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Ho iniziato da qualche settimana a fotografare sistematicamente estranei quindi chiedo a chi ha più esperienza.
Dal vostro punto di vista ci sono differenze tra “usare” (senza però fini commerciali o professionali) fotografie scattate a un bambino/minore in eventi pubblici senza aver chiesto permesso a lui o ai genitori nel caso in cui il bambino ha forme di disabilità, e nello specifico sindrome di down?
Aggiungo (perché sono domande che mi sono fatto) che nello scatto in questione il bambino non è protagonista in quanto tale ma coprotagonista di una scena associata all’evento.
Pubblicare in qualsiasi forma foto di minori senza specifica autorizzazione non si dovrebbe mai fare, per questioni etiche, ma anche per questioni legali, a mio avviso. Trattandosi di un bambino con una forma di disabilità eviterei e basta, senza neanche pormi la domanda su la liceità della pubblicazione. Ma è la mia personale opinione, sentiamo gli altri cosa pensano.
Come sai, la normativa sulla diffusione di immagini di minori, per qualsiasi scopo anche non professionale, in Italia è fortemente regolamentata anche nel caso in cui il minore non sia il soggetto principale di una foto ripresa in uno spazio pubblico. A torto o a ragione si è anche sviluppata una forte "sensibilità pubblica" sul tema. Questo ha portato alla consuetudine ormai acquisita del mascheramento del volto dei minori (tutti) quando c'è una pubblicazione.
Il garante della privacy si è espresso molte volte sull'argomento.
La presenza di un minore in condizione di fragilità (non importa quale) non mi pare aggravi particolarmente la situazione, a meno che l'immagine non pregiudichi la sua dignità.
Ci sono molti esempi di lavori fotografici pubblicati dove si vedono minori fragili. Ma quello che conta è il consenso genitoriale e la consapevolezza di tutte le persone riprese sullo scopo e l'utilizzo delle immagini.
“Dal vostro punto di vista ci sono differenze tra “usare” (senza però fini commerciali o professionali) fotografie scattate a un bambino/minore in eventi pubblici senza aver chiesto permesso a lui o ai genitori nel caso in cui il bambino ha forme di disabilità, e nello specifico sindrome di down?” ************ Non capisco la domanda (forse non è formulata bene), differenze tra cosa?
Concordo con InCinoVeritas, domanda formulata in maniera non corretta. In ogni caso io ci andrei estremamente cauto. Un amico ha fatto un lavoro per una associazione che fa ippoterapia a bambini con disabilità, c'è in corso una mostra visibile a Brescia fino al 28 marzo, ma tutto fatto con il consenso e l'autorizzazione dei genitori. Senza autorizzazione sarebbe da evitare.
“ Non capisco la domanda (forse non è formulata bene), differenze tra cosa? „
nel contesto che ho descritto (evento pubblico, bambino inserito in una scena più ampia) vi comportate/comportereste differentemente se il bambino avesse una disabilità o meno
“ Boh, io mi farei una domanda semplice: se fosse mio figlio/nipote mi piacerebbe che fosse pubblicata. E mi risponderei di no „
in questi termini assoluti non sono d'accordo, perchè se fossi parte in causa la risposta dipenderebbe dalla foto. sottointeso che preferirei sempre aver espresso un consenso prima, ma questo lo do per scontato altrimenti il topic manco l'avrei aperto se avessi avuto modo/prontezza di parlare con i genitori
“ se avessi avuto modo/prontezza di parlare con i genitori „
Se non hai il consenso di chi esercita la potestà genitoriale NON pubblichi le foto di qualsiasi minore riconoscibile nell'immagine. Punto. Non importa la condizione specifica di quel minore.
comunque eventuale "uso" sarebbe portare scatto ad un laboratorio di street che sto frequentando con ipotesi (remota) di includerlo nella mostra a fine laboratorio
Ok l’aspetto legale mi è chiaro ma la domanda è posta da un punto di vista etico per precisi motivi.
Primo perché, per me, viene prima dell’aspetto legale. Secondo, senza false ipocrisie, perché le probabilità che uno scatto amatoriale (come la stragrande maggioranza di quelli che stanno qui o su social) incorra in azioni legali da parte degli interessati o dal garante la vedo bassa
“ Ok l’aspetto legale mi è chiaro ma la domanda è posta da un punto di vista etico per precisi motivi.
Primo perché, per me, viene prima dell’aspetto legale. Secondo, senza false ipocrisie, perché le probabilità che uno scatto amatoriale (come la stragrande maggioranza di quelli che stanno qui o su social) incorra in azioni legali da parte degli interessati o dal garante la vedo bassa „
Sì ma l'aspetto legale "vince" a prescindere su quello etico. Se non si può, non si può, etico o meno che sia.
Poi va beh, se vogliamo fare come il fotografo street medio (e l'italiano medio per molte altre cose) che "tanto l'interessato non se accorgerà mai" è un altro discorso. Occhio che ti va sì bene 999 volte su 1000, ma la millesima è costosa (si tratta di video e non di foto ma il concetto è quello):
“ Secondo, senza false ipocrisie, perché le probabilità che uno scatto amatoriale (come la stragrande maggioranza di quelli che stanno qui o su social) incorra in azioni legali da parte degli interessati o dal garante la vedo bassa „
allora siccome le probabilità sono basse ce ne sbattiamo....non fa una piega... Ma allora perchè sei venuto a chiedere spiegazioni se poi non le vuoi ascoltare?
“ Boh, io mi farei una domanda semplice: se fosse mio figlio/nipote mi piacerebbe che fosse pubblicata. E mi risponderei di no „
Coi minori rischi grosso e se vi sono forme di handicap anche di più. Lascia perdere. Se vuoi fare street studia il modo di rendere le persone come parte dell’ambiente, dove la loro riconoscibilità passi in secondo piano rispetto a una visione estetica d’insieme