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inviato il 15 Luglio 2013 ore 13:47
Per poter tenere dei piccoli workshop di fotografia base ho fatto molte domande e ricevuto tanti chiarimenti, arrivando al punto di consultarmi con un commercialista e con la caf del mio paese, dopo circa 3 ore e mezzo di fila alla caf e un consulto di un oretta circa dal commercialista di mio suocero, ho capito queste cose; una p.iva non mi conviene aprirla, non ora che non ho garanzie e\o fondi.... Quindi la scelta consigliata è "fatturare" emettendo delle ricevute esenti iva; per intenderci parliamo di quelle famose ricevute a prestazione occasionale non soggette a iva. Recandomi da buffetti per acquistare un plico ho fatto richiesta e mi è stato venduto un blocco che a primo colpo credevo uguale a qualsiasi altro blocco.... Sbagliato! È diverso! E cosa peggiore non so compilarlo.... La domanda avrebbe facile domanda se bastasse andare dal commercialista, ma questo non ha tempo al momento e io non ho denaro da regalare, idem alla caf che comunque non mi invoglia a fare un altra fila spaventosa ottenendo un nulla di fatto; ho provato anche a cercare sul web ma è vergognoso che non ci siano minimamente indicazioni o fonti, all'interno saprei compilare solo la prima parte dell'intestazione, ma poi mostra una tabella a passaggi per ottenere il compenso finale di cui io non so nulla!! Qualcuno usa queste ricevute? Saprebbe darmi qualche spiegazione? |
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inviato il 23 Luglio 2013 ore 17:33
nonostante nessuna risposta mi sono rimboccato le maniche e ho chiesto in giro e finalmente sono riuscito a capirci qualcosa, pensavo fossero più complesse ma dopotutto sono anche molto comode |
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inviato il 28 Luglio 2013 ore 12:53
Hai poi chiarito e trovato la soluzione!?? |
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inviato il 28 Luglio 2013 ore 15:30
Si! In sostanza sono molto simili a una ricevuta standard, differiscono da questa in quanto esenti iva che non viene pagata da chi emette la ricevuta ma da chi usufruisce del servizio in questo caso la compilazione viene eseguita mediante il metodo standard, nel conteggio del compenso si quantifica il compenso intero, la ritenuta d'acconto pari al 20% e il bollo che costa €1.26 circa in questo caso se prendiamo come compenso 100€ la ritenuta del 20% sarà di 20 euro appunto 80 euro di guadagno e 20 euro che verranno versati dal cliente, qualora non vogliano assumersi tale incarico si rigira l'incarico di saldare la ritenuta d'acconto tramite un garante o concessionario avente p.iva |
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inviato il 28 Luglio 2013 ore 16:09
No non è così difficile innanzi tutto è prestazione di lavoro occasionale si possono verificare 2 casi 1- prestazione verso privato ( non ha partita iva) 2- prestazione verso imprese o professionisti (con partita iva) Nel primo caso , non c'è ritenuta di acconto in quanto il privato non è sostituto di imposta, quindi la ricevuta va compilata con nome cognome indirizzo e codice fiscale, nella descrizione chiarire inserendo Prestazione occasionale .. poi la descrizione del servizio svolto, inserire il compenso ricevuto senza iva ritenuta di acconto, hai preso 100 scrivi 100 tutto qui, firmi e consegni ricevuta. Poi però dovrai inserire l'ammontare dei compensi ricevuti nella tua dichiarazione dei redditi nell'anno di compentenza. Nel secondo caso essendo le imprese e professionisti sostituti di imposta dovrai fare la ricevuta come sopra detraendo la ritenuta di acconto che dovrà esserre versata dal tuo cliente il quale a fine anno ti invierà un'estratto conto o dichiarazione di versamento della ritenuta di acconto effettuata per tuo conto. Dovrai fare la dichiarazione dei redditi inserendo i compensi percepiti e nell'apposito quadro inserire l'importo della ritenuta che andrà in detrazione dall'ammontare delle tua imposta da versare. Tutto qui ciao ps e marca da bollo |
