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Il problema è che viviamo in un'epoca in cui ci si è troppo abituati all'usa e getta, al cambiamento repentino (d'abito, di partner, di gusti musicali ecc.); il risultato è che se la catastrofe non arriva in meno di 5 secondi vuol dire che è tutta una bufala. Ma se i cambiamenti della natura fossero tutti velocissimi, la vita sarebbe scomparsa completamente già al primo episodio di estinzione, perché nessun organismo avrebbe avuto la reattività necessaria per adattarsi all'istante. L'uomo però, almeno quello che si ritiene "moderno", si sta dimostrando tanto più intelligente quanto più stupido di tutti gli altri esseri viventi. Gli altri cercano già ora di adattarsi, per quanto gli riesce possibile, senza aver capito nulla della dimensione o delle cause di ciò che sta accadendo, ma semplicemente prendendo atto di quello che cambia di giorno in giorno e muovendosi di conseguenza. L'uomo ha capito perfettamente cosa sta accadendo, conosce e registra "in tempo reale" tutti i cambiamenti in atto persino dall'altra parte del modo, ma aspetterà fino all'ultimo per vedere se le cose si metteranno realmente così male e, se gli viene detto che forse non è il caso di stare semplicemente ad attendere una verifica "decisiva", ma che è meglio darsi una mossa già da ora, s'incaxxa persino; poi però, quando finalmente la verifica "decisiva" arriverà, gli rimarranno giusto quei 5 secondi per cercare di adattarsi.
non si arresta il cambiamento climatico, si fa quello che si é sempre fatto, ci si adatta, lo si fa in da quando il sapiens esiste, anzi lo sia fa fin dai primi ominidi che uscirono dall'africa 500.000 mila anni fa e e trovarono climi diversi, dai deserti alle steppe fredde dell'Asia
questa cosa che bisogna agire per arrestare il cambiamento climatico la trovo assurda, mi chiedo come si fa a credere una panzana simile, passi per gli sciocchi adolescenti, ma un adulto con un minimo di sapere
Un esempio, che al solito verrà considerato banale da chi non sa di cosa sto scrivendo: due anni fa mi capitò di fotografare il bruco di una farfalla che ha come piante nutrici alcune erbacee, soprattutto l'ortica, ma nessun albero o cespuglio. Invece mi capitò di vederlo intento a mangiare la foglia di un nocciolo. Raccolsi tutta la letteratura scientifica recente, almeno quella reperibile facilmente, finché non trovai un articolo in cui un gruppo di ricercatori si era interessato proprio delle recenti "devianze" alimentari di questa specie che, oltre al nocciolo, aveva iniziato ad attaccare anche le foglie di altri alberi, senza per altro rinunciare alle vecchie erbe, proprio in aree in cui i cambiamenti climatici erano più evidenti. I ricercatori proponevano l'ipotesi che questo atteggiamento possa essere in relazione ai cambiamenti climatici stessi, per cui questa farfalla starebbe iniziando a "testare" un maggior numero di potenziali fonti di cibo a cui adattarsi in caso venissero a mancare quelle abituali. Ho iniziato a seguire anche altre specie, non solo di lepidotteri, ma anche di altri ordini di insetti, scoprendo che la cosa sta diventando più comune di quanto non si potrebbe pensare. E sto parlando di insetti, mica di premi Nobel per la ricerca scientifica!
“ questa cosa che bisogna agire per arrestare il cambiamento climatico la trovo assurda, mi chiedo come si fa a credere una panzana simile, passi per gli sciocchi adolescenti, ma un adulto con un minimo di sapere „
Cercare di limitare il proprio contributo al cambiamento climatico non è da sciocchi: anche solo rallentarne gli effetti (anche se, a forza di battaglie ideologiche contrapposte, non credo si sia più in tempo) sarebbe già un contributo importante per avere più tempo per adattarci, ma basta leggere quello che scriveva Salt circa la realizzazione degli acquedotti per capire che di adattarsi, a certi personaggi, non passa nemmeno per la testa.
