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Nuovo Episodio su Raw Facts: La Verità Scomoda sulla Plastica
Cari amici di JuzaPhoto , sono lieto di annunciare il lancio di un nuovo episodio sul mio canale Raw Facts , dove affrontiamo un tema cruciale per il futuro del nostro pianeta: l'inquinamento globale da plastica.
In questa puntata, ospito David Azoulay , avvocato e direttore del programma di salute ambientale del Center for International Environmental Law (CIEL) , che ci guida attraverso le dinamiche nascoste dell'industria della plastica.
Parleremo del ruolo devastante delle multinazionali, come Coca-Cola, Nestlé e PepsiCo, del fallimento delle leggi contro la plastica monouso e delle conseguenze che tutto questo ha per i paesi più vulnerabili, soprattutto in Africa.
Non c'è un Pianeta B: è ora di agire. L'episodio completo su Raw Facts!
Link al video : Lasciate i vostri pensieri nei commenti
Lo dico e penso da anni: la plastica sarà la rovina del pianeta.
Economica, facile da produrre e sostituire in caso di rotture. Lavoro nel metalmeccanico, anche con componenti in plastica che in passato era in metallo. Costano meno, durano meno e si cambiano facilmente i pezzi. Il tutto fa economia Per gli imballaggi non ne parliamo...troppi sono inutili. Il riciclaggio è solo un modo di fare business e comunque la maggior parte della plastica finisce in mare.
Ciao Max, Hai centrato perfettamente il problema. La plastica è diventata il simbolo di un'economia "usa e getta" che mette il profitto al di sopra della sostenibilità. È incredibile come sia passata dall'essere una rivoluzione tecnologica a una rovina ecologica.
Come dici tu, il riciclaggio è spesso una falsa soluzione: non solo una minima parte viene effettivamente riciclata, ma il processo stesso può essere inefficiente e dannoso. E mentre le multinazionali continuano a produrre imballaggi inutili, il peso di questa crisi ricade su oceani, comunità e sistemi naturali già al limite.
La soluzione? Agire a monte: ridurre la produzione, ripensare i materiali e chiedere ai governi leggi più rigide. Spero che il nostro episodio possa aiutare a sensibilizzare su questi temi! Grazie per aver condiviso la tua esperienza nel metalmeccanico, è un punto di vista prezioso.
“ La soluzione? Agire a monte: ridurre la produzione, ripensare i materiali e chiedere ai governi leggi più rigide. Spero che il nostro episodio possa aiutare a sensibilizzare su questi temi! Grazie per aver condiviso la tua esperienza nel metalmeccanico, è un punto di vista prezioso. „
Purtroppo la soluzione a monte credo sia difficile da attuare. La differenza la fanno i consumatori. Nel mio caso, produco un certo tipo di macchinari, non potrei chiedere all'azienda di tornare in dietro. Prima alcuni componenti erano in alluminio, poi diventati in plastica per abbassare i costi. Meno resistenti ma se dovessero rompersi, come può rompersi un pezzo di alluminio che però resiste di più, il cliente risparmia. Poi si possono fare mille esempi...io purtroppo non sono virtuoso sull'uso della plastica ma cerco di usarla poco riciclando il possibile. Un esempio, non bevo mai il caffè dalle macchinette...TASSATIVAMENTE. Detesto solo vedere la bacchetta per mescolare il caffè...oltre che lo stesso fa proprio schifo
grazie per aver condiviso un altro punto di vista così concreto. Capisco bene quanto possa essere difficile tornare indietro quando i costi e le dinamiche di produzione spingono verso soluzioni più economiche, anche se meno sostenibili. Purtroppo, come dici, il cambiamento a monte richiede decisioni coraggiose e strutturali, che spesso mancano sia a livello aziendale che legislativo.
Il tuo esempio sul caffè è interessante: piccoli gesti come evitare il monouso possono sembrare insignificanti, ma se diventano una pratica diffusa possono davvero fare la differenza. Alla fine, è proprio la consapevolezza dei consumatori a influenzare il mercato e, indirettamente, le scelte delle aziende. Anche il fatto che tu cerchi di riciclare il più possibile è un segnale importante: nessuno è perfetto, ma ogni passo nella giusta direzione conta.
user207727
inviato il 23 Novembre 2024 ore 13:31
Tanti oggetti di consumo e tanti imballaggi sono stati sostituiti con materiali biodegradabili. Poi, ovvio, i distributori di bottigliette d'acqua esistono, così come le acque in bottiglia, perché i consumatori le acquistano. In questo caso la soluzione sarebbe semplice.
@ I pessimisti, non vi allarmate, l'uomo può produrre ciò che vuole e non distruggerà la Terra perché quando la natura capirà che è il momento giusto, attuerà una bella rimescolata " Eruzione Vulcanica " o altro e metterà il tutto a posto. Poi, tutto ricomincia senza l'uomo, la Terra continuerà ad esistere e chissà se la natura a questo punto ci penserà a lungo prima di creare nuovamente l'uomo, secondo me creerà soltanto gli animali perché, appunto ricreare l'uomo sarà una perdita di tempo. A me andrà più che bene così perché anche io molto probabilmente sarò un animale magari un' Aquila, al solo pensiero comincio sin da ora a godere. Questo è il mio insindacabile pensiero. Un saluto a, chi lo gradisce.
il tuo pensiero è sicuramente provocatorio e ricco di spunti filosofici. È vero che la natura, con la sua forza primordiale, ha sempre avuto il potere di riequilibrare le cose, anche senza il nostro intervento. Ma viene da chiedersi: dobbiamo davvero aspettare che la natura “decida” per noi? Non sarebbe meglio assumersi la responsabilità e agire ora, finché possiamo ancora fare la differenza?
La Terra probabilmente continuerà a esistere, con o senza di noi, ma il vero tema è: che eredità vogliamo lasciare? Immagino che un'aquila, con la sua prospettiva dall'alto, sarebbe d'accordo sul fatto che il mondo sia più bello senza rifiuti, plastica e distruzione. Forse, il miglior modo per “godere” della natura è proteggerla oggi, per evitare che arrivi quel "rimescolamento" che potrebbe non includerci più.
Un saluto, con il massimo rispetto per le tue riflessioni! ?
hai ragione: il mercato si muove seguendo le scelte dei consumatori, e molti passi avanti sono stati fatti con i materiali biodegradabili. Tuttavia, la questione non è così semplice come sembra. La plastica rimane dominante perché è economica, versatile e facile da produrre, e spesso i materiali alternativi non riescono ancora a competere in termini di costi o prestazioni su larga scala.
Per quanto riguarda le bottigliette d'acqua, è vero che la domanda alimenta l'offerta, ma qui entra in gioco un circolo vizioso: la mancanza di infrastrutture per l'acqua potabile spinge molte persone a scegliere l'acqua in bottiglia. In un mondo ideale, basterebbe migliorare l'accesso all'acqua pubblica di qualità per ridurre drasticamente il consumo di plastica.
La soluzione sembra semplice, ma per essere davvero efficace deve partire da cambiamenti sistemici: investimenti nelle infrastrutture, educazione al consumo e normative che limitino drasticamente l'uso di plastica. Non possiamo dimenticare che la responsabilità non è solo individuale, ma anche delle grandi aziende e dei governi.
Grazie per il tuo commento: ogni riflessione su questi temi è un passo avanti!
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