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inviato il 21 Aprile 2022 ore 11:11
Un interessante articolo de Il Messaggero ci segnala quella che si sta tramutando in una tempesta perfetta: post-Covid / guerra in Ucraina / nuovo-Covid tutto in un unico porto. "Cinquecento navi in fila per entrare in un porto non si sono mai viste. Un ingorgo pantagruelico che sta facendo diminuire la produzione di farmaci in India (maggior produttore di medicine al mondo) e calare il numero di vetture sfornate dalle linee di montaggio americane e europee. Come se non bastasse la guerra in Ucraina, lo spettacolare collo di bottiglia che si è formato davanti allo scalo di Shanghai, il principale porto cinese e del mondo dove ogni anno transitano ben quattro milioni di tonnellate di merce, sta scatenando una sorta di tempesta perfetta sulle filiere produttive di mezzo mondo. La causa? Il Covid-19, cos' altro? Il virus in Cina continua a imperversare anche perché le autorità di Pechino mantengono una linea anti-Covid durissima, articolata su un lockdown micidiale che ha bloccato nelle loro case 25 milioni di persone a Shangai (12 in realtà possono muoversi solo nel loro quartiere), nonostante una mortalità ridottissima di appena 7 morti da Omicron. EFFETTO DOMINO Risultato? La Cina sta facendo tremare le principali filiere produttive mondiali. Fra le 477 navi mercantili contate l'11 aprile davanti alla costa di Shanghai, a decine sono cariche di metalli raffinati e altre sono in attesa di caricare materiali pronti per la distribuzione commerciale: il blocco dello scarico e del carico sta innescando un gigantesco domino. I ritardi nelle consegne cominciano ad essere imprevedibili e stanno impedendo alle imprese di rispettare i termini di consegna dei beni lavorati o dei componenti e ai negozi di avere alcune merci in vetrina. L'intera logistica mondiale ne soffre, con treni che partono dai porti degli altri continenti mezzo vuoti, e prezzi dei containers e dei trasporti che salgono e scendono non più secondo la classica legge della domanda e dell'offerta ma in base a logiche imprevedibili legate alla loro semplice disponibilità. Per avere un'idea della fase di follia che affligge la logistica basta dire che affittare un container da 40 piedi da Shanghai a Rotterdam fino all'estate scorsa costava non più di 2.000 dollari, poi nell'autunno le tariffe sono schizzate fino a 13.000 dollari e oggi oscillano su cifre analoghe. E così trovare componenti per i farmaci sta cominciando ad essere un grosso grattacapo perché la Cina gestisce il 70% della produzione mondiale di molecole (il principio attivo di ogni medicina). Non solo. Il dramma della mancanza di semiconduttori per le auto sta toccando livelli impensabili. Non c'è stabilimento automobilistico in tutto il mondo, ma in particolare in Usa e in Europa, che non abbia dovuto sospendere la produzione per qualche settimana. Anche in Italia Stellantis ha dovuto fermare la produzione della mega-fabbrica di Melfi che produce le Jeep Compass e Renegade e la 500X, per mancanza di componenti elettronici. La scarsezza di merci sta lentamente plasmando quella che gli economisti chiamano crisi da offerta. In pratica i beni prodotti dall'industria sono molto meno di quelli richiesti e questo fenomeno alimenta l'inflazione. Oltre all'aumento dei prezzi delle materie prime, stanno lievitando ad esempio i listini delle automobili perché la domanda resta forte ma nessun costruttore riesce a produrre di più e così la pressione della concorrenza sui prezzi si è dissolta, mentre gli utili delle aziende automobilistiche non sono mai stati così pingui. Un po' ovunque nelle fabbriche di mezzo mondo sta spuntando la scritta chiuso per virus. Il che è ancora più paradossale se si pensa che sia l'Europa che gli Stati Uniti stanno rapidamente abbandonando la fase dell'emergenza Covid. I DUE MOTIVI Già, ma perché la Cina continua a tenere la linea dei lockdown pesanti che in Occidente è stata abbandonata da tempo? Gli osservatori forniscono due spiegazioni. La prima è tecnica: il vaccino cinese, il Sinovac, anche se somministrato a larga parte della popolazione, è