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inviato il 21 Maggio 2022 ore 12:40
Scusate un'informazione se qualcuno è del settore. Ho fatto un compromesso per acquisto casa, la signora mi ha detto verbalmente che gli impianti di riscaldamento e della luce sono stati rifatti una ventina di anni fa e sono a posto, io ho guardato la casa e ho dato la caparra. Sul compromesso non viene dichiarato né che gli impianti sono a norma ma nemmeno il contrario. Ora ho le chiavi e sto facendo alcuni lavoretti perché lei si è già trasferita, girando per la casa noto che manca il salvavita, non è presente un quadro elettrico che divida in settori la casa, al piano terra nelle prese manca il filo della terra, al secondo piano dove ha fatto alcuni interventi anni fa è presente il filo della terra. Se la signora non ha una dichiarazione di conformità, la casa può essere considerata non abitabile? È obbligata a scalarmi dal prezzo di acquisto il costo per rifare l'impianto? |
user226515
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 13:24
Quanti anni ha l'impianto elettrico? |
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 13:31
Sicuramente non è semplice dare delle risposte univoche e certe, comunque provo a darti la mia opinione. “ la signora mi ha detto verbalmente che gli impianti di riscaldamento e della luce sono stati rifatti una ventina di anni fa e sono a posto, io ho guardato la casa e ho dato la caparra „ Non mi intendo di aspetti legali però ritengo che se tu avessi nutrito dei dubbi sarebbe stato opportuno metterli in luce prima di pagare la caparra e firmare il compromesso. Secondo me hai accettato di acquistare la casa nel suo stato di fatto. “ Sul compromesso non viene dichiarato né che gli impianti sono a norma ma nemmeno il contrario. „ Su questo aspetto sicuramente il notaio al momento del rogito dovrà mettere nero su bianco la situazione effettiva e non so se vi siano eventuali vincoli sullo stato degli impianti. “ Se la signora non ha una dichiarazione di conformità, la casa può essere considerata non abitabile? „ Se dal punto di vista formale l'impianto è precedente all'entrata in vigore della legge 46/90, la DI.CO. non è richiesta. Tuttavia l'impianto per essere a norma secondo la L. 46/90 dovrebbe per lo meno avere il salvavita (interruttore differenziale con sensibilità non superiore a 30mA). Se invece l'impianto è successivo all'entrata in vigore della legge 46/90, allora è richiesta la DI.CO. o la DI.RI. (DIchiarazione di RIspondenza) in sua vece. “ È obbligata a scalarmi dal prezzo di acquisto il costo per rifare l'impianto? „ Secondo me no; se hai visitato la casa e hai stipulato il compromesso non credo tu possa pretendere dei lavori a carico del venditore. Se stai facendo un po' di lavori nella casa prima di entrarci, probabilmente è meglio pensare da subito all'adeguamento dell'impianto elettrico rivolgendoti a tecnici qualificati in modo da avere un impianto sicuro e certificato secondo l'attuale DM 37/08 (che ha abrogato la L.46/90) cogliendo anche l'opportunità di fare dei lavori (eventuali nuove tracce nei muri, predisposizioni, ecc...) che poi sarebbe molto difficile fare una volta che ci vai ad abitare. |
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 13:42
Gia il fatto che manchi sia il salvavita,sia il cavo di messa a terra,mette fuori norma gli impianti. Le sezioni dei cavi sono adeguate? Di norma dovrebbero essere di 1,5 mm/q per la luce e di 2,5 mm/q per la forza. Il salvavita deve essere di 0,03 ampere,e la messa a terra efficiente. Fai controllare da un buon elettricista il tutto,perchè è basilare avere un impianto a norma,sopratutto per la sicurezza tua e dei tuoi cari. Un saluto,Alessandro. |
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 13:55
Ma il certificato di Abitabilità che rilascia il comune c'è di quella casa oppure no? |
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 14:03
Non avresti la residenza se non ci fosse il certificato di abilità. Almeno quando ho acquistato io la casa , dal notaio è stato il primo foglio chiesto. |
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 14:14
Pensa che anni fa cambiai l'assicurazione sulla casa e quando mi recai a fare il cambio mi portai il certificato immaginando fosse basilare averlo, mi dissero che non serve per stipulare il contratto, assicurazione non tipo fantasma ma stipulata direttamente dalla mia banca. |
