontà di cambiare e di responsabilità di scelta.

Considerare che adesso, quelle foto sono solo il punto di partenza verso una rappresentazione in evoluzione e miglioramento di te. Che non si ferma al caso, che lo crea, lo ampia, lo descrive così come l'immaginazione vola.
Che gli altri 9 assieme a te, che scattano lo stesso soggetto, possono come pietre, vedere immobili e passare oltre, oltre a cosa poi, non si capisce.
Mentre tu, conduci la tua personale ricerca e non ti preoccupi di mostrare per ricevere critiche e metterti in discussione e poi, motivata ancora di più, vuoi portare l'attenzione verso il particolare che hai colto, e magari, per scoprire che non serve, che non parla a tutti, anzi, probabilmente a pochissimi. Quei pochi però, non si sono adattati al caso, lo hanno plasmato affinché fosse utile al loro vivere.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 16:24    

Juan Luca, non mi interessa la fotografia autoriale, è poco sincera (anche in questo spazio). Io non mi voglio distinguere ma rapportare amichevolmente con gli altri fotoamatori.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 16:28    

Non mi aspettavo che capissi che stai già facendola, scegliendo di postare però, decidi di definirti.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 16:31    

Come qualsiasi altro utente del sito

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 16:38    

«E io ch'avea d'error la testa cinta,
dissi: "Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent'è che par nel duol sì vinta?".

Ed elli a me: "Questo misero modo
tengon l'anime triste di coloro
che visser sanza ×a e sanza lodo.

Mischiate sono a quel cattivo coro
delli angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé foro.

Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli".

E io: "Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?".
Rispuose: "Dicerolti molto breve.

Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa".»

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 16:41    

E si continua a parlare in una lingua diversa dalla mia...Sorriso

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 16:42    

E tuttavia ci capiamo.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 16:43    

E' l'argomento che è diverso

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 16:45    

E il rispetto lo stesso, sappilo.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 16:46    

Anche per meSorriso

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 20:25    

Io sono molto ignorante in materia ma so con certezza che quando fotografo qualcosa non mi interessa esprimere concetti straordinari (che poi spesso non trovo così straordinari e non mi coinvolgono direttamente) ma tutta la mia attenzione è impiegata nella ricerca espressiva di ogni particolare, conscia della forza che può avere un racconto figurativo così personale.


Chi è che esprime concetti straordinari? Trovo che anche chi "esprime concetti" con la fotografia, esprima concetti tutto sommato ordinari, può essere straordinario il modo con cui li esprime.



A volte ci si domanda come mai c'è più interesse verso immagini considerate "leggere" che verso immagini più "concettuali"...ovvio: sono più coinvolgenti, più personali, più leggibili (anche più oneste), fanno parte della quotidianità e quindi sono di tutti.


Non mi sembra così ovvio ciò che trovi ovvio. La maggior parte delle immagini che tu definisci leggere, se capisco cosa intendi, non le trovo affatto né coinvolgenti né tantomeno più personali (fosse anche solo per il fatto di averle viste milioni di volte). Oneste poi non saprei proprio. Onestà non trovo si addica molto alla fotografia.

Oggi la tecnologia offre a chiunque la possibilità di esprimersi attraverso il mezzo fotografico e internet offre scambio e quindi cultura.


MI sembra un azzardo definire cultura quella che può uscire dagli "scambi" su internet che, al 99% io, invece, ritengo spazzatura. La cultura è studio e dedizione e non può prescindere da una fase di valutazione post apprendimento.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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