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Stampa vs scannerizzazione negativo


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avatarjunior
inviato il 11 Novembre 2025 ore 20:08

Scusate l'ignoranza,
Desidero riprendere a fotografare su pellicola. A colori di solito si fa stampare il negativo su carta fotografica con processo fotografico o si fa scannnerizzare il negativo per post produrre su PC (e poi stampare JPEG per esempio)?
Grazie!
Marcello

avatarjunior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 17:57

Si può fare in entrambi i modi. Il primo è quello classico, ma è diventato complicato trovare uno stampatore in generale e soprattutto che che sappia cosa fa (anche una volta, invero). Il secondo è quello generalmente usato.
Parlo di trattamento affidato a terzi, alcuni se lo fanno in proprio (metodo classico)

avatarsenior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 18:27

Se vuoi tornare alla fotografia analogica oltre alla pellicola penso sia logico far stampare le foto direttamente da pellicola con un ingranditore e carta fotografica. Viceversa se devi usare uno scanner tanto vale fare tutto con fotocamera digitale e stampante.

avatarjunior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 19:05

Se vuoi tornare alla fotografia analogica oltre alla pellicola penso sia logico far stampare le foto direttamente da pellicola con un ingranditore e carta fotografica. Viceversa se devi usare uno scanner tanto vale fare tutto con fotocamera digitale e stampante.


Concordo assolutamente per il B/N. Sul colore la faccenda è più complicata, sia per la delicatezza del trattamento che per le variabili. I file ottenuti scansionando un negativo colore non sono equivalenti alla stessa immagine ripresa direttamente col sensore. Non dico migliori o peggiori, ma diverse sicuramente, anche per la l'uso di una catena tecnologica (analogica), soprattutto in fase di ripresa, molto diversa da quella digitale

avatarsenior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 20:21

C'è qualche stampatore che stampa pellicole a colori, però costicchiano. La scansione, per il poco che ho visto, tende ad enfatizzare la grana. Io ho ricomprato una reflex a pellicola, ma userò solo pellicola bianco e nero. Ho trovato un laboratorio che sviluppa e stampa a cui rivolgermi.

avatarjunior
inviato il 26 Novembre 2025 ore 21:37

Grazie a tutti per le gentili risposte... Sto facendo un corso di fotografia ed è prevista l'esperienza in camera oscura, spero di imparare presto qualcosa.

avatarsenior
inviato il 27 Novembre 2025 ore 9:16

Vero, con la scansione a colori solo le diapositive vengono perfette, i negativi vengono molto granosi, con colori non molto fedeli e una curva di contrasto assai piatta, é dovuto al fatto che gli scanner utilizzano una luce direttia che fa uscire al massimo la grana (ma anche il massimo di acutanza) e non riesce a neutralizzare totalmente la machera rosso/arancio tranne con calibrazione o lut specifici al tipo di film, contrariamente alle macchine da stampa analogica che usano una luce diffusa e sono (nel migliore dei casi) perfettamente tarate per ogni singolo tipo di film. Lavorandoci un po anche con i negativi si ottengono comunque dei buoni risultati (eccetto per la grana) ma occorre parecchio tempo per io cui preferisco le diapositive. L'attrezzatura di scansione (fotocamera o scanner per film) conta pure parecchio sul risultato, gli scanner piatti danno risultati nettamente inferiori ai scanner per film di qualità (canon, nikon, imacom, ecc..). In b&n é molto piû facile ma resta il problema della grana molto più forte tipo che una pellicola da 100.iso scansionata pare una 400 iso stampata..tranne a utilizzare un ingranditore con testa a condensatore (luce diretta, non diffusa) tipo leica focomat che dà pressappoco la stessa grana che la scansione. In b&n le pellicole che rendono meglio alla scansione sono quelle a coloranti che si sviluppano con lo stesso process che il colore.

