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Chi ama fotografare gli animali, io penso, non ama che li si uccida.


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avatarjunior
inviato il 05 Agosto 2023 ore 23:30    

Gli appassionati di fotografia naturalistica immagino non siano favorevoli all'uccisione dei loro modelli. Che dire allora della recente approvazione di un emendamento del Consiglio regionale ligure che consente l'uccisione di animali selvatici ANCHE IN AREA URBANA con arco e frecce? Personalmente sono sconcertato, ma se qualcuno avesse pareri contrari sono pronto ad un pacato dibattito. Per chi volesse contribuire ad una raccolta di firme di protesta, lascio il link della petizione, che sta veleggiando in pochissimi giorni verso la meta delle 100.000 adesioni. www.change.org/p/vietare-la-caccia-con-arco-e-frecce-agli-animali-in-l

avatarsupporter
inviato il 06 Agosto 2023 ore 5:37    

Firmato ; penso che ogni tanto qualche amministratore pubblico vada in tilt nei "piani alti" ! Sarà il caldo? Confuso

avatarsenior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 6:34    

In alcuni (rari) casi la caccia può avere la funzione di regolazione di un ambiente naturale, talmente compromesso dall'uomo, da renderla in qualche modo utile. Vedi il problema dei cinghiali. Ma in tutti gli altri casi la reputo anacronistica, pericolosa per le persone, limitante per la libertà dei non cacciatori e dannosa per gli animali.
L'uso di arco e frecce la rende addirittura disgustosa. Poi, anche in ambiente urbano… è roba da matti, secondo me. Non mi sento libero di frequentare gli ambienti naturali nei periodi di apertura della caccia, per il pericolo di prendermi una schioppettata e addirittura la liberalizzano, con metodi disgustosi per gli animali, anche negli ambienti urbani? Che tristezza….
Firmo anch'io!

avatarsenior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 7:34    

La caccia di selezione ha la sua utilità quando viene eseguita da regole ben precise e non aggirabili, in aggiunta ci deve essere etica e precisione, al giorno d'oggi esistono armi e ottiche di grande tecnologia per poter eseguire l'abbattimento in modo preciso e fulmineo,

arco e frecce non lo sono, vanno bene per bersagli finti e niente altro, usandole per caccia la possibilità di ferire l'animale sono molto alte e quindi per conto mio è stata una scelta totalmente sbagliata.

avatarjunior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 11:24    

Rispondo volentieri a tutti, ringraziandovi per l'adesione. Io credo che la caccia, anche per il controllo delle specie non sia mai una soluzione. Prendiamo il caso dei cinghiali, che è molto attuale. Il cinghiale, nella "versione" che conosciamo oggi, ossia animali fino a 150 chili con 12 piccoli ogni anno, è stato introdotto dagli anni '60 dai cacciatori (idem per il capriolo) a scopi venatori. 40 anni di gestione dei cacciatori, con una finta caccia di selezione hanno portato alla situazione attuale. Come dire: non affidare ad un alcolista la cura della tua cantina. Inoltre, è scientificamente dimostrato che l'abbattimento di alcuni capi per branco porta ad uno squilibrio che si concretizza con la frammentazione dei gruppi e la moltiplicazione dei branchi stessi. L'unica soluzione seria, sempre, è la sterilizzazione, attuata mediante la somministrazione di mangime anticoncezionale. Non cruenta, selettiva nel senso migliore del termine (i dispenser per il trattamento possono essere attivati solo da animali di un certo peso, adulti).

avatarsenior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 12:02    

"ANSA) - GENOVA, 15 GIU - In Liguria i cacciatori potranno abbattere i cinghiali nella zona rossa infettata dalla peste suina africana e nei Comuni al confine con la zona infetta. Lo prevede la nuova organizzazione delle attività di depopolamento degli ungulati approvata dalla Giunta Toti su proposta del vice presidente con delega alla Caccia Alessandro Piana. L'attività è praticabile da subito là dove le associazioni venatorie hanno fornito l'elenco degli idonei all'abbattimento.
"Per intensificare le azioni sul territorio - spiega Piana - abbiamo incaricato gli ambiti territoriali di caccia con tutti i cacciatori in possesso di porto di fucile, assicurazione e formazione sulla biosicurezza, di organizzare e attuare le attività di depopolamento crescenti sui cinghiali nelle zone di restrizione". "Il tutto tenendo conto della suddivisione del territorio in zone di caccia e della composizione delle squadre vigente nella stagione venatoria 2022/2023, mentre per le aree non venabili saranno disposti specifici accordi con l'autorità regionale competente in caso di necessità, fermo restando che, nelle aree urbane e nelle aree protette, proseguiranno gli interventi del Nucleo regionale di vigilanza faunistico-ambientale. I capisquadra e gli ATC si impegneranno a calibrare e rendicontare settimanalmente alla Regione l'entità del prelievo quotidiano in base alle indicazioni comunicate delle autorità preposte al controllo faunistico e sanitario.
Questo per favorire la massima trasparenza, per poter tempestivamente rispondere alle esigenze sanitarie della peste suina africana e di incolumità pubblica". (ANSA)."

