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Il plurale maschile.


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avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2025 ore 15:10

Frequentavo la terza elementare quando l'insegnante ci spiegò che quando ci riferiamo ad un collettivo misto di maschi e femmine si usa il plurale maschile. In sintesi non si dice "ho 2 fratelli e 3 sorelle" bensì "ho 5 fratelli, 2 maschi e 3 femmine".
Viceversa da qualche anno sento dire "ho 2 fratelli e 3 sorelle".
Ho fatto una ricerca ed ho scoperto che la sostituzione della parola fratelli è stata introdotta dalla Chiesa e la grammatica italiana si è adeguata.


La chiesa cattolica nel 2020 ha sostituito la parola fratelli che appariva in diverse parti della messa e nel testo di diverse preghiere con la formula fratelli e sorelle.


Cosa ne pensate?

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2025 ore 15:45

La lingua è comunque sempre in evoluzione e si adatta spesso, certe forme sono diventate arcaiche certe continuano ad aver senso.
Non vedo nulla di che, ma non credo che la grammatica si sia adattata alla chiesa ma banalmente a un diverso sentire comune cosa che in apparenza (almeno nelle formule) ha fatto anche la chiesa

avatarsupporter
inviato il 29 Gennaio 2025 ore 15:51

Io ho frequentato soltanto l'asilo ed anche per molti anni.
In riferimento alla chiesa, non mi dire che non sai che è una casa di Dio
che comanda l'intero universo.
Comunque, in riferimento ai componenti familiari, a me piace dire che effettivamente
ho 1 fratello e 3 sorelle, mi piace distinguere perché due abbiamo l'uccello e tre la passera.
Un saluto.

avatarjunior
inviato il 29 Gennaio 2025 ore 16:07

Chissà perché non si diceva “ ho 5 sorelle, 2 maschi e 3 femmine” ?.
Per fortuna le cose sono cambiate !

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2025 ore 17:09

In italiano, a differenza di altre lingue, non esiste una parola specifica per indicare fratelli e sorelle, per cui "fratelli" in certi contesti può essere ambiguo. Però non sono certo un linguista, quindi consiglio di approfondire un po' qui:

accademiadellacrusca.it/it/consulenza/possiamo-tradurre-sibling/1194

avatarsenior
inviato il 29 Gennaio 2025 ore 17:22

La chiesa cattolica nel 2020 ha sostituito la parola fratelli che appariva in diverse parti della messa e nel testo di diverse preghiere con la formula fratelli e sorelle.


Ah si?

Non sapevo che fosse stata la Chiesa cattolica, anche perchè io l'usavo già molto prima del 2020, ma parecchio prima...direi da sempre...

Però io abito a 100 metri dall'Accademia della Crusca, sarà per quello? boh...? ;-)

avatarjunior
inviato il 29 Gennaio 2025 ore 19:00

Idem

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2025 ore 8:07

nel caso si voglia poi specificare, effettivamente tanto vale usare direttamente le due definizioni declinate x fratelli e y sorelle.

Ma se sto parlando in generale, ad esempio per contare semplicemente il grado di parentela come "fratelli" nel senso di figli degli stessi genitori, allora l'uso del maschile e femminile non è altro che l'ennesimo esempio di quello stucchevole buonismo / "inclusivismo" che sta ammorbando l'aria da almeno 10 anni ormai.

Fintanto che non si modifica ufficialmente la lingua (ufficialmente e in modo sensato, ovviamente), si deve usare il genere maschile per indicare l'indefinito/impersonale. Se uso il femminile, intendo femmine.

Certe volte mi tocca leggere testi scritti da adepti di questa ideologia che definire illeggibili è poco, con continui raddoppi di genere e conseguenti declinazioni di verbi e aggettivi. E che, invariabilmente, comunque usano molti termini al maschile generando dubbi sul perchè ad esempio sia lavoratrici e lavoratori, ma non imprenditrici e imprenditori.

