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avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2022 ore 20:22    

Dal libro "La furia delle immagini" di Fontcuberta (ringrazio ancora chi l'aveva consigliato)
Leggevo questo passaggio...cosa ne pensate?



avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2022 ore 21:00    

LoL

avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2022 ore 21:11    

Avevo aperto in post specifico, trovo il discorso interessante e che porta a giuste riflessioni
Banalmente aiuta a avere un'ottica migliore sulle proprie foto
www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=2909821

avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2022 ore 21:12    

Leggevo questo passaggio...cosa ne pensate?


Sarei curioso di sapere chi NON ha mai scattato un tramonto e/o alba .
Probabilmente nessuno, su questo pianeta.

avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2022 ore 21:20    

Matteo, mi è venuto in mente che il suggerimento del titolo del libro era tuo, mi leggerò con calma il tuo post, grazie!
Mc Reeny, certo, hai ragione (anche se non implica che poi uno condivida quelle foto). Ma non tutti fanno riflessioni a riguardo. Purtroppo.

avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2022 ore 21:37    

Ma non tutti fanno riflessioni a riguardo. Purtroppo.


Sai qual'è il problema? La pubblicazione online.
Posto che anche le mie immagini fanno parte del problema , nessuno vieta a chicchessia di fare un'alba,un tramonto,i gatti della nonna,i pargoli ecc ; bisognerebbe invece chiedersi che senso abbia aumentare la fiumana di foto presenti in internet senza dare un minimo di apporto significativo,un qualsiasi contenuto che non sia limitato ai "colori".
Siamo (perchè non sono l'unico) poco onesti con noi stessi e l'approvazione altrui ci dona piacere ,tutto qua.

P.S. Non vorrei far sottointendere che tutti gli scatti di paesaggio al crepuscolo od al primo mattino siano inutili,perchè non è così.

avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2022 ore 21:47    

Il libro parla anche di questo, infatti. Comunque apprezzo quando dici "Siamo (perchè non sono l'unico) poco onesti con noi stessi e l'approvazione altrui ci dona piacere ,tutto qua."
Non è una cosa che confessano in molti.

avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2022 ore 22:21    

Io credo che non esista niente che non sia stato fotografato.... quindi bisognerebbe appendere le macchine al chiodo?
Per come la vedo è il modo in cui si interpreta e fotografa un determinato soggetto che da il valore aggiuntivo alla foto... il modo con cui il fotografo vede ... l'idea che è dietro uno scatto..

avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2022 ore 22:27    

Canopo credo dovresti leggere bene il pensiero di foncuberta perché credo tu lo abbia travisato

avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2022 ore 22:50    

Mi riferivo alla risposta di Mc Reeny sul discorso albe e tramonti

avatarsenior
inviato il 11 Luglio 2022 ore 23:09    

É legato all'opera della umbrico che sottolinea la ripetitività di certo scatti, trovati a centinaia si flikr

avatarsenior
inviato il 12 Luglio 2022 ore 0:01    

Aggiungo una piccola riflessione che non ho ancora capito bene dove possa portare, ma mi è venuta in mente ora e ve la sottopongo.
Dunque sono disponibili oltre 12 milioni di foto di tramonti. Ci saranno dentro un mucchio di scatti banali, ma se anche solo una foto su mille fosse buona (possibilissimo) questo vorrebbe dire 12000 foto di tramonti BELLE e per qualche verso interessanti.
Immaginando che qualcuno volesse studiarsele per documentarsi, quanto tempo ci impiegherebbe per guardarsele tutte? Oltre al fatto che, per trovare quelle interessanti avrebbe dovuto guardarsi, anche solo fugacemente, tutte le altre.
Quindi siamo al punto che per fare una qualche valutazione qualitativa e non solo una statistica delle immagini disponibili sarebbe necessario innanzitutto sviluppare un algoritmo capace di selezionare le foto veramente degne di attenzione e di scartare le altre, cosa che mi pare abbastanza difficile.
In pratica gli esseri umani vivono immersi in un enorme flusso di immagini che agisce su di loro ma che risulta molto difficile studiare a causa delle sue dimensioni.
E, udite udite, molte delle caratteristiche di queste immagini sono sempre più influenzate dalla tecnologia che le produce. Gli algoritmi che modificano le immagini prodotte dagli smartphone creano un'immagine della realtà alquanto fasulla che finisce per agire sulla psiche dei fruitori in un modo che è non solo poco controllabile, ma anche difficile da conoscere e valutare nei suoi possibili effetti e relative conseguenze.


