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Aneddoto in tema con la grandissima band di questo splendido (fra i tanti loro) brano.
Un mio amico suona la chitarra elettrica: all'epoca avevano il gruppetto e andavano a suonare alle classiche fiere, sagre, serate di liscio e quant'altro.
Una sera, poco prima dell'inizio di una di queste feste di paese, erano lì che preparavano e collegavano gli strumenti sul palco, allorché gli si avvicina un ometto abbastanza in là con l'età che apostrofa deciso il bassista: "Ma stasera la sonate smonghin in de uote?"
Il bassista senza indugio risponde pronto: "Ma quale, quella de' ippe urple?"
E l'ometto soddisfatto risponde: "Bravo, quella!"
La musica bella non conosce confini di classe sociale o culturale!
Cavolo, quanti ricordi… E una canzone che molte band giovanili mettevano in scaletta fin dai primi anni '70. La batteria di Paice e il basso di Glover, ma anche la chitarra di Blackmore e l'Hammond di Lord, in qualche modo e magari imbrogliando un po', riuscivi a renderli… Ma era la voce di Gillan che era impossibile da emulare. Non tanto per il falsetto in quella tonalità, ma per la potenza inarrivabile che era in grado di esibire.
Tralascio commenti sul pezzo (forse non è la miglior versione), ma mi fa un certo effetto la semplicità del setup: batteria basica, niente luci, fumi, effetti glamour, nessuna gestualità, quasi immobili.... Ma si fanno sentire! Promettono bene...
Molti fanno riferimento ai Deep Purple con Smoke on the Water però per me non è stato il pezzo migliore, Highway Star, Lazy, Burn, You fool no one, Might just take your life, Lay Down Stay Down per esempio li trovo più da impronta.
Certo SaroGrey, condivido pienamente. Anche secondo me Burn rappresenta il raggiungimento dell'apice di quella fomazione, non a caso contiene gli ultimi quattro brani che hai citato. Aggiungerei, sempre dello stesso album, A200, brano dall'inizio un po psichedelico che sfocia in un assolo dove Blackmore all'inizio fa "piangere" la sua Fender per poi esplodere in una pirotecnica passerella di tecniche chitarristiche che successivamente verranno fatte proprie dai vari Malmsteen, Oldsworth. Burn è un album che conosco a memoria
@Luciano ahimè io li posseggo tutti in vinile, nemmeno un cd.
Avendo rotto il piatto, adesso li ascolto solo su Spotify.
Concordo su Burn, il mio disco preferito, ma anche il decadente Stormbringer non è da sottovalutare. Soldier of Fortune è un capolavoro assoluto.
Ovviamente i classici con Ian Gillan non li metto in discussione!
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