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inviato il 28 Luglio 2013 ore 17:44
Un'altra cosa a cui prestare attenzione è che la prestazione sia effettivamente occasionale. Il limiti di importo è un limite oggettivo oltre il quale non si considera più attività occasionale ed è chiaro. Più soggettivo è il fatto di occasionalità. Lessi dei casi in cui il fisco potrebbe eccepire che non si tratta di prestazione 'occasionale', ad esempio una prestazione ripetuta nel corso dell'anno diverse volte, difficilmente potrebbe essere giustificata come 'occasionale', oppure se si pubblicizza la propria attività, anche sul web. Non conta il fatto che tu abbia un'altra attività principale, se perde la caratteristica di 'occasionalità' allora sei soggetto a tutti gli obblighi di un professionista. E' un terreno abbastanza minato e non esistono certezze. Ho letto che vorresti tenere dei workshop base, se ne fai uno solo (anche se magari rilasci diverse ricevute) è un conto, se pensi di ripeterlo più volte è un altro. Gianfranco |
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inviato il 28 Luglio 2013 ore 19:24
Con limite di 5000euro/anno qualora si superi va dichiarato, difficilmente arriverò a un simile importo. Per la questione pubblicitaria non so, in tutti i casi mi attrezzo affinchè la mia prestazione non violi la "legge" tenendo conto che essendo occasionale non significa spesso o su larga scala, giusto per finanziare il passaggio al FF |
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inviato il 28 Luglio 2013 ore 22:55
Ciao a tutti penso di parlare con cognizione di causa essendo dottore commercialista e svolgendo la professione. I suggerimenti che ho letto sono quasi tutti corretti, penso però che si debba fare ordine 1) la prestazione per essere occasionale non deve essere ripetuta con continuità nell'arco dell'anno. A prescindere dal tetto di 5.000 euro/anno anche 10 prestazioni anno da 100 euro cadauna protebbero configurare un'attività d'impresa o di lavoro autonomo e pertanto l'obbligatorietà della partita IVA magari con opzione contabile del regime dei minimi. Mi rendo conto che è paradossale ma è così e non vedo alternative. 2) la prestazione per essere davvero occasionale dovrebbe contemplare due o tre ricevute annue ed è in ogni caso consigliabile non superare i 5.000 euro. Attenzione perché pubblicizzare la propria attività potrebbe inficiare il carattere di occasionalità e configurare l'attività d'impresa a prescindere dal giro d'affari realizzato. 3) giusta l'osservazione sulla tipologia del cliente, privato non soggetto a ritenuta d'acconto, impresa o lavoratore autonomo che funge da sostituto d'imposta e al quale va applicata la ritenuta d'acconto IRPEF del 20 per cento. In ogni caso i proventi da qualsiasi parte provengono dovranno essere dichiarati nel quadro L del modello Unico. 4) la ricevuta può essere compilata su normale carta intestata identificando il cliente e specificando che trattasi di soggetto privato non titolare di partita IVA ovvero riportando il numero di partita IVA se trattasi di cliente imprenditore. Nella descrizione della prestazione specificare che trattasi di prestazione di natura occasionale non esercitata in ambito di attività d'impresa o lavoro autonomo. È importante riportare in calce alla ricevuta la seguente dicitura "corrispettivo fuori campo IVA per mancanza dei requisiti soggettivi ai sensi del D.P.R. 633 e successive modificazioni" Spero di essere stato utile. |
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inviato il 29 Luglio 2013 ore 10:41