molto meno efficace degli analoghi prodotti occidentali. La seconda spiegazione è legata all'imminente rielezione di Xi Jinping alla guida del Paese. Un passaggio che nella mentalità cinese è sinonimo di stabilità. Dunque cambiare linea sulla gestione dei contagi non è ammesso perché sinonimo di instabilità: la popolazione potrebbe convincersi che la linea dura tenuta fin dall'inizio del contagio non era corretta. Con conseguenze imprevedibili in un Paese che sostiene la superiorità del proprio solido sistema politico rispetto alle continue oscillazioni delle democrazie occidentali. La globalizzazione, che tanto ha aiutato la Cina, per ora è stata messa in stand by. Per ora. |
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 11:12
L'impatto, anche ma non solo sul comparto fotografico, non potrà che essere pesante (lato costi, lato sviluppo, lato produzione e lato tempi di consegna). |
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 11:22
E per 7 morti di covid creano tutto sto casino? Diciamo che è tutto orchestrato alla perfezione; nei porti di tutto il mondo hanno continuato a lavorare normalmente con i lockdown. Ora cresceranno i giochi nelle borse affari. |
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 17:14
Stiamo vivendo un grande momento di instabilità internazionale, a vario titolo e per varie ragioni... speriamo la situazione non peggiori... |
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 17:39
Andasse in vacca solo la cina sarei ben contento. Purtroppo delle loro cazzate paghiamo poi il prezzo noi. |
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 17:46
Purtroppo mezzo mondo ormai dipende dalla Cina... |
user198779
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 17:57
Colpa dei cinesi vero |
user198779
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 18:07
Non discuto i metodi cinesi, ma non venite a dirmi che noi siamo innocenti, io direi il contrario finché ci hanno fatto comodo come manovalanza a basso prezzo tutto andava bene ora che come si dice il coltello dalla parte del manico ce l'hanno loro è un problema perché non saranno loro ad occidentalizzarsi ma sarà più facile il contrario con tutto quel che ne consegue. Firme della moda che speculano su 10 euro di differenza su capi di abbigliamento da 1000 euro ma dai !! |
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 18:12
si esatto noi non abbiamo nessuna responsabilità ... tutta colpa dei cinesi |
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 18:17
È una speculazione. La realtà è che da trent'anni a questa parte i paesi occidentali si sono legati mani e piedi alla Cina. Spero che qualcuno, possibilmente chi di dovere, capisca che questi ormai ci tengono per le palle e si diano da fare per evitare che comincino a stringere |
user198779
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 18:19
Esatto Paolo. |
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 18:31
Ragazzi evitiamo come vuole l'Admin le speculazioni politiche e aggiungiamo solo considerazioni e/o notizie relative al nostro " piccolo mondo " fotografico (es. esempi eclatanti di rincari e/o ritardi di presentazione etc). Grazie! |
user198779
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 19:18
Ok scusa _AXL_ non mi pareva di aver fatto un discorso P... ma di economia. |
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inviato il 21 Aprile 2022 ore 22:11
Bisogna decidersi a riportare a forza la produzione di beni nei nostri Paesi. E di corsa. A qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo. Perché dopo la Russia viene la Cina (e probabilmente verranno assieme) e sennò saranno dolori. Nella speranza che l'India alla fine si schieri con noi o non ne usciamo vivi. Ammesso che ne esca vivo qualcuno in ogni caso. |
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inviato il 22 Aprile 2022 ore 7:18
Giusto ma per portare la produzione dei beni nel nostro paese ci vogliono decenni e una gioventù con la voglia di lavorare qua ci hanno abituato al reddito di cittadinanza altro che al lavoro .La ruota gira .... |
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