"Cercare di limitare il proprio contributo al cambiamento climatico non è da sciocchi"
non è da sciocchi ma inutile
se la finalità è inquinare meno sono d'accordo, ma la CO2 non è un inquinante, l'inquinamento di aria terra acqua è locale, quindi gli sforzi si vedono
ma il clima è globale, ed è determinato da più fattori non solo umano, per questo motivo è inutile, inoltre pure il fattore umano della CO2 viene prodotto per il 90% fuori europa, quindi le politiche di riduzione della CO2 della UE non servono ad un caxxo di nulla se il fine è il cambiamento climatico
Nel mio frutteto, negli ultimi tre/cinque anni, molti alberi che non avevano (mai avuto) bisogno di irrigazione (p.e. fichi, mandorli) si sono seccati; altri, pur irrigati regolarmente (aranci, limoni, nespoli, susini, peschi, peri, meli, ecc.), si sono seccati; gli stessi ulivi, piante secolari robustissime, sono in evidente sofferenza. Il livello dell'acqua nel pozzo a fine estate si abbassa di anno in anno, e la motopompa non ce la fa più a tirarla su (l'acqua). Le estati sono sempre più calde e siccitose. Più in generale, i cosiddetti eventi climatici estremi sono in aumento in tutto il mondo, i ghiacciai si sciolgono, il deserto avanza. E parti sempre più vaste del Pianeta diventano inabitabili tanto che si è affermata la figura del "migrante climatico". La comunità scientifica e i vituperati ambientalisti hanno per decenni abbaiato alla luna, ma la politica (ch'é amministrazione della clientela) faceva orecchie da mercante (ricordate i Protocolli di Kyoto?). Poi, per via della "pedagogia delle catastrofi" (che però costano e costeranno milioni di morti), per l'affermarsi (lento) di un certo sentire, ma soprattutto perché il capitalismo ha bisogno di innovazione (Schumpeter) e di sempre nuovi mercati, la politica (che poco ha a che fare con la polis greca, o con la Vita Activa di Hannah Arendt, e molto con gli interessi dei "mercanti") ha fiutato l'affare della cosiddetta conversione green. Ma il rischio è che la toppa sia peggio del buco, perché, ci ricorda Audre Lorde, non si demolisce la casa del padrone con gli attrezzi del padrone, ovvero non puoi aspettarti che con le stesse logiche con cui si è devastato si possa risanare. Di fronte a ciò la cosiddetta società civile (portatrice degli interessi di tutti e non di una sola parte) dovrebbe costringere la politica (i partiti, che per definizione sono di parte, "di lobby", portatori di interessi spesso inconfessabili) ad un approccio "virtuoso". Invece, una parte non piccola di società, improvvisamente (sono processi graduali, progressivi, ma c'è uno spartiacque, un evento, una frattura), che chiameremo (solo per semplificare) negazionista/complottista, prende a contestare un processo che per quanto maldestro rappresenta una presa di coscienza, un'affermazione di principio. Si nega che ci sia una mutazione climatica ("D'estate ha sempre fatto caldo") o che la stessa abbia causa antropica ("Ha fatto caldo anche qualche era fa, quando non c'eravamo"). A parte che qualche era fa, appunto, non c'eravamo e la cosa non ci riguardava, magari dovremmo pensare (basta un po' di buon senso): a) che i tempi con cui i processi planetari si realizzano per cause naturali sono dell'ordine di milioni di anni, mentre stavolta la mutazione sta avvenendo in pochi decenni; b) che negli ultimi duecento anni (e non prima, perché la Tecnica non lo consentiva) siamo stati capaci di devastare, scaricare sulla terra, in acqua, in atmosfera, una tale quantità di agenti distruttivi che proprio dovremmo stupirci se non stesse succedendo ciò che succede. Ma una parte di società nega. Per una comprensibile, ma in questo caso masochistica, sfiducia verso le classi dirigenti? Per la semplificazioni dei processi mentali (la coscienza digitale, binaria, la dittatura del like), l'incapacità di analisi critica, indotta dalla frequentazione dei social dove non occorre argomentare ma solo mettere faccìne? O c'è un disegno? Come dicevo nel mio ultimo intervento nella prima "puntata", ho visto troppe persone fare repentina "inversione a U". Ho visto troppe persone abbracciare una "nuova religione", che prevede un pacchetto completo (e predigerito): sostituzione etnica, transumanesimo, negazionismo climatico e invasione dei rettiliani, saranno i temi del nostro futuro prossimo. Un fantasma si aggira per l'Europa (e tutto l'Occidente). Benvenuti nel Medioevo!
Film consigliato: Il cavallo di Torino, di Bela Tarr.
se i conti non migliorano nel prossimo anno, volkswagen chiuderà per la prima volta nella sua storia uno stabilimento in germania, tutto ampiamente previsto ed è solo l'inizio, se la Germania va in recessione si porta dietro tutto il continente. Stellantis è messa pure peggio, altro che gigafactory in italia, rischiano di chiudere metà stabilimenti
Lomo, in Cina le cose non vanno tanto meglio, come invece si sente sbandierare ai quattro venti; mio fratello ci lavora da anni e vede già diverse industrie occidentali abbandonare le fabbriche che avevano impiantato in quel Paese. Come se non bastasse, in Cina sta già diventando un grosso problema quello dello smaltimento delle auto elettriche di prima e seconda generazione. Il business come logica da applicare per risolvere i problemi, creati e amplificati proprio dal business, non funziona da noi, ma nemmeno altrove. L'ultimo post di S_m_art è spietato, ma è un'analisi corretta del problema. D'altra parte, se pensiamo che in Europa l'auto privata serve soprattutto per andare in vacanza o a passare i fine settimana nelle seconde case ecc. (ok, per molti anche per andare al bar due isolati più in là di casa), e poi andiamo a vedere che nelle zone turistiche i problemi idrici (pensa solo al sud Italia), già aggravati per incuria e inefficienza, vengono moltiplicati proprio dalla presenza della popolazione turistica e delle loro esigenze, ci si rende conto che l'attuale sistema è un serpente che si morde la coda.
Daniele non dire eresie, l'auto privata è una delle più grandi conquiste della società occidentale, perché ha dato la libertà di movimento a tutti, se ritorniamo a inizio secolo, potevano viaggiare per piace solo i ricchi
ma non mi sorprende che voi tornate a quei privilegi, sei un progressista , il popolino vi fa abbastanza schifo
user257478
inviato il 03 Settembre 2024 ore 11:14
Lomography lo vedi anche tu che questo tenore di vita non è più sostenibile nascondere la polvere sotto il tappeto non fa che peggiorare la situazione. Purtroppo sono molto ma molto pessimista di come andrà a finire per non buttare a mare qualche privilegio la nave affonderà .
“ Daniele non dire eresie, l'auto privata è una delle più grandi conquiste della società occidentale, perché ha dato la libertà di movimento a tutti, se ritorniamo a inizio secolo, potevano viaggiare per piace solo i ricchi „
Sapevo che avresti risposto così, per questo ho scritto quella cosa in quel modo. Vedi, la ragione come al solito sta nel mezzo: è vero che la mobilità privata per tutti è stata una conquista, ma è altrettanto vero che ne stiamo ampiamente abusando (quel riferimento all'uso per fare i 100 metri che separano dal bar non era gratuito perché, nel paese dove vivo, utilizzi di questo tipo da parte di giovani e giovanissimi è all'ordine del giorno: fa "figo" arrivare all'appuntamento in macchina, anche se è solo due case più in là). Il punto è che, poveri o ricchi fa poca differenza, il consumismo ci ha talmente cambiati che nessuno sarebbe più disposto a rinunciare nemmeno agli eccessi palesi. Stessa cosa per il riscaldamento nelle case. Quando si doveva scaldare a legna non c'erano sprechi e, soprattutto, nessuno apriva le finestre, qui a Predazzo, a 1000 metri di quota in pieno gennaio alle 11 di sera per il troppo caldo in soggiorno, perché spaccare legna costava fatica e faticare per lo spreco rodeva a chiunque; ora invece ci spendi "solo" un po' di soldi in più, e anche queste ostentazioni inutili pare "facciano figo" (potrei documentare ampiamente anche queste cose, e sempre a proposito di giovani, quelli che stanno gradatamente prendendo il posto di chi comanda). Dietro alle battaglie ideologiche del negazionismo si nasconde spesso questa semplice verità.
“ Lomography lo vedi anche tu che questo tenore di vita non è più sostenibile.. „
Rocco il tenore di vita tiene in piedi tutta la baracca dell'economia, che poi vi paga pensioni e sanita, come credi che si sostenga il tutto se non con il consumismo
il problema e che se volete ridurre i consumi per il pene del pianeta, di conseguenza diminuiscono gli occupati che vi pagano le pensioni, quindi bisogna ridurle, e anche gli introiti in tasse per pagarvi la sanita diminuiscono, quindi bisognerebbe privatizzarla, ma voi progressisti sareste i primi ad opporvi, perche come sempre due concetti base di economia non riuscite a capirli
ci sarebbero centinaia di esempi di cantraddizioni economiche che vi appartengono, infatti le vostre ricette non hanno poi mai funzionato alla lunga, basta vedere in Argentina oggi, c'é voluto un ultra liberale capitalista per fermare e abbassare l'inflazione, dopo che i peronisti e le loro ricette stantie stavano portando per la terza volta in paese in bancarotta
“ Dietro alle battaglie ideologiche del negazionismo si nasconde spesso questa semplice verità. „
ma infatti il negazionismo é una battaglia persa e ip0crita, meglio dire le cose come stanno perche la sincerita é la miglio cosa, del riscaldamento climatico non mi frega un caxxo