Arrivo in ritardo su questo post. Ma spero di poter essere d'aiuto. Se la prestazione dovesse non essere propriamente occasionale, perché non valutare un partita iva in regime dei minimi? Se hai meno di 35 anni la puoi aprire e dura 5 anni, "rinnovabile" fino ai 35. Se hai già compiuto i 35 ma è comunque la tua prima partita iva, per un'attività che non hai mai svolto prima (neanche come dipendente), la puoi comunque aprire e ha validità di 5 anni prima di entrare nella tassazione "normale". Almeno così, a grandi linee, mi ha spiegato il commercialista. Nel regime dei minimi hai un'assicurazione INAIL fissa (sempre se nella tua attività ci sono rischi, in genere un centinaio di euro), dopodiché hai l'INPS che è circa al 28% (scende al 20% se hai già una contribuzione da lavoro dipendente), al netto delle spese INAIL, INPS e delle altre spese relative all'attività, si calcola "l'utile" su cui andrai a pagare solo il 5% di tasse. Nelle fatture va applicata la marca da bollo da 2 euro, ma sei fuori dal campo iva, cioè: non applichi l'iva in fattura, e per questo non puoi scaricare l'iva degli acquisti che fai per l'attività. Io lo trovo vantaggioso. E come costi non sei molto lontano da quelli della prestazione occasionale con ritenuta d'acconto. Penso al tuo caso, se vuoi fare workshop, supponiamo anche pochi, 3 all'anno, ma con 10 persone in ogni uno, sono già 30 ricevute... magari sei sotto ai 5000 euro, ma con 30 ricevute trovo difficile poi spiegare che è "occasionale". Pmaffio visto che sei commercialista confermi le condizioni del regime dei minimi? Se ho usato qualche termine non proprio corretto perdonami ma io non sono del mestiere |
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inviato il 29 Luglio 2013 ore 11:29
Con la p.iva peró non sarei definito lavoratore autonomo? A quel punto dovrei pagare i contributi della previdenza sociale e 3000 euro annui circa per me sono parecchi |
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inviato il 29 Luglio 2013 ore 11:32
"E come costi non sei molto lontano da quelli della prestazione occasionale con ritenuta d'acconto."@ Non concordo Marco, la prestazione occasionale non prevede alcun costo d'esercizio ma solo la compilazione del quadro L della dichiarazione dei redditi, quadro semplicissimo che si può compilare senza l'aiuto del commercialista. Se invece si opta per la partita IVA, ancorché minima ti devi dotare di una struttura contabile e fiscale e ti serve il consulente commercialista che come puoi immaginare .............. costa Il resto della spiegazione è corretta. In definitiva suggerisco che se la si vuole intraprendere come professione o come secondo lavoro, e si vuole fare un minimo di investimento in manuali, tecnologia o semplicemente recuperare qualche costo (compreso quello delle attrezzature fotografiche), non ci sia alternativa alla partita IVA e, ricorrendo le condizioni esposte da Marco l'opzione per il regime dei minimi. Benvenuto nel girone dei SUCCHIASANGUE, intendo fisco, inps, inail camera di commercio ecc.   |
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inviato il 29 Luglio 2013 ore 11:42
“ "E come costi non sei molto lontano da quelli della prestazione occasionale con ritenuta d'acconto."@ „ ma pqrli per i contributi? |
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inviato il 29 Luglio 2013 ore 11:48
Se prevedi di prendere 500 euro/anno ti conviene la prestazione occasionale, ma se il guadagno inizia a essere 3-4000 e le ricevute 20 o 30, io opterei per la p.iva. |
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inviato il 29 Luglio 2013 ore 12:04
No punto a una cifra sui 1000 massimi |
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inviato il 29 Luglio 2013 ore 12:11
“ No punto a una cifra sui 1000 massimi „ E allora forse non conviene la p.iva, non tanto per contribuzione e tasse che coma avrai capito sono in percentuale, ma per i costi fissi di Inail e consulente. Però se fai 3 workshop/anno da 10 persone l'uno, come dicevo prima, fanno un bel po' di ricevute per dire che è occasionale. Valuta bene. Magari valuta bene anche il fatto di poter far fruttare di più la tua attività  |
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