Avrei firmato sicuramente la petizione, prima però ho voluto capire bene la motivazione che nel post sarebbe stato corretto e utile precisare.
Si tratta solo di una specie di selvatici (cinghiali).


avatarsenior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 12:10    

Il cinghiale autoctono in italia e sardegna c'è sempre stato, che poi ci siano stati immessi soggetti importati dall'est alcuni provenienti da ibridi con il maiale quello è certo, il capriolo idem, ungulato autoctono che poi si è adattato molto alle mono colture e alla presenza dell'uomo e con la caccia di selezione si è diffuso ampiamente,

La sterilizzazione in caso di animali non cruenti è sbagliata perché può impedire la prolificazione ai soggetti sia maschi che femmine i buono stato e potenzialmente capaci di trasmettere ottimi geni per mantenere nel migliore dei modi la popolazione, la caccia di selezione se fatta con metodo scientifico , permette non solo l'abbattimento di soggetti deperiti ma anche l'individuazione dalle carcasse di eventuali malattie e disfunzioni, poi tramite censimenti mirati conclude il suo lavoro nel mantenere stabile il giusto numero sostenibile dalle differenti situazioni vegetali nelle varie aree,

Una abetaia pura può sostenere un numero minore rispetto a frutteti misti macchia di pianura, lo stesso vale per i cervi che nelle nostre valli malgrado grandi prelievi venatori le densità sono sempre in costante aumento,

questo dovrebbe far riflettere certi movimenti ambientalisti che accusano i cacciatori di stragi, invece è l'opposto, l'aumento costante dei numeri significa unicamente che nei branchi restano sempre presenti tante femmine adulte sane in grado di produrre grandi numeri di nascite e lo stesso per i maschi fertili e sani presenti sul territorio,

forse prima di riversarsi nelle piazze con cartelli e slogan per fare la chiassosa giornata fuori porta bisognerebbe informarsi, seguire e magari chiedere di essere presenti alle attività, per molti urlatori sarebbe molto didattico.

Parlo in difesa della mia regione del Trentino Alto Adige, ultimamente pesantemente attaccata e offesa da gruppi di fanatici deliranti oltre che talmente disinformati e lontani mille miglia.

uno grida al mostro e gli altri dietro come pecore virtuali.

avatarsenior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 12:46    

Nell'anno del signore 2023 secondo me la caccia si dovrebbe fare solo e soltanto:
- per controllare l'aumento di certe popolazioni di animali, che crea problemi di vario tipo (penso ai cinghiali, che sono un caso eclatante). Oltretutto molti di questi animali da sopprimere poi ce li mangeremmo. A quel punto non vedo perché ci si dovrebbe indignare se si ammazza un cinghiale e invece lasciar correre la strage di maiali, polli, mucche, tacchini che quotidiamamente ci nutre. Arrivo a capire solo i vegetariani, che non mangiano nessun animale.
- nelle situazioni nelle quali la presenza di animali crea dei reali pericoli: penso ancora ai cinghiali che ti attraversano l'autostrada o ai cani inselvatichiti che attaccano uomini e animali domestici. Orsi e lupi pure loro possono diventare pericolosi, ma per decidere per l'abbattimento di certi esemplari sarei più propenso a dare ascolto a gente esperta, in grado di valutare concretamente le diverse situazioni e non a tutte le scemenze che si sentono dire.
La caccia come puro sport, dove qualcuno si diverte ad ammazzare un essere vivente e quel divertimento è l'unica motivazione e prevale su tutto il resto mi trova del tutto contrario. Oddìo, se poi quando si decide che bisogna abbattere tot capi chi lo fa ci gode a prenderli a fucilate, beh, quello è un suo problema privato che non mi interessa.
Ovvia conseguenza è che, se bisogna abbattere degli animali, bisogna farlo in modo che non soffrano più del necessario: una fucilata alla testa e una morte immediata non sono la stessa cosa di una ferita che porta l'animale a un'agonia di giorni.

avatarjunior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 12:47    

Giordano 52 Semplicemente: non è vero. Prestissimo sarà pubblicato il testo integrale dell'emendamento votato, nel quale, secondo indiscrezioni, oltre all'apertura indiscriminata alla caccia con l'arco ci sarebbero altre follie decisionali. Quella da lei riportata è la dichiarazione del Consigliere cacciatore Piana che dopo aver inserito nell'emendamento la proposta di caccia con l'arco (ci avevano già provato nel 2015) è stato addirittura scaricato dal Governatore Toti e dal suo partito (Toti: "È stata un'iniziativa personale di Piana, non del partito") e questo quando hanno capito che aria tira tra la popolazione. Se poi Lei considera il cinghiale "una sola specie selvatica" che merita di essere trafitta in Piazza De Ferrari a Genova, questo naturalmente attiene alla propria sensibilità.

