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inviato il 26 Novembre 2022 ore 16:32
Ho visitato questo sito: www.archivioluigighirri.com/ Ho osservato tutte le foto delle collezioni che vengono proposte. Le trovo in massima parte banali ed inutili, giusto nella collezione "Paesaggio Italiano" riconosco qualche scatto interessante. C'è qualcosa che non vedo o non capisco? Premetto che non conosco le altre opere del Ghirri. |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 7:02
Sì, ma anche no. Ghirri a prima vista mi fece addirittura dubitare che maneggiasse il medesimo registro espressivo dei fotografi che conoscevo sino ad allora: diretti, immediati, spesso saturi nei colori: il che, detto in altri termini, poneva di fronte ad un'alternativa, o io non capivo niente o i suoi scatti in effetti non erano molto interessanti. Ovviamente era vera la prima ipotesi. Ghirri - per quel poco che lo conosco (ha prodotto un corpus, sembra, di 150.000 foto) - ti fa letteralmente innamorare del suo lavoro, scatto dopo scatto, con la sua poetica rarefatta, l'astrattezza rigorosa delle sue inquadrature, l'assenza più che la presenza, l'immaginato più che il visto. Paragono le sue ultime opere, per giungere direttamente alla fine - quelle della nebbia che pervade tutto - all'ultimissimo Van Gogh, quello del Campo di grano con volo di corvi. Non nei colori, non nella composizione: ma nel messaggio che entrambi trasmettono, quel senso di fine imminente, a diverso titolo iniqua e certamente prematura che accomuna il trentasettenne Van Gogh al quarantanovenne Ghirri. Un Grande della fotografia. |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 8:49
Se non analizzi i lavoro di Ghirri nell'ambito del suo intento che è quello di documentare il patrimonio culturale nazionale, non riesci ad apprezzarne il valore. Quella che trovi banalità è profonda capacità di documentare. Prova a leggere prima il suo "Lezioni di fotografia" e vedrai il tutto con occhio differente. |
user12181
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 8:52
Inutili? Dovrebbero avere un'utilità? In ogni caso una cosa è sicura: sei tu che non "capisci" quel che "capiscono" altri a cui piace. Non credo peraltro che ti potrebbero convincere con argomentazioni, che finirebbero per essere "banali e inutili". Lasciaci lo struggimento e la nostalgia che ci prendono ripensando a certe sue foto, senza doverne rendere conto nel cazzeggio di un forum. E il rimpianto. Sì, anche il rimpianto. |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 9:21
"Prova a leggere prima il suo "Lezioni di fotografia" e vedrai il tutto con occhio differente. ;-)" L'ho letto anche io, ti apre in due la mente come un melone. Se non decidi di smettere dopo vedrai che guarderai le sue foto (e non dolo le sue) in maniera diversa. |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 11:24
Gia' qualcosa che hai trovato alcuni scatti di paesaggio "interessanti". Negli anni 80 Ghirri coinvolge vari fotografi italiani, tra i quali Gabriele Basilico, Guido Guidi, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci,..nel progetto "viaggio in Italia". Oggi si potrebbe guardare criticamente ai social, come portatori di immagini attraenti e tecnicamente perfette, ma spesso un po' superficiali (dietro l'effetto wow..il nulla) e senza un filo conduttore. In quegli anni non c'erano i social, ma da un certo punto di vista analoghe erano le immagini che imperversavano in tv e sulle riviste, in una ricerca spesso forzata del sensazionale e dell'esotico, ricerca che pero' portava all'omologazione, allo stereotipo e aggiungo, alla perita del legame con il proprio territorio, della propria identita'. Ghirri e gli altri fotografi italiani, ciascuno con la sua visione, ci offrono fotografie che, oltre ad essere dei riferimenti dal punto di vista formale, pongono lo sguardo su cio' che ci sta attorno (per questo apparentemente banali). Attraverso il paesaggio che ci circonda, forse in quegli anni ancor piu' di oggi, si possono vedere i comportamenti e i cambiamenti sociali, oltre alle stratificazioni lasciate dalla storia, di cui il nostro territorio ha un patrimonio ricchissimo... |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 15:03
uno è libero di dire che le fotografia di Ghirri non incontra il proprio gusto, ciò non toglie il fatto che sia stato un protagonista della storia della fotografia, da studiare sicuramente. va anche detto, che molti altri autori considerati "minori", hanno dato un significativo apporto all'evoluzione del racconto fotografico, ma restano sempre un pò in ombra rispetto ai soliti nomi più di moda... |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 15:06
+1 |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 17:35
Sui termini "banale" e (soprattutto) "inutile", potremmo dibatterne all'infinito :) |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 17:36
Ottimi spunti grazie. Chiaramente riconosco che quello di Ghirri è un nome ed io non sono nessuno, quindi c'è da imparare. Per questo mi interessa confrontarmi e cercare nuovi messaggi dietro a foto che, sul momento, mi sembrano poco interessanti. Approfondirò |
user203495
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 17:37
Io per vedere vedo e,francamente,le trovo insulse.Piatte.Insignificanti. Questo è SGUNZ. "Mi dispiace non mi unisco a questa schiera,morrò pecora nera". De gustibus. |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 17:46
“ Sui termini "banale" e (soprattutto) "inutile", potremmo dibatterne all'infinito :) „ Vero. E' probabile che abbia sbagliato ad esprimermi in modo così diretto. Ma sono le percezioni che mi hanno colto mentre osservavo quelle gallerie. Sia chiaro che mi riferisco alle immagini presenti sul sito linkato, come detto non conosco le altre opere. |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 17:48
Ci vuole una certa sensibilità e immaginazione per apprezzare uno come Ghirri. È del tutto normale che ad uno sguardo superficiale risultino insignificanti le sue foto. |
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inviato il 30 Novembre 2022 ore 17:51
“ ciò non toglie il fatto che sia stato un protagonista della storia della fotografia, da studiare sicuramente. „ Non lo metto in dubbio. Sia chiaro che mi approccio all'argomento con l'umiltà di chi non finirà mai sui manuali di fotografia come un riferimento di qualche genere. Ho avvicinato Ghirri per imparare. |
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