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Non è un bel periodo (per l'Europa, per i paesi europei, per il Medio Oriente, per il Mondo, per molte persone); speriamo che, anziché dedicarsi ai 'consumi' molti riscoprano la meditazione e che tutti si giunga alla consapevolezza di cosa siamo, perché siamo e, di conseguenza, si comprenda come ciascuno deve agire per la Pace e la civile convivenza, ricordando che ciascuno di noi è contemporaneamente causa e vittima di ciò che accade e che l'azione collettiva (ma anche di molti singoli) può influire sul destino comune. Utilizziamo anche le nostre capacità fotografiche per sensibilizzare tutti su ciò che vediamo!
“ Mai così tanti i conflitti in corso dalla Seconda Guerra Mondiale: crescono le spese per le armi, diminuiscono i fondi per le popolazioni. Dal Medioriente all'Ucraina fino al Sudan dimenticato: l'appello di chi è in prima linea per difendere i diritti dei civili „
“ Secondo l'ultimo report del Peace Research Institute Oslo (PRIO), ci sono in corso nel mondo 59 conflitti. Il dato, dice il Global Peace Index che a giugno ne contava 56, è il più alto dalla Seconda Guerra Mondiale. A maggio scorso, ha riportato l'Onu, si è raggiunta la cifra record di 130 milioni di sfollati. Per l'Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma (SIPRI), il tasso di eventi conflittuali è cresciuto del 25% negli ultimi dodici mesi. E se guardiamo all'anno scorso, le spese in armi sono aumentate del 4,2 per cento con un trend di crescita che, sostengono gli analisti, rimarrà invariato. La stima dei decessi dell'ultimo anno a livello globale è di circa 230mila, anche se viene considerata “prudente”. “E' dovuto”, scrivono, “in gran parte all'inizio o al riavvio di tre conflitti di grandi dimensioni in questo periodo – Ucraina, Gaza e Myanmar – insieme alle violenze in Sudan, Messico, Yemen e Paesi del Sahel. Proliferano l'esposizione dei civili alla violenza, gli incidenti e il numero di gruppi armati coinvolti”. „
Cito una frase estrapolata da uno scritto di Umberto Rapetto:
“ E' vero, a Natale dobbiamo essere più buoni. Cerchiamo di esserlo con chi muore di freddo per strada, con chi mendica divorato dalla vergogna di tendere la mano, con chi piange senza nemmeno aver più le lacrime per farlo, con chi ha perso tutto e forse pure qualcosa di più, con chi si è visto strappare di mano il futuro e persino il semplice diritto ad averne uno. „
Belle parole. Ricordiamoci però che nelle guerre, TUTTE le guerre, c'è un aggressore e un aggredito, cerchiamo di non confonderli. E cerchiamo di ricordare sempre il detto dei nostri saggi progenitori latini: "si vis pacem para bellum".
"Non si tratta di stabilire se la guerra sia legittima o se invece non lo sia, la vittoria non è possibile. La guerra non è fatta per essere vinta, è fatta per non finire mai. Una società gerarchica è possibile solo se si basa su povertà e ignoranza. Di norma lo sforzo bellico persegue sempre lo scopo di tenere la società al limite della sopravvivenza. La guerra viene combattuta dalla classe dominante contro le classi subalterne e non ha per oggetto la vittoria sull'Eurasia o sull'Asia orientale ma la conservazione dell'ordinamento sociale"
sono lezioni importanti. Su cui riflettere.
il sipri dice altro:
dati dell'Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma (SIPRI) dicono, infatti, che fino al 2022 al mondo sispendevano ogni anno 2.000 miliardi di dollari in armamenti. Di quest'enorme cifra, 800 miliardi (il 40 per cento del totale) li spendevano i soli Stati Uniti, e 320 miliardi (il 16 per cento) le nazioni europee. La Russia, spesso presentata e percepita come una superpotenza militare, in realtà spendeva soltanto 60 miliardi (il 3 per cento del totale): quasi 20 volte meno dei paesi della NATO, collettivamente, e quanto il Regno Unito, o la Francia, o la Germania, singolarmente. Detto altrimenti, ben più di metà delle spese mondiali per gli armamenti era attribuibile al solo Occidente, che pure non raggiunge un decimo della popolazione mondiale. Ciò nonostante, dopo l'inizio della guerra in Ucraina nel 2022 abbiamo assistito a una frenetica corsa a un ulteriore riarmo dei Paesi europei, Italia compresa, che hanno promesso di adeguarsi alla vampiresca richiesta della NATO, di impegnare ogni anno almeno il 2 per cento del loro PIL in armamenti. Nei primi due anni di guerra in Ucraina, tutti i paesi coinvolti hanno ovviamente aumentato le loro spese militari. La Russia le ha raddoppiate, arrivando a 120 miliardi di dollari nel 2024. Ma nel frattempo gli Stati Uniti sono già saliti a 900 miliardi, e l'Unione Europea a 350: insieme, sempre 10 volte più della Russia
Di solito l'ultima settimana di ogni Dicembre, si è tutti buoni e quindi rivolgono il pensiero ai poveri ed a tanta gente che soffre. Si parla anche di guerre, morti e quant'altro ma, dopo questa settimana citata, tutto ricomincia senza un briciolo di educazione nei confronti di chi ti passa accanto anche senza conoscersi. Le guerre, i poveri e la gente sfortunata sono sempre esistite, se no come si vedrebbero le differenze, e cioè fra povero e ricco e la guerra e pace. Detto ciò, la prima persona educata di fine Anno, io l'ho incontrata " Donna " su un marciapiede e cioè, mi sono messo di traverso per aumentare il suo spazio di incrocio fra me e Lei e, con immenso piacere ho ricevuto un grazie ed uno sguardo che per me è stato il più bel incontro che ho fatto in tutto l'Anno, che regalo gente, siamo in pochi a riceverlo, ne sono sicuro.
Infine per quanto riguarda le guerre, sono molto fiducioso di ciò che farà " Donald Trump ", che mi piace tanto assieme a " Putin ", Zelensky è soltanto un attore di cinema.
Buon fine Anno a chi lo " merita ".
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