avatarsenior
inviato il 12 Luglio 2022 ore 0:12    

Cito dal libro:
"Ha senso lo sforzo di farne una in più?
Aggiungerà qualcosa a quelle già esistenti? "
Ovviamente no e concordo con l'autore ma allora perché ci sono?
La risposta penso sia abbastanza semplice, ovvero perché all'essere umano piace lasciare un "segno", minimo, effimero, quasi inosservato ma comunque un piccolo segno della nostra presenza ci piace lasciarlo.

Sui social quindi pubblica la fotografa professionista come la casalinga di Savona.
Ma alla casalinga di Savona, o più precisamente a mia madre, sarebbe inutile, ma anche sciocco, chiedere la motivazione "fotografica" delle sue pubblicazioni. Di fotografia non ne sa nulla e non vuole saperne nulla, lei pubblica la foto del gatto per poi chiamare le sue amiche per dirgli della foto, ovvero lasciare un segno. Gatto, tramonto, il bicchiere di vino all'aperitivo non fa alcuna differenza è solo un modo per dire "ehi, sono qua".

avatarsenior
inviato il 12 Luglio 2022 ore 4:59    

In certi casi, più che lasciare un segno, si diventa un numero seriale che fa parte di una catena interminabile. Quello che vorrebbe essere un gesto "umano", cioè "voglio far sapere che c'ero io in quel determinato momento", viene immesso in un flusso di immagini continuativo che perdono qualsiasi connotazione personale.
Dobbiamo quindi pensare che siamo così autocentrati da non curarci minimamente di chiederci se questa "necessità" abbia una qualche utilità se non quella di contribuire alla saturazione massiva di immagini indistinguibili? La libertà individuale di manifestarsi giustifica da sola questo fenomeno?
Il fatto che la gente abbia finito per farsi le foto davanti ad un'opera(zione) come quella della Umbrico (per poi condividerle anche), credo sia ancora più emblematico dei milioni di tramonti postati.

avatarsenior
inviato il 12 Luglio 2022 ore 7:15    

Un piccolo OT solo perché Miopiartistica ha parlato di
"Quindi siamo al punto che per fare una qualche valutazione qualitativa e non solo una statistica delle immagini disponibili sarebbe necessario innanzitutto sviluppare un algoritmo capace di selezionare le foto veramente degne di attenzione e di scartare le altre, cosa che mi pare abbastanza difficile."

È in corso in esperimento interessante su un sito che non posso nominare sennò Juza si arrabbia e chiude il thread (anche se non ne capisco il motivo visto che quel sito non è affatto un concorrente di questo e si basa su presupposti, scopi e funzionamento completamente diversi), se qualcuno è interessato passo un link esplicativo sull'argomento.

Tornando IT, tra lo scattare e il pubblicare c'è di mezzo "e il" come dicevano gli Elio e le Storie Tese.

Dopodiché è chiaro, nel fenomeno social della condivisione "no matter what" si intersecano una miriade di situazioni, fenomeni e motivazioni diverse che trovo certamente interessanti ma la cui risultante non sempre fa bene alla Fotografia.

C'è sì più probabilità oggi che un buon fotografo possa essere notato (non fosse altro che per semplice statistica), il rovescio della medaglia è il rumore digitale che cresce esponenzialmente quindi alla fine non sono sicuro che la risultante netta sia in campo positivo di un ipotetico grafico.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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