avatarsenior
inviato il 27 Novembre 2025 ore 9:46

Escludendo il caso raro in cui il medico consigli il ritorno alla fotografia su pellicola per fini terapeutici, su cui non metto bocca, dobbiamo chiederci perché.
La tecnologia digitale di oggi permette ottimi risultati spendendo poco e con relativamente poca fatica.
siccome sono un fotografo attempato, ho alle spalle decenni di fotografia analogica, con relativa esperienza di camera oscura.
Capisco che persone giovani possano essere attratte dallo sperimentare "cose antiche", ci può stare benissimo, però pensare di accattarsi una vecchia macchina a pellicola, ficcarci dentro un rullino, portarlo a sviluppare in laboratorio e poi eseguire la scansione dei negativi, è un controsenso.
Personalmente consiglio l'esperienza della camera oscura, può essere formativa, mentre la scansione la riserverei solo al salvataggio del vecchio archivio fotografico.
La scansione è comunque un passaggio di riproduzione, che può portare a perdite minime di qualità, se bene eseguita, mai a miglioramenti del potenziale di partenza.
Personalmente ho avuto esperienze anche di stampa a colori, e posso assicurare che lo "sbattimento", già discreto con il B&N, cresce moltissimo.
Questa esperienza mi è stata utile anche con il digitale, dove è più facile bilanciare cromaticamente le immagini, ma serve comunque saper riconoscere una dominante cromatica.

avatarsenior
inviato il 27 Novembre 2025 ore 9:54

Sono d'accordo con Fileo. Nel corso di molti mesi ho scattato qualche rullino in bianco e nero, più che altro per vedere se mi ricordavo come si faceva a svilupparlo. E anche per la curiosità di provare qualche rullino nuovo rispetto agli Ilford che usavo e che adesso hanno costi da amatore. Sono anche usciti dei negativi discreti che poi ho riprodotto con una g9.2 un macro Olympus e un accrocco cinese jjc. Boccetta di sviluppo terminata forse se ne riparla fra un paio di anni..Sorriso

avatarsenior
inviato il 27 Novembre 2025 ore 9:59

Sono relativamente giovane, 39 e scatto in digitale.
La scansione, mono o a colori, se fatta bene ha assolutamente senso.
E aggiungo che anche a Hollywood girano su pellicola e poi scansionano:

m.dpreview.com/articles/5098622254/christopher-nolan-2-million-feet-of

www.kodak.com/en/motion/blog-post/bugonia/

avatarsenior
inviato il 27 Novembre 2025 ore 10:14

Escludendo il caso raro in cui il medico consigli il ritorno alla fotografia su pellicola per fini terapeutici, su cui non metto bocca, dobbiamo chiederci perché.
La tecnologia digitale di oggi permette ottimi risultati

Eccola lì la falla del tuo ragionamento: i risultati . Molti fotoamatori non fotografano solo per il risultato finale, per il prodotto finito, ma per tutta l'esperienza di scatto, tutto quello che c'è dietro prima del click (anzi, oggi si dovrebbe dire del beep ); ed è una cosa che molti sottovalutano o non considerano. A molti questo non interessa ma non siamo tutti uguali.
Io quando prendo in mano la macchina a pellicola, rinasco; non c'è niente da fare, rinasco. Farò foto peggiori? Forse, ma me ne impippo.
E poi i risultati non sono uguali, sono comunque diversi e a qualcuno potrebbero piacere di più quelli che si ottengono con pellicola/scansione/PP/stampa (oppure pellicola/stampa chimica).



...però pensare di accattarsi una vecchia macchina a pellicola, ficcarci dentro un rullino, portarlo a sviluppare in laboratorio e poi eseguire la scansione dei negativi, è un controsenso.

Non è un controsenso per i motivi che ho appena detto. O meglio, per qualcuno sarà un controsenso, per altri no.