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 14:18
La signora ci ha sempre abitato, la casa è degli anni 70. Una ventina di anno fa la parte di sopra è stata un po' ristrutturata, hanno rimesso mano all'impianto ma da quello che mi ha spiegato glielo ha fatto un conoscente del paese, dubito abbia la certificazione. La signora ci abita e vi aveva la residenza, io ovviamente la residenza la andrei a fare dopo il rogito. Online leggevo pareri contrastanti, uno è che se non è in regola manca l'abitabilità, e quindi la casa a quel punto me la deve vendere a meno di quanto pattuito. Inoltre andrebbe dichiarato prima se qualcosa non è a norma in modo che chi compra valuta il da farsi |
user226515
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 15:10
Dal punto di vista legale, la legge 46/90 ed il successivo decreto 37/2008, stabiliscono che, a partire dal 13/03/1990, gli impianti elettrici dovevano essere adeguati alla nuova normativa, ma, per quelli precedenti l'entrata in vigore, non vi è l'obbligo di disporre di documentazione che attesti l'adeguamento, solo per i lavori eseguiti successivamente all'entrata in vigore della legge vi è l'obbligo giuridico di disporre della relativa documentazione di esecuzione allo stato dell'arte. In pratica, visto l'età dell'immobile, l'attuale proprietaria non ha nessun obbligo legale riguardo l'adeguatezza, o meno, dell'impianto elettrico, rispetto la normativa vigente, in quanto la legge non lo prevede. |
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 15:36
“ La signora ci ha sempre abitato, la casa è degli anni 70. Una ventina di anno fa la parte di sopra è stata un po' ristrutturata, hanno rimesso mano all'impianto „ Devi farti rilasciare una dichiarazione di rispondenza (dal responsabile tecnico dell'impresa a cui affiderai il compito di rivedere l'intero impianto). Se non erro viene richiesta anche l'attestazione di prestazione energetica. |
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 15:42
Gli impianti devono soddisfare determinati requisiti, fissati dalla legge. Se gli impianti "non sono a norma" in genere il venditore pretende dall'acquirente una liberatoria. In questo caso, se non c'è, il venditore ha un problema. Occhio, però, che la liberatoria potrebbe spuntare in sede di definitivo, ed è fregato l'acquirente. Diciamo che se te lo compri non a norma poi puoi fare una causa per il minor valore o, come avviene di solito, accordarsi per accollare la sistemazione a carico del venditore. |
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 15:43
“ e non erro viene richiesta anche l'attestazione di prestazione energetica. „ Sì, quello è obbligatorio. |
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 15:58
Solitamente nei contratti viene specificato che l'acquirente compra nello stato in cui si trova l'immobile. Tanto più che tu nella stima potevi benissimo far fare un controllo da un tecnico prima di acquistare e non pretendere la signora sappia dirti se l'impianto è norma o meno. Diverso è per la locazione dove l'inquilino deve avere una casa a norma e abitabile da subito salvo patti contrari. |
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 15:58
Mi sembra molto complicato. In teoria la casa dovrebbe essere venduta a norma. Il notaio pero' ha diverse formulette standard che lo difendono da "sorprese" scaricandole sull'acquirente. Se la casa ti interessa ed il lavoro non e' cosi' impegnativo.. mettere un quadro vicino al contatore con salvavita e due magnetotermici e' robetta da poco (qualche centinaio di euro). Per quanto riguarda la terra puo' essere invece piu' fastidioso. Penso che convenga andare a fare una chiacchierata con la venditrice. Ispezionare bene le prese per verificare le sezioni ed il TIPO dei cavi. Controllare i cavi delle plafoniere, e valutare il costo per la messa a norma. Alla fine sul prezzo di una casa non incidera' molto. E forse si puo' negoziare uno sconto. |
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inviato il 21 Maggio 2022 ore 16:08
Se ha messo mano all'impianto e non è stato installato un salvavita è chiaro che è tutto da rifare. Cosa che comunque farei in ogni caso: gli impianti dell'epoca hanno spesso condotte in metallo, di sezione minimale, cavi rigidi, con isolamento vecchio, supporti dei frutti in metallo, frutti vecchi, interruttori diff. e termici da cambiare, mancanza di linea di terra... |
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