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2025 ore 8:32

La chiesa? 2020?
Io ho sempre saputo che semplicemente, in italiano, il maschile ha anche funzione di neutro/"genere non definito"

accademiadellacrusca.it/it/consulenza/un-asterisco-sul-genere/4018

citazione parziale, ma l'articolo mi sembra molto interessante nella sua interezza:
Il maschile plurale come genere grammaticale non marcato
Un altro dato da ricordare è che nell'italiano standard il maschile al plurale è da considerare come genere grammaticale non marcato, per esempio nel caso di participi o aggettivi in frasi come “Maria e Pietro sono stanchi” o “mamma e papà sono usciti”. Inoltre, se dico “stasera verranno da me alcuni amici” non significa affatto che la compagnia sarà di soli maschi (invece se dicessi “alcune amiche”, si tratterebbe soltanto di donne). Se qualcuno dichiara di avere “tre figli”, sappiamo con certezza solo che tra loro c'è un maschio (diversamente dal caso di “tre figlie”), a meno che non aggiunga “maschi” (cfr. l'intervento di Anna M. Thornton sul Magazine Treccani). Se in passato poteva capitare (oggi mi risulta che avvenga più di rado) che a un alunno indisciplinato si richiedesse di tornare a scuola il giorno dopo “accompagnato da uno dei genitori”, poteva essere sia il papà sia la mamma a farlo (e lo stesso valeva nel caso della dicitura al singolare, “da un genitore”, sebbene questo termine abbia anche il femminile genitrice, di uso peraltro assai più raro rispetto al maschile).



Chissà perché non si diceva “ ho 5 sorelle, 2 maschi e 3 femmine” ?.
Per fortuna le cose sono cambiate !

Mah, è semplicemente una convenzione della nostra lingua, che appunto non ha altri generi. Non ci ho mai visto una discriminazione, anche perchè (come anche l'articolo linkato riporta) tante parole italiane hanno un genere che non corrisponde con il genere della creatura che indicano ("la tigre", "la guardia", "il soprano") - per non parlare degli oggetti, visto che non esiste il neutro.

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2025 ore 10:53

Mia mamma 91 enne ha protestato con il direttore della coop perché all'ingresso c'è scritto "benvenuto alla coop" . Hai detto che lei quindi non è benvenuta e se ne è andata .

Penso che anche "benvenuti" non le sarebbe piaciuto molto

avatarjunior
inviato il 30 Gennaio 2025 ore 12:38

Brava !

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2025 ore 13:29

Fintanto che non si modifica ufficialmente la lingua (ufficialmente e in modo sensato, ovviamente), si deve usare il genere maschile per indicare l'indefinito/impersonale. Se uso il femminile, intendo femmine.


Però posso dire che ho visto quattro belle zebre , due maschi e due femmine.

Il termine non marcato di solito è maschile, ma ci sono parecchie eccezioni, che riguardano soprattutto animali ma anche esseri umani: la guardia, la sentinella...

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2025 ore 13:50

Quello che non mi è chiaro è quando da alcuni anni non si dice più operai bensì operai e operaie, italiani e italiane, e pensare che sono proprio le donne che ad esempio vogliono essere chiamate direttore e non direttrice.
In conclusione io sono per chi si attiene alle regole grammaticali poi ognuno faccia come meglio crede.

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2025 ore 14:04

Grammaticalmente nessuna delle due è errata.
e donne che ad esempio vogliono essere chiamate direttore e non direttrice

Molte volete invece vogliono proprio il titolo femminile

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2025 ore 14:26

sono proprio le donne che ad esempio vogliono essere chiamate direttore e non direttrice.


Mica tutte: Lilli Gruber per esempio declina titoli al femminile a raffica.
Io sono più per la sostanza: inutile che chiami lavoratori dipendenti "operaie e operai" se poi le donne le tagli fuori dai posti importanti, le paghi (mediamente) di meno e non fai niente per agevolarle nelle incombenze della maternità. In italiano non c'è il neutro, facciamocene una ragione, e perciò se vogliamo parlare di un insieme di persone misto senza cadere nel ridicolo tocca cascare o sull'uno o sull'altro genere: 'le guardie giurate', 'gli insegnanti' ...
Oppure inventiamoci una desinenza per i termini non marcati e iniziamo a usarla. Ma non contate su di me.


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