avatarsenior
inviato il 27 Novembre 2025 ore 10:18

Escludendo il caso raro in cui il medico consigli il ritorno alla fotografia su pellicola per fini terapeutici, su cui non metto bocca, dobbiamo chiederci perché.
La tecnologia digitale di oggi permette ottimi risultati spendendo poco e con relativamente poca fatica.
siccome sono un fotografo attempato, ho alle spalle decenni di fotografia analogica, con relativa esperienza di camera oscura.
Capisco che persone giovani possano essere attratte dallo sperimentare "cose antiche", ci può stare benissimo, però pensare di accattarsi una vecchia macchina a pellicola, ficcarci dentro un rullino, portarlo a sviluppare in laboratorio e poi eseguire la scansione dei negativi, è un controsenso.
Personalmente consiglio l'esperienza della camera oscura, può essere formativa, mentre la scansione la riserverei solo al salvataggio del vecchio archivio fotografico.
La scansione è comunque un passaggio di riproduzione, che può portare a perdite minime di qualità, se bene eseguita, mai a miglioramenti del potenziale di partenza.
Personalmente ho avuto esperienze anche di stampa a colori, e posso assicurare che lo "sbattimento", già discreto con il B&N, cresce moltissimo.
Questa esperienza mi è stata utile anche con il digitale, dove è più facile bilanciare cromaticamente le immagini, ma serve comunque saper riconoscere una dominante cromatica.


Sai il problema qual'è? Che non te diverti.
Pensate solo a portare a casa il risultato.





avatarsenior
inviato il 27 Novembre 2025 ore 10:33

"...la pallavolo..." MrGreenMrGreenMrGreen

(Grande Panatta!!)

avatarsenior
inviato il 27 Novembre 2025 ore 11:07

Da 40 anni che vanno dicendo che la scansione di un negativo a colori è come un positivo sbiadito, ma ha iniziato UMAX per vendere scanner e poi via così fino ad oggi.

Se pensate che quando c'erano gli scanner a tamburo che costavano un mezzo miliardo solo lo scanner poi ci voleva tutto il resto per avere un file digitale o una pellicola retinata o tinta continua dell'epoca (1980 circa) quando c'era un negativo si preferiva fare una stampa 50x60 per poi scansirla perchè il risultato era migliore e anche di tanto, oggi gli scanner vengono venduti come professionali, ma non lo sono, nelle caratteristiche tecniche la lettura della penetrazione dei neri Dmax (negli scanner a tamburo Crosfield e Scitex era tra 3,8 e 4,0) non viene nemmeno menzionata eppure è l'indice di qualità di uno scanner. Questo su pellicole diapositive dal 24x36 al 20x25 dei banchi ottici. In pratica è quanto la lettura può leggere nei neri e una pellicola non funziona coi bit quindi dipende anche dal tipo di emulsione della pellicola come è stata sviluppata ed impressa.

Si sta parlando oggi di risultati buoni o ottimi quando in quegli anni erano considerati nemmeno da prendere in considerazione.

Pellicola e Digitale sono due cose diverse ed anche profondamente, oggi se si vuole avere un risultato che è pari a quello che era 40 anni fa si deve scattare solo in dia e poi proiettare, (oppure stampare da negativo direttamente su carta fotografica) il resto per i risultati è solo convinzione, ma la realtà è un'altra.

L'unica cosa che resta invariata è la luce e quindi il modo di impressionare una pellicola o un sensore dipende ancora da lei sia a luce del sole che a luci led e in penombra. Una volta che si conosce come fare sia in un modo che nell'altro, si è già a buon punto, poi inizia il divertimento.

Ma son cose di un'era giurassica ormai passata, quello che conta è cosa si vuole ottenere e consapevolmente accettare anche i compromessi qualitativi quando si mischiano le cose.

Buona luce a tutti...

avatarsenior
inviato il 27 Novembre 2025 ore 14:41

Ognuno si diverte e si svaga con i passatempi che ritiene più opportuni.
Se facciamo un discorso di tecnica fotografica, eseguire la ripresa con un apparecchio a pellicola e poi scansionare il negativo, significa seguire una strada complicata, tortuosa e non logica dal punto di vista dei risultati.
Se invece siamo gratificati dallo scattare con una macchina a pellicola, va benissimo, ma è inutile cercare giustificazioni su un forum.
Ci sono persone che hanno comprato uno di quei giradischi da quattro soldi che seguono l'onda del revival dei vinili, con cui ascoltano qualche disco vecchio, più o meno tritato, rimediato in un mercatino, perché questo gli ricorda i tempi del liceo.
Sono liberissimi di farlo, purché non vengano a dire che sentono la magia dell'analogico.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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