avatarjunior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 12:53    

Miopiartistica. D'accordo con Lei. Il problema è che il contenimento dei capi di cinghiali (RIPETO, INTRODOTTI DAI CACCIATORI PER ANNI CON LIBERAZIONI ILLECITE) non si risolve con l'abbattimento ma con le sterilizzazioni. L'abbattimento libera il territorio dalla presenza di soggetti ed induce gli altri a una maggiore colonizzazione degli spazio lasciati liberi. L'uccisione di soggetti dominanti nei branchi porta allo sfaldamento degli stessi ed alla creazione di nuovi branchi. lasciamo parlare gli scienziati, non le doppiette. Del resto, 40 anni di gestione faunistica degli ungulati lasciata ai cacciatori ha dimostrato il fallimento totale della selezione cruenta. Il sovrannumero della popolazione umana si fa con i preservativi e gli anticoncezionali o con le fucilate?

avatarsenior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 13:02    

Il sovrannumero della popolazione umana si fa con i preservativi e gli anticoncezionali o con le fucilate?

Entrambe le cose direi, osservando la storia dell'umanità, ultimi secoli compresi... e forse con prevalenza delle fucilate...

avatarjunior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 13:41    

Miopiartistica, Ma spero non sia il futuro dell'umanità

avatarsenior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 13:49    

("Se poi Lei considera il cinghiale "una sola specie selvatica""che merita di essere trafitta in Piazza De Ferrari a Genova, questo naturalmente attiene alla propria sensibilità.)

Purtroppo in molti luoghi la presenza massiccia di cinghiali porta a prendere decisioni anche impopolari, ma sono decisioni che vanno prese e operate.
Non credo che il negazionismo assoluto porti dei benefici, oggi è chiaro che la sovrappopolazione di cinghiali è dannosa, soprattutto alla specie stessa.
(@SaroGrey seguire e magari chiedere di essere presenti alle attività, per molti urlatori sarebbe molto didattico.)
Condivido questa disamina, io vivo in Toscana e dalle mie parti il problema esiste da tempo, non voglio entrare nel merito di chi sia la colpa, il problema esiste e in qualche modo va risolto.

(@ Federicomaderno.Prestissimo sarà pubblicato il testo integrale dell'emendamento votato, nel quale, secondo indiscrezioni, oltre all'apertura indiscriminata alla caccia con l'arco ci sarebbero altre follie decisionali.)

Avrei piacere di leggere il testo "originale".


avatarjunior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 14:26    

Giordano 52. Sulle responsabilità non c'è più da discutere. La storiella degli animalisti che lanciano le vipere dall'elicottero non se la beve più nessuno da un pezzo. Chi vive in campagna, come il sottoscritto, ricorda bene i camion con le femmine gravide comprate negli allevamenti che cercavano un posticino tranquillo dove aprire le gabbie. Il problema dei cinghiali esiste, solo che non deve e non può essere risolto con le fucilate. Riporto dal SOLE 24 ORE: "L'anticoncezionale usato per i canguri in Australia potrebbe essere una buona soluzione per affrontare il problema della peste suina in Italia attraverso un depopolamento dei cinghiali incruento, sarebbe una soluzione a livello nazionale”. Così il direttore generale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle D'Aosta ed ex commissario straordinario per la prevenzione e il contenimento della Peste suina africana (Psa) Angelo Ferrari a margine di un incontro a Genova commenta il bando del ministero della Salute, che ha recentemente commissionato uno studio in Australia sul vaccino immunocontraccettivo 'GonaCon' ai ricercatori dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e dell'Istituto zooprofilattico del Mezzogiorno." Ma nessuno ne vuole parlare, perché l'idea che il cacciatore non possa più presentarsi come il salvatore del Paese a molti non piace. In quanto al testo completo, volentieri glielo invierò non appena sarà in mio possesso.

avatarsenior
inviato il 06 Agosto 2023 ore 16:36    

A me non risulterebbe che esistano metodi di controllo selettivo veramente efficaci e alternativi alla caccia/cattura per eliminare specie aliene. Se così fosse avremo già risolto il problema dei cinghiali, nutrie, i siluri nei fiumi, eccetera. Ma anche le specie autoctone, talvolta, andrebbero tenute sotto controllo. Mi vengono in mente i casi dei cervi del Cansiglio, che hanno fortemente danneggiato i boschi, o i caprioli dell'altopiano di Asiago, che qualche decennio fa sono stati vittime di un'epidemia causata dal sovra popolamento (ma fortunatamente ormai ci pensano i lupi a equilibrare). Però sono convinto anch'io che il tema non vada lasciato alla gestione dei cacciatori. La caccia, per come è organizzata nel nostro paese andrebbe fortemente ridimensionata e demandato il controllo del territorio agli enti istituzionali preposti. Non è più possibile, in un paese antropizzato e in un ambiente naturale molto frequentato come il nostro, lasciar sparare a destra e a manca dei soggetti, mediamente avanti con l'età che, quando non si ammazzano tra loro, mettono in serio pericolo la vita altrui e delle specie protette. Non sono contro la caccia come principio, ma in un paese come il nostro è un'attività ormai impraticabile. Per quale assurdo e arrogante diritto di qualcuno non posso frequentare i boschi attorno la mia casa, in un determinato periodo dell'anno, senza rischiare di prendermi una fucilata?

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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