|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 13:20
Ciao a tutti, sarei curioso di avere da voi un parere. Magari è un argomento già trattato. Siccome oggi come oggi su mirrorless è possibile montare lenti che un tempo andavano su corpi a pellicola, quanto e come influisce la qualità si un sensore digitale su un vetro vecchio 30/40anni? Non parlo di qualità e tipo di sfocato, ma sarei curioso di capire come erano costruiti,fusi e lavorati i vetri primi o come lo sono oggi su corpi contemporanei. Un vetro di 40 su un corpo da 24/33/ 50 megapix come performa rispetto alla pellicola? |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 13:27
Ragazzi scusate, ma mi ha caricato il post tre volte. Come posso eliminare gli altri due? |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 13:42
C'è il pulsante cancella vicino a quello modifica Le tecnologie cambiano. Oggi servono obiettivi più precisi e corretti anche perché abbiamo il "vizio" del 100% a video Al tempo della pellicola generalmente si ingrandiva poco. Un 18x24 era già una foto grande per il pensare comune. Alcuni difetti che si portano dietro sono proprio le caratteristiche che tanti cercano in questi vetri.... Fare un paragone della resa fra sensore e pellicola non ha senso. Certi sono ottimi... alla pari dei moderni... è lì paghi. |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 13:54
Alcuni vetri bene meglio altri meno bene (io ne ho una decina) Il compromesso che va implicitamente accettato nell'utilizzo delle ottiche vintage è che le performance puramente ottiche (risoluzione, microcontrasto, vignettatura, distorsione, resa su tutto il frame, resa ad ampie aperture, resistenza al controluce ecc ecc e chi più ne ha più ne metta...) saranno nel 90% dei casi inferiori ad un'ottica omologa moderna (fatta eccezione per alcune lenti di pregio). Quindi, cosa ci spinge ad usare ottiche vintage? nel mio caso la soddisfazione di padroneggiare uno strumento completamente meccanico, il feeling che restituisce a livello tattile / percettivo ed infine il collegamento alla premessa, ovvero l'accettazione implicita del compromesso. Difatti certe lenti sono apprezzate per la loro "resa" che nient'altro è che frutto di "difetti" ottici / progettuali (es. swirly, bolle ecc...) |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 14:17
Ok. Tutto chiaro. Ma in passato avevo letto che sensori molto densi sono un eccesso per quello che può restituire un vetro di quell' epoca. Invece le ottiche moderne sono più " fini" e riescono a gestire molti più " dati". Ê vero? |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 15:55
Sì, ma è un non-problema. Anzi, a me piace un sensore molto più denso che legga le sfumature dello sfocato, anche dove non c'è nulla a fuoco. |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 16:31
Si si certo. Ma non è una questione di sfocato. Immagino solo che con la tecnologia, i cristalli e reticoli di SiO2, Na2CO3 e CaCO3 siano disposti in maniera differente a livello molecolare. Senza considerare i vari " nuovi trattamenti". Ero curioso solo di una comparativa del tipo di vetro. |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 16:41
Io utilizzo spesso lenti vintage di qualità e posso dirti con assoluta certezza alcune cose: -Le lenti buone/ottime funzionano bene anche sul digitale. Ovviamente più è denso il sensore e più la lente fa fatica -Le lenti vintage tranne in rari casi non sono progettate per essere ottime a tutta apertura,questo è un pro e un contro. Pro perchè si possono usare i difetti in modo creativo,contro per chi vuole molta nitidezza subito -I grandangolari e gli ultragrandangolari sono quelli che fanno più fatica e sono quelli che rendono peggio su digitale. Diciamo che dai 28 si hanno buoni risultati e più si sale con la lunghezza focale e più è facile avere lenti vintage risolventi -I vintage a me piacciono di più proprio per la loro imperfezione. Troppa perfezione è noiosa. Comunque non sono d'accordo che le lenti nuove hanno più microcontrasto,dipende,non si può generalizzare |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 17:01
Io uso senza problemi lenti attuali (Sony, Sigma ART, Viltrox e Samyang) e lenti vintage (Nikkor e Zuiko). L'eccellenza c'era un tempo e c'è oggi, alcune considerazioni, alcune già dette: - la resa a TA, nel controluce (e riflessi vari) dei vintage è inferiore - chiudendo di un paio di stop potrebbero però rivelarsi delle sorprese tipo vedere che, a f8, un nanetto come lo Zuiko 50mm/1,8 è più dettagliato di un Sigma ART 50mm/1,4, a diaframmi aperti però non c'è storia, ma parliamo di 2 etti contro oltre 8 etti - i vintage sembrano sempre meglio costruiti, sono belli, goduriosi - bisogna stare attenti ai grandangolari sotto al 24mm, la loro resa ai bordi è scarsa, si rimedia chiudendo il diaframma - più il sensore è denso e più gli obiettivi rendono, vintage compresi; quello che salta di più all'occhio con 42mp rispetto a 12 è la differenza di resa ai vari diaframmi che comunque nel primo caso è sempre superiore, ma è logico, è come usare una pellicola a bassa sensibilità (quindi molto risoluta) |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 17:18
“ più il sensore è denso e più gli obiettivi rendono, vintage compresi „ Io invece ho constatato che con l'aumentare della densità del sensore peggiora la resa ai bordi,soprattutto nelle lenti grandangolari |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 17:36
Ben a pari percentuale di ingrandimento, ma stai anche guardando una porzione più piccola dell'immagine. |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 17:38
Lì può essere, però credo dipenda molto dal sensore |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 17:52
In base alla mia esperienza (limitata e che non ha certo pretesa di verità universale), quando ho preso la Sony A7rIII (da 42 Mpx) ho notato, rispetto alle foto con l'A7II (24 Mpx) con diversi miei vintage Nikkor Ai-Ais e Zeiss-Contax, un aumento della differenza di resa tra centro ed ancgoli; ma non in quanto gli angoli peggioravano; restavano più o meno gli stessi, oppure miglioravano pochissimo. Era la risolvenza al centro che aumentava sensibilmente. Ma è qualcosa che si nota facendo il pixel-peeping (che taluni chiamano pixel-pipping). Direi che se, guardando l'immagine su di uno schermo 4k a una distanza equivalente alla diagonale, non si vedono spappolamenti agli angoli (e questo penso sia indicativo di come verrebbe una stampa in grande formato); in tal caso non lo reputo un problema. Piuttosto l'aumento di risolvenza nell'area centrale premette maggiori possibilità di ritaglio. Chiaramente sto parlando di vintage di qualità quali i già citati Nikkor o Zeiss. Queste considerazioni per me valgono non solo per i vintage ma anche per obiettivi recenti con una marcata differenza di resa tra centro e algoli, quali il Sony 28-60. Qui, nel P.P.S.: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&show=4&t=4172980#24717811 |
|
|
inviato il 18 Ottobre 2023 ore 18:23
Sarò breve: 1)Dire che una lente vintage non va montata su sensore moderno altrimenti non ci sarà resa è una gran boiata 2) Più il sensore è buono e più riuscirà ad estrarre la migliore resa di quell'ottica, ( di quelle vintage ne esistono di tanti modelli e con qualità tanto/tanto/tanto differenti ) una volta raggiunto quel limite andare oltre non porterà innovazioni. 3) Quale è il sensore che riesce a raggiungere quel limite dell'ottica poi invalicabile? 4) Chi lo afferma con perentorietà offre la seconda boiata. 5)......Mettetelo voi. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 257000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |